Italia - centro
Emilia Romagna/Marche/Toscana - Passo di Viamaggio
Il percorso parte da Rimini ed arriva a Sansepolcro (AR); questo è il senso di
marcia più divertente, almeno fino al passo, ma il tratto dal passo a Sansepolcro
vale la pena di essere percorso anche a ritroso.
- Regione: Emilia Romagna/Marche/Toscana
- Lunghezza percorso: 89 km
- Difficolta': Media
- Tipo percorso: Piegaiolo
Come Arrivarci:
Rimini si raggiunge facilmente dalla A14 Bologna-Taranto; per questo itinerario, l'uscita e' quella di Rimini Sud
Sansepolcro si trova sulla superstrada che collega Terni a Bagno di Romagna (ss 3bis) e poi raggiunge Ravenna (ss 71).
Proveniendo dal Nord, e per cui dalla A14, l'uscita per imboccare la superstrada e' Cesena Nord.
Le curve:
Da Rimini si seguono le indicazioni
per Sansepolcro e Arezzo (SS 258); un'alternativa è seguire le indicazioni per
San Marino e da lì seguire sempre le indicazioni per le stesse località.
Una volta raggiunta la SS258 Marecchiese siete sulla strada giusta.
La SS 258 porta a Novafeltria in un susseguirsi di centri abitati; attenzione
agli incroci e ai limiti di velocità.
Solo dopo Novafeltria il tracciato inizia
a movimentarsi, ma sempre attraversando piccoli centri abitati fino a Ponte
Molino Baffoni.
Da qui inizia una serie di curve
relativamente ampie e piuttosto veloci; unica controindicazione è l'asfalto, in
alcuni punti in non buone condizioni.
Si prosegue molto allegri fino a
Ponte Messa, che è preceduta da un rettilineo spesso luogo di sosta di
pattuglie della stradale; alla destra di questo rettilineo il borgo medievale di
Petrella Guidi, molto suggestivo.
Da Ponte Messa inizia una serie di curve mozzafiato, alcune delle quali molto
tecniche con vista cieca e traiettoria a chiudere; attenzione anche ai piccoli
centri abitati.
Arrivati
a Ponte Presale e attraversato un viadotto, la strada prosegue con un'altra
breve serie di curve veloci fino a Badia Tedalda, da dove inizia un tratto molto
tortuoso e con asfalto in buone condizioni e con ottimo grip.
La serie termina a Svolta del
Podere, per riprendere dopo un breve rettilineo con
una sequenza rapida di curve che portano direttamente al passo.
Dal passo verso Sansepolcro la
strada è una serie di curve e tornanti molto divertenti,
particolarmente fino ad Aboca, ma purtroppo molto danneggiata (situazione ad
Aprile 2002); con la dovuta attenzione, regala in ogni caso notevoli
soddisfazioni.
Le soste:
Per chi desidera rifocillarsi, prima del passo, in località Svolta del Podere
è piuttosto noto il ristorante 'il Sottobosco'.
Al passo, luogo di sosta di una moltitudine di moto nei weekend, il ristorante
'Imperatore' è costantemente frequentato da motociclisti (si serve
Chianina DOC).
Proseguendo verso Sansepolcro, poco prima di Aboca, è nota
la 'Locanda di Aboca'.
Altri itinerari in zona:
Le possibilita' sono quasi infinite, qui siamo in uno dei 'regni' delle pieghe :
Da 'Svolta del Podere' una deviazione per Balze vi regala chilometri di
pieghe con pochissimo traffico.
Da Balze si raggiunge il Monte Fumaiolo e le
sorgenti del Tevere.
Da Sansepolcro, imboccando la E45 verso Sud, uscendo a S.Giustino si raggiunge la Statale di
Bocca Trabaria.
Sempre nella stessa direzione, ma uscendo a Città di Castello, si può percorrere la strada che porta alla
Bocca Serriola.
Dal passo di Viamaggio, anziché verso Sansepolcro si può dirigersi a Nord verso Pieve Santo Stefano e da qui, attraverso il
Valico dello Spino arrivare a La Verna e quindi a Bibbiena.
Da Bibbiena, proseguendo verso Nord, troviamo il Passo di Consuma, il
Valico Croce a Mori, il
Passo la Calla.....
Devo continuare?
By Mendol
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Marche/Umbria - Bocca Trabaria
- Regione: Marche/Umbria
- Lunghezza percorso: 64 km
- Difficolta': Bassa
- Tipo percorso: Turistico/piegaiolo
Come Arrivarci:
Urbino :
Dall'autostrada A14 Bologna-Taranto uscire a Fano ed imboccare la superstrda per Fossombrone.
