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Il secondo
Prefazione
Il Duri & Puri e' stato inventato da Motobyte, socio VIC della prima ora, motociclista propenso piu' a viaggiare che a chiaccherare.
Alla prima edizione, nel Luglio 2000, partecipammo solo io e lui; fu un bel giro fra le Dolomiti, con sconfinamento in Austria e tanti passi alpini da superare.
Il divertimento che un giro cosi' massacrante ci procuro' fu tale che Motobyte decise di fare un altro D&P nel 2001. Per consentire una piu' vasta partecipazione, penso' di spostare il raggio di azione agli Appennini, cosi' da consentire anche ai soci del centro Italia di partecipare.
Il percorso era stato gia' individuato e, pur se con qualche inghippo (chiusura del Passo del Brattello), tutto era pronto per la partenza. Sfortuna volle che Motobyte rimanesse coinvolto in un incidente piuttosto grave in cui rimase distrutta la sua fida VFR e la sua gamba destra ne usci' assai malconcia.
Messo fuorigioco il promotore del D&P, non era mia intenzione proseguire nella organizzazione dello stesso, ma l'insistenza di alcuni soci mi fece cambiare idea. Cosi' si fisso' una data e si rilancio' l'idea in lista. La vicinanza con le ferie creo' qualche problema a molti, ma alla fine ci ritrovammo piu' numerosi che al primo D&P (ci voleva poco, in verita' ).
Percorso
La partenza era prevista a Salsomaggiore Terme alle ore 8:30 e si prevedeva (molto ottimisticamente) di tornare alle 19:30 dopo 668 km di strade e passi appenninici vari. Nella tabella alla fine del report si trova una descrizione completa dei passi e paesi attraversati.
1 giorno : Sabato 28 Luglio 2001
13 passi : Pelizzone, Montevaca' , Tomarlo, Zovallo, Mercatello, Scoffera, Bocco, Cento Croci, Bracco, Cerreto, Pratizzano, Lagastrello, Cisa
100 paesi : in Emilia, Liguria e Toscana
1000 Curve : se volete, contatele!
Partecipanti
- Renato detto "Il Professore" da Treviso - VFR 800 RC46
- Marco "Il Folle" da Parma - VFR 750 RC36
- Gianpaolo "Jordan" da Verona - VFR 800 RC46
- Nicola "Interceptor" da Milano - VFR 800 RC46 (o quel che ne resta)
- Gianpaolo "CiccioBenza" da Padova - VFR 750 RC36 (taroccato da RC30)
- Marco "Ellenik" da Torino - VFR 800 RC46
- Mauro "Lobosky" da Rho - VFR 800 RC46II
- Michele "Miki" da La Spezia - VFR 800 RC46
- Pietro "Snoopy" da Roma, lasciato per ultimo perche' e' il piu' vecchio del gruppo - VFR 750 RC36II
Resoconto
Fedele al mio convincimento che il D&P si deve fare in giornata, mi sveglio alle 03:45 del 28 Luglio 2001. Per arrivare a Salsomaggiore sono circa 280 km di autostrada ed a me non piace correre forte in autostrada, quindi parto per tempo.
Lascio casa alle 04:45 e mi incontro a Padova con CiccioBenza alle 05:30. Ho gia' preavvertito CiccioBenza che in autostrada si va piano, ma quando veniamo sverniciati da un gruppetto di scooter (solo uno e' un T-Max!) si vede che non ce la fa piu' a resistere alla mia andatura da coma.
Uscendo dall'autostrada a Fidenza, troviamo nuvole minacciose e la strada bagnata; verso dove siamo diretti il cielo sembra piu' chiaro ed infatti non piovera' tutto il giorno.
Arriviamo a Salsomaggiore alle 08:15 trovando gia' presenti Jordan e Miki. Dopo poco arrivano Lobosky, Interceptor, Il Folle, Snoopy ed Ellenik.
Lobosky ed Interceptor arrivano direttamente da Milano e si sono presi una robusta razione di acqua, come testimoniato dalle mani blu, causa guanti, di Lobosky. La moto di Interceptor sembra quella di Scintilla, cioe' con carena in vetroresina non verniciata e scarsa attenzione alla pulizia: il cosiddetto attrezzo da lavoro.
