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2003 - Elefantentreffen di Igor "Aigor" Ferri



La preparazione per affrontare il mitico raduno è iniziata circa due mesi prima della partenza, grazie ad un e-mail apparsa in lista con oggetto "ELEFANTENTREFFEN 2003",che invitava tutti i soci VIC a parteciparvi.
Dopo solo una settimana eravamo gia' 56 persone ad essere in contatto per l'organizzazione ed è stato quello che mi ha fatto capire che si partiva veramente questa volta. Erano alcuni anni che mi ripromettevo di partecipare a questa "pazzia", finalmente avevo trovato le persone giuste, pronte per un viaggio che io ho sempre considerato un'impresa che non tutti possono portare a termine.
Dopo molti messaggi, quando l'organizzazione era ormai nel suo pieno, un e-mail del grande capo Ghibli (anche lui sorpreso dalla nostra determinazione) ci invitava a pubblicare sul sito del club una pagina di presentazione della nostra impresa. Potete immaginare che carica ci ha dato, voleva dire che eravamo pronti per entrare nella storia del VIC.
Molti soci a leggere le nostre e-mail, a questo punto hanno provato(almeno a me) a dissuaderci dicendo che era una follia, una cosa troppo pericolosa, la moto ne avrebbe risentito per sempre e che ce ne saremmo pentiti. Ma non erano al corrente della "voglia di andare" che avevamo tutti.
A questo punto eravamo in 7: 5 VFR, una Suzuki SV e un mitico Guzzi (molto folcloristico) che vedrete in seguito.
Per quello che riguarda il mio VFR, ho dovuto sottoporlo ad un trattamento speciale in modo da non "distruggerlo".
Ho cambiato le gomme montando le mitiche MACADAM, delle quali tutti i soci vanno matti, ho messo un liquido refrigerante antigelo(-40°C)...esagerato direte voi...ma si parlava di -20°C durante la notte...!! Prima di rimontare le carene ho spruzzato su tutte le parti meccaniche una trattamento al silicone e grasso per motori marini in modo da proteggere tutto dal sale che viene buttato a quintali sulle strade tedesche.
Poi... le CATENE!!!
"le catene per la moto??...tu sei un deficiente!!!"...ecco le parole di incoraggiamento che mi sono state dette da quasi tutti quelli che mi chiedevano come avrei fatto se nevicava.
Anche se il mitico Snoopy aveva trovato un ditta che produceva catene spray (delle quali ognuno di noi ne ha comprato un flacone),non contento un sabato pomeriggio mi sono chiuso in officina e ho costruito delle catene artigianali che mi hanno fatto partire più tranquillo.


Nel frattempo un nostro compagno di avventura (Pecora nera) ha dovuto dare forfait, per noie al regolatore, ma si sono uniti a noi altri 5 soci e una mitica "zavorrina". La spedizione parte quindi con 12 partecipanti.
Dopo le ultime e-mail per gli ultimi accordi e dopo esserci divisi le varie attrezzature da campeggio siamo finalmente partiti.

31 gennaio 2003
Partenza ore 11.00, dopo aver caricato le moto con tutte le cianfrusaglie possibili siamo finalmente partiti alla volta di Affi, dove abbiamo appuntamento con Kevin, Paolo e Franco (BMW RT).
Naturalmente dopo una settimana di sole splendido e di temperature miti, la giornata si presentava molto incerta e la temperatura superava appena lo zero. Dopo qualche chilometro mi sono dovuto fermare per togliere i famosi "sacchetti del patume", detti anche paramani, perché disturbavano non poco la guida. Ho potuto cosi testare subito i guanti riscaldabili.
Appena usciti dall'Emilia la temperatura si è alzata di colpo e la nebbia è svanita lasciando posto a un bellissimo sole che scaldava non poco l'aria. Stavamo viaggiando con 8°C, sembrava impossibile!!
Siamo arrivati in orario ad Affi e insieme ai nostri nuovi compagni di viaggio abbiamo proseguito fino a Trento nord, dove alle 14.30 c'è il ritrovo con i ragazzi di Roma.
Sfortunatamente (ma c'era da immaginarselo) a Roma e dintorni stava nevicando dalle prime luci dell'alba e i ragazzi sono in tremendo ritardo. Sono in ritardo a causa della neve, ma anche perché il grande Snoopy non soddisfatto delle prestazioni del suo motore, ha avuto la pensata di fare il pieno di gasolio, passando i successivi 15 minuti a sacramentare e a succhiare con un tubo per svuotare il serbatoio... senza contare che il VFR di Filippo ha qualche problema elettrico e spesso va rimesso in moto a spinta o collegando la batteria a un altra moto, con i praticissimi cavi portati da Snoopy: 50 cm di lunghezza e morsetti da un solo lato!
Dopo un viaggio tremendo sotto la neve per superstrade e statali sono finalmente arrivati all'appuntamento, ma con oltre 2 ore di ritardo. Purtroppo Elio e la sua dolce meta' hanno dovuto gettare la spugna subito dopo la partenza. Verranno sostituiti da Stefano (Aprilia Caponord) che nel frattempo si è aggregato a noi.
Il gruppo ufficiale per l'ELEFANTENTREFFEN 2003 è questo: Igor, Filippo, Kevin, Snoopy, Paolo, Mansuel, Tommygun, Piero (Guzzi), Stefano (SV), Franco (BMW) e Stefano (Caponord).

