Duri & Puri Endurance

Il Duri & Puri: una pazza idea
L’idea di organizzare un percorso 'spaccaossa' è nata per caso quando due strani personaggi (Motobyte ed Il Professore), animati da un'insana passione per la loro moto, si sono ritrovati a discutere il tragitto di uno dei tanti raduni interregionali organizzati nell'ambito della vulcanica Mailing-List del VFR It@lia Club.

Una delle ipotesi sul tavolo di discussione prevedeva un giro del tipo Passo Tonale, Gavia, Stelvio, Mendola, ecc..., ma fu subito scartata perché troppo impegnativa per l'occasione (era prevista la presenza di qualche zavorra, per cui non bisognava esagerare...), ma una frase del Professore ha acceso una lampadina nel mio cervello; la frase diceva : 'quello è il percorso che faccio io di solito in estate, rigorosamente da solo. Magari questa volta ci vieni anche tu...'

FLASH!Una scarica elettrica percorre impazzita i miei neuroni: mmmmmmm... Interessante... un bel giro in VFR senza compromessi, senza doversi preoccupare delle zavorre, delle soste, di dove fermarsi a mangiare, chi viene, chi non viene, ma io sono lento, ma mia moglie se vado forte mi mena...solo curve e VFR, VFR e curve!

Rilancio l'idea al Professore il quale subito si dimostra entusiasta, tant'è che trova un sottotitolo davvero azzeccato: '1 giorno, 10 passi, 100 paesi, 1000 chilometri'; molto bene, mi metto sotto a studiare il primo itinerario di massima, partendo dal trittico Tonale, Gavia e Stelvio (è da una vita che lo voglio fare...), poi via via tutti gli altri passi: Resia (urca! facciamo un bel giretto in Austria!), Rombo, ecc. ecc. Insomma, dopo un paio di aggiustamenti e suggerimenti del Professore l'itinerario è fatto : i 10 passi sono lì belli pronti uno dietro all'altro che ci aspettano!

Che facciamo? Ce la teniamo per noi? Ma no, proviamo a buttarlo in lista e vediamo le reazioni, al limite ci facciamo un paio di risate! Detto fatto, spediamo la descrizione dell'itinerario in Mailing-List e...apriti cielo!

Un putiferio di commenti!: E chi si aspettava un tale entusiasmo? C'è persino gente che vuole venire da Roma per farlo!

Quasi quasi mi sento in colpa per non averlo condiviso prima con gli amici listaioli, ma chi andava a pensare che ci fossero tanti pazzi scalmanati in giro per le strade internettiane?

L'entusiasmo e le adesioni inizialmente crescono, ma poi man mano che ci si avvicina alla data fatidica, cominciano ad arrivare le prime defezioni per problemi vari (dovuti principalmente alla mancanza di adeguato preavviso). Alla fin fine, al 'Primo Meeting Duri & Puri' ci ritroveremo soltanto io ed il Professore, anche perché probabilmente siamo i più pazzi di tutti!

Ma non disperate, o voi lettori bramosi di fama, gloria e ossa rotte : mi impegno formalmente a far diventare il Duri & Puri un appuntamento a cadenza annuale, organizzando ogni volta un giro diverso in posti diversi, dal Nord al Sud e dall'Est all'Ovest : cominciate pure a prepararvi fisicamente e psicologicamente (ma non fatene accenno al vostro psicanalista, vi farebbe rinchiudere immediatamente!), vi voglio in forma il prossimo anno!

Motobyte

Modalità d'uso

Vuoi partecipare? Sappi che:
  • Hai un VFR? No? Compralo!
  • Al Duri & Puri non vogliamo "zavorre", ognuno col suo VFR, e' gradito il cupolino coprisella
  • Le soste verranno limitate allo stretto necessario: esigenze fisiologiche, foto di gruppo in corrispondenza dei passi
  • Scordatevi di mangiare seduti ad un tavolo: non sono previste soste per il pranzo, per cui arrangiatevi come meglio potete
  • Al Duri & Puri non c'e' tempo per la democrazia, eventuali variazioni all'itinerario verranno prese in considerazione solo se provocate da cause di forza maggiore (frane, terremoti, inondazioni, ecc…)
  • Durata massima delle soste: 15 minuti
  • Durata media delle soste: 2 minuti (e quanto ci volete mettere a fare le foto?)
  • Ambulanza e servizio di rianimazione a fine gita sono a carico dei singoli partecipanti

La Geografia del Duri & Puri


Il primo











1 giorno: Sabato 29 Luglio 2000







10 passi: Tonale, Mortirolo, Stelvio, Resia, Rombo, Giovo, Pennes, Costalunga, Fedaia, Cereda







100 paesi: in Val di Sole, Val Camonica, Valtellina, Val Venosta, Austria, Valle Isarco, Val di Fassa, Agordo, Val Sugana







1000 Curve: se volete, contatele!










Ore 8.20: Si parte ! - Finalmente il grande momento e' arrivato, l'appuntamento con Renato (Il Professore) e' a Dimaro (Val di Sole) alle 8.00, la giornata promette bene: il cielo e' sereno con qualche nuvola, ma niente di preoccupante. Arrivo con un po’ di anticipo e mi metto a ripassare il percorso ma ben presto arriva Renato con una puntualita' impressionante, nonostante arrivi da 200 Km di distanza. Il tempo di scambiarci un paio di battute sulla temperatura (8-9 gradi, sembra di essere in inverno!), scattare un paio di foto segnaletiche e via che si parte verso il Tonale.

Dopo il primo tratto di strada tranquilla, a Vermiglio affrontiamo la bella serie di curve in mezzo al bosco e cominciamo a far lavorare le gomme che, vista la temperatura, fanno fatica a scaldarsi. Ogni tanto la vista si apre sulle montagne del gruppo della Presanella e non posso fare a meno di ricordare i tempi delle mie scorrerie in mezzo a quei monti... ma non c'e' tempo per nostalgie alpinistiche, oggi la giornata e' dedicata a macinare piu' strada possibile col mio VFR, per cui aprire il gas e via in piega!

Ore 8.45: il Tonale - Ci fermiamo giusto i 5 minuti necessari a scattare le fotografie di rito, non mancano i commenti sulla temperatura semi-polare (qui siamo a 1883 mt!), poi rimontiamo in sella al destriero e scendiamo verso la Val Camonica e, speriamo, temperature piu' umane. Il programma del viaggio a questo punto prevede la traversata del Gavia ma, appena arriviamo al bivio, un'amara sorpresa: un cartello rosso annuncia che il passo e' chiuso! Che si fa? Coma mai e' chiuso? I temporali sono passati, non e' che magari e' un cartello vecchio? Boh, proviamo ad andare a vedere!

Niente da fare, a Pezzo le transenne bloccano la strada ed un motociclista solitario che aveva comunque provato a 'forzare il blocco' conferma che non si puo' proseguire a causa di una frana. Vabbe', pazienza, abbiamo gia' pronto il percorso di riserva per cui giriamo le moto e puntiamo decisi verso il Passo del Mortirolo.

A Ponte di Legno sosta benzina, poi proseguiamo lungo la noiosa statale della Val Camonica fino a Monno, dove prendiamo la deviazione per il passo. La strada e' abbastanza buona fino a quando non ci lasciamo alle spalle l'ultimo abitato, poi diventa stretta e rovinata, c'e' poco da fare gli smanettoni, bisogna solo pensare a stare attenti alle macchine che scendono (molto poche) ed a godersi il panorama di boschi e pratoni verdi.

Ore 9.50: il Mortirolo - Dopo aver scavalcato il crinale che separa la Val Camonica alla Valtellina, la strada scende decisa con una serie di stretti tornanti in mezzo ai boschi, fino a quando imbocchiamo la deviazione per Grosio. Percorriamo un lungo falsopiano con un ampio panorama sulla Valtellina, poi in prossimita' del fondovalle la strada, sempre stretta e piuttosto rovinata, si fa piu' ripida e ricomincia la serie di tornanti.

A Grosio imbocchiamo la vecchia statale fino a Sondalo, dove entriamo nella nuova superstrada piena di lunghe gallerie fino a Bormio; da qui in avanti ricomincia il divertimento: la strada che sale verso lo Stelvio e' piena di curve e tornanti, ed il VFR puo' esprimersi al meglio delle sue (notevoli) qualita' di ciclistica e potenza. Su questa strada ci sono gia' stato molte volte, ma e' la prima volta che la faccio col VFR, ed e' tutta un’altra cosa! In particolare il lungo falsopiano che precede l’ultima serie di tornanti, prima del passo, mi regala una forte dose di adrenalina: in questo tratto la visibilita' e' molto ampia e, visto che non ci sono macchine, apro deciso la manetta e via veloce ! WWWOOOOWWW! Una vera libidine!

Ore 10.55: Lo Stelvio - Man mano che saliamo verso lo Stelvio il tempo, che fino a Bormio si era mantenuto sereno, si rannuvola sempre di piu', quando arriviamo al passo il cielo e' completamente coperto e, naturalmente, fa un freddo cane! Ci fermiamo a riposarci un attimo ma dopo pochi minuti comincia a nevicare (come nevicare? ma se siamo a Luglio! Si', pero' siamo sullo Stelvio! 2700 metri!), per cui in sella alla moto e ripartire in fretta!

La strada che scende verso Spondigna e' piu' stretta e trafficata di quella in salita, oltretutto ci sono un mucchio di lavori in corso per cui bisogna fare molta attenzione e proseguire con cautela. Per fortuna il tempo migliora e dopo aver superato i 47 (quarantasette!) tornanti, sbuchiamo in Val Venosta accolti da un sole stupendo. Seconda sosta benzina a Spondigna, poi imbocchiamo la trafficata statale verso Malles. Il tratto di strada che porta verso il passo Resia e', dal punto di vista del paesaggio, il piu' bello di tutto il percorso: enormi prati verdi interrotti qua e la' da coltivazioni di mele, la bellissima cittadina di Malles, i larghissimi tornanti in mezzo ad un prato enorme, i castelli, le valli laterali e la suggestione del campanile semi-sommerso dal lago di Resia. Una vista indimenticabile!

Ore 12 (circa): il Resia e l’Austria - Dopo il lago, arriviamo al passo Resia, il valico e' talmente ampio che Renato, passato in testa, non si accorge nemmeno della sua esistenza e tira dritto senza fermarsi (per cui, niente foto ufficiale! ;o) ). In Austria il tempo ricomincia a guastarsi, cominciano ad arrivare i primi scrosci di pioggia ma proseguiamo imperterriti senza fermarci ad indossare l’attrezzatura antipioggia (altrimenti che Duri & Puri saremmo?). Fortunatamente la strada, dopo una prima breve serie di curve, e' molto ampia e dritta, il traffico e' scarso e possiamo viaggiare ad andatura piuttosto sostenuta.

A Landeck imbocchiamo la superstrada (o autostrada? boh!) fino a Ebene, dove prendiamo la deviazione per la Otztal; il tempo e' sempre brutto, ogni tanto qualche fastidiosa spruzzatina, ma verso Sud si intravede un accenno di miglioramento. Speriamo bene! Piu' o meno a meta' valle, dopo quasi due ore di guida ininterrotta, il mio fondoschiena comincia a dare segni di insofferenza, per cui a Solden ci fermiamo un attimo a riposare.

Che dire dell’Austria? E’ la prima volta che ci vengo e devo dire che sono rimasto veramente colpito, qui tutto da' un’impressione di ordine e pulizia: le strade larghe, lisce, pulite e con pochissime curve, il traffico molto disciplinato, i prati ben curati, le case che sembrano appena verniciate... insomma, una noia mortale! Qausi quasi mi addormentavo!

Per fortuna, dopo Solden la strada si inerpica su per le Otztaleralpen (vi dice niente ‘sto nome? E’ dove hanno trovato Otzli, l’uomo preistorico sepolto nel ghiacciaio del Similaun) e ricominciano le curve, inoltre il tempo sembra in netto miglioramento, per cui ci si puo' sfogare un po’ sfruttando l’abbondante dose di cavalli del VFR.

