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- jurghen
2003 - Nordkapp di Giorgio "Jezz" Tricarico
Sul nostro sito del Vfr Italia Club esistono gia' ben due report su Nordkapp. Perché aggiungerne un terzoa'Innanzitutto perché mi andava di esprimere per iscritto le sensazioni che porto dentro da quel viaggio, in secondo luogo perché credo che chi vuole andare in moto fino al limite estremo dell’Europa, gradira' avere più informazioni possibili e anche suggestioni e punti di riferimento.
La via classica per arrivare a Nordkapp dall’Italia è quella che prevede di attraversare la Germania, parte della Danimarca, di andare in traghetto in Norvegia e di risalire fino all’isola di Capo Nord lungo la stupenda strada costiera norvegese, tra montagne, fiordi e mare.
Il viaggio che Wolfermik, Edivad&Anna, Kata ed io con le nostre tre VFR abbiamo fatto quest’estate, invece, ci ha portati a Nordkapp attraverso la Finlandia.
E’ un itinerario alternativo, di una bellezza diversa da quella della via classica, una bellezza più primitiva forse, ma che è stato teatro di uno dei più bei Viaggi che abbiamo mai fatto.
Questo report è dedicato a tutti quelli che arriveranno a Capo Nord attraverso la wilderness finlandese e a quelli che magari pianificheranno il loro viaggio prendendo qualche spunto su tappe, tragitti e alloggi dal nostro resoconto: ne sarei felice.
Buona lettura!
30 Luglio 2003
Il report ha inizio dalla piccola cittadina di TRAVEMÜNDE (vedi report FINLANDIA), poco distante da Lubecca, nella Germania settentrionale.
Dallo Skandinavienkai, il molo delle navi, salpano verso il grande Nord i traghetti di diverse compagnie. Noi abbiamo prenotato dall’Italia la traversata del Baltico a bordo di una nave della Finnlines; la grande FINNFELLOW. Il viaggio dura una notte, un giorno e una notte, all’incirca 38 ore di navigazione, in cui si percorrono 1.130 km circa.
Travemünde da un lato e una spiaggia piena di monumenti celebri costruiti in sabbia dall’altro, sono come due ali di folla che si aprono al nostro passaggio e scortano la grande nave fino a che non si lancia nel mare più aperto, il Baltico, lasciandosi alle spalle la Germania.
Un tipo incredibile, uno svizzero-finlandese che io e Mik abbiamo conosciuto nella sauna nel viaggio di ritorno, ci raccontera' che quando ancora c’erano le due Germanie, le navi avevano a sinistra la ridente Travemünde, come oggi, e a destra la spiaggia vuota, il filo spinato in lontananza, le torrette di guardia con i soldati armati che scrutavano l’orizzonte alla ricerca di eventuali transfughi...è molto strano pensare che stesse parlando dello stesso luogo che abbiamo di fronte agli occhi ora e che per me sa di eccitazione, di primo assaggio di Finlandia, per i cibi a bordo, le saune, la birra e i sidri, nell’attesa di arrivarci davvero, in Finlandia.
Dopo qualche ora e una ottima cena, dal ponte della nave battuto dal vento ci gustiamo il tramonto, che inizia ad essere sempre più tardi, prima di andare a dormire, cullati dal mare e in attesa...quella bellissima sensazione che è l’ATTESA... l’attesa di tutta una vacanza davanti, della Finlandia verde di foresta e blu di laghi, della lunghissima trasferta che ci portera' fino in Norvegia e poi di nuovo giù, in Carelia, delle persone che incontreremo e delle cose che faremo, l’attesa....
31 Luglio 2003
La giornata in nave scorre via veloce, come il Mar Baltico sotto la nave, tra chiacchierate fra noi, che iniziamo a conoscerci meglio, o con altri ospiti della nave, tra qualche foto, un buon libro e un bel sidro fresco o una birra, facendo la prima sauna della vacanza o prendendo a torso nudo il caldissimo sole sul ponte, con intorno il mare o le coste di qualche isola, come la misteriosa e affascinante isola di Gotland. Inoltre, l’attivita' principale che ci siamo ritrovati a fare è stato MANGIARE: cena-colazione-pranzo-cena-colazione sono momenti che scandiscono la vita a bordo; il grande buffet permette di caricare all’inverosimile i piatti e ogni nostro tentativo di ridurne la quantita' è stato vano! Si assaggiano gia' molte cose che appartengono alla tradizione culinaria scandinava e finlandese; se si abbandonano abitudini e un modo di pensare ristretto e conservatore, si possono gustare sapori e odori assolutamente inusuali per noi mediterranei.
1 Agosto 2003
Levataccia alle 5.30, per poter fare la colazione tra le 6.00 e le 8.00 e prepararsi allo sbarco. Dai grandi finestroni della nave si iniziano a vedere la costa, un faro, le isolette che sorvegliano come sentinelle le acque antistanti HELSINKI.
Mangio in fretta perché voglio uscire e fare qualche foto, con la vecchia macchina fotografica di mio padre e con di fronte la “figlia del Baltico”, colorata di tenui tinte pastello da un alba lentissima, a specchiarsi nelle calme acque del porto.
Una volta sbarcati, con le moto percorriamo il lungomare alla volta di Katajanokka, l’isolotto ai piedi della rossa cattedrale Uspenski. L’albergo dove alloggiano Anna e Edivad, l’Eurohostel, è lì vicinissimo: è di livello accettabile, anche per il prezzo; sbrigate le pratiche, ci incamminiamo verso il Kauppatori, la piazza del mercato, gia' animatissima. Un giretto al mercatino coperto, il Kauppahalli, e poi ci dirigiamo nella Senaatintori, la piazza della cattedrale (Tuomiokirkko), bianchissima contro un cielo blu incredibilmente italiano. Proseguiamo poi attraverso le vie commerciali, passando vicini alla bella stazione e al palazzo di vetro dei Giornali, sull’Esplanadi, nella grande Mannerheimtie, con il Parlamento, il Museo di arte moderna, la Finlandia Talo di Alvar Aalto, alla ricerca della Temppelin aukio kirkko, una singolare chiesa rotonda scavata nella roccia.
Fa davvero un caldo insopportabile (31° gradi), è difficile camminare e apprezzare ciò che vediamo appieno. La chiesa però è uno spettacolo: una grande cupola con fenditure di luce, una acustica incredibile, un pianoforte che suona e che non si riesce a capire dove sia, da dove arrivi il suono...deve essere bellissimo sentire qui concerti di classica o di gospel, come recita la guida della citta'.
Ritorniamo a boccheggiare mentre camminiamo sul lungomare osservando le case dei ricchi russi che vivevano qui nell’800, quando la Finlandia faceva parte della Russia.
E’ davvero bella Helsinki, penso, mentre attraversiamo un parco che ci riporta verso il centro (sulla mappa è solo uno dei tantissimi parchi che punteggiano anche il centro e che, andando verso la periferia, diventano predominanti rispetto alle costruzioni umane), ma è cara, penso, mentre pranziamo in un bel bar con il minimo indispensabile; peraltro, scopriamo che l’acqua nei tantissimi bar è sempre gratuita, in grandi brocche e per giunta aromatizzata da frutti in sospensione.
Ci dirigiamo di nuovo nella piazza del mercato, per prendere un piccolo traghetto che porta in 20 minuti alla Suomenlinna, l’insieme di isolotti fortificati che ho visto stamattina, all’alba, dalla nave.
La Suomenlinna, Patrimonio dell’Umanita', fu fondata dagli svedesi nel 1748 per difendersi dai Russi ed è un insieme di verdi prati che circondano contrafforti di pietra, cannoni abbandonati, immancabili ristorantini, palazzi adibiti a musei e spiagge su cui sosta tanta gente che prende il sole! Anche noi ci aggiriamo con le magliette come turbanti sulla testa, accaldati e seccati per non aver pensato di portare il costume da bagno. Riusciamo a girare bene solo una delle due grandi isole, poi mentre attendiamo il traghettino per tornare, ci sdraiamo a piedi nudi su un prato per una sana e breve pennichella, al fresco dell’ombra, con negli occhi tutti i colori che ci stavano intorno...
Mentre il traghetto si riavvicina al brulicante porto della citta', di nuovo lo skyline di Helsinki ci mostra la sua nordica bellezza.
2 Agosto 2003
Anche oggi è una giornata bellissima e calda, ma meno di ieri, per fortuna. Il nostro itinerario prosegue, percorrendo l’autostrada verso Tampere, alla volta di HÄMEENLINNA con il suo bel castello (vedi report FINLANDIA). Questa volta facciamo una breve tappa alla chiesa della Santa Croce (in finlandese: Pyhän Ristin Kirkko) a Hattula, che risale al 1300 ed è quindi una delle chiese più antiche della Finlandia. E’ molto bella, con intorno il suo cimitero e il lago in lontananza e bellissimi dipinti su legno al suo interno.
Ripartiamo alla volta di Jyväskylä, attraverso il lago Päjänne. Con il bel cielo di oggi, è uno spettacolo costeggiare il lungo lago, sbirciare i riflessi della luce sulle onde tra gli alberi verdissimi, restare a bocca aperta quando si attraversa un ponte... Un grande ponte in particolare, prima di arrivare a Korpilahti è davvero stupendo, secondo me... si erge su un paesaggio di acqua e isolotti che per me E’ la Finlandia, ciò a cui penso per prima cosa quando pronuncio il nome Finlandia.
Siamo a JYVÄSKYLÄ nel tardo pomeriggio e guido le altre due moto a Kuohu, nel camping dove alloggeranno per due notti. Incredibile come, pur essendo un camping sperduto, sulla statale ci fosse un grande cartello all’imbocco della strada sterrata che bisognava prendere!
E’ il classico camping finlandese, con un po’ di cottages (mökki) in riva ad un lago, il molo in legno con i posti a sedere e l’immancabile sauna, molto bello e accogliente.
3 Agosto 2003
La giornata è dedicata a visitare la citta' di Jyväskylä: andiamo con le moto fino alla bella universita', in parte ottocentesca e in parte opera di Alvar Aalto e da lì proseguiamo a piedi per un bel giretto in centro: c’è una chiesetta, il viale pedonale pieno di negozi e centri commerciali, e ci fermiamo a mangiare alla Coffee House, un posto che apprezzo ogni volta di più, per come è fatto, per l’atmosfera accogliente, senza casino, ma animato da tante persone e per quello che mangiamo, sempre gustoso (assaggiate un mokka!)
Dopo ci inerpichiamo sulla Vesilinna, una torre panoramica (con un bar ristorante) eretta sulla cima di una collina a ridosso del centro, per una visione dall’alto della citta' e dei dintorni fatti di laghi e foresta.
All’orizzonte si staglia però un minaccioso cielo nero e poco dopo inizia a piovere bene. Attendiamo un po’ che spiova, prima di raggiungere le moto e tornare alle nostre rispettive dimore. Io devo passare a prendere Kata e ripartiamo alla volta della chiesa di PETÄJÄVESI, che è sulla stessa statale del camping dove alloggiano gli altri. Il tempo torna bello e quando arriviamo alla chiesa la cornice del paesaggio è suggestiva. La chiesa, del 1764 è fatta totalmente in legno ed è anch’essa Patrimonio dell’Umanita'; il posto è splendido, c’è una pace ed un silenzio...il lago placido che lambisce la chiesa e il piccolo antico cimitero, la chiesa stessa, all’interno, vuota e ovattata, anche ora che ne scrivo mi sembra di sentire l’odore del legno e l’atmosfera sospesa nel tempo...
Bisogna tornare a casa, ora, per preparare i bauletti, perché domani mattina si parte: si parte per Nordkapp.