A Fossombrone uscire dalla supestrada ed imboccare al SS 73bis verso Urbino. Dopo circa 10 km incontrerete il bivio per Urbino.
Attenzione a non sbagliare strada e prendere per Urbania: arrivereste lo stesso sul percorso, ma vi perdereste il tratto Urbino-Urbania, ricco di gustose curve.
S.Giustino :
S. Giustino si trova sulla superstrada che collega Terni a Bagno di Romagna (ss 3bis) e poi raggiunge Ravenna (ss 71).
Proveniendo dal Nord, e per cui dalla A14, l'uscita per imboccare la superstrada e' Cesena Nord.
Le curve:
Ad Urbino non entrate in paese, piuttosto imboccate la 'circonvallazione' di Urbino (troverete le indicazioni per Urbania),
costeggiando le mura della citta' alla vostra destra.
Subito incontrerete una decina di km di belle curve, su strada abbastanza ampia e buon asfalto, anche se un po' sporco.
Attenti, pero', perche' la strada e' un po' insidiosa: questa e' una zona prettamente agricola e non mancherete di trovare del brecciolino,
in corrispondenza degli incroci con le strade sterrate, oltre a qualche gallina dispersa.
PRUDENZA!
Una ripida discesa con qualche tornante precede il paese di Urbania.
Dopo Urbania, si prosegue, sempre lungo la ss73bis, verso Bocca Trabaria,
senza problemi di percorso.
Attenzione a quando arriverete a Mercatello sul Metauro, dopo un breve rettilineo,
a meta' di una curva a destra c'e' un semaforo: attenzione a non arrivare troppo veloci,
altrimenti qualcuno sara' costretto a grattarvi via da qualche paraurti....PRUDENZA!
Dopo Mercatello, libero sfogo alla manetta lungo la salita verso Bocca Trabaria, curve a volonta' su strada larga.
Attenzione ad inizio stagione: la zona e' piuttosto franosa, per cui c'e il rischio di trovare
qualche buca o avvallamento dell'asfalto.
Non conviene fermarsi a Bocca Trabaria, e' un semplice scollinamento senza costruzioni
e con un paio di piccoli spiazzi adibiti a parcheggio; piuttosto, conviene sfruttare
le gomme calde per affrontare al meglio le curve della discesa verso S.Giustino.
Le soste:
Per chi è affamato di cultura Urbino è notoriamente una città ideale per soddisfare l'appetito.
Per chi, più prosaicamente, è affamato di cibi, la zona è abbastanza nota per il tartufo, e
si trovano ristoranti lungo tutto il percorso, soprattutto a Sant'Angelo in Vado.
Altri itinerari in zona:
Da San Giustino in pochi km (verso nord) si raggiungono Sansepolcro e quindi il
Passo di Viamaggio
o, proseguendo ancora oltre, Pieve Santo Stefano, quindi il
Valico dello Spino.
Sempre da San Giustino, ma verso sud, si raggiunge in breve Città di Castello per salire al passo di
Bocca Serriola.
By Mendol
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Toscana - da Firenze a Siena
Il Chianti, la Mille Miglia, e tante altre storie, tanti altri profumi e colori, in 80 kilometri di una della storiche "consolari": La Cassia.
- Regione: Toscana
- Lunghezza percorso: 80 km
- Difficolta': Bassa
- Tipo percorso: Turistico
Come Arrivarci:
La Via Cassia (SS2) parte da Roma e arriva a Firenze, dove, ovviamente, prende il nome di Via Senese e termina proprio in p.zza di Porta Romana. La partenza vera e propria dell'itinerario è appena fuori città, esattamente dinanzi all'uscita della sardostrada A1 "Firenze Certosa", dove la Cassia si chiama finalmente Cassia.
Le curve:
La Cassia è una strada con buon grip generale, di media larghezza, che non regala brutte sorprese anche ai più smanettoni; a volte sbarazzina per il tracciato molto tortuoso (il colle di S. Casciano), a volte rilassante con panorami mozzafiato in mezzo a campagne che regalano colori ed odori da riscoprire.
Il tratto più tecnico è in zona S. Casciano, dieci chilomentri da Firenze, dove la strada sale dolcemente con curve omogenee, mai a doppio raggio, ottimo grip e discreta larghezza.
Anche la discesa dopo il paese di S. Casciano e' degna, tanto che non e' raro vedere che la gente si ferma e torna indietro per farsi il tratto in su e giù....