Distribuisco la cartina (personalizzata con logo VIC) con segnato il percorso e la tabella delle distanze, mentre io ne utilizzo una con gli appositi spazi per segnare tempi e km percorsi. Anche il Folle, a scanso di errori, si e' fatto la sua cartina con evidenziato il percorso.Partenza alle 08:38 con in testa il Folle, che conosce le strade, direzione Pellegrino Parmense e quindi Bardi. Le strade sono abbastanza mosse, ma non particolarmente veloci.
Lobosky e Snoopy restano un po' indietro e rallento anch'io per non perdere il contatto. Lobosky e' un po' avvilito perche' si rende conto di non avere la padronanza completa del VFR (nuovo nuovo per lui), ma non si perde d'animo e prosegue tenace. Si nota molto lo stile "inglese" di Interceptor, nel senso che viaggia piu' contromano che a destra, mettendo un po' in apprensione che gli viaggia subito davanti o dietro.
A Bardi si fa la prima sosta, in puro stile D&P: pochi minuti e solo per ricompattare il gruppo. Si riparte con il Folle in testa. Io resto indietro con Lobosky e dopo un po' mi rendo conto che la strada e' sbagliata. Ad occhio si tagliano molti km e quindi mi va bene perche' arrivo insieme con il gruppo dei fuggitivi che va alquanto veloce. La strada e' abbastanza bella, anche se l'asfalto non e' perfetto.
Arrivati al Passo di Montevaca' troviamo gli altri ad aspettarci: hanno sbagliato strada anche loro!
Breve sosta con foto e si riparte per Ferriere. Anche qui la strada non e' proprio un biliardo e la media resta bassa.Si arriva a Ferriere passando per il Tomarlo alle 11:06 dopo aver percorso complessivamente 115 km: una media da schifo e siamo gia' un po' stanchi a causa del gran caldo.
Perlomeno non piove.
Le VFR non smentiscono la fama di bevitrici e bisogna gia' pensare ai loro vuoti serbatoi.Da Ferriere a Marsaglia non si hanno gran miglioramenti nel manto stradale per cui il Folle e Jordan evitano di esagerare, mentre Lobosky comincia a scaldarsi e procede piu' spedito. Malgrado il passo non velocissimo, non posso fare a meno di ammirare lo stile di guida spettacolare di Jordan, che sfiora con le saponette ad ogni curva, pulito e veloce: come dice Ellenik, ti senti un drago anche tu visto che mantieni la sua media. Ma e' solo una illusione, alla prima tirata Jordan scompare subito alla vista e si torna con i piedi per terra.
Arriviamo a Marsaglia alle 11:47 e qualcuno pensa sia gia' ora di pranzo. Ora, confrontando le dimensioni del giro vita di Cicciobenza ed Interceptor con quelle di Motobyte, si capiva gia' in partenza che la stoica marcia del primo D&P non poteva essere ripetuta.
Quindi sosta pranzo, rigorosamente limitata a panini e qualche bibita.Il caldo si fa sentire e c'e' chi suda come una fontana (Cicciobenza, senza fare nomi). Restiamo comunque fermi per soli 35 minuti. La sosta serve anche a rinfrancare lo spirito perche' il tratto da Marsaglia fino a Torriglia e' la famosa Val Trebbia, spettacolare nastro d'asfalto con buon grip ed abbastanza veloce.
Malgrado i buoni propositi di Jordan (mi risparmio per il Bracco, diceva...) appena vede il Folle partire a razzo, non resiste e si mette all'inseguimento. Si dice che i due siano arrivati anche ai 200 km/h! Interceptor, Miki e Snoopy si lanciano all'inseguimento, mentre io, Cicciobenza, Ellenik e Lobosky facciamo da retroguardia.
La Val Trebbia e' pero' troppo bella ed anch' io mi faccio un po' prendere la mano e comincio a tirare, confortato dal gran grip dei Dragon Evo nuovi di pacca. Ellenik mi viene dietro e, sudando come suo solito, anche Cicciobenza. Lobosky resta distaccato, ma di poco: appena si rallenta per un'auto o un paese, subito si fa sotto. La media del giro ha un piccolo sobbalzo, ma di fatto siamo neanche ad 1/3 del giro e sono passate gia' 4 ore e mezza: di questo passo si arriva alle 10 di sera, pensiamo (ed infatti ...).