4 Agosto 2003
Gli altri non hanno potuto fare la colazione, quindi ci fermiamo in centro a Jyväskylä prima di partire, intorno alle 10.00. La nostra meta di oggi è Tornio, la strada è lunga, 550 km; il paesaggio cambia, da laghi e foresta alla sola foresta della grande provincia di Oulu. Ma forse per l’eccitazione, a me sembra che il viaggio sia volato e ci troviamo sul mare del Golfo di Botnia, tra Oulu e Kemi che sono le 16.00 o poco più.
Dopo Kemi, TORNIO dista solo una ventina di minuti e l’appuntamento con un nostro amico, Vesa, è al Kaupunginhotelli, l’Hotel della Citta'. L’hotel è perfetto, belle stanze, sauna e piscina! Vesa ci lascia un paio d’ore buone e noi le utilizziamo per fare la sauna, tuffandoci in piscina e rilassandoci tantissimo.
Nonostante i tanti chilometri di oggi e le tante ore in sella, sono come nuovo dopo 3 saune e altrettante nuotate: siamo pronti per girarci Tornio.
Andiamo dapprima nella antica casa di legno che era di un nobile e che oggi è il municipio, in cui la societa' di Vesa ha la sua sede, perciò entriamo e ci sediamo attorno al tavolo consiliare!
Tornio ha un aspetto molto moderno, eppure qua e la' sbucano delle cose carine, come una chiesetta ortodossa gialla, davvero bella; ha tantissimi spazi aperti, la citta', che sta sulle rive del fiume omonimo che divide la Finlandia dalla Svezia. Arriviamo al ponte che unisce Tornio alla citta' svedese di Haparanda e per un attimo siamo praticamente sia in Svezia sia in Finlandia!
Andiamo a piedi alla particolarissima chiesa in legno di Tornio, protesa verso il cielo con le sue punte aguzze: è molto bella da fuori e altrettanto al suo interno, perché è affrescata con molti dipinti, fatti direttamente sul legno; attraversiamo il piccolo cimitero e arriviamo a casa di Vesa che ci offre di salire e mangiare qualcosa. Se non fosse stato per i morsi della fame, mai ci saremmo resi conto che erano le 22.00, dal momento che la luce del sole era ancora forte!
Mentre ceniamo, dalla finestra vediamo un tramonto imperituro: quasi a mezzanotte, la luce è paragonabile alle 8 di sera d’estate a Milano e non s’è mai spenta, poiché alla una di notte il sole torna su e c’è l’alba di lì a poco!!!
5 Agosto 2003
Lasciati i bagagli e i caschi in reception, ci incamminiamo verso la fabbrica della Lapin Kulta (trad. “oro della Lapponia”), una delle più importanti birre finlandesi. Una donna gentile, la nostra guida, ci mostra gli ambienti dove si lavora la birra, dove fermenta, dove viene filtrata, snocciolando cifre e dati da capogiro, i macchinari che lavano e puliscono le bottigliette di birra (in Finlandia tutte le birre hanno la stessa bottiglia e c’è un recupero dei vuoti pari al 90%), quelle che le riempiono, che le etichettano e che le impacchettano. Ovunque c’è un forte e buon odore di luppolo e la visita si conclude con il doveroso assaggio: all’ultimo piano dell’edificio, in un salone con vista panoramica sul Torniojoki, il fiume, gustiamo delle fresche Lapin Kulta chiare e della Legenda, un po’ più ambrata, alle 10.00 del mattino, inclusa Anna, che quasi non beveva alcolici, fino a qualche giorno fa, quando ha scoperto il sidro!
Su consiglio di Vesa, attraversiamo il ponte che porta in Svezia, ad Haparanda e facciamo benzina lì, per poi percorrere la statale che risale il corso del fiume Tornio dalla parte svedese, per una settantina di chilometri. Un altro consiglio di Vesa è di stare davvero molto attenti alle renne.
La strada davanti e dietro, casette colorate ai lati, con la bandiera svedese, il grande fiume Tornio e sull’altra riva la Finlandia... sotto un cielo spesso nuvoloso e argenteo, sembrava di essere davvero tanto, tanto lontani da casa...
Ritorniamo in Finlandia attraversando un altro ponte sul Torniojoki all’altezza di Ylitornio e continuiamo a percorrere la statale, sempre costeggiando il fiume. Siamo gia' in Lapponia, Tornio è la porta della Lapponia da questo lato; d’un tratto, all’altezza di Turtola, un grande cartello ci dice che siamo arrivati al Napapiiri: il CIRCOLO POLARE ARTICO!
Ci fermiamo a pranzare in una specie di autogrill-negozio di souvenirs e lì vediamo la prima renna dal vivo: una renna domestica e bella paffuta che si fa toccare da dietro una rete, se riceve dei pezzi d’albero e muschio da mangiare!
Quando ripartiamo, mi fermo un attimo a pensare che sebbene siamo al Circolo Polare, Nordkapp dista ancora 700 km almeno.
La LAPPONIA finlandese si mostra in tutta la sua bellezza, grazie al sole che si alterna alle nubi e a quattro gocce di pioggia che comunque non ci obbligano a vestirci con le tute anti pioggia.
Un mare immenso di verde foresta, più bassa in altezza e anche un po’ più rada di quella che avvolge la Finlandia centrale, abitato da molte specie di animali tra cui...LE RENNE!!!!!
Eccole lì, come ci aveva detto Vesa, in branco, a lato della strada! Le vedo e rallento, mano alzata per segnalarle agli altri e le fotografo, scendo dalla moto e le fotografo dentro la foresta!
Ti osservano con un muso davvero scemo, sono buffissime!
Da questo momento in poi, innumerevoli renne hanno attraversato la nostra strada, uno spettacolo che tutte le volte mi faceva ridere nel casco, come un bambino quando vede per la prima volta un cane o un gatto e si agita, sbatte le braccia, sorride, urla per avvicinarsi e toccare quello strano essere peloso che lo osserva.
Non mi aspettavo la Lapponia così affascinante. Il paesaggio è punteggiato di massi di varia forma e dimensione, sembra un paesaggio preistorico, da' l’idea di essere quasi identico a migliaia di anni fa, tranne che per il nastro d’asfalto che si protende verso l’infinito, unico segno evidente della presenza dell’uomo.
Ma è come se quel nastro, qui, fosse un silenzioso e discreto ospite, attentissimo a recare il minor disturbo possibile in questo luogo ancora incontaminato.
La nostra meta è ENONTEKIÖ, un minuscolo paesino, come avremmo scoperto poi, e dormiamo in un camping, in un classico mökki, il cottage in legno, con una piccola sauna all’interno, due stanze doppie e il salone cucina al piano terra e altri posti letto al piano di sopra sotto il tetto. Accanto al cottage scorre un fiume, gli altri cottage sono ben distanziati.
E’ tardi e dobbiamo mangiare qualcosa, perciò ci rimettiamo subito in sella per andare verso il centro: Enontekiö fa 2.450 abitanti e lo abbiamo notato, dato che è un gruppo di case in riva ad un lago! Meno male che abbiamo trovato un posto aperto e siamo riusciti a mangiar qualcosa!
La sauna, da due persone, l’abbiamo fatta per primi io e Mik e poi l’Anna da sola; tutti e tre abbiamo provato l’ebbrezza rilassantissima di starsene seduti sul patio, con un asciugamano in vita, a 13° gradi: bellissimo...
Nel cottage abbiamo anche incredibilmente trovato caffè, tè, tutto l’occorrente per cucinare...incredibile, in un camping italiano sarebbe impensabile.
6 Agosto 2003
Sveglia presto e colazione in un’autogrill silenzioso; fin dal mattino l’atmosfera è di quelle che anticipano momenti importanti, decisivi: ci attende il giorno più lungo, quello in cui arriveremo a Capo Nord.
C’è palpabile elettricita' nei nostri movimenti, nelle risate, nei silenzi mentre guardiamo scorrere la strada sotto le nostre moto. Si fa benzina nell’ultimo autogrill finlandese e poco dopo ecco il confine ed il cartello Norge.
Entriamo nella regione norvegese chiamata FINNMARK: di fatto la vegetazione della Lapponia finlandese continua anche da questo lato, ma sembra ancora più fitta e verde scuro e, se possibile, ancora più disabitata.
Il panorama a volte è visibile dalla cima di un dosso ma dobbiamo soffocare la tentazione di fermarci a fare delle foto perché oggi dobbiamo correre, Nordkapp è ancora molto lontano. Tra l’altro il tempo non è dei migliori e ad un certo punto ci mettiamo per la prima volta le tute antipioggia, appena in tempo, perché inizia a piovere, anche se per poco.
Dopo molti chilometri pianeggianti, iniziano le colline e il paesaggio si muove, finchè il fiume che costeggiamo da un po’ si inoltra in uno splendido canyon e la strada diventa un bel misto tutto curve: il primo tratto misto dopo 3000 km! Davide mi sorpassa in accelerazione e inizia a piegare godendo, mi lascio superare anche da Mik e mi fermo per una foto, almeno una!, di questo splendido posto.
Siparietto: ci fermiamo a consultare le mappe, per essere sicuri della strada, in uno spiazzo; lesta come una gazzella, ma non altrettanto leggera, si avvicina un donnone e ci fa “Siete italiania'‘Ndo annate??”, una domanda fatta per poterci dire lei dove fossero stati loro, “Noi semo cor campere, abbiamo visto ‘sta zona della Norvegia, oh, è bellissssima la Norvegia, è la settima volta che ce veniamo”” e si avvicina anche il marito, canotta grigia, pantaloncini corti, occhiali da sole, barba non fatta, capello lungo e unto, “Ahhh, annate a Caponord, pure io ce so’ annato, una moto come la vostra, bellissssimo” e lei: “Che strada avete fattoa'Finlandia???a'Che tragggedia, diomio! Pini, pini, pini: ‘na noia!!!!” e lui rincalza “Io c’ho ‘a Ducati 999, tutta kittata” al che, non sopportando più il tutto rispondo “ Beh, con quella a Capo Nord non ci si arriva!”. Cristo...
Ma forse è meglio che nessuno dei centinaia di camper che passano da qui targati Italia sappiano che invece la Finlandia può essere molto bella.
La strada è giusta e ci porta fino alla citta' di Alta, dove vediamo il primo fiordo della nostra vita: mi ci vogliono quattro foto per riprenderlo tutto, con i suoi colori incredibili, dal mare azzurro chiarissimo, verde, grigio, alle montagne, al cielo nuvoloso, argento, nero, con il fucsia delle piantine che spesso costeggiano anche le strade...splendido.
Da Alta dobbiamo arrivare a Russenes, sul fiordo di Lakselv e si attraversa un parco nazionale, un paesaggio lunare, con pochissima vegetazione, grandissimi spazi a perdita d’occhio, la strada che va dritta verso l’infinito e che, ahinoi, a volte è sterrata pesante per chilometri (il VFR con bauletti non è propriamente agilissima come moto da enduro).
Giunti al fiordo facciamo benzina e sappiamo che Nordkapp dista ancora 120 km: ma non si arriva mai!...Il cielo è coperto e molto scuro, forse per questo l’atmosfera è spettrale, da esplorazione di un pianeta sconosciuto. Io sento anche la fatica e il freddo ora è costante, !3°/14°, e ci costringe a tenere addosso le tute antipioggia sebbene non piova. Io spero che la temperatura non scenda ancora, perchè ho utilizzato praticamente tutti gli strati che ho a disposizione e indosso anche i guanti invernali, per fortuna ci avevo pensato.
La strada si snoda lungo il fiordo, la roccia a sinistra, il mare argentato a destra, lungo la spiaggia delle alghe rosse e gialle che fanno due strisce lunghissime parallele alla strada.
Mai e poi mai avrei pensato di vedere sulla spiaggia una renna che bruca e un gabbiano che cammina poco distante da lei!
La strada...curve veloci, da fare in appoggio, mentre lo spazio tra il mare e il cielo sembra pochissimo, quasi si toccano e noi stiamo passandoci in mezzo...in mente mi risuonano tantissime canzoni. E’ una cosa che è iniziata nei lunghi rettilinei in Finlandia, è una cosa carina, un po’ come accendere la radio mentre guidi la macchina, canzoni che suonano nella mia testa, si scelgono da sole, la mia voce le esegue.
