Il quarto




Percorso




1 giorno : Sabato 9 Agosto 2003






11 passi : Piccolo S. Bernardo, Iseran, Moncenisio, Monginevro, Lautaret, Galibier, Croix de Fer, Glandon, Montets, Forclaz, Gran S. Bernardo






100 paesi : in Val d'Aosta, Val di Susa, Savoia, Alta Savoia, Svizzera






1000 Curve







Partecipanti



  • Motobyte da Milano - VFR VTEC 02 "Bastarda"
  • Il Professore da Treviso - VFR 800 98
  • LeGuf da Aosta - VFR 800 '99 "Black Owl"
  • Pippen da Milano - VFR 800 '99 "BradipoMissile"
  • Lele da Como - VFR 750 '95
  • Marco Pontiroli da Gallarate - VFR 750 '96
  • Andrea Tellini da Santena (TO) - VFR 800 '98
  • Bomber da Rapallo - VFR 800 '01
  • Vitto100 da Cremona - VFR VTEC 02
  • Interceptor da Barletta - CBR 900 '01
  • MaxReds da Milano - VFR VTEC 02




I ceffi




Da sinistra: Pippen, Motobyte, Interceptor


Interceptor e Lele colti in un momento di intimita', del quale possiamo facilmente prevedere gli sviluppi.


Marco...


...e Matteo (Bomber) pensano solo a mangiare! Altro che Duri & Puri!


Marco, LeGuf, Andrea e Matteo (di spalle)


Ed ecco (quasi) tutto il gruppone, da sinistra: LeGuf, Pippen, Lele, Interceptor, Bomber, Andrea, Vitto100, Marco, MaxReds ed Il Professore.
Motobyte e' dietro l'obiettivo...



La preparazione


La scelta e' difficile, il menu' e' ricco...


..cominciamo con un antipastino leggero...


...una fetta di pizza per aprire lo stomaco...


...e poi il piatto forte, tipicamente valdostano: grigliata mista di pesce...PESCE?!?!?!?





Il tragitto



Sono le 8:00 quando dopo 150 km tra statali e autostrada arrivo puntuale all'appuntamento fissato ad Aosta.
La giornata si preannuncia meteorologicamente, e non solo, ottima, anche se gia' a quest'ora l'elevato tasso di umidita' mi impedisce quasi di vedere le cime delle montagne; cio' mi fa intuire che il piu' grande nemico della giornata sara' il caldo.
Alle 8:20 arrivano LeGuf, Il Professore e Vitto100 (hanno passato la notte a Nus); dopo 2 minuti arriva, direttamente da Milano, Massimo.
Saluti, caffe'... partiamo alle 8:30 alla volta di Pre-Saint Didier, dove ci uniamo al resto del gruppo, che ha passato la notte a casa di Bomber.
La statale e' semideserta e cio' ci consente di tenere una buona media, inoltre siamo tutti ansiosi ci cominciare il giro.
Arriviamo a Pre-Saint Didier e... "Azz... c'e' un intruso": si tratta di Interceptor che e' arrivato da Barletta col cbr 900 perche' il VFR non aveva abbastanza gomma per il giro.
Fatti i convenevoli e foto di rito... "ANDIAMO": e' Motobyte che da' il via ufficiale al D&P IV.

Ore 9:00 - Partenza - Incominciamo tutti molto volentieri l'ascesa perche' bisogna cercare l'ombra per non patire il caldo e siamo curiosi di vedere se a una maggiore altitudine la temperatura e' migliore.
I 23 km che ci portano al Piccolo San Bernardo ci servono per "annusarsi" a vicenda: non ci conosciamo tutti e non sappiamo come guidiamo.
I tornantini e la stretta stradina che porta in cima al passo sono un buon test per capire se ci sara' qualcuno che rischia di far rallentare il gruppo.
La strada e' piuttosto godibile anche se nel tratto iniziale, che e' in mezzo al bosco, qualcuno lamentera' una scarsa aderenza, causata da qualche macchia di umidita' lasciata dalla pioggia caduta nella notte.
Il ritmo di Motobyte e' subito sostenuto ma lo splendido trenino di VFR rimane compatto.