Eravamo in ritardo pazzesco sulla tabella di marcia, ma dovevamo assolutamente varcare il Brennero il prima possibile. Mentre ci avvicinavamo al confine la temperatura e scesa di colpo nel giro di 3 km e se prima stavamo viaggiando con 45°C adesso sfioravamo i -3. Arrivati alla Barriera del Brennero, ho telefonato al nostro amico "Guzzista" che era partito in anticipo rispetto a noi, visto la differenza di medie autostradali. Purtroppo per me a causa di problemi alla moto e di borse perse in autostrada era tornato indietro, lasciandomi senza tenda e tutti gli accessori per il campeggio...cominciamo bene!! Senza perdere altro preziosissimo tempo siamo ripartiti a palla verso il confine di stato.
Man mano che ci avvicinavamo la temperatura scendeva e cominciava anche a scendere un po' di neve, che dopo 10 minuti aveva gia' raggiunto i 56 cm coprendo tutto il manto stradale.

Io e Mansuel accorgendoci all'ultimo istante che il gruppo stava entrando una area di sosta, siamo arrivati lunghi e ci siamo trovati da soli in mezzo all'autostrada. Io sono sceso e ho spinto la moto per 200 mt. all'indietro, Mansuel invece ha provato a girarsi, ma mentre lo faceva è scivolato sulla neve e ha appoggiato la moto in terra. Eravamo al buio in corsia di marcia sotto la neve con -8°C e una moto era sdraiata in terra, un bel modo per iniziare il viaggio.
Con un po' di fatica aiutandoci a vicenda siamo riusciti a raggiungere gli altri,che nel frattempo avevano trovato un riparo dalla bufera, per discutere il da farsi.
Senza tanti ripensamenti siamo ripartiti subito, come se fosse normale viaggiare sulla neve con quelle temperature e siamo entrati in territorio Austriaco.La neve fortunatamente ha smesso di cadere e le strade stavano, col passare dei Km, ritornando praticabili al 100%.Per fortuna, ho pensato io, non mi trovavo a mio agio a guidare sulla neve.
Era ora di fermarsi per i rifornimenti e prendere qualcosa di caldo, non dimentichiamo che si viaggiava sempre con temperature che oscillavano dai - 4°C ai - 7°C. Purtroppo è stato un errore fatale, nel frattempo era cominciata una bufera con un vento pauroso che di lì a poco avrebbe riempito l'autostrada di ghiaccio e neve.

E' stato qui che la "Pattuglia Funamboli" ha dato il meglio di se mettendo l'autostrada sottosopra. Mentre viaggiavamo a circa 60-70 kmh (avete letto bene) su ormai 10 cm di neve, sfruttando i piccoli solchi lasciati dalle automobili,il BMW che era subito a ruota di Filippo e Kevin,ha cominciato a scodare a destra e sinistra cadendo in mezzo alla strada alzando una nuvola di neve e scintille. Paolo che era immediatamente al seguito per evitare il pilota strisciante in carreggiata è scivolato e ha spostato la sua moto con un calcio, in modo che non finisse contro a Franco. Io che ero spettatore di tutto questo show ho pensato" se tocco i freni sono fritto"allora spostandomi verso destra senza mollare il gas, ho evitato Paolo e sono finito in mezzo alla neve fresca.Naturalmente appena la ruota anteriore si è inclinata un po' sono volato in terra e schizzato,grazie al gore-tex, come una saponetta in avanti fermandomi ad almeno 50 mt dalla moto.