Il tratto che da Torriglia porta verso Chiavari non e' particolarmente entusiasmante ed io faccio da battistrada, visto che non e' molto conosciuto da nessuno dei partecipanti (se si sbaglia e' colpa dell'organizzatore e quindi si e' giustificati, pensano gli altri).
Arrivati a Carasco si gira verso il Passo del Bocco e qualcuno mugugna perche' con questa deviazione si fa in pratica un cerchio chiuso e si torna al punto di partenza (o quasi): ma ormai la sfida e' lanciata e non si puo' "tagliare" il percorso.
Il Passo del Bocco ci propone una strada appena asfaltata, con ottimo grip e curve belle larghe: l'ideale per mettere alla prova i miei EVO. Sono ancora io a fare da battistrada e, lasciata da parte la prudenza, comincio a tirare piuttosto forte. Jordan si piazza alle mie spalle e vedo tutto il trenino di VFR che guizza fra gli alberi al mio inseguimento. Mi diverto tantissimo a fare quelle belle curve non troppo veloci e ben raccordate le une alle altre: la fatica scompare e si arriva al Passo freschi come appena partiti.Breve sosta, utile per commentare le acrobazie del Folle con le gomme ormai finite, e si riparte verso Bedonia ed il Passo Cento Croci. Le strade non sono piu' perfette come al Bocco, ma ci si diverte lo stesso. In alcuni tratti si incontra anche la strada bagnata e ci sono delle nuvole che ci girano intorno. Per fortuna non piove. Io mi diverto comunque molto a seguire il Folle che guida pulitissimo con i suoi EVO lisci e la strada bagnata. Se c'e' una cosa valida nei giri D&P e' la possibilita' di seguire per lunghi tratti dei piloti piu' bravi ed imparare un po' della loro tecnica. Lo stesso era accaduto al primo D&P, dove Motobyte mi ha mostrato come si guida fluidi e veloci. Nei giri estemporanei non avviene la stessa cosa perche' i piu' bravi scompaiono subito e li rivedi solo in cima al passo di turno.
Arrivati a Sestri Levante, ci si dirige verso il Bracco e, come promesso, il Folle e Jordan si scatenano con sverniciatura di svariati CBR-R1. Anche questa strada e' stata appena riasfaltata e quindi si viaggia con grande gusto. Il punto in cui e' stato fatto il taglio si avverte appena, ma dopo qualche settimana diventera' molto piu' evidente. Il Bracco e' un classico passo, molto frequentato dai motociclisti ed anche questa volta ce ne sono a dozzine alla Baracca. Qualcuno il giorno dopo andra' ad ordinare una VFR, possibilmente 750 bianca o 800 rossa!
Riprendiamo la strada rapidamente, tanto rapidamente che alla fermata successiva il Folle fa sfoggio di gomme "ricciolute", a dimostrazione della andatura "turistica" tenuta dal gruppo. E c'e' una buona ragione ad avere fretta, visto che sono gia' le 16:30 e siamo a poco piu' di meta' strada. Guida il gruppo Miki, visto che abita da queste parti. E' una fortuna che ci sia lui davanti perche' si passa per strade e stradine e sicuramente avrei sbagliato strada. Le soste sono sempre brevi ed a bordo strada.
Ad Aulla ci saluta Lobosky, stanco per il tanto tempo in moto e per lo sforzo fatto a mantenere medie comunque piuttosto alte per lui che non e' un VFRista di vecchia data. In ogni caso lo aspetta una lunga tirata autostradale fino a Rho e di km a fine giornata ne avra' accumulati anche lui un bel po'.Miki viaggia sparato sulle sue strade e quando mi chiede da che parte andare, io gli dico l'unico nome che mi ricordavo: Fivizzano. Cosi' imbocchiamo dalla parte opposta l'anello che ci avrebbe portato di nuovo ad Aulla, passando per il Passo di Pratizzano. Poco male, perche' comunque la strada e' la stessa.
Saliamo quindi al Cerreto, dove facciamo una sosta un po' piu' lunga.Ormai siamo a 2/3 del percorso e soprattutto non possiamo piu' tornare indietro o tagliare la strada: siamo costretti a finirlo questo secondo D&P, stressante come non si potrebbe pensare se non lo si fa almeno una volta.
La discesa dal Cerreto ed il tratto fino al Passo di Lagastrello non li posso descrivere con paesi o altro perche' sinceramente non so da dove siamo passati. Quel che e' certo e' che siamo andati su stradine sempre piu' strette, con traffico prossimo a zero e sole che ormai tramontava.