Ore 9:30 - Piccolo San Bernardo (2190 mt) - Arrivati in cima, il tempo di una foto, due commenti, la sensazione che il caldo ci tormentera' tutto il giorno e partiamo subito per la Val d'Isere.
La strada che dal Colle scende a Seez e' molto bella, piu' veloce e meno ripida del versante italiano e quando qualche cortissimo rettilineo permette di buttare l'occhio fuori dalla strada, si gode di un bel panorama, in particolare quello del laghetto attorno al quale si sviluppa la cittadina.
La statale che percorre la Val d'Isere e' molto veloce ma non e' cosi' dritta come a prima vista si potrebbe pensare dando un'occhiata alla cartina.
La velocita' si alza e lo spettacolo pure... il VFR puo' distendere le marce, e Motobyte consumare il dorso dei guanti sull'asfalto mentre piega.
Rallentiamo, a dire il vero molto poco, giusto per ammirare il lago di Tigne con tanto di paesello montano.
Ci ritroviamo in un baleno a salire il versante nord dell' Iseran.
Il panorama e' di tipo lunare, con pochissima vegetazione, limitata a qualche piccolo arbusto, e la strada non invita a esagerare col gas... ma si va lesti lo stesso. In qualche tornante si mettono le ruote su terriccio o ghiaia, ma pazienza.

Ore 10:30 - Col de l' Iseran (2770 mt) - Visti da quassu' anche i ghiacciai appaiono disfatti dal caldo, ma l'aria e' tutto sommato respirabile.
Ci concediamo un attimo di pausa dedicata a commenti, foto, e pasti luculliani.
Lele si lamenta che la sua 750 salta troppo al posteriore e dopo qualche pompata a mano da parte di Pippen, i commenti caustici si sprecano... il mono e' "burroso"; si cerca di porre un minimo di rimedio con un coltellino svizzero.
Intanto Massimo ci guarda sornione mentre incomincia il primo dei suoi 80 pasti (aveva la borsa da serbatoio di Mary Poppins).
"ANDIAMO": e' l'ordine perentorio che ci fa risalire in sella alla volta dell'Italia.
La discesa dell'Iseran non e' granche' piacevole: la strada e' piuttosto ripida e nonostante non ci sia un pessimo asfalto esso e' molto sconnesso e costringe in alcuni tratti ad andatura trialistica, in piedi sulle pedane.
Nel fondovalle la strada diventa larga, con ottima visibilita' e non tortuosa, l'ideale per riprendersi un po'.
Non c'e' moltissima vegetazione e quindi di tratti in ombra neanche a parlarne; il caldo comincia a dare qualche fastidio.
Presto si torna a salire verso il Col du Mont Cenis. Neanche il tempo di maledire i francesi che tappano i buchi con del scivolosissimo catrame che le gomme si ritrovano su dell'ottimo asfalto nuovo.
Il grip e' eccellente e va d'accordo con la strada ampia e dall'ottima visibilita', inoltre ci sono pochi tornanti che spezzano il ritmo... uno spettacolo, solo in parte disturbato da qualche auto o camper che procedono a passo di lumaca (in realta' velocita' codice).
Appena passato il lago di Moncenisio vediamo Interceptor accostare a bordo strada e scendere dalla moto, ma ci fa cenno di proseguire...