Le soste:
Che dire delle soste .... si parte da Firenze e se si vuole visitarla non c'è che da passeggiare per il centro, senza meta, a naso all'insu' per godersi l'architettura e le mille sorprese dei vicoli e delle chiese, dei musei e delle trattorie.
A proposito di trattorie, in centro a Firenze troverete una cosa che non esiste da altre parti: i "tripppai", che con le loro bancarelle motorizzate nutrono con vecchia arte i fiorentini a base di trippa e lampredotto imbevuti in salse e brodi dal sapore rinascimentale nelle classiche roselline di pane.
Da abbinare, per i più perversi, con un buon bicchiere di vino dei vinaini, che immancabilmente si trovano solo a girare lo sguardo....
A S. Casciano c'è anche una buona gelateria nella piazza principale (non si può mancare...).
Si arriva a Siena, e qui il discorso è più o meno lo stesso: terra per palati fini quella del chianti, semmai procurate di avere sempre con voi del diger selz!
Altri itinerari in zona:
Firenze-Volterra, Poggibonsi-Volterra, Poggibonsi Castellina in Chianti, Siena-Firenze (Via SS222 "Chiantigiana").
By Avv...oltoio Bobo
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Toscana - da Poggibonsi a Castellina in Chianti
Pieghe, pieghe, pieghe, colori, odori; il tutto nel cuore del Chianti.
- Regione: Toscana
- Lunghezza percorso: 22 km
- Difficolta': Media
- Tipo percorso: Piegaiolo
Come Arrivarci:
Poggibonsi è il primo grosso centro che si incontra prendendo da Siena la 4 corsie "Autopalio", oppure la SS2 Cassia, in direzione Firenze.
La strada per Castellina in Chianti parte proprio dalla Via Cassia, nella periferia nord di Poggibonsi, dove bisogna stare attenti alla segnaletica per girare a destra (per chi viene dal centro di Poggibonsi) per Castellina.
Le curve:
Un toboga veloce; tracciato quasi da slalom: ricorda la mitica "millecurve" tra Orvieto e Todi; il senso proposto - verso Castellina - è il migliore perchè in dolce salita.
Buon grip generale, non larga, molto tecnica con diverse curve a doppio raggio che una volta conosciute non sorprendono più, nessun rettilineo più lungo di 100 metri.
Che dire di più? Solo una cosa: sono due strade diverse, a seconda che si corra o no.
Le soste:
Niente soste.
Il tracciato è breve e lungo la strada non si attraversa nessun centro abitato, solo alcune fattorie vi si affacciano.
Semmai, un consiglio, arrivati a Castellina la strada finisce immettendosi in un altra università della moto, la via Chiantigiana SS222.
Proprio all'incrocio, sulla sinistra, c'è una gelateria che è la fine del mondo!
Altri itinerari in zona:
Poggibonsi-Volterra, Siena-Firenze (Via SS222 "Chiantigiana"), Castellina in Chianti-Montevarchi.
By Avv...oltoio Bobo
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Toscana - da Siena a Massa Marittima

Il modo di intraprendere questo bel percorso varia decisamente a seconda dei gusti e del modo di intendere una gita in moto: se si è interessati alla guida pura, alla gastronomia, alla storia, a fare fotografie i tempi di percorrenza variano da un paio d'ore a una intera giornata.
- Regione: Toscana
- Lunghezza percorso: 104 km
- Difficolta': Bassa
- Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo
Come Arrivarci:
Arrivare a Siena non è certo un problema anche se la città non è vicinissima alle principali vie di comunicazione della Toscana.
Chi arriva da Nord può scegliere di percorrere l'autosrada A1, uscire a Firenze Certosa e proseguire sul raccordo Firenze-Siena, oppure prendere sempre da Firenze la SS2 Cassia secondo un'altro itinerario già descritto con una immancabile sosta per gli appassionati di fotografie al centro medioevale di Monteriggioni.
Chi arriva da Sud può percorrere l'A1 e uscire a Monte S.Savino o Bettolle oppure può raggiungere Siena direttamente dalla SS2 Cassia.
In alternativa può percorrere la SS1 Aurelia, uscire a Grosseto andare sulla SS223 in direzione Siena.
Se si vuole percorrere l'itinerario al contrario di come descritto, la via di grande comunicazione più vicina è la SS1 Aurelia. All'uscita Follonica-Sud si prende la SS439 in direzione Massa Marittima.
Le curve:
Da Siena imboccare la SS2 Cassia in direzione Sud per circa 42Km fino a Buonconvento; la strada non è male anche se piuttosto trafficata, larga, molte curve e visibilità totale.