Arriviamo ad una punta, la strada inaspettatamente gira a sinistra e inizia un amplissimo curvone a destra che costeggia tutta una baia, e si ricomincia ad andare dritti, ancora, ancora...non si arriva mai...
Il sole! Il SOLE! Il sole apre le nuvole e come d’incanto accende tutto con dei colori incredibili!
Tutto quel muro di argento in tutte le sue gradazioni si accende di verdi, blu, rossi, gialli, rosa, fucsia! ...E’ incredibile lo spettacolo che ci si para davanti, con il Sole!...
E’ di nuovo un altro pianeta, più ospitale ma sempre lontanissimo.
Poi la strada stringe dentro la terra, si allontana dal mare, è un altro pianeta, mi dico, sbuca ancora sul mare, un’altra baia, ma è l’ultima perchè inizia il Nordkapptunnelen, una discesa sotto il mare e una salita che sbuca sull’isola di CAPO NORD. Nel tunnel, umidissimo, tutto si appanna, specchietti, visiera, strumentazione, ci sono 9 gradi e le canzoni che suonano da sole mi distraggono dal pensiero che ho un freddo cane e che non vedo l’ora che passino i 7 km di galleria.
Si sbuca sull’isola e c’è un casello. 10 euro, per la moto.
Ora davanti a noi ci sono circa trenta chilometri e un altro freddo tunnel, la strada è proprio un nastro d’asfalto, che attraversa un micro-pianeta fatto anch’esso di fiordi e colline, verde e blu che si mischiano, renne che brucano, poche, pochissime costruzioni umane, tranne il paese di Honningsvåg e un altro gruppo di case intorno ad un camping.
Non sto più nella pelle, SONO QUI, SIAMO QUI!, mando a ‘fanculo i limiti di velocita' e mi godo la strada tirando le marce e piegando quanto posso sulle povere gomme che gia' avevano all’attivo 13.000 km, ma non me ne frega niente, c’è il sole, il mare, la terra, le renne, la mia moto che tira sul misto e un punto blu e uno rosso, le altre due moto, lontane, nei miei specchietti!
Credo di aver fatto tutta l’isola sorridendo!
Aspetto gli altri ad un bivio, l’ultimo, poi, arriviamo al promontorio di Nordkapp, dove c’è uno spiazzo e un altro grande casello, da cui passano dei camper, quasi sempre di italiani.
Unico punto in cui la poesia decade: sarebbero 25 euro a persona per oltrepassare il casello e accedere al promontorio, in cui c’è un ristorante e il globo di metallo sotto cui ci si fa la foto. Decidiamo che ci teniamo la poesia, non entriamo in quei 150 metri e ci separiamo, ognuno per fare le foto che vuole, per conservarsi uno scorcio, un’immagine, un ricordo visivo di questo pianeta.
Con la pienezza di aver compiuto l’Impresa, percorro il nastro a ritroso e mi fermo ogni volta che i miei occhi desiderano. E’ solo il pragmatismo di Davide che ci riporta alla necessita' di trovare un posto per dormire stanotte. Lakselv è lontana, più di 150 km, ma nell’ottica delle tappe future, sarebbe buona cosa avvicinarsi il più possibile.
La cosa più intelligente è fermarsi all’ufficio del turismo di Honningsvåg, il paesino che sta sull’isola, e di prenotare un posto per dormire vicino a Lakselv. La cosa più sciocca invece è NON fare di nuovo benzina. Le facciamo entrambe.
C’è ancora il sole, quando ce ne andiamo via dal Tourist Info, con in tasca il nome di un camping a Stabbursnes e con la voglia di vedere di nuovo il lungo fiordo a ritroso, ma è proprio questa voglia che ci fa dimenticare di far benzina.
Scopriamo che uscire dall’isola costa ancora 10 euro: furbi ‘sti norvegesi!
Il cielo torna a coprirsi, ma lo spettacolo persiste e avendo prenotato un cottage, ci possiamo di nuovo concedere di fermarci a fare ancora delle foto a quel paesaggio incredibile.
Abbiamo anche fame, ci fermiamo a Repvåg, un grazioso villaggio di pescatori, ma di nuovo il pragmatismo di Davide prevale e ci riporta alla cosa sciocca che abbiamo fatto: non ci basta la benzina per arrivare a Stabbursnes. La priorita' è dunque questa e quando arriviamo a Russenes, dove avevamo fatto benzina questa mattina, il piccolo benzinaio (l’unico in 100 km di costa) è chiuso e non è automatico.
Un chilometro prima ho visto un posto in cui mangiare, chiediamo informazioni, ma sono russi e non sanno l’inglese; in qualche modo ci dicono che il benzinaio più vicino è a 21 km, sulla statale che porta ad Alta. Giacchè sono le 20.30 e loro chiudono alle 21.00, ne approfittiamo per mangiare qualcosa e poi riprendiamo la statale che stamattina ci aveva portati lì. L’autogrill dove facciamo benzina ha anche dei cottage, è una specie di motel e ci informiamo, perché siamo in moto da 12 ore buone, siamo stanchi, pioviggina e Stabbursnes dista ancora una 50ina di km, ma costa troppo e ci rimettiamo in sella, sperando che in quel camping non abbiano dato via il nostro cottage, non vedendoci arrivare.
Sono quasi le 23.00 quando arriviamo al camping e per nostra fortuna, ci stavano ancora aspettando; c’è luce, anche se è quella di un plumbeo cielo nuvoloso alla sera. Il nostro cottage è piccolino, abbiamo una stanza con due letti a castello, un salottino e il bagno; il livello è nettamente più basso dello standard finlandese, il prezzo no. Non abbiamo asciugamani e lenzuola, ma per averli dovremmo pagare 12 euro a testa. Ne prendiamo un solo set e ci arrangiamo con quello, per fare la doccia e asciugarci. Ma non importa, siamo euforici, siamo stati a Nordkapp, siamo stati dei grandi, ridiamo e scherziamo, fino a che la stanchezza non prende il sopravvento.
Domattina torneremo in Finlandia e data l’enorme quantita' di immagini che ho negli occhi, mi sembra impossibile che siamo partiti da Jyväskylä solo due giorni fa!!!
7 Agosto 2003
E’ il mio compleanno, oggi, non sono mai stato così a nord in questo giorno!
Ci mettiamo in viaggio verso LAKSELV, con il fiordo alla nostra sinistra senza mare, a causa della bassa marea. Il tempo stavolta è nero davvero, ma per ora non piove.
Facciamo colazione in un bar: un caffè e due brioches, 7 euro. Però, ‘sti norvegesi!
Ci dirigiamo verso Karigasniemi, inizia a piovere forte, la prima vera pioggia della vacanza; non male essere arrivati fino a Nordkapp senza prendere acquazzoni in moto.
A una rotonda, leggo un cartello stradale che, a sinistra, porta verso Murmansk, in Russia; è il posto dove morirono quei poveracci di soldati russi in un sommergibile qualche anno fa, a me fa davvero impressione vedere quella scritta sul cartello sebbene, a ben guardare la mappa, Murmansk disti almeno 400 km.
Arriviamo al confine con la Finlandia sotto una pioggia battente, davanti a noi la strada è dritta come un fuso, spesso a saliscendi, tra due ali di foresta lappone; ho letto sulla guida che questa strada è stata tracciata alla fine della seconda guerra mondiale, per favorire la ritirata dei tedeschi dalla Lapponia. E’ impressionante, una strada dritta nel nulla, e quando si arriva in cima al dosso la visuale è all’infinito, un oceano mare di foresta.
Le moto corrono più del temporale e quando la pioggia diminuisce e poi cessa del tutto, abbiamo l’incredibile immagine di un cielo azzurrissimo con nuvolette bianche e basse davanti a noi e dietro di noi, negli specchietti il cielo più nero che si possa immaginare. Ne siamo fuori, ragazzi!
Davanti a noi, la Finlandia, inondata di sole, è bellissima...
La strada prosegue dritta, massimo con qualche curva, fino ad arrivare su una statale e pochi chilometri dopo arriviamo ad INARI, sul grandissimo lago omonimo. E’ un posto abitato dai Sami, la popolazione lappone che vive in Finlandia e che alleva le renne. Ci sarebbe una bella escursione da fare, qui, in barca fino all’isola di Ukko, sacra per i Sami, ma non ne abbiamo il tempo. Vediamo al volo la chiesa, ci fermiamo a pranzare velocemente e a comprare regalini e souvenirs in un fornitissimo negozio per turisti, pieno di cose carinissime, se solo potessimo comprarle e trasportarle in moto...
Il temporalone che gia' ci aveva scaricato addosso tanta acqua in Norvegia e al confine, purtroppo sta facendo la nostra stessa strada e ce lo ribecchiamo in pieno, ma lasciamo che si scarichi un po’, mentre siamo nel negozio.
A Inari merita una visita di un’oretta e mezza il museo dei Sami, uno dei più completi al mondo. La parte interna ospita una bellissima mostra di quadri, sculture e installazioni ispirate alla cultura lappone e in una grande stanza si può seguire il ciclo delle stagioni in Lapponia e gli animali che ci vivono e vengono illustrati usi e costumi della popolazione Sami, con reperti, oggetti e filmati. La parte all’aperto invece permette di farsi un’idea delle abitazioni in legno, delle tende o delle trappole, qui perfettamente conservate sia nella struttura sia negli interni, con il mobilio, gli utensili, le pelli.
In Italia, migliaia di musei hanno cose ben più sostanziose da vedere, ma questo museo avrebbe molto da insegnare su come valorizzare l’esposizione a moltissimi di loro. Molto bello, davvero.
Si riparte, la strada lambisce Ivalo e prosegue in direzione di Rovaniemi ma la nostra tappa per la notte è il Kultakylä, ossia il villaggio dell’oro, a TANKAVAARA. Siamo in piena Lapponia, alle porte del grande parco naturale dedicato al presidente Urho Kekkonen e il posto è una ricostruzione di un villaggio di cercatori d’oro, con il saloon, i carrelli delle miniere, la possibilita' di setacciare il fiume alla ricerca di pagliuzze e così via: sembra di stare nel Klondike.
Abbiamo un grazioso cottage, senza la sauna, purtroppo, ma immerso nella foresta. Peccato solo che il saloon, che poi è il ristorante, fosse gia' chiuso (chiude alle 20.00), perché visto che è il mio compleanno gia' pregustavo una sostanziosa cenetta e volevo offrire da bere sidri e birra.
L’unica possibilita', ci dice la ragazza al bar, è di andare al paese vicino, Vuotso e vedere se qualche posto è aperto, visto che sono gia' le 21.00. Uscendo dal Villaggio, sul vialetto brucano le nostre amiche renne. Troviamo un posto dal promettente nome di Porokylä, ossia Villaggio della Renna, dove per il rotto della cuffia il ristorante accetta ancora qualche ordine e io cerco di impietosire la timida e gentile ragazza al banco dicendo che è il mio compleanno. Lei sottolinea più volte che di lì a poco il posto diventa un dancing, difatti molta gente sta arrivando e a me fa una gran tenerezza vedere ragazzi, ragazze ma soprattutto adulti o anziani, vestiti a festa, per l’evento della serata danzante.
Mangiamo una fantastica renna con il purè e la marmellata di mirtilli, accompagnata da pani neri e bianchi spalmati di burro e innaffiati di birra. Per finire, caffè e pulla che la ragazza timida dai modi gentili mi offre per il mio compleanno!
Ce la siamo cavata anche questa volta, menomale, avevamo tutti una gran fame perché, come sempre, a pranzo avevamo fatto solo uno spuntino.