Ore 11:30 - Col du Mont Cenis (2080 mt) - Ci fermiamo dove una volta c'era la dogana e mentre io e il Pontiroli facciamo un po' di public relations con un altro VFRista, arriva Interceptor e ci spiega che si e' staccata l'asta di rinvio del cambio.
Foto, quattro chiacchiere, eliminazione di liquidi superflui e giu' in piega per la bellissima strada che ci porta fino a Susa. E' immersa nel verde, l'asfalto e' nuovo e non ci sono curve nascoste e traditrici.
Subito sopra Susa ci sono quattro tornantoni favolosi: ottimo grip, buona visibilita', raggio costante, carreggiata larghissima... se non hai nessuno davanti ti ritrovi con le orecchie per terra.
Per il resto la statale verso il Monginevro non e' granche' interessante, se si esclude un chilometro di curvette che corrono a fianco del forte di Exilles.
Purtroppo per ragioni olimpiche e di snellezza di traffico in questi ultimi due anni la statale che va da Oulx a Cesana Torinese e' stata raddrizzata moltissimo: un vero delitto!
Da Cesana la strada diventa piu' divertente, ma non riusciamo a godercela perche' si e' formato un lungo treno di auto incolonnate dietro un furgoncino stile "figli dei fiori" che procede con lentezza disarmante.
Nel frattempo Interceptor subisce di nuovo l'inconveniente tecnico.

Ore 12:30 - Col du Montgenevre (1850 mt) - La sosta e' piu' lunga del normale per dare il tempo a Interceptor di porre un rimedio definitivo al problema che l'ha fermato due volte. Qualche consiglio col Professore e... al lavoro.
Intanto il resto del gruppo provvede a sfamarsi, chi con frutta, chi con panini e bombe energetiche e qualcun' altro con mezzo metro di baguette e crostata al mirtillo, anche se la cosa piu' desiderata e' l'acqua.
Risolto il problema, diamo il tempo (poco) a Interceptor di sgranocchiare qualcosa e decidiamo di dividerci in due gruppi per fare benzina a Briancon.
Faccio per partire... ma il motorino d'avviamento fa a malapena mezzo giro! "Porc@ putt..."... alle mie spalle sento gia' parlare di regolatore, ma dopo una provvidenziale spintarella la moto parte.
La sosta per i rifornimenti e' piuttosto laboriosa e cosi' passano altri 20 minuti.
Finalmente riusciamo a partire verso i prossimi passi.
Fino al Col du Lautaret la strada e' poco impegnativa, e questo si riflette positivamente sulla digestione, ma in cima al colle si svolta a destra verso una delle micidiali cime del Tour de France ciclistico.
La salita non e' velocissima, sia per la ripidita' che per la tortuosita' della strada, inoltre fare un lungo e' poco raccomandabile perche' si rischia di fermarsi qualche centinaio di metri piu' a valle.
Siamo arrivati quasi in cima quando si apre davanti ai nostri occhi un mini tunnel che evita l'ultimo tratto di strada (un paio di km). Ovviamente noi proseguiamo per la cima.

Ore 14:20 - Col du Galibier (2650 mt) - In cima non ci fermiamo visto che le foto le abbiamo fatte davanti al tunnel e incominciamo forse la discesa piu' difficile.
La strada e' brutta: piena di buche e ondulata in maniera inverosimile, inoltre le scritte pitturate sull'asfalto inneggianti i ciclisti mi fanno spaventare ogni volta che tiro una staccata... Insomma, vuoi l'ora, il caldo, l'abbiocco post-prandiale, la strada, e l'andatura diventa piuttosto prudenziale (chi piu', chi meno, ovviamente).
Intanto si fanno avanti le prime avvisaglie dei dolorini vari che accompagneranno qualcuno per il resto del giro.
Fatti una quindicina di km in pianura arriviamo a St. Jean de Maurienne da dove ci dirigiamo verso il Col de la Croix de Fer. Lungo la strada, a un bivio, procediamo dritti invece di svoltare a sinistra e ci ritroviamo a fare l'anello che porta a le Toussuire, un'orripilante complesso di casermoni in cemento che sono un pugno nello stomaco in mezzo a questi stupendi paesaggi montani.
Proseguiamo verso il colle a buona andatura perche' la strada e' invitante, pochissime auto ci disturbano, le uniche trappole sono delle piccole gallerie lunghe una decina di metri che girano a 90°. Ci si ritrova a un palmo da un muro senza vedere niente.