Rettilinei non troppo lunghi si alternano a tratti curvosi e decisamente piacevoli da percorrere.
Giunti a Buonconvento si prosegue verso destra per Bibbiano-Vescovado e da qui per Casciano.
Questo tratto di strada è una piccola sorpresa; benchè non molto larga l'asfalto ha un ottimo grip, la guida veramente divertente e tecnica, traffico quasi inesistente e paesaggio collinare a fare da sfondo.
Giunti a Casciano si prosegue verso la statale SS223 e da li a sinistra (direzione Sud) per qualche Km e poi a destra verso S.Lorenzo a Merse.
In prossimità di questo incrocio c'è un utilissimo distributore di benzina.
Da S.Lorenzo a Merse la strada prosegue per 14 Km verso la SS73, l'asfalto è buono, la strada abbastanza larga, le curve ci sono e anche se spesso si passa per tratti alberati la visibilità complessiva è buona.
Attenzione a percorrerla durante la stagione autunnale perchè ho l'impressione che si possano trovare dei mucchi di foglie lungo la strada, altrimenti è veramente ok.
Giunti sulla SS73 si va a destra in direzione Siena per poche curve, poi si trova sulla sinistra l'incrocio con la SS441 e le indicazioni per l'Eremo di S.Galgano.
Anche qui è presente un distributore di benzina qualora non se ne avesse fatto uso prima.
Imboccata la SS441 in direzione Massa Marittima, la strada procede larga e veloce con poco traffico per circa 20Km pur se con qualche incrocio in prossimità delle zone abitate.
Dopo la località Prata inizia il tratto più divertente, quello che nel giro di circa 6 Km discende verso Massa Marittima con una serie ininterrotta di curve e controcurve con asfalto in buone condizioni e nonostante si percorra un tratto alberato la visibilità è molto buona.
Le soste:
Siena, città ricca di storia e arte che merita ben più di un giorno di sosta per una degna visita.
Brevemente posso suggerire una passeggiata senza meta precisa per il centro storico con fermata obbligatoria in Piazza del campo dove si corre il famoso Palio e una visita alla Torre del Mangia dalla cui cima si gode del panorama di tutta la città e dintorni.
Percorrendo la SS441 la sosta a San Galgano è praticamente d'obbligo, si tratta dei resti di un'Abbazia in stile Gotico (raro esempio per queste parti) della quale rimane gran parte della struttura perimetrale ma non il tetto.
L'effetto scenico è comunque notevole.
Sulla collinetta adiacente si trova la chiesa con la famosa spada nella roccia di S.Galgano e altre reliquie.
Giunti a Massa Marittima non rimane che fare un giro del centro storico e visitare il duomo, le mura antiche, la piazza medioevale e i vicoli con le botteghe artigianali che ancora lavorano stoffe e legno come da tradizione.
Quantomeno curiosa poi e' la visita alla Fonte dell'abbondanza, un antico palazzo su cui è stato scoperto un affresco del 1265 raffigurante un albero con dei frutti diciamo parecchio proibiti...andateli a vedere!
Vi dico solo che appena scoperti a seguito di un restauro il Vescovo del luogo li voleva cancellare!
Altri itinerari in zona:
E' possibile da Siena andare direttamente verso Massa Marittima senza passare per Buonconvento, in questo modo si risparmiano circa 50 Km ed è comunque il percorso più logico:
si percorre il raccordo stradale che unisce la Superstrada Firenze-Siena alla SS2 Cassia in direzione Sud (Siena rimane alla nostra sinistra), si esce quando a una rotonda si trova, verso destra, l'indicazione per la SS73 e per qualcuna di queste località: Rosia-Sovicille-Chiusdino-Roccastrada.
Si percorre la SS73 per circa 33Km in direzione Roccastrada fino a che si incontra l'incrocio con la SS441 per l'Abbazia di S.Galgano.
Si gira a destra sulla SS441 e via verso Massa Marittima.
By Nicola Galli "NIK" - Pisa
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Toscana - da Suvereto a Monteverdi Marittimo
Questo percorso, benchè paesaggisticamente molto bello, lo presento come piegaiolo perchè è impossibile, in qualsiasi periodo dell'anno lo si percorra, sfuggire ai numerosi 'postini' che si aggirano in quelle zone.
La sua tortuosità è una vera e propria palestra per motociclisti.
Attenzione: per chi viene da lontano sconsiglio questo itinerario durante i periodi primaverili (insomma quando c'è pieno di ducati in giro) perchè, giustamente, la gente del luogo si spaventa e quindi le strade sono presidiate da vigili e polizia, si rischia di fare tanta strada per niente.
