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2009 - Girello Svizzero-Austriaco di 3 giorni




Girello Svizzero-Austriaco di 3 giorni (by Jack The Crash)

Tutti gli anni un piccolo manipolo di Orsi della colonna Trentina ad Aprile dedica 3 giorni alle pieghe e alla birra. Quest’anno l’appuntamento (causa la nascita di 2 nuovi vikinghi proprio ad aprile) e' stato posticipato a meta' settembre.

Primo giorno - Da Trento ad Acquarossa



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Si parte, anzi partono tutti tranne me e Franz, la mattina di venerdi' 11 da Trento, io e Franz partiremo solo il primo pomeriggio.... Destinazione Bellinzona in Svizzera.

La strada che scegliamo e' quella che, passando per Val di Non, Val di Sole e salendo verso il Tonale, ci porta a Tirano. Gli altri la prendono con calma, noi due assatanati, un po’ meno. Le curve si susseguono con ritmo elevato, le moto bauletto munite faticano a toccare le pedane... ma ce la mettiamo tutta. La salita verso il Tonale e' sempre bella, in questa stagione poi di traffico assente ancora di piu'. Queste sono le nostre strade, le conosciamo bene, la loro bellezza non ci sorprende piu' , ma ci affascina sempre. A Tirano valichiamo la frontiera e il primo acquazzone ci coglie... viaggiare in mezzo alle rotaie dei trenini con l’asfalto bagnato e' per me una sensazione nuova e non molto bella.

La strada che passa da Poschiavo per poi arrivare in cima al Bernina sara' la prima di una serie di strade a dir poco spettacolari, gli scenari sono si' simili ai nostri, ma molto piu' perfetti. Evidentemente non e' solo una diceria che la Svizzera sembra finta, i paesaggi sembrano dipinti, le strade disegnate da una mano che non conosce sbavature, il traffico... assente. Arriviamo in cima al Bernina ubriachi di curve, ma si sa... Passato un certo limite non si smetterebbe piu' di bere. E infatti anche la discesa ci porta a danzare tra una curva e l’altra da tanto la strada e' perfetta e permette un ritmo costante e... allegro.
La prossima meta e' St. Moritz, ma non abbiamo il tempo di visitarla, facciamo solo una tappa tecnica per toglierci le tute e... poi si riparte, siamo solo a meta' della nostra gita.
La strada che ci porta prima a Savognin e poi a Thusis e' piu' avara di curve e quindi ci dedichiamo a guardare i paesaggi che tolgono il fiato. Passiamo attraverso una serie di paesini, prati pieni di fiori, mucche ovunque, il traffico fatto solo di qualche trattore sembra riportarci indietro di 50 anni... Solo qualche macchina taroccata pesantemente ci riporta alla realta'. La salita verso il passo del San Bernardino parte con un piccolo inconveniente... siamo finiti in un campo di tiro militare per carri armati, ma nessuno ci aggredisce per dircelo, nessun ALT militare; solo quando ci troviamo circondati da camion tutti pinti di verde e carri armati, una specie di sesto senso ci allerta e ci fa tornare al galoppo sui nostri passi. Che dire, a parte la location mozzafiato per farci un campo di tiro, avremmo potuto tranquillamente venire via con un camion e un carro armato che nessuno ci avrebbe detto nulla!!! Beata Svizzera.
Il San Bernardino e' un parco giochi per chi ama guidare, sia in su che in giu'. La strada sembra la abbiano chiusa per noi, non incontriamo nessuna macchina e il divario con gli altri 6 si affievolisce ad ogni staccata. Ma anche la vista viene appagata con scorci mozzafiato.

Ormai la stanchezza si fa sentire e il resto del viaggio verso Acquarossa prosegue senza sosta. Acquarossa si trova in una valletta laterale della strada che domani ci portera' verso il proseguo del giro. Arriviamo dieci minuti dopo il resto del gruppone... praticamente gli abbiamo recuperato le 4 ore ½ che avevano di vantaggio, ma noi non ci siamo fermati mai!!!! A parte benzina e tuta anti pioggia.
La sera una bella pizza, qualche birra e le solite chiacchiere da motociclista: 'Ma tu quanto consumi', 'le tue saponette sono a PH neutro?!', 'le gomme le consumi fino al bordo o le sputi prima perche' perdono la fragranza?!', e per motivi di censura tralasciamo gli altri, tipici dei maschietti in libera uscita.!!