Ore 16:30 - Col de la Croix de Fer (2070 mt) - Nei dieci minuti di sosta in cima al colle ci rifocilliamo e abbeveriamo adeguatamente, e purtroppo a caro prezzo ( 2€ 1,5 lt di acqua).
Qualcuno guarda passare con un po' d'invidia una KTM Duke, la moto ideale per giochicchiare su queste strade.
Ci rimettiamo subito in marcia; io approfitto della discesa per far partire la moto che ha fatto di nuovo i capricci.
Il primo tratto di strada e' veramente stretto, sorpassare le auto e' piuttosto complicato, fortunatamente il traffico e' scarso.
Arrivati in pianura decidiamo di saltare il Col de la Madeleine e proseguire verso Chamonix per le statali.
Mi metto dietro il Professore e inserisco il pilota automatico: la temperatura arriva quasi a 40°, non c'e' ombra e l'aria e' talmente calda che bisogna proteggersi il viso tenendo la visiera del casco abbassata.
I km passano veloci, la corsa si interrompe solo nell'attraversamento di paesini di villeggiatura dalle parti di Megeve, dei veri budelli per il traffico; per superare le interminabili colonne di auto ferme ci tocca quasi fare a sportellate.
Prima di incominciare a salire verso il Montets e il Forclaz riempiamo i serbatoi, nostri e delle moto.
La temperatura diventa ottima, favorita dall'ambiente, dalla velocita' e da qualche provvidenziale nuvola.
La strada e' favolosa, larga e dall'asfalto perfetto; sale in mezzo a boschi verdissimi e gole con ruscelli: non si potrebbe desiderare di piu'. Non sembra neanche portare a un passo tanto sale morbidamente e con regolarita', cio' ci consente di tenere una velocita' molto elevata.
Giungiamo presto alla dogana svizzera e da qui in poi ci siamo ripromessi di rallentare e fare piu' attenzione; proposito esaudito a meta'.
Sia la strada che il panorama sono splendidi: il sottobosco e' curatissimo e vien voglia di camminare a piedi nudi sull'erba tagliata all'inglese; sembra che da un momento all'altro si possa incrociare qualche folletto.
Lo stesso livello di cura e' adottato per il manto stradale: un biliardo! Peccato bisogni viaggiare col terrore di essere fermati dalla polizia svizzera.
La salita verso il Colle del Gran San Bernardo esaurisce le nostre ultime energie; il gruppo arriva sgranato e in cima salta fuori la domanda: "Ma tu sei salito al massimo?"...

Ore 20:20 - Colle del Gran San Bernardo (2190 mt) - Il sole ha gia' cominciato a tramontare, vengono messi via gli occhiali scuri, fatta qualche telefonata e si incomincia a organizzare la cena.
La temperatura e' scesa di parecchi gradi e le tute vengono chiuse per bene. Facciamo le ultime foto al laghetto e ci dirigiamo verso Aosta. Anche le gomme risentono dell'abbassamento di temperatura e bisogna farle scaldare prima di azzardare pieghe decise.
Oramai ognuno scende in tutta tranquillita' con il proprio ritmo.
Prima di entrare ad Aosta salutiamo Marco Pontiroli, che entra direttamente in autostrada per raggiungere propri lidi.
Entrati in citta' ci fermiamo per organizzare la cena: sono le 21:20 e il giro e' finito.

Io preferisco dirigermi verso casa prima che la stanchezza prenda il sopravvento. Saluti, ringraziamenti e mi infilo nella statale; arrivo fino a Saint-Vincent, dove a causa del traffico e della visiera felpata di insetti preferisco buttarmi in autostrada.
Un'ora abbondante a velocita' non propriamente codice e sono a casa.