Meglio quindi in Estate, Autunno o nei giorni lavorativi.
- Regione: Toscana
- Lunghezza percorso: 24 km
- Difficolta': Media
- Tipo percorso: Piegaiolo
Come Arrivarci:
La via di grande comunicazione più vicina è la SS1 Aurelia.
Si esce in zona Piombino-Venturina e si prende la SS398 per Suvereto, si prende la deviazione per Sassetta e si seguono le indicazioni per Sassetta - Monteverdi Marittimo.
Attenzione a non fare confusione con Monterotondo Marittimo!
Le curve:
Appena lasciato l'abitato di Suvereto ci si trova sulla strada che porta verso Sassetta.
La strada è piuttosto stretta anche se due auto si incrociano senza problemi, l'asfalto e' buonissimo e sostanzialmente privo degli avvallamenti o crepe tipiche delle zone di campagna.
La visibilità è limitata solo dal fatto che sono quasi tutte curve cieche, in pratica non c'è un tratto rettilineo degno di nota.
Grosso modo a metà strada per Sassetta c'è un bosco di castagni e quindi ci si trova un poco all'ombra ma non è un problema, semmai bisogna fare attenzione in autunno perchè su non più di 6 o 7 curve si trovano le castagne sull'asfalto!!
Fortunatamente, per quello che ho visto io, mai dopo una curva cieca.
Appena giunti nel paese di Sassetta si deve seguire l'indicazione per Monteverdi Marittino (non Monterotondo, mi raccomando... MONTEVERDI).
Il tratto di strada per Monteverdi è un nastro di asfalto in buonissime condizioni con curve diciamo normali e qualcuna più stretta alternate da brevi rettilinei.
Visibilità ottima.
Praticamente nessuna casa e nessun incrocio se non quando si entra in paese.
Per gli smanettoni, questo di Sassetta-Monteverdi è il tratto da fare più volte avanti e indietro.
Appena entrati in Monteverdi, dopo poche decine di metri c'è un bar che risulta sempre utile per riposarsi e mangiare qualcosa.
Ovviamente è sempre affollato di motociclisti.
Personalmente credo che per goderlo a pieno ogni itinerario si deve percorrere in un verso e nell'altro e quindi consiglio di tornare indietro per la stessa strada.
Altri itinerari in zona:
In alternativa è possibile scendere verso Monterotondo (stavolta si'...) da una strada che parte in basso a destra del bar sopracitato e andare verso la SS398.
Questo tratto di strada è buono e facile, visibilità totale e curve più ampie, ma il meglio ormai ce lo siamo lasciati alle spalle.
Giunti sulla SS398 si può tornare a destra verso Suvereto oppure andare verso il paese di Monterotondo Marittimo per raggiungere la SS439 e raccordarsi ad un altro percorso.
In questo tratto la strada è piuttosto veloce, ci sono curve e rettilinei, si sale e si scende per un paio di colli, un paio di tornanti e nulla di più, molto bello e divertente (attenzione però a seguire sempre le indicazioni per Monterotondo e/o la statale SS439).
Non fatevi ingannare da cartelli che vi indicano direttamente i nomi di Larderello o Pomarance perchè c'è il rischio di passare per strade veramente dissestate.
By Nicola Galli "NIK" - Pisa
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Toscana - da Volterra a Massa Marittima
- Regione: Toscana
- Lunghezza percorso: 63 km
- Difficolta': Media
- Tipo percorso: Piegaiolo/Turistico
Come Arrivarci:
Dalla A12 Genova-Rosignano, uscire a Rosignano ed imboccare la superstrada per Roma; al secondo svincolo (S.Pietro in Palazzi) seguire le indicazioni per Volterra, distante circa 40 km.
Le curve:
Da Volterra fino alle Saline di Volterra per la SS 68, tutta in discesa con qualche
tornante, ma con un ottima visibilita'; dicono che su tutta la SS68 e'
molto facile trovare Autovelox, anche se noi non ne abbiamo visti (speriamo
che loro non abbiano visto noi).
Da Saline di Volterra, bisogna imboccare la SS439 verso Laderello: una strada
e' molto bella, 50Km di curve con asfalto molto buono e pochissimo
traffico.
La strada e' quasi tutta in ottime condizioni, senza cedimenti
del terreno, purtoppo quasi sempre presenti nelle strade toscane.
La carreggiata e' di
medie dimensioni, le curve sono con buona visibilita' e non ci sono
evidenti sali/scendi.