Ore 14.30: il Rombo - Dopo una bella serie di tornanti ed una piccola sorpresina (la strada per il passo e' a pagamento! 9.000 Lire!!! Ufffff!!!!) arriviamo al Passo del Rombo; qui il panorama e' veramente spettacolare: verso Nord, in Austria, una cornice di montagne dalle pareti ripide e rocciose, verso Sud la vista scorre lungo tutta la Val Passiria e oltre, in lontananza verso le Dolomiti, il tutto incorniciato da un cielo che alterna piccoli squarci di azzurro in mezzo ai banchi di nuvole bianche e grigie.

La strada in discesa verso S.Leonardo e' un po’ stretta, ogni tanto ci si diverte percorrendo qualche tratto di curve, per il resto proseguiamo tranquilli godendoci il panorama. A Moso terza sosta benzina, durante la quale fa la sua ricomparsa la pioggia: sta diventando una fastidiosa costante del viaggio, ogni tanto fa capolino, poi subito dopo smette, sembra che ci stia rincorrendo aspettando il momento giusto per darci una lavata come si deve! Infatti, poco dopo aver preso la strada verso il Passo di Monte Giovo, ricomincia a piovere e siamo costretti a fermarci ad indossare le tute antipioggia; anche se il cielo e' per meta' sereno, un enorme nuvolone di fronte a noi ci fa temere che questa volta stia facendo sul serio...ma no, sta solo giocando, poco dopo smette di piovere ed esce nuovamente il sole. Comunque, la strada e' molto bagnata e, anche se le curve ed il panorama sono molto belli, anche questa volta bisogna viaggiare con cautela, anche perche' ogni tanto la pioggia torna a farci compagnia per brevi tratti.

Ore 16.10: il Giovo - Breve sosta per scattare un paio di fotografie e riprendiamo la strada in discesa verso Vipiteno; poco dopo il passo, in corrispondenza di un tornante il panorama si apre e... WWWOOOOWWWW! Uno spettacolare arcobaleno incornicia la valle, da un crinale all'altro, roba da restare senza fiato! Si impone un'altra sosta per le foto durante la quale, visto che ormai e' uscito un bel sole caldo, ne approfittiamo per toglierci le tute antipioggia.

A Vipiteno, prendiamo al deviazione per il passo di Pennes, la strada e' piena di curve veloci e divertenti, anche se ogni tanto l'asfalto e' ancora bagnato. Durante la salita, mi viene un flash-back che mi riporta indietro di 15 anni: il panorama si apre sulla Valle Isarco, riconosco una collina coperta di boschi e dopo un po’ eccola li', la polveriera di Vipiteno, dove ho buttato via un paio di settimane durante il servizio militare a far la guardia a dei capannoni semivuoti, cercando disperatamente di far passare il tempo il piu' in fretta possibile...bah, lasciamo perdere!

Ore 17.05: il Pennes - In cima al passo brilla un bel sole e ci fermiamo un po’ piu' del solito, Renato sgranocchia qualcosa mentre io cerco disperatamente di trovare un posticino appartato dove poter scaricare un po’ di fluidi organici, ma niente da fare ; da una parte del passo il pendio e' troppo ripido, dall'altra un po’ meno ma i prati sono pieni di gente e non c'e' manco un albero per potersi appartare. 'Renato! Diamoci una mossa, va', che e' tardi!' (bugiardo! In realta' la mia unica preoccupazione era quella di trovare un boschetto di fianco alla strada...).

La strada che percorre l'ampio fondo della Val Sarentina e' dritta e veloce, il panorama di boschi, prati e case ricorda molto quello dell'Austria, molto curato, ma almeno qui ogni tanto si incontra qualche vecchia malga di legno grigio, qualche prato con l'erba alta, insomma, un paesaggio un po’ piu' 'vissuto'. Mano a mano che ci avviciniamo alla parte bassa della valle, le montagne si fanno piu' vicine e scoscese, fino all'ultimo tratto prima di Bolzano dove una serie di gallerie attraversa un vero e proprio dirupo di pareti a strapiombo; sulla sinistra, in cima a dei roccioni isolati, incrociamo una serie di poderosi castelli che fanno guardia all'ingresso della valle.

Traversiamo velocemente Bolzano ed imbocchiamo la Val d'Ega, anche qui la strada sembra appesa alle pareti di roccia color mattone che caratterizzano la parte iniziale della valle; dopo poche centinaia di metri il fondovalle si apre, la strada si allarga e l'andatura si fa piu' veloce fino a quando le prime curve annunciano l'inizio della salita verso il prossimo passo.
Ore 18.40: il Costalunga - Mentre percorriamo le bellissime curve che precedono il Costalunga, raggiungiamo un gruppetto di 3 enduristi che viaggiano a velocita' sostenuta e facciamo un po’ di fatica a scrollarceli di dosso, a conferma del fatto che in fondo le prestazioni della moto non sono determinanti, quello che conta e' il manico che le guida!

Al passo c'e' il sole, anche se le condizioni del cielo continuano ad essere precarie, con grosse nuvole bianche che si scuriscono man mano che lo sguardo si allontana verso l'orizzonte. Infatti, mentre scendiamo verso la Val di Fassa i tratti soleggiati diventano sempre piu' rari, mi sa che fra poco dovremo tirare fuori un'altra volta la tuta antipioggia! Mentre ci districhiamo in mezzo al traffico del fondovalle, diretti verso Canazei, mi trovo invischiato nella manovra azzardata di un sardomobilista che per poco non provoca un disastro: nella corsia opposta un pick-up con rimorchio prende una curva un po’ troppo veloce, le ruote del rimorchio pestano contro il marciapiede e tutto l'insieme comincia a sbandare paurosamente...meno male che il fesso alla guida riesce a riprendere il controllo della situazione altrimenti, visto il traffico intenso, mi sa che avrebbe combinato un bel macello!

Ore 19.15: il Fedaia - La salita verso il passo di Fedaia e' dominata dagli imponenti contrafforti della Mardolada e dal suo incombente ghiacciaio; in cima al passo il freddo e' piuttosto pungente, d'altra parte e' tutto il giorno che, nonostante sia la fine di Luglio, il caldo non si e' certo fatto sentire, anzi! Oltretutto, cominciano a calare le prime ombre della sera, anche se le cime delle montagne sono ancora illuminate dal sole.

Lungo la discesa verso Caprile comincio a sentire la stanchezza, sono piu' di 11 ore che siamo in giro e comincia a mancare la concentrazione necessaria a godere fino in fondo del percorso. Per cui non chiedetemi niente sul questo tratto di strada: mi piazzo dietro a Renato e lo seguo docilmente, anche perche' non conosco la strada e non ho voglia di fermarmi a studiare cartine! D'altra parte, non si puo' sempre correre, qualche volta bisogna pure rilassarsi e sfruttare le doti 'tourer' del VFR: posizione di guida comoda ed elasticita' del V4.

Ore 20.15: il Cereda - Ad Agordo, giriamo a destra verso il Passo di Cereda, ormai e' quasi buio e sono decisamente stanco, i polsi indolenziti, i muscoli delle braccia e delle spalle cominciano ad irrigidirsi, per cui al Passo di Cereda ci concediamo una sosta piu' lunga del solito per riposarci un attimo.

Ma non dura molto, dopo poco tempo che ci siamo fermati, cominciano a scendere dei bei goccioloni, per cui portiamo le moto al ripario e ricominciamo il rito della vestizione con l'attrezzatura antipioggia.

Percorriamo la discesa verso Fiera di Primiero che e' ormai buio, il tempo stavolta sembra che non ci lasci scampo, cade una pioggia insistente e sopra di noi una coltre di spesse nubi nere copre completamente il cielo.

Ore 21.11: il Primo Duri & Puri? Fatto! - Arriviamo a Primolano che e' buio pesto, il tempo e' infame, siamo stanchi morti e dobbiamo fare ancora un bel po’ di chilometri prima di arrivare a casa: Renato deve andare a Treviso, mentre io devo tornare in Val di Sole, dove ho piazzato la tendina (va bene tutto, ma farsi un giro come questo partendo direttamente da Milano...).

Quello messo peggio e' sicuramente Renato, lui deve fare meno strada di me, ma dalla parte dove deve andare lui il cielo non lascia presagire nulla di buono, mentre dalla mia si intravede qualche squarcio nelle nubi. Infatti, il giorno dopo verremo a sapere che si e' dovuto sorbire un temporale micidiale, con grandine, lampi e forte vento, mentre io sono persino riuscito a fare l'ultimo tratto di strada, prima della Val di Sole, senza tuta antipioggia.

Il bilancio della giornata? Be', e' stata faticosa, molto faticosa ma e' stata una gran bella esperienza, abbiamo visto posti magnifici, percorso strade di tutti i tipi e ci siamo divertiti un sacco guidando le nostre fantastiche VFR per tutto il giorno. A conti fatti, una esperienza indimenticabile, da ripetere sicuramente, un grosso grazie a Renato, ideatore e sostenitore del progetto, ed arrivederci al prossimo anno, sempre in sella al VFR, la moto piu' bella del mondo!



STATISTICHE DI VIAGGIO

Da A Dist. In Km Ora Partenza Ora Arrivo Ore Tot. Media Km/h
Dimaro Passo d.Tonale 28 8.20 8.45 0.25 67
Passo d.Tonale Passo d. Mortirolo 51 8.50 9.50 1.00 51
Passo d. Mortirolo Bormio 30 9.58 10.31 0.33 55
Bormio Passo Stelvio 30 10.35 10.56 0.21 86
Passo Stelvio Spondigna 26 11.10 11.44 0.34 46
Spondigna Solden 143 11.53 13.35 1.42 84
Solden Passo del Rombo 30 13.55 14.32 0.37 49
Passo del Rombo Moso in Passiria 23 14.42 15.10 0.28 49
Moso in Passiria Passo Monte Giovo 27 15.33 16.10 0.37 44
Passo Monte Giovo Passo Pennes 35 16.15 17.05 0.50 42
Passo Pennes Passo di Costalunga 82 17.20 18.40 1.20 62
Passo di Costalunga Passo Fedaia 33 18.45 19.15 0.30 66
Passo Fedaia Passo di Cereda 65 19.23 20.15 0.52 75
Passo di Cereda Primolano 46 20.30 21.11 0.41 67
Totale 649,00 10.30 62

Il secondo



Prefazione



Il Duri & Puri e' stato inventato da Motobyte, socio VIC della prima ora, motociclista propenso piu' a viaggiare che a chiaccherare.

Alla prima edizione, nel Luglio 2000, partecipammo solo io e lui; fu un bel giro fra le Dolomiti, con sconfinamento in Austria e tanti passi alpini da superare.

Il divertimento che un giro cosi' massacrante ci procuro' fu tale che Motobyte decise di fare un altro D&P nel 2001. Per consentire una piu' vasta partecipazione, penso' di spostare il raggio di azione agli Appennini, cosi' da consentire anche ai soci del centro Italia di partecipare.

Il percorso era stato gia' individuato e, pur se con qualche inghippo (chiusura del Passo del Brattello), tutto era pronto per la partenza. Sfortuna volle che Motobyte rimanesse coinvolto in un incidente piuttosto grave in cui rimase distrutta la sua fida VFR e la sua gamba destra ne usci' assai malconcia.

Messo fuorigioco il promotore del D&P, non era mia intenzione proseguire nella organizzazione dello stesso, ma l'insistenza di alcuni soci mi fece cambiare idea. Cosi' si fisso' una data e si rilancio' l'idea in lista. La vicinanza con le ferie creo' qualche problema a molti, ma alla fine ci ritrovammo piu' numerosi che al primo D&P (ci voleva poco, in verita' ).


Percorso



La partenza era prevista a Salsomaggiore Terme alle ore 8:30 e si prevedeva (molto ottimisticamente) di tornare alle 19:30 dopo 668 km di strade e passi appenninici vari. Nella tabella alla fine del report si trova una descrizione completa dei passi e paesi attraversati.