La classica sensazione di chi ha sbagliato strada e sa che arrivera' molto tardi a casa. Siamo costretti a chiedere ai (pochi) abitanti del luogo, che ci indicano la via per tornare alla civilta'. Purtroppo questa via non era completamente asfaltata e davanti ci siamo trovati un bel tratto sterrato, con pietre piuttosto grosse e pendenze al limite del ribaltamento (in avanti, visto che erano in discesa). I piu' leggeri del gruppo sono passati abbastanza facilmente (in prima marcia e con i freni sempre tirati), mentre Interceptor e CiccioBenza hanno avuto i loro bei problemi a tenere a bada la moto che voleva prendere velocita' a tutti i costi.Una scena molto divertente, almeno per noi che li osservavamo da lontano, gia' con le ruote sul solido asfalto.
Contenti per il pericolo scampato, con CiccioBenza sempre piu' dolorante ai polsi, tanto da non riuscire quasi neanche piu' a frenare, scendiamo fino ad Aulla passando per il Passo di Lagastrello, sempre badando a non pedere tempo.Belle strade con buon asfalto ed ampie curve, dove riesco ancora a viaggiare forte con il Folle e Snoopy ad inseguirmi. In particolare mi ha colpito Snoopy, con quella sua aria allegra e tranquilla: sembra il classico turista che alla prima serie di curve viene inesorabilmente perso per strada. Falso, non si stacca neanche di un cm, ti segue come un'ombra e non molla neanche quando tiri alla morte. Ed usa anche i GTS: un vero mito.
Arrivati ad Aulla ci salutano Miki e CiccioBenza. Miki va verso casa perche' abita a pochi km da Aulla e non ha senso che torni a Salsomaggiore facendo la stessa strada che ha fatto la mattina. CiccioBenza non ce la fa piu' dal dolore ai polsi e preferisce prendere l'autostrada ed andare verso casa. Di km ne fara' come noi, ma in autostrada non sollecita le stanche membra come sulla Cisa.
Restiamo fermi per un po' ad Aulla, sia per salutare i due che ci lasciano, sia per commentare inorriditi le condizioni della gomma posteriore del Folle. C'e' da non crederci, e' arrivato sulle tele eppure si e' fatto il Cerreto come un proiettile. Fra un po' si fara' la Cisa e pensate che andra' piano? Chi lo conosce sa gia' la risposta, chi non lo conosce basta che pensi al suo nick name.Non manca molto alle nove di sera quando ripartiamo verso la Cisa e di fatto la percorriamo tutta con il buio. Fa strada il Folle che conosce queste strade come le sue tasche. Malgrado le gomme finite, viaggia come un razzo e faccio fatica a seguirlo, anche perche' non mi piace viaggiare di notte su strade tutte curve. La Cisa e' molto bella, ma se non vedi la strada tutto diventa piu' difficile.
La piccola carovana di VFR (siamo rimasti in 6) si snoda veloce verso Fornovo e Fidenza. Decidiamo i non tornare a Salsomaggiore, visto che Fidenza e' logisticamente piu' indicata per quelli che restano in albergo la notte. Arriviamo in centro citta' alle 10 e mezza ed i motori vengono ufficialmente spenti alle 10:36.
Sono passate praticamente 14 ore dalla partenza ed abbiamo percorso 600 km: siamo tutti stanchi morti, ma contentissimi. Il D&P e' una esperienza incredibile e fare tante ore in sella ad una moto puo' sembrare stupido a chi non e' motociclista. Invece ti da sensazioni molto particolari, che si ricordano per molto tempo.Restiamo per un po' seduti al bar, a mangiare (io un gelato) e scherzare sulle cose divertenti della giornata. Per me restano ancora 280 km da fare, quelli che mi separano da Treviso.
Saluto la compagnia (che poi sapro' avra' anche il coraggio di tirare tardi malgrado la stanchezza) e mi avvio verso l'autostrada. E' quasi mezzanotte quando telefono a casa per dare mie notizie. Durante il tragitto mantengo una media un po' piu' elevata dell'andata ed il mio impegno piu' stressante e' quello di non addormentarmi. Trovo anche una posizione piu' comoda mettendo i piedi sulle pedane del passeggero. In questo modo posso viaggiare piu' inclinato in avanti e con il fondoschiena in una posizione diversa da quella solita (dopo 20 ore di moto si puo' capire il perche' del miglioramento).