Le soste:
Volterra è un caratteristico centro medievale; Larderello resta impresso non tanto per il
paese, quanto per le tubazioni che scendono dalle colline e che raccolgono i
vapori che fuoriescono dal sottosuolo.
Altri itinerari in zona:
Dalle Saline di Volterra invece di prendere la SS439 si puo proseguire fino
a Cecina.
By Enzo "StarMan" socio "VIC N.447"
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Toscana - Valico Croce A Mori
Il percorso ottimale parte da Londa ed arriva a Stia;
si considera questo senso di marcia anche perché da Stia parte un'altro bell'itinerario
che porta al passo della Calla e quindi a Santa Sofia (FC).
- Regione: Toscana
- Lunghezza percorso: 30 km
- Difficolta': Medio/Alta
- Tipo percorso: Piegaiolo
Come Arrivarci:
Da Firenze seguire le indicazioni per Forlì ed una volta arrivati a Pontassieve proseguire in direzione Dicomano
(stesso percorso di avvicinamento al Passo del Muraglione).
A metà strada circa fra Pontassieve e Dicomano,
in località Contea seguire le indicazioni per Londa e da lì proseguire per Stia e Pratovecchio.
Le curve:
Il percorso è breve e normalmente lo si inserisce in una serie di passi concentrati in questa zona.
Nonostante la sua brevità, vale la pena di percorrerlo, magari provandolo nei due sensi,
anche considerando che normalmente è una strada abbastanza libera dal traffico.
Inoltre, almeno fino alla primavera 2001, l'asfalto era in buone condizioni proprio perché rifatto di recente.
Si esce da Londa trovandosi subito in una serie di tornanti seguiti da brevi rettilinei,
per poi trovare un tratto più stretto e curvilineo.
La discesa dal valico è molto piegaiola, con alcuni punti che faranno la felicità degli amanti della piega estrema,
soprattutto nell'ultima parte, in avvicinamento a Stia.
Le soste:
Sia Londa, sia Stia, offrono possibilità di rifornimento e ristoro, anche se la vicinanza con altri
e più famosi itinerari appenninici difficilmente farà scelgliere queste località come punto di sosta.
Altri itinerari in zona:
Stia è punto di partenza per arrivare al
Passo la Calla.
Sempre da Stia, ma dirigendosi verso Pratovecchio e Bibbiena ci si collega ai passi della Consuma, dei Mandrioli ed al
Valico dello Spino.
Da Londa il collegamento è rapido con il passo della Consuma (direzione Pontassieve) e del Muraglione e Tre Faggi
(direzione Dicomano).
By Mendol
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Toscana - Valico dello Spino
- Regione: Toscana
- Lunghezza percorso: 37 km
- Difficolta': Media
- Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo
Come Arrivarci:
A Pieve Santo Stefano si arriva
facilmente sia da nord sia da sud tramite la E45 (SS3 bis).
Le curve:
Da Pieve Santo Stefano seguite le indicazioni per La Verna e Bibbiena.
Innanzi tutto è bene precisare che su tutto il percorso l'asfalto è solitamente in ottime condizioni.
Attenzione, però, a non eccedere con la confidenza e soprattutto ad essere prudenti;
infatti il santuario della Verna è meta di continui pellegrinaggi e quindi frequentata da pullman provenienti da ogni dove.
La prima parte del percorso fino al passo richiede una guida veloce e sportiva per essere apprezzato;
si esce da Pieve Santo Stefano in un tratto in forte salita piuttosto tortuoso, ma ben visibile.
Da Montalone la strada si fa più ampia e veloce fino ad arrivare al valico vero e proprio;
al passo non ci sono ne punti di ristoro ne piazzole di sosta,
ma solamente un cartello stradale per gli amanti della foto ricordo.
Passato il valico si arriva a Chiusi della Verna attraverso un breve tratto molto scorrevole.
A poca strada dal passo, consigliamo anche i meno "devoti" di fare una deviazione a destra verso il santuario della Verna.
L'interesse è, in questa sede, puramente motociclistico: infatti, i tre km che portano in salita al passo sono una vera "pista", in cui troviamo alcuni tornanti da urlo su asfalto praticamente perfetto.
Nella direzione descritta dall'itinerario la svolta è fra il passo stesso e Chiusi della Verna, a destra.
Arrivati al santuario si scende dalla stessa strada per cui si è saliti fino a ritornare sull'itinerario principale.
Da Chiusi della Verna la strada scende verso valle piuttosto velocemente fino a Dama,
poi diventa più stretta e tortuosa con alcuni tornanti notevoli, fino a Bibbiena.