8 Agosto 2003
Al nostro risveglio, fuori dal cottage ci sono alcune renne che brucano! Io e Mik le osserviamo per alcuni minuti, è uno spettacolo che infonde una grande pace. Il saloon si fa perdonare per la chiusura di ieri sera con una gran colazione, che ci viene servita sebbene non avessimo prenotato la sera prima (complicato, il Gold Village); noi più che fare colazione, direi che abbiamo saccheggiato il bancone della colazione.
Peccato che oggi sia il giorno più freddo della nostra vacanza: 10°/11° gradi.
Questo ci costringe a coprirci con tutto quello che abbiamo e a viaggiare a denti stretti fino alla prima tappa, ROVANIEMI, dove si trova il celebre Santa Park, ossia il Villaggio del vero Babbo Natale.
La citta' in sé non dovrebbe offrire nulla di particolare, essendo stata rasa al suolo dai tedeschi e ricostruita 50 anni fa (su progetto di Alvar Aalto, che le ha dato la forma di corna di alce) ma abbiamo un gran freddo, abbiamo fame e Anna deve consegnare una letterina di sua nipote a Babbo Natale. Per tutta questa serie di motivazioni, ci fermiamo per un buon paio d’ore al Santa Park, un vero paradiso dello shopping per turisti. Difatti, è PIENO di italiani, che affollano i tantissimi negozietti che vendono di tutto, i sempre graziosi bar e la casa di Santa Claus, che per una foto con lui chiede ben 17 euro!
Accantonata l’idea di travestirci da Babbi Natale e chiedere 10 euro per la foto, in concorrenza sleale con quello vero, ripartiamo alla volta di MERIHELMI, nelle vicinanze di Kuivaniemi, provincia di Oulu.
Siamo tornati sul mare del Golfo di Botnia, in un camping che ha dei cottages sul mare! Il nostro cottage ha un patio da cui si vede tutto il golfo, in distanza fino a Kemi, probabilmente, ci sono delle centrali eoliche in lontananza e una pace incredibile! Il tramonto alle 23.00 passate è uno spettacolo che non dimenticheremo.
9 Agosto 2003
Oggi partiamo con un gran sole e la temperatura inizia a salire un po’, rispetto al gran freddo di ieri (15° gradi); è una giornata di puro trasferimento, come le definisce il buon Edivad, perché dobbiamo guidare per almeno 600 km e arrivare fino in Carelia, a Savonlinna.
Il cielo si impegna per darci uno spettacolare sfondo, fatto di sterminata foresta verde, campi gialli qua e la' e un cielo azzurro disseminato di migliaia di nuvolette bianche bassissime, il classico cielo del Nord.
Fa di nuovo freddino, quando siamo a un centinaio di chilometri da Savonlinna ma a suggello delle tantissime esperienze di questi ultimi sei giorni, sulla statale tra Varkaus e Savonlinna, al primo imbrunire, scorgo qualcosa a fianco della strada, sulla destra e rallento: uno strano cavallo dal muso caricaturato mi guarda con occhi stralunati e rapidamente attraversa e scompare nella foresta a sinistra: abbiamo incontrato un alce!!! Molto più timido e difficile da incontrare delle renne, l’alce attraversa le strade della Finlandia centro-meridionale di solito nelle ore del tramonto e la mattina presto; siamo stati senza dubbio molto fortunati e per la gioia agitiamo in alto le mani come al termine di un vittorioso Gran Premio!
Arriviamo a SAVONLINNA verso le 17.30: la mia moto segna 2.986 km fatti in questi sei giorni.
10 Agosto 2003
Savonlinna è una piccola cittadina nel mezzo dell’immenso bacino lacustre del Saimaa; la cosa più importante da vedere è il bellissimo castello di Olaf, l’Olavinlinna, che raggiungiamo via acqua, noleggiando delle canoe nel centro citta'.
Facciamo scivolare in acqua le due barche, io e Kata su una, gli altri tre sull’altra. E’ stato bellissimo vogare con intorno i vivi colori del Saimaa in una giornata a tratti nuvolosa ma in quel momento soleggiata, nel silenzio scandito dal rumore dei remi nell’acqua e dalle nostre risate per l’incapacita' di fare andare dritta quella cacchio di barca! Ma anche gli altri tre sono alle prese con gli stessi problemi e ci vuole una buona mezzora per arrivare al castello. Non sappiamo dove approdare e per questo giriamo un po’ intorno all’isolotto del castello, finchè decidiamo di lasciare le barche vicino al museo navale, ovviamente senza legarle, ma tanto siamo in Finlandia, quindi...
In seguito ci siamo fatti un giro nel centro di Savonlinna, che a parte il castello e il piccolo quartiere di case antiche di legno lì vicino, ha poco di storico da vedere; prevale lo spettacolo della Natura, nella quale la citta' di Savonlinna si è ritagliata degli spazi, in armonia. Nella kauppatori, ci mangiamo la specialita' del posto, i lörtsyt, delle specie di crepes fritte e farcite pesanti! Per sera l’idea è quella di andare in un cottage che Harri, il padre di Kata, affitta con amici, nelle vicinanze di Savonlinna. La nostra meta si chiama Ristijärvi, un piccolo laghetto, con un grande cottage quasi in riva, tutto in legno, con un ampio salone per le feste, delle cucine e la sauna più capiente in cui sia mai stato, capace di accogliere una ventina di persone.
Venendo qui, viviamo un momento bellissimo ed essenziale, secondo me, per apprezzare davvero una vacanza in Finlandia: l’immersione totale nella foresta, in un cottage su un lago, con la sauna e una cena cotta sul fuoco.
Dopo un po’ di foto al bellissimo gioco di luci e riflessi sul lago, io, Mik, Harri e Davide perlustriamo i dintorni del cottage, passeggiando su centinaia di metri quadrati di piante di mirtilli, che crescono tra alti pini e abeti! E’ uno spettacolo incredibile, li raccogliamo e li mangiamo mentre cerchiamo con lo sguardo se ci sono funghi, ma non è ancora piovuto abbastanza. Le ragazze raccolgono molti mirtilli per poterli poi mangiare la sera.
Nel frattempo, la sauna si sta scaldando e per prime la fanno Kata e Anna. Tra sauna e chiacchierate tra loro stanno via parecchio, prima che possiamo farla noi uomini.
Stupenda la sauna...dai vetri intravedo gli alberi e il lago...quando usciamo, il fresco dell’aria stira la pelle e apre i pori, mentre una sensazione di grande benessere pervade tutto il corpo...Harri porta delle birre, Lapin Kulta (e ora sappiamo benissimo da dove arrivino!) e Karhu, che beviamo DENTRO la sauna...strana sensazione, la birra fredda che scende nell’esofago, mentre ci sono 90° gradi e ti entra aria caldissima nei polmoni...Ancora più strano e uscire all’aria aperta e tuffarsi nell’acqua del lago, al tramonto (le 22.00): FREDDISSIMA! Ma che bella sensazione quando si esce!
Il cielo diventa scuro “presto”, in confronto con la luce della Lapponia o in Norvegia, ma questo crea ancora più atmosfera, mentre nel grande salone di legno con il camino acceso mangiamo le salsicce cotte sul fuoco, i letut, il succo di mirtillo, le birre, i mirtilli colti da noi, i pani...
11 Agosto 2003
Da Savonlinna, in poco tempo arriviamo a KERIMÄKI, dove c’è la chiesa di legno più grande del mondo: costruita interamente in legno nel 1847, accoglie ben 3300 persone sedute e difatti, sebbene sia molto grande anche da fuori, mi impressiona ancor di più l’interno. Inaspettatamente bella, davvero.
Da lì, percorrendo una statale secondaria con un po’ di curve e saliscendi, proseguiamo per PUNKAHARJU. Su richiesta di Kata, ci fermiamo al Centro Artistico Retretti, dove espongono mostre d’arte di importanza internazionale, monografiche o a tema, in una grotta artificiale. Facciamo un giro nel bel negozio all’interno e mangiamo al ristorante, che ha delle cose molto stuzzicanti!
Poco dopo arriviamo a Punkaharju, celebre per una cresta sabbiosa lunga sette chilometri che si è formata nell’era glaciale e che attraversa il grande lago. Oggi c’è una strada asfaltata costeggiata da pini, mentre un tempo era una sterrata e importante via di comunicazione. Percorrendola si ha poco l’idea di COSA si stia attraversando, le foto panoramiche dei depliant o delle cartoline rendono molto di più.
La strada ci conduce al confine con la Russia, lo costeggiamo per qualche decina di chilometri per arrivare a Imatra. Prima di entrare in citta', prendiamo una statale che punta dritta verso la Russia, arrivando a Svetogorsk. Ci siamo fermati a un centinaio di metri dal confine, a farci le foto sotto al cartello che gia' recava scritte in cirillico. Sara' che il cielo è nuvoloso, sara' per l’aria fredda di oggi, ma l’avvicinamento alla Russia mi metteva un po’ di soggezione...Anche se non è più URSS, la Russia evoca immagini inquietanti e voltare le moto e tornare verso IMATRA è stato un sollievo.
Nelle strade di Imatra si svolgeva il Gran Premio di Finlandia del Motomondiale, fino al 1983, esattamente 20 anni fa. Ci hanno corso i più grandi nomi del motociclismo mondiale, fino a che un incidente che provocò la morte di cinque spettatori non indusse a smettere di correre qui.
Imatra ci sembra una citta' di frontiera, come infatti è, strana...sul viale centrale, nel Tourist info, chiediamo ad una ragazza di indicarci le strade dove si correva; la ragazza non ha memoria di eventi antecedenti alla sua nascita e deve chiedere ad altri, ma alla fine abbiamo la mappa del circuito e ovviamente, si va a fare il giro!!!
Il rettilineo di partenza e dei box ha un fiume a sinistra e i binari della stazione ferroviaria a destra e ci si arriva da un paio di chicanes tra delle case. A un certo punto si gira a destra a 90°, si passa sopra i binari con sobbalzi e si fa un breve rettilineo, poi si gira di nuovo a destra e c’è un lungo rettilineo che oggi è una superstrada a tre corsie; poi di nuovo a destra, per un altro rettilineo che è interrotto da due rotonde (!), di nuovo a destra e si ricomincia: in pratica è un rettangolo! Che circuito assurdo!
Dovrebbero esserci una statua di Jarno Saarinen, pilota finlandese, Campione delle 250 nel 1972 che morì nel 1973 a Monza, considerato un pilota leggendario e una statua di Giacomo Agostini, che qui ha vinto e che pare sia tornato qualche mese fa per presenziare al 20° anniversario dall’ultimo Gran Premio, girando qui su una MV, ma non le abbiamo viste; la cosa che conta è essere stato qui con le nostre moto: per me è sempre emozionante percorrere un circuito... pensando che qui hanno corso Roberts, Spencer, Mamola, Lawson, Lucchinelli e Uncini, Agostini, Read, Sheene, Saarinen stesso...
Per ritornare a Savonlinna abbiamo fatto strade secondarie che attraversano il Saimaa, bellissime, tutte curve e saliscendi; ad un certo punto, la strada finiva nel lago: ma come???
Ecco un'altra delle sorprese finlandesi: un traghetto giallo, il lossi, fa da spola tra le sponde. Arriva, ci carica, attende qualche minuto, riparte e in due minuti ci porta dall’altra parte, dove riprende la strada; il tutto, ovviamente, gratis.
Arriviamo a Savonlinna che è quasi sera, siamo stanchi, il giro comunque è stato di 300 km e la temperatura freddina, sui 15° gradi.
Da domani si prendono strade diverse: io, Kata e Mik torniamo a Jyväskylä, per starci ancora qualche giorno, e poi ad Helsinki per riprendere il traghetto di ritorno in Germania, dove faremo un altro paio di tappe; Edivad e Anna invece vanno a Turku, bellissima citta' sulla costa, prenderanno un traghetto della Viking Lines per Stoccolma, attraverseranno la Svezia fino a Copenaghen e poi scenderanno in Germania facendo a ritroso le tappe che noi facemmo due anni fa e che sono descritte nel report FINLANDIA, più volte citato.