Nello stesso momento sono sopraggiunti tutti gli altri che a loro volta hanno cominciato a cadere modello domino, uno dopo l'altro creando un mucchio di moto e piloti in mezzo alla strada. Purtroppo in nella caduta la moto di Snoopy è finita con la ruota anteriore sotto ad un TIR, fracassando cerchione e disco. A questo punto mi sono rialzato e ho visto una scena che mi rimarra' impressa per tutta la vita. Autostrada bloccata, 8 moto buttate in terra in modo sparso, piloti che provano a rialzarle, macchine che sbandano per non investire nessuno, tutto in mezzo ad una bufera di neve con -5°C. Se non era per la temperatura avrei creduto di essere all'Inferno!!

Ho rialzato la moto che era finita in corsia di sorpasso, facendomi aiutare da due automobilisti Tedeschi che molto gentilmente mi hanno anche recuperato la borsa serbatoio finita chissa' dove.
Dopo aver parcheggiato la moto sul lato destro dell'autostrada, sono andato a vedere le condizioni di tutti gli altri. Nessuno si era fatto male, ma la moto incidentata non poteva certamente continuare il viaggio. Bisognava assolutamente chiamare un aiuto. Nel frattempo Filippo e Kevin erano avanti 2 km che non sapevano nulla dell'accaduto.
Fortunatamente è arrivata la polizia che come prima cosa ci ha redarguito perché stavamo bloccando il traffico, neanche lo facessimo di proposito, poi ha fatto accomodare Snoopy nella volante per farsi spiegare il problema. Appena montato in macchina ha rischiato di soffocare a causa del riscaldamento a palla e ha provato a raccontare con il suo perfetto TedescoInglese l'accaduto. Risultato: i poliziotti ne sapevano tanto quanto prima e hanno chiamato il carattrezzi.
Ecco come Mansuel ha vissuto la carambola:
"Vorrei solo aggiungere che nel botto generale io non sono caduto. ;-)
La qual cosa non è rilevante visto che poi sono caduto altre 3 volte quella notte (in tutto 4!!!!) ma per evitare Tommygun ho vissuto gli attimi più intensi della mia vita.
Procedevo buon ultimo ed ad un certo punto moto e pilota che mi precedevano schizzavano impazziti sull'asfalto ghiacciato cambiando continuamente direzione.
Infine sono riuscito ad evitarli passando in mezzo e prendergli di striscio solo il piede.
Alchè mi sono trovato davanti all'inferno con tutte le moto buttate sulla strada ma sono riuscito a schivarle deviando sulla corsia di emergenza.
Risultato?
Esaurimento nervoso che mi dura ancora ora..."
E questo invece e' il racconto di Filippo, che guidava il gruppo...
"Ero in testa al gruppo e, procedendo su neve e ghiaccio in corsia di marcia normale, prestavo molta attenzione a dove mettere le ruote. Sulla corsia di sorpasso mi superavano tir e automobili. Poi, ad un tratto non ho piu' visto altri mezzi sorpassarmi. Per un attimo ho guardato nello specchietto e dietro non ho visto piu' nessuno: mi sono subito preoccupato ed ho cercato un posto per fermarmi con le dovute cautele. Ho visto in lontananza un triangolo a terra; lo ho superato di circa 100 m. e mi sono fermato sulla corsia d'emergenza. Poco dopo mi ha raggiunto Kevin, che mi confermava di aver visto dietro di lui qualcuno cadere.
Ho lasciato il motore acceso per i noti problemi di batteria e ho acceso il cellulare. Dopo vari e vani tentativi di contattare il resto della spedizione ricevevo una chiamata da Tommygun che mi ragguagliava sull'accaduto. Nel frattempo sull'altra corsia si formava una poco rassicurante coda di veicoli dovuta ai curiosi...
L'attesa e' stata molto lunga ma quando ho visto di nuovo il tarffico sulla ns. carreggiata mi sono un poco rassicurato.
Poi ecco finalmente uno spazzaneve seguito a breve dai miei compagni: insieme a Kevin ho fatto loro cenno di proseguire; Kevin si e' accodato all'ultimo del gruppo sulla corsia di sorpasso che era stata parzialmente ripulita dallo spazzaneve; infine son ripartito anch'io.
Fatti non piu' di 50 m. sulla corsia di marcia normale (non mi sentivo di andare su quella di sorpasso per la grossa presenza di tir) la moto mi sgusciava da sotto le gambe e si sdraiava completamente in corsia di emergenza restando io in piedi!
Moto a terra, motore spento, ho pensato di non poter piu' ripartire.
Ho cercato con tutte le mie forze di tirare su la moto senza riuscirci.
Si e' fermato un ragazzo tedesco, al quale ho cercato di spiegare i miei problemi: col suo aiuto ho rimesso in piedi la moto: poi poiche' non capiva che la moto non sarebbe potuta ripartire, per dimostrarglilo ho acceso il quadro, ho premuto lo starter e la mia piccola ha ripreso a girare! Nel frattempo e' arrivato il carroattrezzi con su la moto di Snoopy e lo stesso Snoopy: col lampeggiante acceso mi hanno coperto le spalle fino alla prima uscita, dove mi son ricongiunto con gli altri amici."