1 giorno : Sabato 28 Luglio 2001






13 passi : Pelizzone, Montevaca' , Tomarlo, Zovallo, Mercatello, Scoffera, Bocco, Cento Croci, Bracco, Cerreto, Pratizzano, Lagastrello, Cisa






100 paesi : in Emilia, Liguria e Toscana




1000 Curve : se volete, contatele!







Partecipanti

  • Renato detto "Il Professore" da Treviso - VFR 800 RC46
  • Marco "Il Folle" da Parma - VFR 750 RC36
  • Gianpaolo "Jordan" da Verona - VFR 800 RC46
  • Nicola "Interceptor" da Milano - VFR 800 RC46 (o quel che ne resta)
  • Gianpaolo "CiccioBenza" da Padova - VFR 750 RC36 (taroccato da RC30)
  • Marco "Ellenik" da Torino - VFR 800 RC46
  • Mauro "Lobosky" da Rho - VFR 800 RC46II
  • Michele "Miki" da La Spezia - VFR 800 RC46
  • Pietro "Snoopy" da Roma, lasciato per ultimo perche' e' il piu' vecchio del gruppo - VFR 750 RC36II


Resoconto



Fedele al mio convincimento che il D&P si deve fare in giornata, mi sveglio alle 03:45 del 28 Luglio 2001. Per arrivare a Salsomaggiore sono circa 280 km di autostrada ed a me non piace correre forte in autostrada, quindi parto per tempo.

Lascio casa alle 04:45 e mi incontro a Padova con CiccioBenza alle 05:30. Ho gia' preavvertito CiccioBenza che in autostrada si va piano, ma quando veniamo sverniciati da un gruppetto di scooter (solo uno e' un T-Max!) si vede che non ce la fa piu' a resistere alla mia andatura da coma.

Uscendo dall'autostrada a Fidenza, troviamo nuvole minacciose e la strada bagnata; verso dove siamo diretti il cielo sembra piu' chiaro ed infatti non piovera' tutto il giorno.

Arriviamo a Salsomaggiore alle 08:15 trovando gia' presenti Jordan e Miki. Dopo poco arrivano Lobosky, Interceptor, Il Folle, Snoopy ed Ellenik.

Lobosky ed Interceptor arrivano direttamente da Milano e si sono presi una robusta razione di acqua, come testimoniato dalle mani blu, causa guanti, di Lobosky. La moto di Interceptor sembra quella di Scintilla, cioe' con carena in vetroresina non verniciata e scarsa attenzione alla pulizia: il cosiddetto attrezzo da lavoro.

Distribuisco la cartina (personalizzata con logo VIC) con segnato il percorso e la tabella delle distanze, mentre io ne utilizzo una con gli appositi spazi per segnare tempi e km percorsi. Anche il Folle, a scanso di errori, si e' fatto la sua cartina con evidenziato il percorso.

Partenza alle 08:38 con in testa il Folle, che conosce le strade, direzione Pellegrino Parmense e quindi Bardi. Le strade sono abbastanza mosse, ma non particolarmente veloci.

Lobosky e Snoopy restano un po' indietro e rallento anch'io per non perdere il contatto. Lobosky e' un po' avvilito perche' si rende conto di non avere la padronanza completa del VFR (nuovo nuovo per lui), ma non si perde d'animo e prosegue tenace. Si nota molto lo stile "inglese" di Interceptor, nel senso che viaggia piu' contromano che a destra, mettendo un po' in apprensione che gli viaggia subito davanti o dietro.

A Bardi si fa la prima sosta, in puro stile D&P: pochi minuti e solo per ricompattare il gruppo. Si riparte con il Folle in testa. Io resto indietro con Lobosky e dopo un po' mi rendo conto che la strada e' sbagliata. Ad occhio si tagliano molti km e quindi mi va bene perche' arrivo insieme con il gruppo dei fuggitivi che va alquanto veloce. La strada e' abbastanza bella, anche se l'asfalto non e' perfetto.

Arrivati al Passo di Montevaca' troviamo gli altri ad aspettarci: hanno sbagliato strada anche loro!

Breve sosta con foto e si riparte per Ferriere. Anche qui la strada non e' proprio un biliardo e la media resta bassa.

Si arriva a Ferriere passando per il Tomarlo alle 11:06 dopo aver percorso complessivamente 115 km: una media da schifo e siamo gia' un po' stanchi a causa del gran caldo.

Perlomeno non piove.


Le VFR non smentiscono la fama di bevitrici e bisogna gia' pensare ai loro vuoti serbatoi.

Da Ferriere a Marsaglia non si hanno gran miglioramenti nel manto stradale per cui il Folle e Jordan evitano di esagerare, mentre Lobosky comincia a scaldarsi e procede piu' spedito. Malgrado il passo non velocissimo, non posso fare a meno di ammirare lo stile di guida spettacolare di Jordan, che sfiora con le saponette ad ogni curva, pulito e veloce: come dice Ellenik, ti senti un drago anche tu visto che mantieni la sua media. Ma e' solo una illusione, alla prima tirata Jordan scompare subito alla vista e si torna con i piedi per terra.

Arriviamo a Marsaglia alle 11:47 e qualcuno pensa sia gia' ora di pranzo. Ora, confrontando le dimensioni del giro vita di Cicciobenza ed Interceptor con quelle di Motobyte, si capiva gia' in partenza che la stoica marcia del primo D&P non poteva essere ripetuta. Quindi sosta pranzo, rigorosamente limitata a panini e qualche bibita.

Il caldo si fa sentire e c'e' chi suda come una fontana (Cicciobenza, senza fare nomi). Restiamo comunque fermi per soli 35 minuti. La sosta serve anche a rinfrancare lo spirito perche' il tratto da Marsaglia fino a Torriglia e' la famosa Val Trebbia, spettacolare nastro d'asfalto con buon grip ed abbastanza veloce.

Malgrado i buoni propositi di Jordan (mi risparmio per il Bracco, diceva...) appena vede il Folle partire a razzo, non resiste e si mette all'inseguimento. Si dice che i due siano arrivati anche ai 200 km/h! Interceptor, Miki e Snoopy si lanciano all'inseguimento, mentre io, Cicciobenza, Ellenik e Lobosky facciamo da retroguardia.

La Val Trebbia e' pero' troppo bella ed anch' io mi faccio un po' prendere la mano e comincio a tirare, confortato dal gran grip dei Dragon Evo nuovi di pacca. Ellenik mi viene dietro e, sudando come suo solito, anche Cicciobenza. Lobosky resta distaccato, ma di poco: appena si rallenta per un'auto o un paese, subito si fa sotto. La media del giro ha un piccolo sobbalzo, ma di fatto siamo neanche ad 1/3 del giro e sono passate gia' 4 ore e mezza: di questo passo si arriva alle 10 di sera, pensiamo (ed infatti ...).

Il tratto che da Torriglia porta verso Chiavari non e' particolarmente entusiasmante ed io faccio da battistrada, visto che non e' molto conosciuto da nessuno dei partecipanti (se si sbaglia e' colpa dell'organizzatore e quindi si e' giustificati, pensano gli altri).

Arrivati a Carasco si gira verso il Passo del Bocco e qualcuno mugugna perche' con questa deviazione si fa in pratica un cerchio chiuso e si torna al punto di partenza (o quasi): ma ormai la sfida e' lanciata e non si puo' "tagliare" il percorso.

Il Passo del Bocco ci propone una strada appena asfaltata, con ottimo grip e curve belle larghe: l'ideale per mettere alla prova i miei EVO. Sono ancora io a fare da battistrada e, lasciata da parte la prudenza, comincio a tirare piuttosto forte. Jordan si piazza alle mie spalle e vedo tutto il trenino di VFR che guizza fra gli alberi al mio inseguimento. Mi diverto tantissimo a fare quelle belle curve non troppo veloci e ben raccordate le une alle altre: la fatica scompare e si arriva al Passo freschi come appena partiti.

Breve sosta, utile per commentare le acrobazie del Folle con le gomme ormai finite, e si riparte verso Bedonia ed il Passo Cento Croci. Le strade non sono piu' perfette come al Bocco, ma ci si diverte lo stesso. In alcuni tratti si incontra anche la strada bagnata e ci sono delle nuvole che ci girano intorno. Per fortuna non piove. Io mi diverto comunque molto a seguire il Folle che guida pulitissimo con i suoi EVO lisci e la strada bagnata. Se c'e' una cosa valida nei giri D&P e' la possibilita' di seguire per lunghi tratti dei piloti piu' bravi ed imparare un po' della loro tecnica. Lo stesso era accaduto al primo D&P, dove Motobyte mi ha mostrato come si guida fluidi e veloci. Nei giri estemporanei non avviene la stessa cosa perche' i piu' bravi scompaiono subito e li rivedi solo in cima al passo di turno.

Arrivati a Sestri Levante, ci si dirige verso il Bracco e, come promesso, il Folle e Jordan si scatenano con sverniciatura di svariati CBR-R1. Anche questa strada e' stata appena riasfaltata e quindi si viaggia con grande gusto. Il punto in cui e' stato fatto il taglio si avverte appena, ma dopo qualche settimana diventera' molto piu' evidente. Il Bracco e' un classico passo, molto frequentato dai motociclisti ed anche questa volta ce ne sono a dozzine alla Baracca. Qualcuno il giorno dopo andra' ad ordinare una VFR, possibilmente 750 bianca o 800 rossa!

Riprendiamo la strada rapidamente, tanto rapidamente che alla fermata successiva il Folle fa sfoggio di gomme "ricciolute", a dimostrazione della andatura "turistica" tenuta dal gruppo. E c'e' una buona ragione ad avere fretta, visto che sono gia' le 16:30 e siamo a poco piu' di meta' strada. Guida il gruppo Miki, visto che abita da queste parti. E' una fortuna che ci sia lui davanti perche' si passa per strade e stradine e sicuramente avrei sbagliato strada. Le soste sono sempre brevi ed a bordo strada.

Ad Aulla ci saluta Lobosky, stanco per il tanto tempo in moto e per lo sforzo fatto a mantenere medie comunque piuttosto alte per lui che non e' un VFRista di vecchia data. In ogni caso lo aspetta una lunga tirata autostradale fino a Rho e di km a fine giornata ne avra' accumulati anche lui un bel po'.

Miki viaggia sparato sulle sue strade e quando mi chiede da che parte andare, io gli dico l'unico nome che mi ricordavo: Fivizzano. Cosi' imbocchiamo dalla parte opposta l'anello che ci avrebbe portato di nuovo ad Aulla, passando per il Passo di Pratizzano. Poco male, perche' comunque la strada e' la stessa.

Saliamo quindi al Cerreto, dove facciamo una sosta un po' piu' lunga.

Ormai siamo a 2/3 del percorso e soprattutto non possiamo piu' tornare indietro o tagliare la strada: siamo costretti a finirlo questo secondo D&P, stressante come non si potrebbe pensare se non lo si fa almeno una volta.

La discesa dal Cerreto ed il tratto fino al Passo di Lagastrello non li posso descrivere con paesi o altro perche' sinceramente non so da dove siamo passati. Quel che e' certo e' che siamo andati su stradine sempre piu' strette, con traffico prossimo a zero e sole che ormai tramontava.

La classica sensazione di chi ha sbagliato strada e sa che arrivera' molto tardi a casa. Siamo costretti a chiedere ai (pochi) abitanti del luogo, che ci indicano la via per tornare alla civilta'. Purtroppo questa via non era completamente asfaltata e davanti ci siamo trovati un bel tratto sterrato, con pietre piuttosto grosse e pendenze al limite del ribaltamento (in avanti, visto che erano in discesa). I piu' leggeri del gruppo sono passati abbastanza facilmente (in prima marcia e con i freni sempre tirati), mentre Interceptor e CiccioBenza hanno avuto i loro bei problemi a tenere a bada la moto che voleva prendere velocita' a tutti i costi.

Una scena molto divertente, almeno per noi che li osservavamo da lontano, gia' con le ruote sul solido asfalto.

Contenti per il pericolo scampato, con CiccioBenza sempre piu' dolorante ai polsi, tanto da non riuscire quasi neanche piu' a frenare, scendiamo fino ad Aulla passando per il Passo di Lagastrello, sempre badando a non pedere tempo.