Il mio report termina qui, lasciando che ognuno dei lettori pianifichi quale sia il modo migliore per andare dall’Italia all’estremo Nord Europa e per tornare.
Alla via così, signor Sulu...
La via classica per arrivare a Nordkapp dall’Italia è quella che prevede di attraversare la Germania, parte della Danimarca, di andare in traghetto in Norvegia e di risalire fino all’isola di Capo Nord lungo la stupenda strada costiera norvegese, tra montagne, fiordi e mare.
Il viaggio che Wolfermik, Edivad&Anna, Kata ed io con le nostre tre VFR abbiamo fatto quest’estate, invece, ci ha portati a Nordkapp attraverso la Finlandia.
E’ un itinerario alternativo, di una bellezza diversa da quella della via classica, una bellezza più primitiva forse, ma che è stato teatro di uno dei più bei Viaggi che abbiamo mai fatto.
Questo report è dedicato a tutti quelli che arriveranno a Capo Nord attraverso la wilderness finlandese e a quelli che magari pianificheranno il loro viaggio prendendo qualche spunto su tappe, tragitti e alloggi dal nostro resoconto: ne sarei felice.
Buona lettura!
30 Luglio 2003
Il report ha inizio dalla piccola cittadina di TRAVEMÜNDE (vedi report FINLANDIA), poco distante da Lubecca, nella Germania settentrionale.
Dallo Skandinavienkai, il molo delle navi, salpano verso il grande Nord i traghetti di diverse compagnie. Noi abbiamo prenotato dall’Italia la traversata del Baltico a bordo di una nave della Finnlines; la grande FINNFELLOW. Il viaggio dura una notte, un giorno e una notte, all’incirca 38 ore di navigazione, in cui si percorrono 1.130 km circa.
Travemünde da un lato e una spiaggia piena di monumenti celebri costruiti in sabbia dall’altro, sono come due ali di folla che si aprono al nostro passaggio e scortano la grande nave fino a che non si lancia nel mare più aperto, il Baltico, lasciandosi alle spalle la Germania.
Un tipo incredibile, uno svizzero-finlandese che io e Mik abbiamo conosciuto nella sauna nel viaggio di ritorno, ci raccontera' che quando ancora c’erano le due Germanie, le navi avevano a sinistra la ridente Travemünde, come oggi, e a destra la spiaggia vuota, il filo spinato in lontananza, le torrette di guardia con i soldati armati che scrutavano l’orizzonte alla ricerca di eventuali transfughi...è molto strano pensare che stesse parlando dello stesso luogo che abbiamo di fronte agli occhi ora e che per me sa di eccitazione, di primo assaggio di Finlandia, per i cibi a bordo, le saune, la birra e i sidri, nell’attesa di arrivarci davvero, in Finlandia.
Dopo qualche ora e una ottima cena, dal ponte della nave battuto dal vento ci gustiamo il tramonto, che inizia ad essere sempre più tardi, prima di andare a dormire, cullati dal mare e in attesa...quella bellissima sensazione che è l’ATTESA... l’attesa di tutta una vacanza davanti, della Finlandia verde di foresta e blu di laghi, della lunghissima trasferta che ci portera' fino in Norvegia e poi di nuovo giù, in Carelia, delle persone che incontreremo e delle cose che faremo, l’attesa....
31 Luglio 2003
La giornata in nave scorre via veloce, come il Mar Baltico sotto la nave, tra chiacchierate fra noi, che iniziamo a conoscerci meglio, o con altri ospiti della nave, tra qualche foto, un buon libro e un bel sidro fresco o una birra, facendo la prima sauna della vacanza o prendendo a torso nudo il caldissimo sole sul ponte, con intorno il mare o le coste di qualche isola, come la misteriosa e affascinante isola di Gotland. Inoltre, l’attivita' principale che ci siamo ritrovati a fare è stato MANGIARE: cena-colazione-pranzo-cena-colazione sono momenti che scandiscono la vita a bordo; il grande buffet permette di caricare all’inverosimile i piatti e ogni nostro tentativo di ridurne la quantita' è stato vano! Si assaggiano gia' molte cose che appartengono alla tradizione culinaria scandinava e finlandese; se si abbandonano abitudini e un modo di pensare ristretto e conservatore, si possono gustare sapori e odori assolutamente inusuali per noi mediterranei.
1 Agosto 2003
Levataccia alle 5.30, per poter fare la colazione tra le 6.00 e le 8.00 e prepararsi allo sbarco. Dai grandi finestroni della nave si iniziano a vedere la costa, un faro, le isolette che sorvegliano come sentinelle le acque antistanti HELSINKI.
Mangio in fretta perché voglio uscire e fare qualche foto, con la vecchia macchina fotografica di mio padre e con di fronte la “figlia del Baltico”, colorata di tenui tinte pastello da un alba lentissima, a specchiarsi nelle calme acque del porto.
Una volta sbarcati, con le moto percorriamo il lungomare alla volta di Katajanokka, l’isolotto ai piedi della rossa cattedrale Uspenski. L’albergo dove alloggiano Anna e Edivad, l’Eurohostel, è lì vicinissimo: è di livello accettabile, anche per il prezzo; sbrigate le pratiche, ci incamminiamo verso il Kauppatori, la piazza del mercato, gia' animatissima. Un giretto al mercatino coperto, il Kauppahalli, e poi ci dirigiamo nella Senaatintori, la piazza della cattedrale (Tuomiokirkko), bianchissima contro un cielo blu incredibilmente italiano. Proseguiamo poi attraverso le vie commerciali, passando vicini alla bella stazione e al palazzo di vetro dei Giornali, sull’Esplanadi, nella grande Mannerheimtie, con il Parlamento, il Museo di arte moderna, la Finlandia Talo di Alvar Aalto, alla ricerca della Temppelin aukio kirkko, una singolare chiesa rotonda scavata nella roccia.
Fa davvero un caldo insopportabile (31° gradi), è difficile camminare e apprezzare ciò che vediamo appieno. La chiesa però è uno spettacolo: una grande cupola con fenditure di luce, una acustica incredibile, un pianoforte che suona e che non si riesce a capire dove sia, da dove arrivi il suono...deve essere bellissimo sentire qui concerti di classica o di gospel, come recita la guida della citta'.
Ritorniamo a boccheggiare mentre camminiamo sul lungomare osservando le case dei ricchi russi che vivevano qui nell’800, quando la Finlandia faceva parte della Russia.
E’ davvero bella Helsinki, penso, mentre attraversiamo un parco che ci riporta verso il centro (sulla mappa è solo uno dei tantissimi parchi che punteggiano anche il centro e che, andando verso la periferia, diventano predominanti rispetto alle costruzioni umane), ma è cara, penso, mentre pranziamo in un bel bar con il minimo indispensabile; peraltro, scopriamo che l’acqua nei tantissimi bar è sempre gratuita, in grandi brocche e per giunta aromatizzata da frutti in sospensione.
Ci dirigiamo di nuovo nella piazza del mercato, per prendere un piccolo traghetto che porta in 20 minuti alla Suomenlinna, l’insieme di isolotti fortificati che ho visto stamattina, all’alba, dalla nave.
La Suomenlinna, Patrimonio dell’Umanita', fu fondata dagli svedesi nel 1748 per difendersi dai Russi ed è un insieme di verdi prati che circondano contrafforti di pietra, cannoni abbandonati, immancabili ristorantini, palazzi adibiti a musei e spiagge su cui sosta tanta gente che prende il sole! Anche noi ci aggiriamo con le magliette come turbanti sulla testa, accaldati e seccati per non aver pensato di portare il costume da bagno. Riusciamo a girare bene solo una delle due grandi isole, poi mentre attendiamo il traghettino per tornare, ci sdraiamo a piedi nudi su un prato per una sana e breve pennichella, al fresco dell’ombra, con negli occhi tutti i colori che ci stavano intorno...
Mentre il traghetto si riavvicina al brulicante porto della citta', di nuovo lo skyline di Helsinki ci mostra la sua nordica bellezza.
2 Agosto 2003
Anche oggi è una giornata bellissima e calda, ma meno di ieri, per fortuna. Il nostro itinerario prosegue, percorrendo l’autostrada verso Tampere, alla volta di HÄMEENLINNA con il suo bel castello (vedi report FINLANDIA). Questa volta facciamo una breve tappa alla chiesa della Santa Croce (in finlandese: Pyhän Ristin Kirkko) a Hattula, che risale al 1300 ed è quindi una delle chiese più antiche della Finlandia. E’ molto bella, con intorno il suo cimitero e il lago in lontananza e bellissimi dipinti su legno al suo interno.
Ripartiamo alla volta di Jyväskylä, attraverso il lago Päjänne. Con il bel cielo di oggi, è uno spettacolo costeggiare il lungo lago, sbirciare i riflessi della luce sulle onde tra gli alberi verdissimi, restare a bocca aperta quando si attraversa un ponte... Un grande ponte in particolare, prima di arrivare a Korpilahti è davvero stupendo, secondo me... si erge su un paesaggio di acqua e isolotti che per me E’ la Finlandia, ciò a cui penso per prima cosa quando pronuncio il nome Finlandia.
Siamo a JYVÄSKYLÄ nel tardo pomeriggio e guido le altre due moto a Kuohu, nel camping dove alloggeranno per due notti. Incredibile come, pur essendo un camping sperduto, sulla statale ci fosse un grande cartello all’imbocco della strada sterrata che bisognava prendere!
E’ il classico camping finlandese, con un po’ di cottages (mökki) in riva ad un lago, il molo in legno con i posti a sedere e l’immancabile sauna, molto bello e accogliente.
3 Agosto 2003
La giornata è dedicata a visitare la citta' di Jyväskylä: andiamo con le moto fino alla bella universita', in parte ottocentesca e in parte opera di Alvar Aalto e da lì proseguiamo a piedi per un bel giretto in centro: c’è una chiesetta, il viale pedonale pieno di negozi e centri commerciali, e ci fermiamo a mangiare alla Coffee House, un posto che apprezzo ogni volta di più, per come è fatto, per l’atmosfera accogliente, senza casino, ma animato da tante persone e per quello che mangiamo, sempre gustoso (assaggiate un mokka!)
Dopo ci inerpichiamo sulla Vesilinna, una torre panoramica (con un bar ristorante) eretta sulla cima di una collina a ridosso del centro, per una visione dall’alto della citta' e dei dintorni fatti di laghi e foresta.
All’orizzonte si staglia però un minaccioso cielo nero e poco dopo inizia a piovere bene. Attendiamo un po’ che spiova, prima di raggiungere le moto e tornare alle nostre rispettive dimore. Io devo passare a prendere Kata e ripartiamo alla volta della chiesa di PETÄJÄVESI, che è sulla stessa statale del camping dove alloggiano gli altri. Il tempo torna bello e quando arriviamo alla chiesa la cornice del paesaggio è suggestiva. La chiesa, del 1764 è fatta totalmente in legno ed è anch’essa Patrimonio dell’Umanita'; il posto è splendido, c’è una pace ed un silenzio...il lago placido che lambisce la chiesa e il piccolo antico cimitero, la chiesa stessa, all’interno, vuota e ovattata, anche ora che ne scrivo mi sembra di sentire l’odore del legno e l’atmosfera sospesa nel tempo...
Bisogna tornare a casa, ora, per preparare i bauletti, perché domani mattina si parte: si parte per Nordkapp.
4 Agosto 2003
Gli altri non hanno potuto fare la colazione, quindi ci fermiamo in centro a Jyväskylä prima di partire, intorno alle 10.00. La nostra meta di oggi è Tornio, la strada è lunga, 550 km; il paesaggio cambia, da laghi e foresta alla sola foresta della grande provincia di Oulu. Ma forse per l’eccitazione, a me sembra che il viaggio sia volato e ci troviamo sul mare del Golfo di Botnia, tra Oulu e Kemi che sono le 16.00 o poco più.