Secondo giorno - Da Acquarossa a Bregenz



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Mattina del sabato, vestiti di tutto punto ( o quasi ) in una giornata di sole strepitoso ma freschina, dopo aver fatto uscire le nostre fide alleate dal "garage" dell’hotel, partiamo per la nostra seconda giornata ludico piegaiola.
Il San Gottardo e' la nostra prima meta... La Svizzera non smette di stupirci, la strada vecchia che sale a questo passo e' chiusa, quindi usiamo quella nuova, praticamente una autostrada con soluzioni ingegneristiche mai viste da noi, come i tornanti a sbalzo per non intaccare la montagna.
Poi in successione Furkapass.

Grimselpass
Sustenpass
Che dire, bello... bello... bello. Dopo aver scollinato l’ennesimo passo, l’Oberalpass, ci dirigiamo verso la nostra seconda tappa, Bregenz in Austria sul lago di Costanza. Passando da Chur facciamo una capatina a Vaduz, la capitale del Liechtenstein dove il direttore della banca nazionale ci accoglie a braccia aperte mostrandoci i dividendi delle nostre obbligazioni depositate qui... Ops... la stanchezza comincia a farsi sentire... niente direttore... ma tanti autovelox in questo micro stato. Arrivati all’hotel di Bregenz, doccia e via di corsa a vedere se e' avanzato qualche posto a sedere per vedere l’Aida nel "teatro" piu' particolare che io abbia mai visto.

Si', direi che c’e' ancora posto

La cena e qualche birra di troppo scalda gli animi portandoci a fare quello che solitamente fanno gli altri turisti da noi... I VANDALI
Tranquilli................ e' una scultura di cemento, ma che particolari, sembra vera!!!!!

Terzo giorno - Da Bregenz a Mezzolombardo



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Il terzo giorno ci accoglie con un bel nebbione che sembra importato direttamente dalla Val Padana, con scrosci di acqua da mettere in allerta anche Bertolaso, ma l’Austria non si scompone; infagottati nelle tute antipioggia proseguiamo il nostro viaggio attraverso l’Austria toccando Feldkirk dove penso di aver bevuto il peggior caffe' della mia vita, Bludenz, St.Anton. Fin qui niente da raccontare, la nebbia la faceva da padrona.

Dopo Landen il tempo migliora e arriviamo a Solden proprio nel bel mezzo della festa che sancisce la fine dell’alpeggio per le mucche, le quali agghindate di tutto punto e portate per strada dai malgari vestiti a festa, sembrano non gradire molto il passaggio rasopelo dei vuferi, mentre sembrano meglio digerire i bizilinder teutonici... Evidentemente parlano la stessa lingua.
L’arrivo in parata sul Rombo viene fermato da un casellante che ci scuce 11 euri a moto per passare... complimenti. Durante la discesa ci fermiamo a mangiare in un tipico locale. Anche il Rombo e' veramente bello, una strada rimasta quasi intatta negli anni con i suoi vecchi muretti a strapiombo e una vecchia galleria con tanto di portone per l’inverno.
Ripartiamo sempre infagottati nelle nostre tute, scendiamo lungo la val Passiria e arriviamo a Merano. Stanchi ma non ancora sazi di curve optiamo per la Val D’Ultimo che dopo averci lavato abbondantemente con acqua fredda, ci porta in val di Non, a pochi kilometri da Cles.
Il nostro viaggio sta per concludersi scendendo verso Mezzolombardo dove la tappa per i saluti d’obbligo divide il gruppo

In tre giorni abbiamo fatto 1200 km giusti giusti, consumato circa 70 litri di benzina, 5 litri di birra, 2 grigliate miste, una serie di caffe' schifosi e finito l’ennesimo treno di gomme per quest’anno.
Abbiamo visitato dei posti spettacolari, la Svizzera e' veramente bella, in tutti i suoi aspetti, l’Austria non sta a guardare e anche lei ci ha gratificato con passi e strade indimenticabili.

La compagnia e' stata perfetta, a parte qualche perditempo, qualcuno che la notte russava, qualcuno d’altro che non voleva bere birra e un paio che nella disperata ricerca di locali trendy sono andati a dormire 5 minuti dopo gli altri.

Un grazie di cuore a tutti e all’anno prossimo

Jack the Crasch