Belle strade con buon asfalto ed ampie curve, dove riesco ancora a viaggiare forte con il Folle e Snoopy ad inseguirmi. In particolare mi ha colpito Snoopy, con quella sua aria allegra e tranquilla: sembra il classico turista che alla prima serie di curve viene inesorabilmente perso per strada. Falso, non si stacca neanche di un cm, ti segue come un'ombra e non molla neanche quando tiri alla morte. Ed usa anche i GTS: un vero mito.

Arrivati ad Aulla ci salutano Miki e CiccioBenza. Miki va verso casa perche' abita a pochi km da Aulla e non ha senso che torni a Salsomaggiore facendo la stessa strada che ha fatto la mattina. CiccioBenza non ce la fa piu' dal dolore ai polsi e preferisce prendere l'autostrada ed andare verso casa. Di km ne fara' come noi, ma in autostrada non sollecita le stanche membra come sulla Cisa.

Restiamo fermi per un po' ad Aulla, sia per salutare i due che ci lasciano, sia per commentare inorriditi le condizioni della gomma posteriore del Folle. C'e' da non crederci, e' arrivato sulle tele eppure si e' fatto il Cerreto come un proiettile. Fra un po' si fara' la Cisa e pensate che andra' piano? Chi lo conosce sa gia' la risposta, chi non lo conosce basta che pensi al suo nick name.

Non manca molto alle nove di sera quando ripartiamo verso la Cisa e di fatto la percorriamo tutta con il buio. Fa strada il Folle che conosce queste strade come le sue tasche. Malgrado le gomme finite, viaggia come un razzo e faccio fatica a seguirlo, anche perche' non mi piace viaggiare di notte su strade tutte curve. La Cisa e' molto bella, ma se non vedi la strada tutto diventa piu' difficile.

La piccola carovana di VFR (siamo rimasti in 6) si snoda veloce verso Fornovo e Fidenza. Decidiamo i non tornare a Salsomaggiore, visto che Fidenza e' logisticamente piu' indicata per quelli che restano in albergo la notte. Arriviamo in centro citta' alle 10 e mezza ed i motori vengono ufficialmente spenti alle 10:36.




Sono passate praticamente 14 ore dalla partenza ed abbiamo percorso 600 km: siamo tutti stanchi morti, ma contentissimi. Il D&P e' una esperienza incredibile e fare tante ore in sella ad una moto puo' sembrare stupido a chi non e' motociclista. Invece ti da sensazioni molto particolari, che si ricordano per molto tempo.

Restiamo per un po' seduti al bar, a mangiare (io un gelato) e scherzare sulle cose divertenti della giornata. Per me restano ancora 280 km da fare, quelli che mi separano da Treviso.

Saluto la compagnia (che poi sapro' avra' anche il coraggio di tirare tardi malgrado la stanchezza) e mi avvio verso l'autostrada. E' quasi mezzanotte quando telefono a casa per dare mie notizie. Durante il tragitto mantengo una media un po' piu' elevata dell'andata ed il mio impegno piu' stressante e' quello di non addormentarmi. Trovo anche una posizione piu' comoda mettendo i piedi sulle pedane del passeggero. In questo modo posso viaggiare piu' inclinato in avanti e con il fondoschiena in una posizione diversa da quella solita (dopo 20 ore di moto si puo' capire il perche' del miglioramento).

Arrivo a casa alle 2:15 dopo 1147 km e 21 ore e mezza di viaggio. Stanchissimo, ma felice.

Non e' una esperienza da rifare il giorno dopo (e chi ne ha la forza), ma l'anno prossimo ci saro' ancora al D&P 3. E sono sicuro che ci saranno anche gli altri 8 partecipanti: troppo coinvolgente, nel suo non senso, questa maratona su due ruote. E sono anche certo che ci sara' Motobyte: lo aspettiamo tutti ed io in particolare.

Il Professore

Statistiche di viaggio



Partenza:8:38
Arrivo:22:36
Numero partecipantiPartiti9
Arrivati6
Tempo complessivo impiegato 13 ore - 58 min(838 min)
Media complessiva 43.0 km/h
Tempo di sosta 3 ore - 4 min(184 min)
Tempo di guida effettiva 10 ore - 54 min(654 min)
Media effettiva 55.1 km/h


Localita'

KM Parz.

KM Prog.

Ora Arrivo

Ora Partenza

Tempo

Media

Sosta

Salsomaggiore Terme

0

0

8:38

Pellegrino Parmense

17

17

Castellaro - c.se Luneto

15

32

Passo di Pelizzone - Bardi

19

51

9:37

9:42

59

51.9

5

P.so di Montevaca'

25

76

10:13

10:20

31

48.4

7

P.so d. Tomarlo

14

90

P.so d. Zovallo

5

95

Ferriere

20

115

11:06

11:18

46

50.9

12

P.so d. Mercatello

7

122

Marsaglia

17

139

11:47

12:22

29

49.7

35

Ottone - Torriglia

51

190

13:04

13:09

42

72.9

5

P.so della Scoffera

5

195

Chiavari (Carasco)

31

226

13:45

13:50

36

60

5

P.so d. Bocco

22

248

14:12

14:23 +5

22

60

16

Bedonia

25

273

Campi - P.so di Cento Croci

22

295

15:25

15:30

57

49.5

5

Sestri Levante

41

336

P.so del Bracco

15

351

16:35

16:55

65

51.7

20

Padivarma

24

375

17:20

17:25+5

25

57.6

10

Aulla

21

396

Fivizzano

17

413

Passo del Cerreto

19

432

18:28

18:50

58

59.0

22

Passo di Pratizzano

15

447

Passo Lagastrello

24

471

19:42

19:50

52

45.0

8

Aulla

26

497

20:15

20:30+10

25

62.4

25

Pontremoli - P.so Cisa

41

538

Fornovo

38

576

Medesano

7

583

22:11

22:20

91

56.7

9

Fidenza

18

601

22:36

16

67.5

TOTALE

601

654

55.1

184

Il terzo




Percorso





1 giorno : Sabato 20 Luglio 2002



14 passi : Raticosa, Futa, Croce a Mori, La Calla, Forche, Centoforche, Muraglione, Consuma, Spino, Bocca Trabaria, Spugna, Colcellalto, Viamaggio, Bocca Serriola



100 paesi : in Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche



1000 Curve : sono state sicuramente moooooolte di piu'!







Partecipanti



  • "Motobyte" - VFR VTEC 02 "Bastarda"
  • "Il Professore" - VFR 800 98
  • "Padre Mendol" - VFR 800 00
  • "Sclero" - VFR 750 92
  • "The Stinger" - VFR 750 93
  • "Medo" - VFR VTEC 02 "Piccola 2"
  • "Ellenik" - VFR 800 99 Castrol Replica
  • "Snoopy" - VFR 750 97
  • "Lobosky" - VFR 800 00
  • "Alb3" - VFR 800 00
  • "Starman" - VFR 800 00 "Squirrel"
  • "Pippen" - VFR 800 99 "Bradipo Missile"
  • Gabriele - VFR 750 95
  • Giuliano - VFR 800 99
  • Giuseppe - VFR VTEC 02
  • Giovanni - VFR 750 93



I ceffi




Da sinistra, Motobyte, Padre Mendol (i due organizzatori) e Starman; il Padre e' stato opportunamente mascherato, si sa mai che queste pagine vengano visitate da qualche bambino...


In piedi da sinistra: Giovanni, Giuseppe, Medo, Snoopy, Starman, il Professore
Accucciati: Giuliano, Lobosky e The Stinger


Pippen tiene a bada Ellenik: non conosciamo gli sviluppi della serata, di sicuro la mattina dopo entrambi mostravano evidenti segni di stanchezza...


Lele e la sua bella


AlbTRE


Sclero, l'esimio presidente della 'Pattuglia Godereccia' si chiede perplesso: 'ma io che ci faccio qui?!?!?!'



Il pre-partita




Il pomeriggio del giorno prima, i partecipanti si ritrovano al casello di Rimini...


...dove poi, la sera, si sottopongono ad una rigidissima preparazione psico-fisica...


...la quale, purtroppo, non manca di mietere qualche vittima.

Il tragitto




I baldi VIChinghi pronti per la tenzone.


Al Passo della Raticosa...


...il doveroso omaggio ad un fratello.


La Castrol Replica mostra le ferite.


I "Gentlemen" al Croce A Mori.


Passo La Calla


Al Muraglione la foto di gruppo non poteva mancare!


Attimi di relax per cavalieri...


...e destrieri.


Atteggiamenti equivoci alla Consuma.


Svaccamento allo Spino.


Bocca Trabaria.


Dopo 3 km di sterrato, le bimbe hanno sete!


Bocca Serriola.


Forza, che e' l'ultimo!


Le mura di Urbino.


Foto di gruppo all'arrivo.

Ed alla fine della tenzone...




...si finisce cosi' come si aveva iniziato.




Statistiche di viaggio



Partenza:8:07
Arrivo:21:19
Numero partecipantiPartiti16
 Arrivati14
Tempo complessivo impiegato 13 ore - 12 min(799 min)
Media complessiva 46.6 km/h
Tempo di sosta 3 ore - 33 min(184 min)
Tempo di guida effettiva 9 ore - 39 min(579 min)
Media effettiva 64.3 km/h


Località

KM Parz.

KM Prog.

Ora Arrivo

Ora Partenza

Tempo

Media

Sosta

Bologna S. Lazzaro

0

0

 

8:07

 

 

 

Pianoro

18,5

18,5

8:26

8:31

19

58

5

Passo della Raticosa

35,7

54,2

9:09

9:18

38

56

9

Passo della Futa

28,3

82,5

9:53

10:04

35

49

11

Valico Croce a Mori

81,7

164,2

11:31

11:36

87

56

5

Passo La Calla

27,7

191,9

12:01

12:12

25

66

11

Rocca San Casciano

49,6

241,5

13:04

14:10

52

57

66

Passo del Muraglione

17

258,5

14:33

14:42

23

44

9

Passo della Consuma

55

313,5

15:44

15:53

62

53

9

Valico dello Spino

42,4

355,9

16:34

16:56

41

62

22

Bocca Trabaria

48,6

404,5

17:33

17:53

37

79

20

Sestino

26,2

430,7

18:22

18:42

29

54

20

Passo Viamaggio

28,5

459,2

19:09

19:23

27

63

14

Bocca Serriola

52,8

512

20:05

20:17

42

75

12

Rimini

108,7

620,7

21:19

62

105

TOTALE

 

620,7

 

 

579

64.3

183

Il quarto




Percorso




1 giorno : Sabato 9 Agosto 2003






11 passi : Piccolo S. Bernardo, Iseran, Moncenisio, Monginevro, Lautaret, Galibier, Croix de Fer, Glandon, Montets, Forclaz, Gran S. Bernardo






100 paesi : in Val d'Aosta, Val di Susa, Savoia, Alta Savoia, Svizzera






1000 Curve







Partecipanti



  • Motobyte da Milano - VFR VTEC 02 "Bastarda"
  • Il Professore da Treviso - VFR 800 98
  • LeGuf da Aosta - VFR 800 '99 "Black Owl"
  • Pippen da Milano - VFR 800 '99 "BradipoMissile"
  • Lele da Como - VFR 750 '95
  • Marco Pontiroli da Gallarate - VFR 750 '96
  • Andrea Tellini da Santena (TO) - VFR 800 '98
  • Bomber da Rapallo - VFR 800 '01
  • Vitto100 da Cremona - VFR VTEC 02
  • Interceptor da Barletta - CBR 900 '01
  • MaxReds da Milano - VFR VTEC 02




I ceffi




Da sinistra: Pippen, Motobyte, Interceptor


Interceptor e Lele colti in un momento di intimita', del quale possiamo facilmente prevedere gli sviluppi.


Marco...


...e Matteo (Bomber) pensano solo a mangiare! Altro che Duri & Puri!


Marco, LeGuf, Andrea e Matteo (di spalle)


Ed ecco (quasi) tutto il gruppone, da sinistra: LeGuf, Pippen, Lele, Interceptor, Bomber, Andrea, Vitto100, Marco, MaxReds ed Il Professore.
Motobyte e' dietro l'obiettivo...



La preparazione


La scelta e' difficile, il menu' e' ricco...


..cominciamo con un antipastino leggero...


...una fetta di pizza per aprire lo stomaco...