Dopo Kemi, TORNIO dista solo una ventina di minuti e l’appuntamento con un nostro amico, Vesa, è al Kaupunginhotelli, l’Hotel della Citta'. L’hotel è perfetto, belle stanze, sauna e piscina! Vesa ci lascia un paio d’ore buone e noi le utilizziamo per fare la sauna, tuffandoci in piscina e rilassandoci tantissimo.
Nonostante i tanti chilometri di oggi e le tante ore in sella, sono come nuovo dopo 3 saune e altrettante nuotate: siamo pronti per girarci Tornio.
Andiamo dapprima nella antica casa di legno che era di un nobile e che oggi è il municipio, in cui la societa' di Vesa ha la sua sede, perciò entriamo e ci sediamo attorno al tavolo consiliare!
Tornio ha un aspetto molto moderno, eppure qua e la' sbucano delle cose carine, come una chiesetta ortodossa gialla, davvero bella; ha tantissimi spazi aperti, la citta', che sta sulle rive del fiume omonimo che divide la Finlandia dalla Svezia. Arriviamo al ponte che unisce Tornio alla citta' svedese di Haparanda e per un attimo siamo praticamente sia in Svezia sia in Finlandia!
Andiamo a piedi alla particolarissima chiesa in legno di Tornio, protesa verso il cielo con le sue punte aguzze: è molto bella da fuori e altrettanto al suo interno, perché è affrescata con molti dipinti, fatti direttamente sul legno; attraversiamo il piccolo cimitero e arriviamo a casa di Vesa che ci offre di salire e mangiare qualcosa. Se non fosse stato per i morsi della fame, mai ci saremmo resi conto che erano le 22.00, dal momento che la luce del sole era ancora forte!
Mentre ceniamo, dalla finestra vediamo un tramonto imperituro: quasi a mezzanotte, la luce è paragonabile alle 8 di sera d’estate a Milano e non s’è mai spenta, poiché alla una di notte il sole torna su e c’è l’alba di lì a poco!!!
5 Agosto 2003
Lasciati i bagagli e i caschi in reception, ci incamminiamo verso la fabbrica della Lapin Kulta (trad. “oro della Lapponia”), una delle più importanti birre finlandesi. Una donna gentile, la nostra guida, ci mostra gli ambienti dove si lavora la birra, dove fermenta, dove viene filtrata, snocciolando cifre e dati da capogiro, i macchinari che lavano e puliscono le bottigliette di birra (in Finlandia tutte le birre hanno la stessa bottiglia e c’è un recupero dei vuoti pari al 90%), quelle che le riempiono, che le etichettano e che le impacchettano. Ovunque c’è un forte e buon odore di luppolo e la visita si conclude con il doveroso assaggio: all’ultimo piano dell’edificio, in un salone con vista panoramica sul Torniojoki, il fiume, gustiamo delle fresche Lapin Kulta chiare e della Legenda, un po’ più ambrata, alle 10.00 del mattino, inclusa Anna, che quasi non beveva alcolici, fino a qualche giorno fa, quando ha scoperto il sidro!
Su consiglio di Vesa, attraversiamo il ponte che porta in Svezia, ad Haparanda e facciamo benzina lì, per poi percorrere la statale che risale il corso del fiume Tornio dalla parte svedese, per una settantina di chilometri. Un altro consiglio di Vesa è di stare davvero molto attenti alle renne.
La strada davanti e dietro, casette colorate ai lati, con la bandiera svedese, il grande fiume Tornio e sull’altra riva la Finlandia... sotto un cielo spesso nuvoloso e argenteo, sembrava di essere davvero tanto, tanto lontani da casa...
Ritorniamo in Finlandia attraversando un altro ponte sul Torniojoki all’altezza di Ylitornio e continuiamo a percorrere la statale, sempre costeggiando il fiume. Siamo gia' in Lapponia, Tornio è la porta della Lapponia da questo lato; d’un tratto, all’altezza di Turtola, un grande cartello ci dice che siamo arrivati al Napapiiri: il CIRCOLO POLARE ARTICO!
Ci fermiamo a pranzare in una specie di autogrill-negozio di souvenirs e lì vediamo la prima renna dal vivo: una renna domestica e bella paffuta che si fa toccare da dietro una rete, se riceve dei pezzi d’albero e muschio da mangiare!
Quando ripartiamo, mi fermo un attimo a pensare che sebbene siamo al Circolo Polare, Nordkapp dista ancora 700 km almeno.
La LAPPONIA finlandese si mostra in tutta la sua bellezza, grazie al sole che si alterna alle nubi e a quattro gocce di pioggia che comunque non ci obbligano a vestirci con le tute anti pioggia.
Un mare immenso di verde foresta, più bassa in altezza e anche un po’ più rada di quella che avvolge la Finlandia centrale, abitato da molte specie di animali tra cui...LE RENNE!!!!!
Eccole lì, come ci aveva detto Vesa, in branco, a lato della strada! Le vedo e rallento, mano alzata per segnalarle agli altri e le fotografo, scendo dalla moto e le fotografo dentro la foresta!
Ti osservano con un muso davvero scemo, sono buffissime!
Da questo momento in poi, innumerevoli renne hanno attraversato la nostra strada, uno spettacolo che tutte le volte mi faceva ridere nel casco, come un bambino quando vede per la prima volta un cane o un gatto e si agita, sbatte le braccia, sorride, urla per avvicinarsi e toccare quello strano essere peloso che lo osserva.
Non mi aspettavo la Lapponia così affascinante. Il paesaggio è punteggiato di massi di varia forma e dimensione, sembra un paesaggio preistorico, da' l’idea di essere quasi identico a migliaia di anni fa, tranne che per il nastro d’asfalto che si protende verso l’infinito, unico segno evidente della presenza dell’uomo.
Ma è come se quel nastro, qui, fosse un silenzioso e discreto ospite, attentissimo a recare il minor disturbo possibile in questo luogo ancora incontaminato.
La nostra meta è ENONTEKIÖ, un minuscolo paesino, come avremmo scoperto poi, e dormiamo in un camping, in un classico mökki, il cottage in legno, con una piccola sauna all’interno, due stanze doppie e il salone cucina al piano terra e altri posti letto al piano di sopra sotto il tetto. Accanto al cottage scorre un fiume, gli altri cottage sono ben distanziati.
E’ tardi e dobbiamo mangiare qualcosa, perciò ci rimettiamo subito in sella per andare verso il centro: Enontekiö fa 2.450 abitanti e lo abbiamo notato, dato che è un gruppo di case in riva ad un lago! Meno male che abbiamo trovato un posto aperto e siamo riusciti a mangiar qualcosa!
La sauna, da due persone, l’abbiamo fatta per primi io e Mik e poi l’Anna da sola; tutti e tre abbiamo provato l’ebbrezza rilassantissima di starsene seduti sul patio, con un asciugamano in vita, a 13° gradi: bellissimo...
Nel cottage abbiamo anche incredibilmente trovato caffè, tè, tutto l’occorrente per cucinare...incredibile, in un camping italiano sarebbe impensabile.
6 Agosto 2003
Sveglia presto e colazione in un’autogrill silenzioso; fin dal mattino l’atmosfera è di quelle che anticipano momenti importanti, decisivi: ci attende il giorno più lungo, quello in cui arriveremo a Capo Nord.
C’è palpabile elettricita' nei nostri movimenti, nelle risate, nei silenzi mentre guardiamo scorrere la strada sotto le nostre moto. Si fa benzina nell’ultimo autogrill finlandese e poco dopo ecco il confine ed il cartello Norge.
Entriamo nella regione norvegese chiamata FINNMARK: di fatto la vegetazione della Lapponia finlandese continua anche da questo lato, ma sembra ancora più fitta e verde scuro e, se possibile, ancora più disabitata.
Il panorama a volte è visibile dalla cima di un dosso ma dobbiamo soffocare la tentazione di fermarci a fare delle foto perché oggi dobbiamo correre, Nordkapp è ancora molto lontano. Tra l’altro il tempo non è dei migliori e ad un certo punto ci mettiamo per la prima volta le tute antipioggia, appena in tempo, perché inizia a piovere, anche se per poco.
Dopo molti chilometri pianeggianti, iniziano le colline e il paesaggio si muove, finchè il fiume che costeggiamo da un po’ si inoltra in uno splendido canyon e la strada diventa un bel misto tutto curve: il primo tratto misto dopo 3000 km! Davide mi sorpassa in accelerazione e inizia a piegare godendo, mi lascio superare anche da Mik e mi fermo per una foto, almeno una!, di questo splendido posto.
Siparietto: ci fermiamo a consultare le mappe, per essere sicuri della strada, in uno spiazzo; lesta come una gazzella, ma non altrettanto leggera, si avvicina un donnone e ci fa “Siete italiania'‘Ndo annate??”, una domanda fatta per poterci dire lei dove fossero stati loro, “Noi semo cor campere, abbiamo visto ‘sta zona della Norvegia, oh, è bellissssima la Norvegia, è la settima volta che ce veniamo”” e si avvicina anche il marito, canotta grigia, pantaloncini corti, occhiali da sole, barba non fatta, capello lungo e unto, “Ahhh, annate a Caponord, pure io ce so’ annato, una moto come la vostra, bellissssimo” e lei: “Che strada avete fattoa'Finlandia???a'Che tragggedia, diomio! Pini, pini, pini: ‘na noia!!!!” e lui rincalza “Io c’ho ‘a Ducati 999, tutta kittata” al che, non sopportando più il tutto rispondo “ Beh, con quella a Capo Nord non ci si arriva!”. Cristo...
Ma forse è meglio che nessuno dei centinaia di camper che passano da qui targati Italia sappiano che invece la Finlandia può essere molto bella.
La strada è giusta e ci porta fino alla citta' di Alta, dove vediamo il primo fiordo della nostra vita: mi ci vogliono quattro foto per riprenderlo tutto, con i suoi colori incredibili, dal mare azzurro chiarissimo, verde, grigio, alle montagne, al cielo nuvoloso, argento, nero, con il fucsia delle piantine che spesso costeggiano anche le strade...splendido.
Da Alta dobbiamo arrivare a Russenes, sul fiordo di Lakselv e si attraversa un parco nazionale, un paesaggio lunare, con pochissima vegetazione, grandissimi spazi a perdita d’occhio, la strada che va dritta verso l’infinito e che, ahinoi, a volte è sterrata pesante per chilometri (il VFR con bauletti non è propriamente agilissima come moto da enduro).
Giunti al fiordo facciamo benzina e sappiamo che Nordkapp dista ancora 120 km: ma non si arriva mai!...Il cielo è coperto e molto scuro, forse per questo l’atmosfera è spettrale, da esplorazione di un pianeta sconosciuto. Io sento anche la fatica e il freddo ora è costante, !3°/14°, e ci costringe a tenere addosso le tute antipioggia sebbene non piova. Io spero che la temperatura non scenda ancora, perchè ho utilizzato praticamente tutti gli strati che ho a disposizione e indosso anche i guanti invernali, per fortuna ci avevo pensato.
La strada si snoda lungo il fiordo, la roccia a sinistra, il mare argentato a destra, lungo la spiaggia delle alghe rosse e gialle che fanno due strisce lunghissime parallele alla strada.
Mai e poi mai avrei pensato di vedere sulla spiaggia una renna che bruca e un gabbiano che cammina poco distante da lei!
La strada...curve veloci, da fare in appoggio, mentre lo spazio tra il mare e il cielo sembra pochissimo, quasi si toccano e noi stiamo passandoci in mezzo...in mente mi risuonano tantissime canzoni. E’ una cosa che è iniziata nei lunghi rettilinei in Finlandia, è una cosa carina, un po’ come accendere la radio mentre guidi la macchina, canzoni che suonano nella mia testa, si scelgono da sole, la mia voce le esegue.