Era giunta l'ora di provare le catene modello Aigor e quelle liquide. Il montaggio che si era sempre dimostrato semplice e veloce, in quelle condizioni era diventato molto difficoltoso, infatti ci sono voluti almeno 50 minuti di bestemmie per fare il tutto.Poi quando è giunto il momento di spalmare le catene liquide mi sono accorto che si era congelato il tubetto e non usciva nulla, neanche a stringerlo con una morsa... Dopo 3 tentativi il tubetto è finito in mezzo al bosco con un lancio da vero professionista.
A questo punto eravamo pronti per raggiungere Kevin e Filippo, Snoopy sul carrattrezzi e noi stoici in moto su ormai 15 cm di neve.

Visto che l'autostrada era diventata una lastra di ghiaccio e la temperatura era scesa ancora,si viaggiava con i piedi per terra a 10kmh, rischiando di cadere ad ogni inclinazione troppo accentuata.Se devo dirvi la verita' le catene hanno funzionato abbastanza bene, anche nella neve più alta la moto aveva un po' di trazione sia in frenata che in accelerazione. Il problema è stato che sembrava di guidare un martello pneumatico!
Raggiunti gli altri siamo ripartiti tutti insieme per arrivare alla prima uscita, portare la moto in officina e trovare un hotel per passare la notte. Sono stati gli otto km più lunghi della storia 2 ore e mezza tra:Tir che ti stavano ad un metro di distanza strombazzando e con gli abbagliati impedivano di guardare la strada.Ad un certo punto è arrivato il famoso "spargisale" che ha sciolto la neve in corsia di sorpasso. Finalmente si poteva viaggiare su di un manto quasi pulito,il problema era che i TIR adesso ti sorpassavano a destra e le macchine ti lampeggiavano da dietro.
Ho avuto per la prima volta in vita mia paura ad andare in moto,non potevamo cadere altrimenti venivamo investiti. Kevin mentre ha perso il controllo della mto ed è caduto in mezzo alla strada e il camion che lo seguiva ha cominciato a sbandare e si è fermato a un metro dalla moto. A questo punto io volevo tornare a casa, non potevamo continuare un viaggio così pieno di insidie.

Dopo altre cadute un po' di tutti quanti siamo finalmente usciti dall'autostrada e ci siamo sistemati in un hotel lì vicino.Ormai erano le 12.30 e ci siamo dovuti arrangiare da soli per il mangiare.
Siamo arrivati ad una conclusione: domani si torna a casa. Nessuno però era convinto, infatti quando mi sono lasciato scappare che io prima di tornare in Italia mi andavo a prendere la medaglietta dell'Elefante, a tutti hanno brillato gli occhi.
A pensarci bene dopo tutto quello che avevamo passato, eravamo a 200 km dal raduno, rodeva non poco buttare tutto al vento. Comunque avevamo davanti una notte per pensarci, tutto andava in funzione del meteo...



1 febbraio 2003
Dopo una dormita che ha dato un po' di forze e morale alla truppa, a colazione si è deciso di proseguire il viaggio, non tutti però. Franco valutando i danni del suo BMW ha deciso di tornare in Italia. Così come Snoopy e Kevin che, dopo essersi accordati con Lupo (che merita un applauso che non finisce più) per il recupero della moto, hanno deciso di non proseguire. Non hanno proseguito per questioni di tempo, infatti non sarebbero mai riusciti ad essere in orario per caricare la moto se fossero venuti a Solla.
Con malincuore ci siamo salutati e abbiamo proseguito per arrivare alla nostra meta.