...e poi il piatto forte, tipicamente valdostano: grigliata mista di pesce...PESCE?!?!?!?





Il tragitto



Sono le 8:00 quando dopo 150 km tra statali e autostrada arrivo puntuale all'appuntamento fissato ad Aosta.
La giornata si preannuncia meteorologicamente, e non solo, ottima, anche se gia' a quest'ora l'elevato tasso di umidita' mi impedisce quasi di vedere le cime delle montagne; cio' mi fa intuire che il piu' grande nemico della giornata sara' il caldo.
Alle 8:20 arrivano LeGuf, Il Professore e Vitto100 (hanno passato la notte a Nus); dopo 2 minuti arriva, direttamente da Milano, Massimo.
Saluti, caffe'... partiamo alle 8:30 alla volta di Pre-Saint Didier, dove ci uniamo al resto del gruppo, che ha passato la notte a casa di Bomber.
La statale e' semideserta e cio' ci consente di tenere una buona media, inoltre siamo tutti ansiosi ci cominciare il giro.
Arriviamo a Pre-Saint Didier e... "Azz... c'e' un intruso": si tratta di Interceptor che e' arrivato da Barletta col cbr 900 perche' il VFR non aveva abbastanza gomma per il giro.
Fatti i convenevoli e foto di rito... "ANDIAMO": e' Motobyte che da' il via ufficiale al D&P IV.

Ore 9:00 - Partenza - Incominciamo tutti molto volentieri l'ascesa perche' bisogna cercare l'ombra per non patire il caldo e siamo curiosi di vedere se a una maggiore altitudine la temperatura e' migliore.
I 23 km che ci portano al Piccolo San Bernardo ci servono per "annusarsi" a vicenda: non ci conosciamo tutti e non sappiamo come guidiamo.
I tornantini e la stretta stradina che porta in cima al passo sono un buon test per capire se ci sara' qualcuno che rischia di far rallentare il gruppo.
La strada e' piuttosto godibile anche se nel tratto iniziale, che e' in mezzo al bosco, qualcuno lamentera' una scarsa aderenza, causata da qualche macchia di umidita' lasciata dalla pioggia caduta nella notte.
Il ritmo di Motobyte e' subito sostenuto ma lo splendido trenino di VFR rimane compatto.

Ore 9:30 - Piccolo San Bernardo (2190 mt) - Arrivati in cima, il tempo di una foto, due commenti, la sensazione che il caldo ci tormentera' tutto il giorno e partiamo subito per la Val d'Isere.
La strada che dal Colle scende a Seez e' molto bella, piu' veloce e meno ripida del versante italiano e quando qualche cortissimo rettilineo permette di buttare l'occhio fuori dalla strada, si gode di un bel panorama, in particolare quello del laghetto attorno al quale si sviluppa la cittadina.
La statale che percorre la Val d'Isere e' molto veloce ma non e' cosi' dritta come a prima vista si potrebbe pensare dando un'occhiata alla cartina.
La velocita' si alza e lo spettacolo pure... il VFR puo' distendere le marce, e Motobyte consumare il dorso dei guanti sull'asfalto mentre piega.
Rallentiamo, a dire il vero molto poco, giusto per ammirare il lago di Tigne con tanto di paesello montano.
Ci ritroviamo in un baleno a salire il versante nord dell' Iseran.
Il panorama e' di tipo lunare, con pochissima vegetazione, limitata a qualche piccolo arbusto, e la strada non invita a esagerare col gas... ma si va lesti lo stesso. In qualche tornante si mettono le ruote su terriccio o ghiaia, ma pazienza.

Ore 10:30 - Col de l' Iseran (2770 mt) - Visti da quassu' anche i ghiacciai appaiono disfatti dal caldo, ma l'aria e' tutto sommato respirabile.
Ci concediamo un attimo di pausa dedicata a commenti, foto, e pasti luculliani.
Lele si lamenta che la sua 750 salta troppo al posteriore e dopo qualche pompata a mano da parte di Pippen, i commenti caustici si sprecano... il mono e' "burroso"; si cerca di porre un minimo di rimedio con un coltellino svizzero.
Intanto Massimo ci guarda sornione mentre incomincia il primo dei suoi 80 pasti (aveva la borsa da serbatoio di Mary Poppins).
"ANDIAMO": e' l'ordine perentorio che ci fa risalire in sella alla volta dell'Italia.
La discesa dell'Iseran non e' granche' piacevole: la strada e' piuttosto ripida e nonostante non ci sia un pessimo asfalto esso e' molto sconnesso e costringe in alcuni tratti ad andatura trialistica, in piedi sulle pedane.
Nel fondovalle la strada diventa larga, con ottima visibilita' e non tortuosa, l'ideale per riprendersi un po'.
Non c'e' moltissima vegetazione e quindi di tratti in ombra neanche a parlarne; il caldo comincia a dare qualche fastidio.
Presto si torna a salire verso il Col du Mont Cenis. Neanche il tempo di maledire i francesi che tappano i buchi con del scivolosissimo catrame che le gomme si ritrovano su dell'ottimo asfalto nuovo.
Il grip e' eccellente e va d'accordo con la strada ampia e dall'ottima visibilita', inoltre ci sono pochi tornanti che spezzano il ritmo... uno spettacolo, solo in parte disturbato da qualche auto o camper che procedono a passo di lumaca (in realta' velocita' codice).
Appena passato il lago di Moncenisio vediamo Interceptor accostare a bordo strada e scendere dalla moto, ma ci fa cenno di proseguire...

Ore 11:30 - Col du Mont Cenis (2080 mt) - Ci fermiamo dove una volta c'era la dogana e mentre io e il Pontiroli facciamo un po' di public relations con un altro VFRista, arriva Interceptor e ci spiega che si e' staccata l'asta di rinvio del cambio.
Foto, quattro chiacchiere, eliminazione di liquidi superflui e giu' in piega per la bellissima strada che ci porta fino a Susa. E' immersa nel verde, l'asfalto e' nuovo e non ci sono curve nascoste e traditrici.
Subito sopra Susa ci sono quattro tornantoni favolosi: ottimo grip, buona visibilita', raggio costante, carreggiata larghissima... se non hai nessuno davanti ti ritrovi con le orecchie per terra.
Per il resto la statale verso il Monginevro non e' granche' interessante, se si esclude un chilometro di curvette che corrono a fianco del forte di Exilles.
Purtroppo per ragioni olimpiche e di snellezza di traffico in questi ultimi due anni la statale che va da Oulx a Cesana Torinese e' stata raddrizzata moltissimo: un vero delitto!
Da Cesana la strada diventa piu' divertente, ma non riusciamo a godercela perche' si e' formato un lungo treno di auto incolonnate dietro un furgoncino stile "figli dei fiori" che procede con lentezza disarmante.
Nel frattempo Interceptor subisce di nuovo l'inconveniente tecnico.

Ore 12:30 - Col du Montgenevre (1850 mt) - La sosta e' piu' lunga del normale per dare il tempo a Interceptor di porre un rimedio definitivo al problema che l'ha fermato due volte. Qualche consiglio col Professore e... al lavoro.
Intanto il resto del gruppo provvede a sfamarsi, chi con frutta, chi con panini e bombe energetiche e qualcun' altro con mezzo metro di baguette e crostata al mirtillo, anche se la cosa piu' desiderata e' l'acqua.
Risolto il problema, diamo il tempo (poco) a Interceptor di sgranocchiare qualcosa e decidiamo di dividerci in due gruppi per fare benzina a Briancon.
Faccio per partire... ma il motorino d'avviamento fa a malapena mezzo giro! "Porc@ putt..."... alle mie spalle sento gia' parlare di regolatore, ma dopo una provvidenziale spintarella la moto parte.
La sosta per i rifornimenti e' piuttosto laboriosa e cosi' passano altri 20 minuti.
Finalmente riusciamo a partire verso i prossimi passi.
Fino al Col du Lautaret la strada e' poco impegnativa, e questo si riflette positivamente sulla digestione, ma in cima al colle si svolta a destra verso una delle micidiali cime del Tour de France ciclistico.
La salita non e' velocissima, sia per la ripidita' che per la tortuosita' della strada, inoltre fare un lungo e' poco raccomandabile perche' si rischia di fermarsi qualche centinaio di metri piu' a valle.
Siamo arrivati quasi in cima quando si apre davanti ai nostri occhi un mini tunnel che evita l'ultimo tratto di strada (un paio di km). Ovviamente noi proseguiamo per la cima.

Ore 14:20 - Col du Galibier (2650 mt) - In cima non ci fermiamo visto che le foto le abbiamo fatte davanti al tunnel e incominciamo forse la discesa piu' difficile.
La strada e' brutta: piena di buche e ondulata in maniera inverosimile, inoltre le scritte pitturate sull'asfalto inneggianti i ciclisti mi fanno spaventare ogni volta che tiro una staccata... Insomma, vuoi l'ora, il caldo, l'abbiocco post-prandiale, la strada, e l'andatura diventa piuttosto prudenziale (chi piu', chi meno, ovviamente).
Intanto si fanno avanti le prime avvisaglie dei dolorini vari che accompagneranno qualcuno per il resto del giro.
Fatti una quindicina di km in pianura arriviamo a St. Jean de Maurienne da dove ci dirigiamo verso il Col de la Croix de Fer. Lungo la strada, a un bivio, procediamo dritti invece di svoltare a sinistra e ci ritroviamo a fare l'anello che porta a le Toussuire, un'orripilante complesso di casermoni in cemento che sono un pugno nello stomaco in mezzo a questi stupendi paesaggi montani.
Proseguiamo verso il colle a buona andatura perche' la strada e' invitante, pochissime auto ci disturbano, le uniche trappole sono delle piccole gallerie lunghe una decina di metri che girano a 90°. Ci si ritrova a un palmo da un muro senza vedere niente.

Ore 16:30 - Col de la Croix de Fer (2070 mt) - Nei dieci minuti di sosta in cima al colle ci rifocilliamo e abbeveriamo adeguatamente, e purtroppo a caro prezzo ( 2€ 1,5 lt di acqua).
Qualcuno guarda passare con un po' d'invidia una KTM Duke, la moto ideale per giochicchiare su queste strade.
Ci rimettiamo subito in marcia; io approfitto della discesa per far partire la moto che ha fatto di nuovo i capricci.
Il primo tratto di strada e' veramente stretto, sorpassare le auto e' piuttosto complicato, fortunatamente il traffico e' scarso.
Arrivati in pianura decidiamo di saltare il Col de la Madeleine e proseguire verso Chamonix per le statali.
Mi metto dietro il Professore e inserisco il pilota automatico: la temperatura arriva quasi a 40°, non c'e' ombra e l'aria e' talmente calda che bisogna proteggersi il viso tenendo la visiera del casco abbassata.
I km passano veloci, la corsa si interrompe solo nell'attraversamento di paesini di villeggiatura dalle parti di Megeve, dei veri budelli per il traffico; per superare le interminabili colonne di auto ferme ci tocca quasi fare a sportellate.
Prima di incominciare a salire verso il Montets e il Forclaz riempiamo i serbatoi, nostri e delle moto.
La temperatura diventa ottima, favorita dall'ambiente, dalla velocita' e da qualche provvidenziale nuvola.
La strada e' favolosa, larga e dall'asfalto perfetto; sale in mezzo a boschi verdissimi e gole con ruscelli: non si potrebbe desiderare di piu'. Non sembra neanche portare a un passo tanto sale morbidamente e con regolarita', cio' ci consente di tenere una velocita' molto elevata.
Giungiamo presto alla dogana svizzera e da qui in poi ci siamo ripromessi di rallentare e fare piu' attenzione; proposito esaudito a meta'.
Sia la strada che il panorama sono splendidi: il sottobosco e' curatissimo e vien voglia di camminare a piedi nudi sull'erba tagliata all'inglese; sembra che da un momento all'altro si possa incrociare qualche folletto.
Lo stesso livello di cura e' adottato per il manto stradale: un biliardo! Peccato bisogni viaggiare col terrore di essere fermati dalla polizia svizzera.
La salita verso il Colle del Gran San Bernardo esaurisce le nostre ultime energie; il gruppo arriva sgranato e in cima salta fuori la domanda: "Ma tu sei salito al massimo?"...