Arriviamo ad una punta, la strada inaspettatamente gira a sinistra e inizia un amplissimo curvone a destra che costeggia tutta una baia, e si ricomincia ad andare dritti, ancora, ancora...non si arriva mai...
Il sole! Il SOLE! Il sole apre le nuvole e come d’incanto accende tutto con dei colori incredibili!
Tutto quel muro di argento in tutte le sue gradazioni si accende di verdi, blu, rossi, gialli, rosa, fucsia! ...E’ incredibile lo spettacolo che ci si para davanti, con il Sole!...
E’ di nuovo un altro pianeta, più ospitale ma sempre lontanissimo.
Poi la strada stringe dentro la terra, si allontana dal mare, è un altro pianeta, mi dico, sbuca ancora sul mare, un’altra baia, ma è l’ultima perchè inizia il Nordkapptunnelen, una discesa sotto il mare e una salita che sbuca sull’isola di CAPO NORD. Nel tunnel, umidissimo, tutto si appanna, specchietti, visiera, strumentazione, ci sono 9 gradi e le canzoni che suonano da sole mi distraggono dal pensiero che ho un freddo cane e che non vedo l’ora che passino i 7 km di galleria.
Si sbuca sull’isola e c’è un casello. 10 euro, per la moto.
Ora davanti a noi ci sono circa trenta chilometri e un altro freddo tunnel, la strada è proprio un nastro d’asfalto, che attraversa un micro-pianeta fatto anch’esso di fiordi e colline, verde e blu che si mischiano, renne che brucano, poche, pochissime costruzioni umane, tranne il paese di Honningsvåg e un altro gruppo di case intorno ad un camping.
Non sto più nella pelle, SONO QUI, SIAMO QUI!, mando a ‘fanculo i limiti di velocita' e mi godo la strada tirando le marce e piegando quanto posso sulle povere gomme che gia' avevano all’attivo 13.000 km, ma non me ne frega niente, c’è il sole, il mare, la terra, le renne, la mia moto che tira sul misto e un punto blu e uno rosso, le altre due moto, lontane, nei miei specchietti!
Credo di aver fatto tutta l’isola sorridendo!
Aspetto gli altri ad un bivio, l’ultimo, poi, arriviamo al promontorio di Nordkapp, dove c’è uno spiazzo e un altro grande casello, da cui passano dei camper, quasi sempre di italiani.
Unico punto in cui la poesia decade: sarebbero 25 euro a persona per oltrepassare il casello e accedere al promontorio, in cui c’è un ristorante e il globo di metallo sotto cui ci si fa la foto. Decidiamo che ci teniamo la poesia, non entriamo in quei 150 metri e ci separiamo, ognuno per fare le foto che vuole, per conservarsi uno scorcio, un’immagine, un ricordo visivo di questo pianeta.
Con la pienezza di aver compiuto l’Impresa, percorro il nastro a ritroso e mi fermo ogni volta che i miei occhi desiderano. E’ solo il pragmatismo di Davide che ci riporta alla necessita' di trovare un posto per dormire stanotte. Lakselv è lontana, più di 150 km, ma nell’ottica delle tappe future, sarebbe buona cosa avvicinarsi il più possibile.
La cosa più intelligente è fermarsi all’ufficio del turismo di Honningsvåg, il paesino che sta sull’isola, e di prenotare un posto per dormire vicino a Lakselv. La cosa più sciocca invece è NON fare di nuovo benzina. Le facciamo entrambe.
C’è ancora il sole, quando ce ne andiamo via dal Tourist Info, con in tasca il nome di un camping a Stabbursnes e con la voglia di vedere di nuovo il lungo fiordo a ritroso, ma è proprio questa voglia che ci fa dimenticare di far benzina.
Scopriamo che uscire dall’isola costa ancora 10 euro: furbi ‘sti norvegesi!
Il cielo torna a coprirsi, ma lo spettacolo persiste e avendo prenotato un cottage, ci possiamo di nuovo concedere di fermarci a fare ancora delle foto a quel paesaggio incredibile.
Abbiamo anche fame, ci fermiamo a Repvåg, un grazioso villaggio di pescatori, ma di nuovo il pragmatismo di Davide prevale e ci riporta alla cosa sciocca che abbiamo fatto: non ci basta la benzina per arrivare a Stabbursnes. La priorita' è dunque questa e quando arriviamo a Russenes, dove avevamo fatto benzina questa mattina, il piccolo benzinaio (l’unico in 100 km di costa) è chiuso e non è automatico.
Un chilometro prima ho visto un posto in cui mangiare, chiediamo informazioni, ma sono russi e non sanno l’inglese; in qualche modo ci dicono che il benzinaio più vicino è a 21 km, sulla statale che porta ad Alta. Giacchè sono le 20.30 e loro chiudono alle 21.00, ne approfittiamo per mangiare qualcosa e poi riprendiamo la statale che stamattina ci aveva portati lì. L’autogrill dove facciamo benzina ha anche dei cottage, è una specie di motel e ci informiamo, perché siamo in moto da 12 ore buone, siamo stanchi, pioviggina e Stabbursnes dista ancora una 50ina di km, ma costa troppo e ci rimettiamo in sella, sperando che in quel camping non abbiano dato via il nostro cottage, non vedendoci arrivare.
Sono quasi le 23.00 quando arriviamo al camping e per nostra fortuna, ci stavano ancora aspettando; c’è luce, anche se è quella di un plumbeo cielo nuvoloso alla sera. Il nostro cottage è piccolino, abbiamo una stanza con due letti a castello, un salottino e il bagno; il livello è nettamente più basso dello standard finlandese, il prezzo no. Non abbiamo asciugamani e lenzuola, ma per averli dovremmo pagare 12 euro a testa. Ne prendiamo un solo set e ci arrangiamo con quello, per fare la doccia e asciugarci. Ma non importa, siamo euforici, siamo stati a Nordkapp, siamo stati dei grandi, ridiamo e scherziamo, fino a che la stanchezza non prende il sopravvento.
Domattina torneremo in Finlandia e data l’enorme quantita' di immagini che ho negli occhi, mi sembra impossibile che siamo partiti da Jyväskylä solo due giorni fa!!!
7 Agosto 2003
E’ il mio compleanno, oggi, non sono mai stato così a nord in questo giorno!
Ci mettiamo in viaggio verso LAKSELV, con il fiordo alla nostra sinistra senza mare, a causa della bassa marea. Il tempo stavolta è nero davvero, ma per ora non piove.
Facciamo colazione in un bar: un caffè e due brioches, 7 euro. Però, ‘sti norvegesi!
Ci dirigiamo verso Karigasniemi, inizia a piovere forte, la prima vera pioggia della vacanza; non male essere arrivati fino a Nordkapp senza prendere acquazzoni in moto.
A una rotonda, leggo un cartello stradale che, a sinistra, porta verso Murmansk, in Russia; è il posto dove morirono quei poveracci di soldati russi in un sommergibile qualche anno fa, a me fa davvero impressione vedere quella scritta sul cartello sebbene, a ben guardare la mappa, Murmansk disti almeno 400 km.
Arriviamo al confine con la Finlandia sotto una pioggia battente, davanti a noi la strada è dritta come un fuso, spesso a saliscendi, tra due ali di foresta lappone; ho letto sulla guida che questa strada è stata tracciata alla fine della seconda guerra mondiale, per favorire la ritirata dei tedeschi dalla Lapponia. E’ impressionante, una strada dritta nel nulla, e quando si arriva in cima al dosso la visuale è all’infinito, un oceano mare di foresta.
Le moto corrono più del temporale e quando la pioggia diminuisce e poi cessa del tutto, abbiamo l’incredibile immagine di un cielo azzurrissimo con nuvolette bianche e basse davanti a noi e dietro di noi, negli specchietti il cielo più nero che si possa immaginare. Ne siamo fuori, ragazzi!
Davanti a noi, la Finlandia, inondata di sole, è bellissima...
La strada prosegue dritta, massimo con qualche curva, fino ad arrivare su una statale e pochi chilometri dopo arriviamo ad INARI, sul grandissimo lago omonimo. E’ un posto abitato dai Sami, la popolazione lappone che vive in Finlandia e che alleva le renne. Ci sarebbe una bella escursione da fare, qui, in barca fino all’isola di Ukko, sacra per i Sami, ma non ne abbiamo il tempo. Vediamo al volo la chiesa, ci fermiamo a pranzare velocemente e a comprare regalini e souvenirs in un fornitissimo negozio per turisti, pieno di cose carinissime, se solo potessimo comprarle e trasportarle in moto...
Il temporalone che gia' ci aveva scaricato addosso tanta acqua in Norvegia e al confine, purtroppo sta facendo la nostra stessa strada e ce lo ribecchiamo in pieno, ma lasciamo che si scarichi un po’, mentre siamo nel negozio.
A Inari merita una visita di un’oretta e mezza il museo dei Sami, uno dei più completi al mondo. La parte interna ospita una bellissima mostra di quadri, sculture e installazioni ispirate alla cultura lappone e in una grande stanza si può seguire il ciclo delle stagioni in Lapponia e gli animali che ci vivono e vengono illustrati usi e costumi della popolazione Sami, con reperti, oggetti e filmati. La parte all’aperto invece permette di farsi un’idea delle abitazioni in legno, delle tende o delle trappole, qui perfettamente conservate sia nella struttura sia negli interni, con il mobilio, gli utensili, le pelli.
In Italia, migliaia di musei hanno cose ben più sostanziose da vedere, ma questo museo avrebbe molto da insegnare su come valorizzare l’esposizione a moltissimi di loro. Molto bello, davvero.
Si riparte, la strada lambisce Ivalo e prosegue in direzione di Rovaniemi ma la nostra tappa per la notte è il Kultakylä, ossia il villaggio dell’oro, a TANKAVAARA. Siamo in piena Lapponia, alle porte del grande parco naturale dedicato al presidente Urho Kekkonen e il posto è una ricostruzione di un villaggio di cercatori d’oro, con il saloon, i carrelli delle miniere, la possibilita' di setacciare il fiume alla ricerca di pagliuzze e così via: sembra di stare nel Klondike.
Abbiamo un grazioso cottage, senza la sauna, purtroppo, ma immerso nella foresta. Peccato solo che il saloon, che poi è il ristorante, fosse gia' chiuso (chiude alle 20.00), perché visto che è il mio compleanno gia' pregustavo una sostanziosa cenetta e volevo offrire da bere sidri e birra.
L’unica possibilita', ci dice la ragazza al bar, è di andare al paese vicino, Vuotso e vedere se qualche posto è aperto, visto che sono gia' le 21.00. Uscendo dal Villaggio, sul vialetto brucano le nostre amiche renne. Troviamo un posto dal promettente nome di Porokylä, ossia Villaggio della Renna, dove per il rotto della cuffia il ristorante accetta ancora qualche ordine e io cerco di impietosire la timida e gentile ragazza al banco dicendo che è il mio compleanno. Lei sottolinea più volte che di lì a poco il posto diventa un dancing, difatti molta gente sta arrivando e a me fa una gran tenerezza vedere ragazzi, ragazze ma soprattutto adulti o anziani, vestiti a festa, per l’evento della serata danzante.
Mangiamo una fantastica renna con il purè e la marmellata di mirtilli, accompagnata da pani neri e bianchi spalmati di burro e innaffiati di birra. Per finire, caffè e pulla che la ragazza timida dai modi gentili mi offre per il mio compleanno!
Ce la siamo cavata anche questa volta, menomale, avevamo tutti una gran fame perché, come sempre, a pranzo avevamo fatto solo uno spuntino.
8 Agosto 2003
Al nostro risveglio, fuori dal cottage ci sono alcune renne che brucano! Io e Mik le osserviamo per alcuni minuti, è uno spettacolo che infonde una grande pace. Il saloon si fa perdonare per la chiusura di ieri sera con una gran colazione, che ci viene servita sebbene non avessimo prenotato la sera prima (complicato, il Gold Village); noi più che fare colazione, direi che abbiamo saccheggiato il bancone della colazione.