Le strade erano pulite, il sole splendeva e la temperatura non era neppure tanto bassa, si viaggiava con -1°C, praticamente rispetto a ieri sembrava primavera. Ci voleva proprio un po' di tregua. Eppure avevo più freddo del solito, per quale motivo mi chiedevo io;il motivo era che mi ero scordato di mettere un paio di calze e non avevo indossato la pettorina in pelle... l'entusiasmo gioca brutti scherzi.
Dopo avere passato Monaco facendo uno slalom tra le macchine in colonna ci siamo immessi nell'autostrada verso Passau e abbiamo cominciato ad aumentare il ritmo, dovevamo arrivare al raduno prima di sera, avendo gia' avuto modo di verificare quale fosse il rischio di guidare con il buio. Sembrava di non arrivare più, passavano i km ma l'uscita giusta non arrivava mai, finchè dopo un paio d'ore abbiamo finalmente abbandonato l'autostrada. Appena si è cominciato ad entrare nella foresta Bavarese, la temperatura è calata di colpo stabilizzandosi a -9°C dandoci cosi il benvenuto all'Elefantentreffen 2003. C'eravamo riusciti, eravamo arrivati al raduno più duro d'Europa, adesso cominciava una parte a noi del tutto sconosciuta: il pernottamento in tenda sulla neve.


Guardando gli altri accampamenti abbiamo subito capito che bisognava assolutamente procurarsi della paglia. La paglia infatti è un ottimo isolante per il freddo, tutti quanti i campeggiatori ne avevano due o tre "balle". Montate le tende siamo ci siamo aggregati a tre ragazzi di Gorizia, che erano venuti in Vespa e Lambretta (!), usufruendo del loro fuoco gia' acceso. Intanto era calata la notte e l'accampamento ha cominciato a mostrarsi in tutto il suo splendore.

Quasi tutte le tende avevano il loro fuoco, guardando la collina sembrava di essere nel mezzo di una fiaccolata, uno spettacolo che non è possibile descrivere. Fuochi d'artificio venivano sparati senza sosta dai quattro angoli della valle, illuminando il cielo stellato con colori che si rifrangevano sulla neve, tingendo il campo di rosso, verde, giallo... uno spettacolo irreale e bellissimo. Da qualche parte qualcuno aveva portato una vecchia sirena antiaerea a manovella, e la azionavo di tanto in tanto facendo da contrappunto ai colpi a salve sparati da un mortaio portato da chissa' quale matto (giuro!)
Parlando con i ragazzi di Gorizia si è scoperto che anche loro si erano trovati in mezzo alla bufera della sera precedente si erano persi nella foresta, e avevano infine chiesto asilo politico ad un bar che li ha ospitati per la notte.

Intanto la carne stava cuocendo e il vino si stava scaldando vicino al fuoco, eravamo pronti per sbranare quelle 50 salsicce che ci stavamo sognando da giorni. Che mangiata, anche se la carne era mezza cruda ci siamo abbuffati. Nel frattempo Mansuel si scioglieva le scarpe dentro al fuoco, non accorgendosi di niente. Chissa' se per colpa del freddo o del sangiovese?
Era l'ora di andare a vedere il folclore del raduno, un Tedesco che avevamo conosciuto per caso, al grido di "Amico! Amico!" ci ha portato dentro ad una tenda dove c'erano una quindicina di persone che non avevano niente a che fare l'una con l'altra. Ci siamo adagiati in questa specie di Harem dove ci hanno offerto rum e altre sostanze sconosciute, di fronte ad una stufa in terracotta che faceva un fumo da petroliera!!