Ore 20:20 - Colle del Gran San Bernardo (2190 mt) - Il sole ha gia' cominciato a tramontare, vengono messi via gli occhiali scuri, fatta qualche telefonata e si incomincia a organizzare la cena.
La temperatura e' scesa di parecchi gradi e le tute vengono chiuse per bene. Facciamo le ultime foto al laghetto e ci dirigiamo verso Aosta. Anche le gomme risentono dell'abbassamento di temperatura e bisogna farle scaldare prima di azzardare pieghe decise.
Oramai ognuno scende in tutta tranquillita' con il proprio ritmo.
Prima di entrare ad Aosta salutiamo Marco Pontiroli, che entra direttamente in autostrada per raggiungere propri lidi.
Entrati in citta' ci fermiamo per organizzare la cena: sono le 21:20 e il giro e' finito.

Io preferisco dirigermi verso casa prima che la stanchezza prenda il sopravvento. Saluti, ringraziamenti e mi infilo nella statale; arrivo fino a Saint-Vincent, dove a causa del traffico e della visiera felpata di insetti preferisco buttarmi in autostrada.
Un'ora abbondante a velocita' non propriamente codice e sono a casa.

Questa mattina prima di partire ero abbastanza nervoso, non sapevo se sarei stato in grado di portare a termine un giro piu' impegnativo del solito, ad un'andatura che anche se e' quella che prediligo, solitamente non tengo per cosi' tanti km.

Sono abituato ad andare in moto prevalentemente da solo, e il fatto che si trovassero 11 "smanettoni" a fare queste strade destava in me qualche pensiero maligno... "Ci sara' sicuramente il pistola che si ingarella senza esserne in grado"... e invece anche i VFRisti smanettoni si sono dimostrati dei veri gentlemen drivers: nessuno ha fatto cavolate, i sorpassi tra di noi effettuati nella massima correttezza, e cosa piu' importante nessuno si e' sdraiato.
Non c'e' stato molto tempo per conoscersi, ma tra noi motociclisti quale conoscenza e' migliore del condividere un affiatato, splendido treno di moto che sfreccia per strade magnifiche? ... e' questo lo spirito del D&P.
Quando ero in fondo al gruppo e avevo la visione d'insieme, sotto il casco mi si apriva il sorriso fino alle orecchie... a qualcuno magari sembrero' eccesivamente sdolcinato, ma queste sono le emozioni di un novellino che anche se ha la patente da 10 anni e fatto quasi 100mila km, poche volte si e' goduto un giro cosi' tanto.
Ragazzi, bisogna provarlo... se si e' in grado!
Mentre metto via la moto ripenso con estrema soddisfazione ai quasi 1000 km di oggi e gia' aspetto il prossimo D&P.

Andrea Tellini


Uno Special Guest: Il CBR 900 di Interceptor


Da Barletta al Monte Bianco.


In azione durante il D&P.


Qualche particolare: la pedana del freno (freno? A che serve?)


La leva del cambio...


Nonostante le "personalizzazioni" e' pur sempre una moto che fa gola.


Piccola manutenzione quotidiana (?)


E' stata dura (& pura), ma ce l'abbiamo fatta!


Pronto per ripartire...


...arrivederci all'anno prossimo!



Statistiche di viaggio

Partenza:9:00
Arrivo:21:18
Numero partecipantiPartiti11
Arrivati11
Tempo complessivo impiegato 12 ore - 13 min(733 min)
Media complessiva 49.8 km/h
Tempo di sosta 2 ore - 54 min(174 min)
Tempo di guida effettiva 9 ore - 19 min(559 min)
Media effettiva 65.4 km/h


Località

Km parz.

Km progr.

Ora Arrivo

Ora Partenza

Tempo Netto

Media Netta

Sosta

Tempo Con Soste

Media con Soste

Prè St. Didier

0

0

 

9.05

         

Colle del Piccolo S. Bernardo

22,6

22,6

9.28

9.32

0.23

59

0.04

0.27

50

Col de l'Iseran

71,4

94

10.34

10.48

1.02

69

0.14

1.16

56

Grand-Croix (Moncenisio)

48,5

142,5

11.26

11.40

0.38

77

0.14

0.52

56

Colle del Monginevro

64,3

206,8

12.34

13.11

0.54

71

0.37

1.31

42

Briançon

12,6

219,4

13.28

13.47

0.17

44

0.19

0.36

21

Col du Galibier

33,6

253

14.20

14.28

0.33

61

0.08

0.41

49

La Toussuire

64

317

15.30

15.45

1.02

62

0.15

1.17

50

Col de la Croix de Fer

37

354

16.25

16.42

0.40

56

0.17

0.57

39

St. Etienne de Cuines

22

376

17.03

17.05

0.21

63

0.02

0.23

57

Le Fayet

102

478

18.35

19.00

1.30

68

0.25

1.55

53

Colle del Gran S. Bernardo

97

575

20.18

20.37

1.18

75

0.19

1.37

60

Aosta

34

609

21.18

 

0.41

50

 

0.41

50

Totale

609

     

9.19

65,4

2.54

12.13

49,8

Il quinto




Percorso


1 giorno : Sabato 24 Settembre 2005






I passi : Su e giu' per le colline toscane






100 paesi : Tra i piu' suggestivi della Toscana: Larderello, volterra, S.Gimignano, Pitigliano...






1000 Curve : Molte, molte di piu'!







Partecipanti

  • Motobyte
  • Il Professore
  • Miki
  • Smok
  • Martin
  • Lele
  • Bomber
  • Starman
  • Topomoto
  • FrankC
  • Il Bue
  • Agadisen
  • Mir171
  • Snoopy
  • Streetfighter
  • Conte Vlad




I ceffi


Lele, Starman e le tre belve sul carrello


Miki ed il Conte Vlad


Bomber, Topomoto e Miki


Bomber, Miki, Il Bue ed Agadisen


Tavolatona




PREFAZIONE



Finalmente a casa!
E' il primo pensiero che mi viene in mente quando la sera di Venerdi' arriviamo in albergo e veniamo accolti dal gruppuscolo di motard gia' "languidamente" stravaccati nel dehor a sollazzarsi con birra.
L' avvicinamento di 750 km mi ha gia' abbastanza traumatizzato e sopraggiungono pensieri cupi sulla fattibilita' di spararsi altri 650 km il giorno dopo... ma la stanchezza passa dopo una ottima cena in ottima compagnia.
Vedere la tavolata e' un piacere: Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e infine Lazio le regioni rappresentate al convivio.
Ma parliamo di quello che e' strettamente legato al D&P: la questione era se dividerci in due gruppi o fare un gruppo unico.
Io ero per la divisione in due gruppi, 16 moto sono tante da tenere unite in mezzo al traffico o in sorpassi difficili... fortunatamente ha prevalso l'esperienza e l'anzianita' (nel vero senso della parola) di alcuni soci ed ex, e si e' optato per il gruppo unico riservandoci la possibilita' di dividerci durante il giro in caso di problemi.
Andiamo a letto ansiosi di partire e sperando nel meteo...

PERCORSO



Il giorno e' arrivato: saliamo in sella alle 8:00 in punto, nonostante la sera precedente ci sia stato qualche mugugno per l'ora antelucana prevista per la partenza.
Ci sono 17°C e per la strada non c'e' nessuno, dico nessuno, condizione favorevole che perdurera' per tutta la giornata.
Organizzare le soste non e' facile come sulle Alpi, dove in cima ai passi c'e' sempre qualche spiazzo con tanto di indicazione altimetrica, pertanto Motobyte ha preventivamente deciso di fermarsi ogni 100-150 km... e qualcuno ha detto che invecchiando sta diventando piu' buono...

16.
Detto cosi' sembra un numero piccolo ma vedere un filotto di 16 moto una dietro l'altra fa la sua sporca figura! Siamo veramente bellissimi, certamente merito della moto e anche delle coperture!
Iniziamo subito a salire sulle dolci colline toscane, l'aria e' frizzante ma la voglia di smanettare e' tanta, la strada e' invitante e andiamo subito lesti.
Il misto fino a Volterra e' abbastanza stretto ma mai quanto quello alpino e la velocita' media e' abbastanza elevata.
Quando passiamo per le Saline di Volterra mi ricordo del perche' e' cosi' bello andare in moto: entriamo dentro una nuvola bassa e attraverso il casco si sente l'odore dell'umidita', sembrava di essere entati in piscina, e attraverso la tuta si sente immediatamente il calo di temperatura.
La strada e' fantastica, il grip ottimo, il traffico inesistente... solo il frescolino e la stanchezza del giorno precedente mi impediscono di godere appieno anche del panorama.

9:30 San Gimignano km.105 - prima breve sosta , di fatto meno di dieci minuti. Il tempo di fumare una sigaretta e fare uno spuntino per chi e' stato cosi' accorto da portarsi dietro qualcosa da mangiare.
Immediatamente si riparte, con la convinzione che oggi si puo' riuscire a tenere unito tutto il gruppone per l'intero giro.
Le strade sono magnifiche, nel cielo non c'e' una nuvola e sembra di essere in una cartolina. L'andatura e' costante ed e' facile tenere un ritmo che varia tra gli 80 e i 100 km/h.
Si rende infatti necessaria la prima sosta benzina, basandoci sul consumo dell'unico 750 presente.

11:30 Bollano km.210 - Intasiamo un distributore, peraltro isolato da qualsiasi punto di ristoro dove riempire lo stomaco o svuotare la vescica.

Una simpatica vecchina ci fa una miriade di foto perche' dice che e' appasionata di... foto, e noi sembriamo essere l'evento della giornata. Al momento di ripartire manda letteralmente a cagare un'automobilista che con una manovra rischia di far dividere il gruppo...splendida toscanaccia.
Prima di partire si osserva che siamo in anticipo sulla tabella di marcia...nessuno si fa aspettare, le soste sono poche e veloci e la velocita' media e' elevata.
"Be', visto che siamo in anticipo perche' non ci fermiamo a pranzo a Pienza che conosco un posto dove fanno una trippa meravigliosa?" "Non ci pensare nemmeno!" la risposta (ovviamente non in questi termini).
Il giro prosegue senza tregua e quasi rimpiango di non poter godere con piu' calma della bellezza di questi posti, i panorami sono da mozzare il fiato... pieno di posticini interessanti dove varrebbe la pena di fermarsi ad assaggiare una pietanza o gustare del buon vino...

13:40 Chianciano Terme km.330 - La tanto agognata sosta "pranzo": ed e' gia' una concessione perche' fino adesso siamo stati bravi.
Il lauto pasto per me consiste in qualche barretta di cioccolato accompagnata da un goccio d'acqua. Qualcuno preferisce aspettare un sandwich di dubbia fattura solo per stare nel baretto a fare impazzire la barista, truccata come un panda: "Ragazzi calma, siete in vacanza, no?" mentre entra Motobyte.
Ripartiamo freschi e rifocillati (?!), la strada verso Radicofani e' scorrevole e ci si puo' godere un po' il panorama. La strada gallaggia sui crinali delle colline e non ci siamo nient'altro che noi in mezzo a quest'aria pulita e profumata e a tutta questa luce che mette in evidenza ogni diverso angolo di aratura dei campi... che bellezza!

15:30 Pitigliano km.410 - Ci fermiamo in una bella zona panoramica e prendiamo possesso di quasi tutto il parcheggio che guarda le mura della cittadina, uno spettacolo indimenticabile.
Mentre riposiamo apre un'enoteca e trattori con rimorchi carichi d'uva intasano la strada. Chi si muoverebbe piu'?
Ripartiamo con un po' di tristezza e rassegnazione, sentimenti che subito vengono dimenticati all'approssimarsi delle prime curve. La voglia di smanettare e' quella del mattino.
A Scansano abbiamo tirato dritto senza pieta' e il Morellino ha tirato un respiro di sollievo.