Le soste:
Oltre a Pieve Santo Stefano e Bibbiena che offrono numerose possibilità di ristoro e rifornimento,
dal tratto iniziale una piccola deviazione porta a Caprese Michelangelo dove il ristorante "La Buca di Michelangelo"
offre un menù domenicale molto vario e abbondante (maggio 2001 Lit. 45.000 e tre ore a tavola).
Il Santuario della Verna è meta di visite di migliaia di pellegrini e quindi anche Chiusi della Verna offre buone possibilità di sosta e ristoro.
Altri itinerari in zona:
Da Bibbiena, in pochi km, si raggiungono alcuni dei passi più noti e frequentati dell'appennino tosco-romagnolo.
Tramite la SS.71 si arriva a Soci e da qui si sale al Passo dei Mandrioli.
Imboccando la SS.70 si raggiunge Poppi; da lì proseguendo verso Stia si può salire al
Passo la Calla e al
Valico Croce A Mori,
poi proseguire per Dicomano e il passo del Muraglione.
Da Poppi verso Firenze si sale invece al Passo della Consuma.
By Mendol
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Toscana/Emilia Romagna - Passo La Calla
Il percorso collega Stia a Santa Sofia (FC) attraverso la SS310.
Questa strada porterebbe fino alla via Emilia in prossimità di Forlì che dista da Santa Sofia altri 37 km,
ma questa seconda parte del percorso non presenta particolari interessi "motociclistici" per cui consigliamo
di deviare a Santa Sofia per altri percorsi più interessanti.
Il senso di marcia indicato è quello, a nostro parere, più godibile.
- Regione: Toscana/Emilia Romagna
- Lunghezza percorso: 36 km
- Difficolta': Medio/Alta
- Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo
Come Arrivarci:
La partenza è in pieno Casentino; per arrivarci è preferibile collegarsi da altri passi appenninici
per approfittare della concentrazione in zona di alcuni dei più frequentati percorsi dai motociclisti
delle regioni limitrofe.
Da Firenze, ad esempio, si può andare in direzione di Pontassieve e, attraverso il
passo della Consuma arrivare a Stia o, dirigendosi a Dicomano, percorrere poi il
Valico Croce A Mori.
Dalla E45 Orte Ravenna, uscendo a Pieve Santo stefano, si può arrivare a Stia attraverso il
Valico dello Spino fino a Bibbiena, per poi
proseguire verso Pratovecchio e Stia.
Da Forlì, invece, seguire le indicazioni per Meldola, Galeata e Santa Sofia.
Le curve:
Usciti da Stia la strada, anche se non molto ampia, permette subito di esercitarsi nell'arte della piega,
anche se non estrema.
Dopo pochi km si entra nel parco delle foreste Casentinesi, quindi la strada prosegue all'interno del bosco;
ciò nonostante il percorso è molto bello e la strada ampia; alcune curve e tornanti con buona visibilità permettono
ai più scatenati la piacevole pratica "della limatura delle pedane".
Attenzione, però, gli alberi in alcuni periodi lasciano cadere aghi sull'asfalto e, oltre a questo,
in primavera la strada è spesso sporca per i residui della stagione invernale, soprattutto dopo il passo in
direzione di Santa Sofia.
Quindi, prudenza!
Attraverso una serie continua di curve "adrenaliniche" si arriva velocemente al passo e consigliamo
di rifare il percorso anche in discesa, ne vale la pena.
Arrivati al passo inizia la discesa verso la valle del Bidente attraverso le foreste di Campigna; le serie di curve
vengono spesso interrotte da brevi tratti rettilinei che, se percorsi allegramente, costringono a staccate decise;
più avanti, qualche bel tornante non mancherà poi di soddisfare i piloti più "tecnici".
A Corniolo la strada segue la valle del Bidente e quindi diventa più rettilinea, ma non mancano alcune belle curve
al termine di alcuni tratti semi-rettilinei.
Si prosegue abbastanza dolcemente fino a Santa Sofia passando vicini alla diga di Ridracoli,
raggiungibile attraverso una strada di collegamento per chi volesse fermarsi per una visita.
Le soste:
Al passo della Calla, dove si trova un parcheggio piuttosto ampio, con una piccolissima deviazione,
si trova il rifugio della Burraia, dove si trova un bar e ristorante.
A Campigna esistono sia chioschi che servono piadina sia un paio di ristoranti.
A Corniolo, Santa Sofia e, proseguendo, a Galeata alcuni ristoranti propongono cucina locale a base di funghi.