Continuando il nostro giro ci siamo imbattuti in tantissimi personaggi di vario tipo e di dubbia fama. Abbiamo anche notato che il gioco preferito dalla serata era quello di prendere per il culo quelli che scivolando sul ghiaccio si insaccavano le più nascoste articolazioni.
Finita la serata tra vari giri di birra, vino e grappa (bisognava scaldarsi) siamo tornati alla tenda, non prima che Paolo avesse appiccicato gli adesivi del motoclub in tutti i posti più inimmaginabili, addirittura sulla fronte di un vigile del fuoco.(non sto scherzando!!)
Siccome era rimasta un po' di carne ho riacceso la griglia e mi sono cotto tre bistecche, assistendo ad una scena che mi ha fatto rendere conto del freddo che c'era.Ho aperto una bottiglia d'acqua appoggiandola sulla neve, girato la carne e quando ero pronto per bere, era gia' congelata. Erano bastati pochi secondi...roba da matti. Dopo questa bisognava andare a letto.
Siamo andati a letto praticamente vestiti da moto, io con 2 sacchi a pelo con la giacca sulla faccia in modo da respirare aria calda!! La mattina al risveglio tutto era congelato, persino il gas del fornello. Abbiamo notato che delle persone avevano addirittura dormito all'aperto. Francamente pensavo che fossero morte, invece il fumo che usciva dal sacco a pelo mi ha rassicurato.



02 febbraio 2003
Naturalmente dopo la nottata a -20°C molte moto non pativano più e hanno intasato non poco l'uscita dal raduno. Comunque dopo un'ora siamo riusciti ad immetterci sulla strada di casa notando subito una temperatura ancora più bassa del giorno precedente. Si è partiti con un -9C, poi come sappiamo il termometro del VFR si spegne; tenete conto che è rimasto spento per circa un 'ora. Non dico altro...
Presa nuovamente l'autostrada, dopo 20 km ha ricominciato a nevicare intensamente, non ci potevamo credere era destino che soffrissimo fino alla fine. La strada è ritornata bianca in un attimo, ma visto che l'esperienza del venerdi siamo usciti subito, anche perché la moto di Filippo non ne voleva sapere di andare bene. Fortunatamente sia la moto che il tempo hanno smesso di fare i capricci e anche se le strade erano ancora innevate ci siamo diretti verso Monaco, non prima di rischiare di perdere una borsa laterale che si è sganciata e ha cominciato ad oscillare, rimanendo attaccata grazie ai 2 perni inferiori!!



Il ritorno
Ora che ci era ormai successo di tutto, volevamo solo arrivare a Trento senza altri intoppi nel cammino. L'unico problema lo ha avuto Mansuel che ad un certo punto non riusciva più a stare concentrato nella guida e si sentiva come svenire.Ha dovuto fermarsi a tutti i cosi, altrimenti poteva veramente succedere qualcosa di brutto. Nel frattempo si sono uniti a noi anche Kevin e Snoopy che stavano ritornando da Bolzano. Buffo il destino siamo partiti insieme e dovevamo tornare insieme...Non ho parole!!!
Avvertito Ossido del nostro imminente arrivo, abbiamo poi proseguito fino a Trento nord dove siamo stati accolti come dei reduci di guerra.
Subito di corsa in hotel e pronti per andare in birreria. Era la prima volta che partecipavo ad una "Birrata Trentina" e devo dire che mi sono trovato molto a mio agio. Anche se conoscevo solo pochi soci devo dire che i Trentini sono veramente ospitali. Abbiamo assaggiato le varie specialita' locali e bevuto un'ottima birra ed una spettacolare grappa alla pera.


Tante risate e qualche foto ricordo poi a letto, domani ci aspettano altri km, soprattutto per i Romani che non sono ancora sicuri di arrivare a casa senza altri imprevisti.

Infatti Il giorno seguente mentre noi del nord eravamo gia' arrivati a destinazione, prima Mansuel ha rotto un paraolio della forcella e nel tratto più appenninico la neve nuovamente dato il suo aiuto per rendere questo viaggio interminabile.

Conclusioni
Cosa dire, il viaggio è stato veramente estremo, sia per il pilota che per la moto, siamo partiti in 12 ed arrivati in 7, si è rischiato veramente molto ci sono voluti coraggio e voglia di arrivare a tutti i cosi. Però è stata un'avventura che ricorderò per tutta la vita anche per merito del gruppo. Siamo entrati tutti in sintonia subito come se ci conoscessimo da una vita e non c'è mai stata la minima incomprensione, tutto è andato a gonfie vele.
Se lo rifarei?a'Penso di no, credo che esserci andati una volta basti. Non per le difficolta' o per il freddo, ma non ne sento la necessita', non ho più la curiosita' di questo mito. Però posso tranquillamente confermare che è una di quelle cose da fare almeno una volta nella vita...