16:20 Campagnatico km.455 - Sosta benzina in una zona densamente popolata da smanettoni locali, infatti la strada dalla quale siamo arrivati era parecchio invitante.
Dopo qualche km abbiamo fatto la sosta piu' lunga... nostro malgrado.
Il primo gruppo passa indenne su una curva con parecchio brecciolino sulla carreggiata; ci fermiamo qualche km piu' su per far ricompattare il gruppo... Ci togliamo i caschi e vola il commento: "Che giornata fantastica, non immaginavo che un gruppone cosi' numeroso potesse andare cosi' forte, e poi non e' successo niente..." "Aspetta, guarda che non siamo ancora arrivati, vedi di non portare sfiga..." "Mortacci, ma te possino, che stai a di'..."
Fatto sta che il resto del gruppo non arrivava perche' un socio era scivolato sul brecciolino.
Raggiungiamo tutti il luogo dell'incidente; fortunatamente il malcapitato, tra l'altro l'unico con i jeans, non si e' fatto niente e provvediamo a rimettere in sesto la moto.
Vengono tolte le candele per fare uscire l'olio che era entrato nella camera di scoppio, viene pulita la cassa filtro e la moto riparte, pur facendo un fumo che ricorda la nebbia di fine novembre in Val Padana.
Siamo stati fermi quasi un'ora e mezza ed e' svanito l'anticipo sulla tabella di marcia. Si mettono via visiere scure e occhiali da sole visto che l'imbrunire e' alla porte.
Il giro prosegue un po' sottotono visto quello che e' successo e il buio non facilita la corsa.
Devo dire che gli ultimi km sarebbe stato bello farli con la luce, la strada era veramente bella e curvosa e invitava a dargli del gas, ma non vedendo quasi nulla , mi sembrava ci fosse ghiaia ad ogni curva...
A Sassetta ci siamo fermati per attendere il ricongiungimento del gruppo: a luci spente abbiamo potuto ammirare un fantastico cielo stellato, che invitava a sdraiarsi li' per terra e alzarsi dopo un pisolino.

21:00 Donoratico - dopo 643 km siamo rientrati in albergo. Si conclude in 11 ore un D&P veramente riuscito: un gruppo numeroso che e' riuscito a stare sempre unito, temperatura ottima, asfalto quasi sempre buono e panorami mozzafiato.
Che dire, un altro evento VIC coronato dal successo!
Scommetto che tutti quelli che hanno partecipato ci saranno anche l'anno prossimo.

Quindi ci vediamo nel 2006

Andrea Tellini


Ed anche stavolta ce l'abbiamo fatta





Statistiche di viaggio

Partenza:8:04
Arrivo:21:13
Numero partecipantiPartiti16
Arrivati13
Tempo complessivo impiegato 13 ore - 09 min(789 min)
Media complessiva 48.7 km/h
Tempo di sosta 3 ore - 10 min(190 min)
Tempo di guida effettiva 9 ore - 59 min(599 min)
Media effettiva 64.1 km/h


Localita'

Km parz.

Km progr.

Ora Arrivo

Ora Partenza

Tempo Netto

Media Netta

Sosta

Tempo Con Soste

Media con Soste

Donoratico

0

0

8.04

San Gimignano

104,3

104,3

9.42

9.55

1.38

64

0.13

1.51

56

Buonconvento

102,9

207,2

11.28

11.51

1.33

66

0.23

1.56

53

Chianciano

120,6

327,8

13.37

14.17

1.46

68

0.40

2.26

50

Pitigliano

78

405,8

15.21

15.37

1.04

73

0.16

1.20

59

Scansano

46,7

452,5

16.15

16.30

0.38

74

0.15

0.53

53

Stazione Roccastrada

53,3

505,8

17.15

18.38

0.45

71

1.23

2.08

25

Donoratico

134,2

640

21.13

2.35

52

2.35

52

Totale

640

9.59

64,1

3.10

13.09

48,7

Il sesto

Percorso


1 giorno : Sabato 29 Luglio 2006






I passi : Sempione, Grimsel, Brunig, Glaubenbuelen, Schallenberg, Susten, S. Gottardo, Nufenen (Novena), Furka, Oberalp, Lucomagno






100 paesi : Tra Italia e Svizzera...






1000 Curve : Molte, molte di piu'!







Partecipanti


  • Motobyte
  • Il Professore
  • Conte Vlad
  • Miki
  • Macho
  • Il Bue
  • Snoopy
  • Yuri



I ceffi



La formazione al completo, MTBT, Macho, Conte Vlad, Prof, Il Bue, Miki, Snoopy, Yuri

La formazione al completo
MTBT, Macho, Conte Vlad, Prof
Il Bue, Miki, Snoopy, Yuri

Miki & Snoopy

Miki & Snoopy

Il Professore

Il Professore

Macho

Macho

Miki

Miki

Conte Vlad

Conte Vlad

Il Bue

Il Bue

Snoopy & MTBT

Snoopy & MTBT




PREFAZIONE



Strano presentimento.

I preparativi di questo Duri & Puri non sono andati molto bene; poco tempo (causa lavoro) per studiare il percorso e per aggiornare il VIC, un sopralluogo disastroso (la maggior parte dei passi chiusi per neve, ad inizio Luglio!!!!!).

Ma anche la fase iniziale non era andata alla grande: la lista delle adesioni, inizialmente ben nutrita, che si assottigliava sempre di piu', la mancanza di alcuni partecipanti "storici", la moto non in perfette condizioni...

E per finire, ciliegina sulla torta, il tempo, che il giorno prima della partenza non era per niente rassicurante: nubi minacciose, cariche di pioggia, dominavano il Nord italia, accompagnate da improvvisi e violenti temporali.

Insomma, tutto contribuiva a farmi partire per Domodossola con un cattivo presentimento, con l'impressione che qualcosa sarebbe andato storto, questa volta...

Ed invece no, tutto e' andato bene, quasi perfettamente, alla faccia dei presentimenti ed ancora una volta il D&P e' stato un'esperienza veramente esaltante...

PERCORSO



La mattina della partenza la situazione meteo e' decisamente migliorata, ma non del tutto rassicurante; ampi squarci di cielo azzurro verso Sud si contrappongono a fitti banchi di nuvole che coprono le montagne a Nord, proprio la' dove andremo a scorazzare.

Ore 8:20 - Partenza - Lasciamo l'albergo alle 8.20, percorriamo la circonvallazione di Domodossola, poi superiamo Crevoladossola ed infiliamo nella Val Divedro. La strada costeggia il fiume, all'ombra di imponenti pareti a strapiombo; la temperatura, gia' poco estiva alla partenza (16 gradi), continua costantemente a scendere per cui manteniamo un'andatura veloce ma non troppo, l'asfalto e' molto freddo.

Ore 8:55 - Simplon Pass (Passo del Sempione) - Prima sosta, la temperatura e' sempre meno estiva (10 gradi) ed il cielo alterna sprazzi di sereno ad ampi nuvoloni.
Ci fermiamo un po' piu' di quanto stabilito per dare una passata di grasso alle catene delle moto, dopodiche' ripartiamo verso Briga. La strada ampia e ben asfaltata non offre grandi spunti piegaioli, oltretutto e' sempre abbastanza scivolosa nei tratti in ombra, per cui la discesa risulta piuttosto noiosa.
Superata Briga, imbocchiamo la lunga e noiosa strada verso Gletsch, lungo la valle del Rodano; il traffico sostenuto ed il susseguirsi di paesi ci costringono ad un'andatura lenta e faticosa, tra semafori, sorpassi ed attraversamenti. Fino ad Oberwald non riusciamo a sbloccarci, l'unica consolazione e' il panorama del fondovalle, vera svizzera DOC (prati, mucche al pascolo, case di pietra e legno, ecc.).
Dopo Oberwald la strada comincia a salire in mezzo al bosco ed il traffico si 'sgrana', per cui possiamo cominciare a scaldare le gomme con qualche piega decente, anche se l'asfalto e' abbastanza rovinato dal gelo. Ma la musica cambia presto: arrivati a Gletsch, in corrispondenza del bivio per il Grimsel Pass comincia a piovere. Doppio giramento, oltre a non poter godere dei bei tornanti, gurdando verso sud si nota l'altro versante della valle in pieno sole, mentre noi siamo praticamente circondati dalle nuvole.

Ore 10:09 - Grimsel Pass - Ci fermiamo nel parcheggio del ristorante, tra le sculture in ferro e vecchie moto in mostra. Il tempo di fare un paio di foto ed indossare le tute antipioggia, dopdiche' ripartiamo.
Subito dopo il passo, smette di piovere e le nuvole si aprono, la discesa verso il fondovalle e' molto bella, sia per le condizioni della strada (larga, con ampie curve) che per l'ambiente che la circonda, fatto di ghiacciai, cascate, laghi (bellissimo il tratto che costeggia la diga), prati e pareti di roccia.
Arrivati a Meiringen, prendiamo a destra verso il Brunigpass, lungo una strada intasata dal traffico, meno male che il passo e' vicino.

Ore 11:06 - Brunig Pass - Sosta veloce, togliamo le tute antipioggia e ripartiamo subito verso Giswil, dove prendiamo a sinistra la Panoramastrasse, una bellissima strada panoramica (appunto) che sale stretta ma su asfalto perfetto, senza una buca.
La prima parte della salita si snoda abbastanza ripida in mezzo a bellissimi prati molto ben tenuti, con un panorama fantastico sul lago di Sarner e sulle montagne circostanti. Sembra proprio di essere nel paese di Heidi!
La seconda parte del percorso, in mezzo ai boschi, e' piu' piegosa: la strada si allarga e le curve sono piu' ampie, peccato per l'asfalto umido.

Ore 11:42 - Glaubenbuelen - Usciti dal bosco e fino al passo, la strada e' piuttosto rovinata. Breve sosta in mezzo alle nuvole, poi proseguiamo la corsa. Fino a Sorenberg (sosta benzina) la strada continua ad essere rovinata, scendiamo veloci fino a Schupfheim dove ci becchiamo una leggera spruzzatina di pioggia.
La strada da qui al prossimo passo e' molto bella ed invitante alla piega, qui incontriamo la piu' alta concentrazione di motociclisti di tutto il viaggio. L'unico problema sono le scivolosissime giunture catramate che costellano l'asfalto, un vero fastidio!

Ore 11:51 - Schallenberg - Il parcheggio del ristorante e' pieno di moto, incluso un sidecar dall'aria poco affidabile. Il panorama sulla valle e' favoloso, colline verdi di prati e boschi.
La temperatura si alza decisamente, sotto il sole il termometro della vufera segna i 32 gradi.
La strada verso Thun si dipana tranquilla, tra paesini in mezzo ai prati e mandrie di mucche al pascolo. Passiamo a fianco del fiabesco castello di Thun, poi prendiamo la strada che costeggia la sponda Nord del lago.
Anche questo tratto di strada e' molto suggestivo, sia dal punto di vista della guida che da quello dei panorami. A sinistra alte pareti,adestra il lago, le barche, le casette a sbalzo sulla sponda, sopra il lago si intravedono, in mezzo alle nuvole, le imponenti cime del massiccio della Jungfrau.
Ad Interlaken sbagliamo strada un paio di volte e ci infiliamo in una stretta stradina - in realta' poco di piu' di un sentiero asfaltato - che segue la sponda Sud del lago di Brienz. Ad Isetwald non si puo' piu' proseguire, per cui deviamo sulla superstrada.
Filiamo veloci verso Brienz, dove la superstrada si riduce ad una normale statale, che si snoda nel piatto fondovalle del fiume Aare; sulla destra, in lontananza, alte pareti a strapiombo solcate da sottili cascate.
Fino a Meiringen la strada scorre veloce, poi una brusca serie di tornanti in discesa fino ad Innertkirchen, dove comincia la salita per il Sustenpass.
Appena incontriamo le prime curve di quella che si preannuncia una salita decisamente goduriosa, comincia pure a piovere. Piu' la strada sale, piu' belle sono le curve, e aumenta pure la pioggia, assieme al giramento di scatole, e' la seconda volta che il meteo ci rovina una salita spettacolare!
Comunque, durante la salita il gruppetto si sgrana, qualcuno si ferma a mettersi la tuta, altri proseguono imperterriti fino al passo.