Questa mattina prima di partire ero abbastanza nervoso, non sapevo se sarei stato in grado di portare a termine un giro piu' impegnativo del solito, ad un'andatura che anche se e' quella che prediligo, solitamente non tengo per cosi' tanti km.

Sono abituato ad andare in moto prevalentemente da solo, e il fatto che si trovassero 11 "smanettoni" a fare queste strade destava in me qualche pensiero maligno... "Ci sara' sicuramente il pistola che si ingarella senza esserne in grado"... e invece anche i VFRisti smanettoni si sono dimostrati dei veri gentlemen drivers: nessuno ha fatto cavolate, i sorpassi tra di noi effettuati nella massima correttezza, e cosa piu' importante nessuno si e' sdraiato.
Non c'e' stato molto tempo per conoscersi, ma tra noi motociclisti quale conoscenza e' migliore del condividere un affiatato, splendido treno di moto che sfreccia per strade magnifiche? ... e' questo lo spirito del D&P.
Quando ero in fondo al gruppo e avevo la visione d'insieme, sotto il casco mi si apriva il sorriso fino alle orecchie... a qualcuno magari sembrero' eccesivamente sdolcinato, ma queste sono le emozioni di un novellino che anche se ha la patente da 10 anni e fatto quasi 100mila km, poche volte si e' goduto un giro cosi' tanto.
Ragazzi, bisogna provarlo... se si e' in grado!
Mentre metto via la moto ripenso con estrema soddisfazione ai quasi 1000 km di oggi e gia' aspetto il prossimo D&P.

Andrea Tellini


Uno Special Guest: Il CBR 900 di Interceptor


Da Barletta al Monte Bianco.


In azione durante il D&P.


Qualche particolare: la pedana del freno (freno? A che serve?)


La leva del cambio...


Nonostante le "personalizzazioni" e' pur sempre una moto che fa gola.


Piccola manutenzione quotidiana (?)


E' stata dura (& pura), ma ce l'abbiamo fatta!


Pronto per ripartire...


...arrivederci all'anno prossimo!



Statistiche di viaggio

Partenza:9:00
Arrivo:21:18
Numero partecipantiPartiti11
Arrivati11
Tempo complessivo impiegato 12 ore - 13 min(733 min)
Media complessiva 49.8 km/h
Tempo di sosta 2 ore - 54 min(174 min)
Tempo di guida effettiva 9 ore - 19 min(559 min)
Media effettiva 65.4 km/h


Località

Km parz.

Km progr.

Ora Arrivo

Ora Partenza

Tempo Netto

Media Netta

Sosta

Tempo Con Soste

Media con Soste

Prè St. Didier

0

0

 

9.05

         

Colle del Piccolo S. Bernardo

22,6

22,6

9.28

9.32

0.23

59

0.04

0.27

50

Col de l'Iseran

71,4

94

10.34

10.48

1.02

69

0.14

1.16

56

Grand-Croix (Moncenisio)

48,5

142,5

11.26

11.40

0.38

77

0.14

0.52

56

Colle del Monginevro

64,3

206,8

12.34

13.11

0.54

71

0.37

1.31

42

Briançon

12,6

219,4

13.28

13.47

0.17

44

0.19

0.36

21

Col du Galibier

33,6

253

14.20

14.28

0.33

61

0.08

0.41

49

La Toussuire

64

317

15.30

15.45

1.02

62

0.15

1.17

50

Col de la Croix de Fer

37

354

16.25

16.42

0.40

56

0.17

0.57

39

St. Etienne de Cuines

22

376

17.03

17.05

0.21

63

0.02

0.23

57

Le Fayet

102

478

18.35

19.00

1.30

68

0.25

1.55

53

Colle del Gran S. Bernardo

97

575

20.18

20.37

1.18

75

0.19

1.37

60

Aosta

34

609

21.18

 

0.41

50

 

0.41

50

Totale

609

     

9.19

65,4

2.54

12.13

49,8