Arrivo a casa alle 2:15 dopo 1147 km e 21 ore e mezza di viaggio. Stanchissimo, ma felice.
Non e' una esperienza da rifare il giorno dopo (e chi ne ha la forza), ma l'anno prossimo ci saro' ancora al D&P 3. E sono sicuro che ci saranno anche gli altri 8 partecipanti: troppo coinvolgente, nel suo non senso, questa maratona su due ruote. E sono anche certo che ci sara' Motobyte: lo aspettiamo tutti ed io in particolare.
Statistiche di viaggio
| Partenza: | 8:38 | ||
| Arrivo: | 22:36 | ||
| Numero partecipanti | Partiti | 9 | |
| Arrivati | 6 | ||
| Tempo complessivo impiegato | 13 ore - 58 min | (838 min) | |
| Media complessiva | 43.0 km/h | ||
| Tempo di sosta | 3 ore - 4 min | (184 min) | |
| Tempo di guida effettiva | 10 ore - 54 min | (654 min) | |
| Media effettiva | 55.1 km/h |
|
Localita' |
KM Parz. |
KM Prog. |
Ora Arrivo |
Ora Partenza |
Tempo |
Media |
Sosta |
|
Salsomaggiore Terme |
0 |
0 |
|
8:38 |
|
|
|
|
Pellegrino Parmense |
17 |
17 |
|
|
|
|
|
|
Castellaro - c.se Luneto |
15 |
32 |
|
|
|
|
|
|
Passo di Pelizzone - Bardi |
19 |
51 |
9:37 |
9:42 |
59 |
51.9 |
5 |
|
P.so di Montevaca' |
25 |
76 |
10:13 |
10:20 |
31 |
48.4 |
7 |
|
P.so d. Tomarlo |
14 |
90 |
|
|
|
|
|
|
P.so d. Zovallo |
5 |
95 |
|
|
|
|
|
|
Ferriere |
20 |
115 |
11:06 |
11:18 |
46 |
50.9 |
12 |
|
P.so d. Mercatello |
7 |
122 |
|
|
|
|
|
|
Marsaglia |
17 |
139 |
11:47 |
12:22 |
29 |
49.7 |
35 |
|
Ottone - Torriglia |
51 |
190 |
13:04 |
13:09 |
42 |
72.9 |
5 |
|
P.so della Scoffera |
5 |
195 |
|
|
|
|
|
|
Chiavari (Carasco) |
31 |
226 |
13:45 |
13:50 |
36 |
60 |
5 |
|
P.so d. Bocco |
22 |
248 |
14:12 |
14:23 +5 |
22 |
60 |
16 |
|
Bedonia |
25 |
273 |
|
|
|
|
|
|
Campi - P.so di Cento Croci |
22 |
295 |
15:25 |
15:30 |
57 |
49.5 |
5 |
|
Sestri Levante |
41 |
336 |
|
|
|
|
|
|
P.so del Bracco |
15 |
351 |
16:35 |
16:55 |
65 |
51.7 |
20 |
|
Padivarma |
24 |
375 |
17:20 |
17:25+5 |
25 |
57.6 |
10 |
|
Aulla |
21 |
396 |
|
|
|
|
|
|
Fivizzano |
17 |
413 |
|
|
|
|
|
|
Passo del Cerreto |
19 |
432 |
18:28 |
18:50 |
58 |
59.0 |
22 |
|
Passo di Pratizzano |
15 |
447 |
|
|
|
|
|
|
Passo Lagastrello |
24 |
471 |
19:42 |
19:50 |
52 |
45.0 |
8 |
|
Aulla |
26 |
497 |
20:15 |
20:30+10 |
25 |
62.4 |
25 |
|
Pontremoli - P.so Cisa |
41 |
538 |
|
|
|
|
|
|
Fornovo |
38 |
576 |
|
|
|
|
|
|
Medesano |
7 |
583 |
22:11 |
22:20 |
91 |
56.7 |
9 |
|
Fidenza |
18 |
601 |
22:36 |
|
16 |
67.5 |
|
|
TOTALE |
|
601 |
|
|
654 |
55.1 |
184 |