Peccato che oggi sia il giorno più freddo della nostra vacanza: 10°/11° gradi.
Questo ci costringe a coprirci con tutto quello che abbiamo e a viaggiare a denti stretti fino alla prima tappa, ROVANIEMI, dove si trova il celebre Santa Park, ossia il Villaggio del vero Babbo Natale.
La citta' in sé non dovrebbe offrire nulla di particolare, essendo stata rasa al suolo dai tedeschi e ricostruita 50 anni fa (su progetto di Alvar Aalto, che le ha dato la forma di corna di alce) ma abbiamo un gran freddo, abbiamo fame e Anna deve consegnare una letterina di sua nipote a Babbo Natale. Per tutta questa serie di motivazioni, ci fermiamo per un buon paio d’ore al Santa Park, un vero paradiso dello shopping per turisti. Difatti, è PIENO di italiani, che affollano i tantissimi negozietti che vendono di tutto, i sempre graziosi bar e la casa di Santa Claus, che per una foto con lui chiede ben 17 euro!
Accantonata l’idea di travestirci da Babbi Natale e chiedere 10 euro per la foto, in concorrenza sleale con quello vero, ripartiamo alla volta di MERIHELMI, nelle vicinanze di Kuivaniemi, provincia di Oulu.
Siamo tornati sul mare del Golfo di Botnia, in un camping che ha dei cottages sul mare! Il nostro cottage ha un patio da cui si vede tutto il golfo, in distanza fino a Kemi, probabilmente, ci sono delle centrali eoliche in lontananza e una pace incredibile! Il tramonto alle 23.00 passate è uno spettacolo che non dimenticheremo.
9 Agosto 2003
Oggi partiamo con un gran sole e la temperatura inizia a salire un po’, rispetto al gran freddo di ieri (15° gradi); è una giornata di puro trasferimento, come le definisce il buon Edivad, perché dobbiamo guidare per almeno 600 km e arrivare fino in Carelia, a Savonlinna.
Il cielo si impegna per darci uno spettacolare sfondo, fatto di sterminata foresta verde, campi gialli qua e la' e un cielo azzurro disseminato di migliaia di nuvolette bianche bassissime, il classico cielo del Nord.
Fa di nuovo freddino, quando siamo a un centinaio di chilometri da Savonlinna ma a suggello delle tantissime esperienze di questi ultimi sei giorni, sulla statale tra Varkaus e Savonlinna, al primo imbrunire, scorgo qualcosa a fianco della strada, sulla destra e rallento: uno strano cavallo dal muso caricaturato mi guarda con occhi stralunati e rapidamente attraversa e scompare nella foresta a sinistra: abbiamo incontrato un alce!!! Molto più timido e difficile da incontrare delle renne, l’alce attraversa le strade della Finlandia centro-meridionale di solito nelle ore del tramonto e la mattina presto; siamo stati senza dubbio molto fortunati e per la gioia agitiamo in alto le mani come al termine di un vittorioso Gran Premio!
Arriviamo a SAVONLINNA verso le 17.30: la mia moto segna 2.986 km fatti in questi sei giorni.
10 Agosto 2003
Savonlinna è una piccola cittadina nel mezzo dell’immenso bacino lacustre del Saimaa; la cosa più importante da vedere è il bellissimo castello di Olaf, l’Olavinlinna, che raggiungiamo via acqua, noleggiando delle canoe nel centro citta'.
Facciamo scivolare in acqua le due barche, io e Kata su una, gli altri tre sull’altra. E’ stato bellissimo vogare con intorno i vivi colori del Saimaa in una giornata a tratti nuvolosa ma in quel momento soleggiata, nel silenzio scandito dal rumore dei remi nell’acqua e dalle nostre risate per l’incapacita' di fare andare dritta quella cacchio di barca! Ma anche gli altri tre sono alle prese con gli stessi problemi e ci vuole una buona mezzora per arrivare al castello. Non sappiamo dove approdare e per questo giriamo un po’ intorno all’isolotto del castello, finchè decidiamo di lasciare le barche vicino al museo navale, ovviamente senza legarle, ma tanto siamo in Finlandia, quindi...
In seguito ci siamo fatti un giro nel centro di Savonlinna, che a parte il castello e il piccolo quartiere di case antiche di legno lì vicino, ha poco di storico da vedere; prevale lo spettacolo della Natura, nella quale la citta' di Savonlinna si è ritagliata degli spazi, in armonia. Nella kauppatori, ci mangiamo la specialita' del posto, i lörtsyt, delle specie di crepes fritte e farcite pesanti! Per sera l’idea è quella di andare in un cottage che Harri, il padre di Kata, affitta con amici, nelle vicinanze di Savonlinna. La nostra meta si chiama Ristijärvi, un piccolo laghetto, con un grande cottage quasi in riva, tutto in legno, con un ampio salone per le feste, delle cucine e la sauna più capiente in cui sia mai stato, capace di accogliere una ventina di persone.
Venendo qui, viviamo un momento bellissimo ed essenziale, secondo me, per apprezzare davvero una vacanza in Finlandia: l’immersione totale nella foresta, in un cottage su un lago, con la sauna e una cena cotta sul fuoco.
Dopo un po’ di foto al bellissimo gioco di luci e riflessi sul lago, io, Mik, Harri e Davide perlustriamo i dintorni del cottage, passeggiando su centinaia di metri quadrati di piante di mirtilli, che crescono tra alti pini e abeti! E’ uno spettacolo incredibile, li raccogliamo e li mangiamo mentre cerchiamo con lo sguardo se ci sono funghi, ma non è ancora piovuto abbastanza. Le ragazze raccolgono molti mirtilli per poterli poi mangiare la sera.
Nel frattempo, la sauna si sta scaldando e per prime la fanno Kata e Anna. Tra sauna e chiacchierate tra loro stanno via parecchio, prima che possiamo farla noi uomini.
Stupenda la sauna...dai vetri intravedo gli alberi e il lago...quando usciamo, il fresco dell’aria stira la pelle e apre i pori, mentre una sensazione di grande benessere pervade tutto il corpo...Harri porta delle birre, Lapin Kulta (e ora sappiamo benissimo da dove arrivino!) e Karhu, che beviamo DENTRO la sauna...strana sensazione, la birra fredda che scende nell’esofago, mentre ci sono 90° gradi e ti entra aria caldissima nei polmoni...Ancora più strano e uscire all’aria aperta e tuffarsi nell’acqua del lago, al tramonto (le 22.00): FREDDISSIMA! Ma che bella sensazione quando si esce!
Il cielo diventa scuro “presto”, in confronto con la luce della Lapponia o in Norvegia, ma questo crea ancora più atmosfera, mentre nel grande salone di legno con il camino acceso mangiamo le salsicce cotte sul fuoco, i letut, il succo di mirtillo, le birre, i mirtilli colti da noi, i pani...
11 Agosto 2003
Da Savonlinna, in poco tempo arriviamo a KERIMÄKI, dove c’è la chiesa di legno più grande del mondo: costruita interamente in legno nel 1847, accoglie ben 3300 persone sedute e difatti, sebbene sia molto grande anche da fuori, mi impressiona ancor di più l’interno. Inaspettatamente bella, davvero.
Da lì, percorrendo una statale secondaria con un po’ di curve e saliscendi, proseguiamo per PUNKAHARJU. Su richiesta di Kata, ci fermiamo al Centro Artistico Retretti, dove espongono mostre d’arte di importanza internazionale, monografiche o a tema, in una grotta artificiale. Facciamo un giro nel bel negozio all’interno e mangiamo al ristorante, che ha delle cose molto stuzzicanti!
Poco dopo arriviamo a Punkaharju, celebre per una cresta sabbiosa lunga sette chilometri che si è formata nell’era glaciale e che attraversa il grande lago. Oggi c’è una strada asfaltata costeggiata da pini, mentre un tempo era una sterrata e importante via di comunicazione. Percorrendola si ha poco l’idea di COSA si stia attraversando, le foto panoramiche dei depliant o delle cartoline rendono molto di più.
La strada ci conduce al confine con la Russia, lo costeggiamo per qualche decina di chilometri per arrivare a Imatra. Prima di entrare in citta', prendiamo una statale che punta dritta verso la Russia, arrivando a Svetogorsk. Ci siamo fermati a un centinaio di metri dal confine, a farci le foto sotto al cartello che gia' recava scritte in cirillico. Sara' che il cielo è nuvoloso, sara' per l’aria fredda di oggi, ma l’avvicinamento alla Russia mi metteva un po’ di soggezione...Anche se non è più URSS, la Russia evoca immagini inquietanti e voltare le moto e tornare verso IMATRA è stato un sollievo.
Nelle strade di Imatra si svolgeva il Gran Premio di Finlandia del Motomondiale, fino al 1983, esattamente 20 anni fa. Ci hanno corso i più grandi nomi del motociclismo mondiale, fino a che un incidente che provocò la morte di cinque spettatori non indusse a smettere di correre qui.
Imatra ci sembra una citta' di frontiera, come infatti è, strana...sul viale centrale, nel Tourist info, chiediamo ad una ragazza di indicarci le strade dove si correva; la ragazza non ha memoria di eventi antecedenti alla sua nascita e deve chiedere ad altri, ma alla fine abbiamo la mappa del circuito e ovviamente, si va a fare il giro!!!
Il rettilineo di partenza e dei box ha un fiume a sinistra e i binari della stazione ferroviaria a destra e ci si arriva da un paio di chicanes tra delle case. A un certo punto si gira a destra a 90°, si passa sopra i binari con sobbalzi e si fa un breve rettilineo, poi si gira di nuovo a destra e c’è un lungo rettilineo che oggi è una superstrada a tre corsie; poi di nuovo a destra, per un altro rettilineo che è interrotto da due rotonde (!), di nuovo a destra e si ricomincia: in pratica è un rettangolo! Che circuito assurdo!
Dovrebbero esserci una statua di Jarno Saarinen, pilota finlandese, Campione delle 250 nel 1972 che morì nel 1973 a Monza, considerato un pilota leggendario e una statua di Giacomo Agostini, che qui ha vinto e che pare sia tornato qualche mese fa per presenziare al 20° anniversario dall’ultimo Gran Premio, girando qui su una MV, ma non le abbiamo viste; la cosa che conta è essere stato qui con le nostre moto: per me è sempre emozionante percorrere un circuito... pensando che qui hanno corso Roberts, Spencer, Mamola, Lawson, Lucchinelli e Uncini, Agostini, Read, Sheene, Saarinen stesso...
Per ritornare a Savonlinna abbiamo fatto strade secondarie che attraversano il Saimaa, bellissime, tutte curve e saliscendi; ad un certo punto, la strada finiva nel lago: ma come???
Ecco un'altra delle sorprese finlandesi: un traghetto giallo, il lossi, fa da spola tra le sponde. Arriva, ci carica, attende qualche minuto, riparte e in due minuti ci porta dall’altra parte, dove riprende la strada; il tutto, ovviamente, gratis.
Arriviamo a Savonlinna che è quasi sera, siamo stanchi, il giro comunque è stato di 300 km e la temperatura freddina, sui 15° gradi.
Da domani si prendono strade diverse: io, Kata e Mik torniamo a Jyväskylä, per starci ancora qualche giorno, e poi ad Helsinki per riprendere il traghetto di ritorno in Germania, dove faremo un altro paio di tappe; Edivad e Anna invece vanno a Turku, bellissima citta' sulla costa, prenderanno un traghetto della Viking Lines per Stoccolma, attraverseranno la Svezia fino a Copenaghen e poi scenderanno in Germania facendo a ritroso le tappe che noi facemmo due anni fa e che sono descritte nel report FINLANDIA, più volte citato.
Il mio report termina qui, lasciando che ognuno dei lettori pianifichi quale sia il modo migliore per andare dall’Italia all’estremo Nord Europa e per tornare.
Alla via così, signor Sulu...