Ore 14:40 - Sustenpass - Tempo da lupi, nuvole basse e pioggerelina sottile. Chi non ha ancora indossato la tuta, provvede ad infilarla. Il Conte fa una capatina oltre il passo, in fondo alla galleria; ritorna dicendo che dall'altra parte c'era il sole, ma e' talmente poco convincente che rimaniamo intutati.
Alla ripartenza scopriamo che il Conte aveva ragione, e che dall'altra parte della galleria non piove ed il sole apre ampi squarci di sereno tra le nuvole. Vabbe', e' la seconda volta che appena mettiamo le tute smette di piovere, un bel tempismo!
Ci fermiamo per un pranzo veloce a Goschenen, all'imbocco del tunnel del Gottardo. Dopo mezz'oretta si riparte, la strada da fare e' ancora tanta ed il tempo comincia a scarseggiare, d'ora in poi ci fermeremo solo se strettametne necessario.
Ripartiamo lungo la trafficata statale, passiamo Andermatt ed il passo del San Gottardo senza fermarci, la strada non e' particolarmente piegosa, filiamo veloci fino ad Airolo, nel Canton Ticino.

Ore 16:10 - Airolo - Ci fermiamo un attimo nei pressi di un benzinaio per ricompattare il gruppo, poi decidiamo di proseguire subito. Alla ripartenza, pero', succede qualcosa e 3 o 4 partecipanti prendono la strada sbagliata, ma ce ne accorgiamo subito, perdiamo un po' di tempo a ristabilire i contatti e decidiamo di ritrovarci tutti al benzinaio di prima, approfittando della sosta forzata per fare il pieno.
Durante l'attesa al benzinaio, abbiamo l'opportunita' di ammirare le caratteristiche locali (vedi foto).
Ricompattato il gruppo e riempiti i serbatoi, piccolo conciliabolo sul da farsi, dato che la strada da fare e' ancora tanta. Decidiamo di fare comunque il percorso previsto e di fermarci dopo il Neufenen Pass per valutare eventuali scorcatoie.
Riprendiamo il viaggio, superiamo il passo senza fermarci e scendiamo verso il fondovalle. Durante la discesa, in uno spiazzo erboso sulla sinistra della strada vediamo una pattuglia di Polizia che controlla dall'alto la strada che sale dalla valle.
Durante la fase organizzativa di questo D&P, nella Mailing List del VIC qualcuno aveva espresso dei dubbi sull'opportunita' di fare il giro in Svizzera, dove la Polizia ha una brutta fama. In realta' non abbiamo avuto problemi di nessun tipo, e quella del Neufenene e' stata l'unica pattuglia che abbimo visto.
Comunque, ad Ulrichen ci fermiamo per il previsto briefing...che dura tre secondi, al grido di "FURKA! FURKA!" ripartiamo decisi verso i nuvoloni che incombono sulle montagne vicine.
Rifacciamo la stessa strada percorsa al mattino fino a Gletsch, passiamo senza fermarci il Furka, attraversiamo Andermatt, percorriamo i bellissimi curvoni iniziali della salita verso l'Oberalp Pass, scendiamo verso valle e ci fermiamo un attimo a Disentis/Muster.
La strada verso il passo del Lucomagno, e la successiva discesa, e' la piu' brutta che abbia mai fatto durante la mia vita da motociclista. Di per se' l'asfalto e' buono, solo che ogni 10 metri circa una giuntura longitudinale (mal fatta) attraversa tutta la carreggiata.
Soprattutto in discesa al posto del manubrio sembra di avere tra le mani un martello pneumatico, un vero tormento che ci assilla per una.quarantina di chilometri, una tortura interminabile!
Arriviamo a Biasca con tutte le ossa mescolate, con infinito sollievo ci infiliamo nella strada verso Bellinzona.

Ore 19:41 - Sementina - Sosta benzina, il sole e' basso all'orizzonte e la stanchezza e' tanta, ma non manca molto e nelle ultime ore abbiamo tenuta un'ottima media che ci ha permesso di recuperare tempo prezioso.
Il tempo di rifornire qualche vufero e ripartiamo verso Locarno, che attraversiamo con qualche difficolta' a causa del traffico intenso.
Imbocchiamo la Centovalli mentre calano le prime ombre della sera, sono le ultime curve di questo D&P e l'adrenalina della guida fa sparire la stanchezza. Percorriamo l'infinita serie di strette curve a velocita' molto poco 'svizzera', fino alla dogana di Ponte Ribellasca.

Ore 20:59 - Domodossola - Anche il sesto Duri & Puri e' finito, 657 chilometri in quasi 13 ore di VFR, immersi nei prati e nelle montagne da cartolina della Svizzera.
Un grazie di cuore a tutti i partecipanti ed arrivederci al prossimo!




Motobyte



Statistiche di viaggio

Partenza:8:20
Arrivo:20:59
Numero partecipanti8
Tempo complessivo impiegato12 ore - 39 min(759 min)
Media complessiva51,9 km/h
Tempo di sosta2 ore - 58 min(178 min)
Tempo di guida effettiva9 ore - 41 min(581 min)
Media effettiva67.8 km/h


Località

Km parz.

Km progr.

Ora Arrivo

Ora Partenza

Tempo Netto

Media Netta

Sosta

Tempo Con Soste

Media con Soste

Domodossola

0

0

08.20

0

0

Gondo (dogana)

19

19

08.38

08.38

00.18

63

00.18

63

Simplon Pass - Passo del Sempione

22

41

08.55

09.03

00.17

77

00.08

00.25

52

Brig - Briga

24

65

09.20

09.20

00.17

84

00.17

84

Gletsch

49

114

10.04

10.04

00.44

66

00.44

66

Grimsel Pass

5

119

10.09

10.26

00.05

60

00.17

00.22

13

Innertkirchen

27

146

10.51

10.51

00.25

64

00.25

64

Brünig Pass

14

160

11.06

11.15

00.15

56

00.09

00.24

35

Glaubenbüelen

26

186

11.42

11.52

00.27

57

00.10

00.37

42

Sörenberg

7

193

11.58

12.16

00.06

70

00.18

00.24

17

Schüpfheim

16

209

12.29

12.29

00.13

73

00.13

73

Schallenberg

26

235

12.51

13.02

00.22

70

00.11

00.33

47

Thun

20

255

13.21

13.21

00.19

63

00.19

63

Iseltwald

33

288

13.58

13.58

00.37

53

00.37

53

Innertkirchen

24

312

14.15

14.15

00.17

84

00.17

84

Susten Pass

29

341

14.40

15.00

00.25

69

00.20

00.45

38

Göschenen

22

363

15.20

15.44

00.20

66

00.24

00.44

30

Andermatt

7

370

15.52

15.52

00.08

52

00.08

52

Passo del San Gottardo

11

381

16.00

16.00

00.08

82

00.08

82

Airolo

14

395

16.10

16.45

00.10

84

00.35

00.45

18

Nufenen Pass - Passo Novena

25

420

17.02

17.02

00.17

88

00.17

88

Ulrichen

11

431

17.19

17.19

00.17

38

00.17

38

Gletsch

14

445

17.28

17.28

00.09

93

00.09

93

Belvedere

7

452

17.35

17.37

00.07

60

00.02

00.09

46

Furka Pass

2

454

17.40

17.40

00.03

40

00.03

40

Andermatt

21

475

18.00

18.00

00.20

63

00.20

63

Oberalp Pass

12

487

18.10

18.10

00.10

72

00.10

72

Disentis/Mustér

21

508

18.30

18.40

00.20

63

00.10

00.30

42

Passo del Lucomagno

20

528

18.55

18.55

00.15

80

00.15

80

Biasca

42

570

19.24

19.24

00.29

86

00.29

86

Bellinzona

17

587

19.36

19.36

00.12

85

00.12

85

Sementina

5

592

19.41

19.55

00.05

60

00.14

00.19

15

Locarno

16

608

20.10

20.10

00.15

64

00.15

64

Bivio per Centovalli

4

612

20.17

20.17

00.07

34

00.07

34

Domodossola

45

657

20.59

00.42

64

00.42

64

Totale

657

0

09.41

67,8

02.58

12.39

51,9

Il settimo

Percorso


1 giorno : Sabato 28 Luglio 2007






I passi : Croce Carnico, Croce Comelico, Forcella Rest, Forcella Pala Barzana, S. Osvaldo, Mauria, Sella Chianzutan, Sella Cerschiatis, Sella Nevea






100 paesi : Tra Italia ed Austria...






1000 Curve : Molte, molte di piu'!







Partecipanti


  • Il Professore
  • Motobyte
  • Conte Vlad
  • Snoopy
  • Foggy
  • Zummenpad
  • Smok
  • Martin
  • Miki
  • Maxzan
  • Starman
  • Lele
  • Altex
  • Melobiker



Statistiche di viaggio

Partenza:8:05
Arrivo:20:41
Numero partecipanti14
Tempo complessivo impiegato13 ore - 09 min(789 min)
Media complessiva48,4 km/h
Tempo di sosta2 ore - 58 min(178 min)
Tempo di guida effettiva9 ore - 38 min(578 min)
Media effettiva66.1 km/h


Località

Km parz.

Km progr.

Ora Arrivo

Ora Partenza

Tempo Netto

Media Netta

Sosta

Tempo Con Soste

Media con Soste

Arta Terme

0

0

08.05

0

0

Passo Monte Croce Carnico

19

19

08.25

08.27

00.20

57

00.02

00.22

51

Kotschach-Mauthen

21

40

08.40

08.40

00.13

96

00.13

96

Tessenberg

48.3

88.3

09.25

09.25

00.45

64

00.45

64

Arnbach

7

95.3

09.32

09.45

00.07

60

00.13

00.20

21

Passo Monte Croce Comelico

24.7

120

10.07

10.07

00.22

67

00.22

67

S. Stefano di Cadore

20.6

140.6

10.26

10.35

00.19

65

00.09

00.28

44

Sappada

9.4

150

10.45

10.45

00.10

56

00.10

56

bivio per Ravascletto

27.3

177.3

11.08

11.08

00.23

71

00.23

71

Ravascletto

7.7

185

11.15

11.15

00.07

65

00.07

65

bivio per Zoncolan

6.7

191.7

11.21

11.21

00.06

66

00.06

66

inizio salita Zoncolan

9.7

201.4

11.29

11.40

00.08

72

00.11

00.19

30

Zoncolan

3.6

205

11.46

11.46

00.06

35

00.06

35

Ovaro

10.7

215.7

12.00

12.05

00.14

45

00.05

00.19

33

Villa Santina

9.3

225

12.10

12.10

00.05

111

00.05

111

Priuso

8.7

233.7

12.17

12.17

00.07

74

00.07

74

Forcella di Monte Rest

15.3

249

12.35

12.35

00.18

51

00.18

51

Tramonti di Sopra

10

259

12.46

12.46

00.11

54

00.11

54

Pala Barzana

27

286

13.15

13.15

00.29

55

00.29

55

Cimolais

25

311

13.38

14.17

00.23

65

00.39

01.02

24

Calalzo di Cadore

43

354

14.55

15.05

00.38

67

00.10

00.48

53

Lozzo di Cadore

9

363

15.12

15.12

00.07

77

00.07

77

Passo Mauria

11.6

374.6

15.25

15.25

00.13

53

00.13

53

Villa Santina

42.9

417.5

16.04

16.04

00.39

65

00.39

65

Sella Chianzutan

17.3

434.8

16.23

16.42

00.19

54

00.19

00.38

27

bivio per Flagogna

26.2

461

17.04

17.04

00.22

71

00.22

71

Tolmezzo

34

495

17.33

18.33

00.29

70

01.00

01.29

22

Sella Cereschatis

39

534

18.58

18.58

00.25

93

00.25

93

Pontebba

8

542

19.08

19.08

00.10

48

00.10

48

Malborghetto

10

552

19.17

19.27

00.09

66

00.10

00.19

31

bivio per Sella Nevea

12

564

19.38

19.38

00.11

65

00.11

65

Sella Nevea

20

584

19.56

19.56

00.18

66

00.18

66

Chiusaforte

17

601

20.14

20.14

00.18

56

00.18

56

Tolmezzo

26

627

20.32

20.32

00.18

86

00.18

86

Arta Terme

10

637

20.41

00.09

66

00.42

14

Totale

637

0

09.38

66

02.58

13.09

48