Altri itinerari in zona:
A Santa Sofia si imbocca la strada per il passo del Carnaio fino a Bagno di Romagna da dove si può proseguire
per il passo dei Mandrioli fino a Soci e Bibbiena o il valico di Montecoronaro fino a Pieve Santo Stefano.
Proseguendo da Santa Sofia fino a Galeata, attraverso il passo Forche ci si collega alla strada che porta ai
Tre Faggi e da li' al Muraglione.
A Stia, invece, si sale per il
Valico Croce A Mori e, proseguendo fino a Bibbiena, ai passi della Consuma, dei Mandrioli e della Verna ed al
Valico dello Spino.
By Mendol
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Umbria - da Spoleto a Muccia
- Regione: Umbria
- Lunghezza percorso: 72 km
- Difficolta': Medio/Alta
- Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo
Come Arrivarci:
Spoleto:
Da Roma/Orte (A1) si prende la S.S. 3 Flaminia fino a Spoleto. Da Val di Chiana (A1)/Perugia la S.S. 75 fino a Foligno, poi la S.S. 3 Flaminia fino a Spoleto.
Muccia:
Da Foligno la S.P. 77 Val di Chienti direzione Macerata.
Le curve:
Partendo da Spoleto si prende la S.S. 395 per Forca di Cerro - Piedipaterno (18 km di curve) poi ci si immette nella famosa S.S. 209 Valnerina che alterna brevi rettilinei a curve e tornanti.
Si supera Borgo Cerreto e si prosegue in direzione MACERATA fino a VISSO e si gira a sinistra direzione Pieve Torina - Muccia - Macerata.
Sicuramente divertente per gli amanti delle curve ma anche affascinante per i paesaggi che si incontrano.
Nel periodo estivo è facile imbattersi in sagre e feste nei paesini lungo il percorso.
Nei giorni festivi il traffico aumenta sensibilmente per la presenza dei pellegrini diretti a Cascia.
Le curve: Da Spoleto a Piedipaterno solo curve e tornanti, da Piedipaterno a Visso un misto più veloce, da Visso a Muccia più facile e scorrevole a parte a cavallo del Passo d. Fornaci.
Tipo di strada : Strade Provinciali e Statali ma a 2 corsie e a tratti strette.
Condizioni generali del manto stradale: in molti tratti appena rifatto e ottimo, anche quello vecchio è niente male. Dopo abbondanti piovute si può trovare un po' di ghiaia su qualche curva in pendenza.
Qualita' dell'asfalto: ruvido.
Le soste:
Le attrattive sono soprattutto naturalistiche legate alla valle del fiume Nera; lungo il percorso ci sono paesini molto piccoli e belli da visitare.
Ovviamente chi è amante dell'arte, dell'architettura e del Medioevo trova in Spoleto un'attrattiva ricchissima, Vallo di Nera, Scheggino, Cerreto di Spoleto, Triponzo, Preci, Visso meritano tutte una piccola visita.
Per quanto riguarda la gastronomia i ristoranti della zona sono buoni, l'Umbria è famosa per la buona cucina.
I prezzi sono buonissimi (naturalmente secondo il Ristorante e di quanto tartufo si vuole mangiare).
Altri itinerari in zona:
A Borgo Cerreto si può optare per Sellano - Casenove - Foligno o per Serravalle - Norcia - Castelluccio o per Serravalle - Cascia.
A circa 6 km da Visso, all'altezza del Passo d. Fornaci si può deviare per Cupi, Lago di Fiastra, un lago appenninico tra i più belli del centro Italia e che vale sicuramente una giornata, la strada è assolutamente da affrontare ad andatura turistica.
Più o meno tutti i percorsi presentano le stesse caratteristiche del principale.
By Fabio Mister X
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Umbria/Marche - Bocca Serriola
- Regione: Umbria/Marche
- Lunghezza percorso: 37 km
- Difficolta': Media
- Tipo percorso: Piegaiolo
Come Arrivarci:
A Città di Castello si arriva
facilmente sia da nord sia da sud tramite la E45 (SS3 bis).
Le curve:
Da Città di Castello bisogna seguire le indicazioni per Fano, uscendo dalla città lungo una strada completamente
rettilinea di un paio di km a vista, che al termine inizia a salire in collina.
Il primo tratto in salita vede un paio di curve e di seguito due tornanti il cui
asfalto non è ottimale (è 'grattato' per evitare le formazioni di
ghiaccio).
Dopo
questa fase iniziale la situazione diventa ideale: infatti fino al passo
si affronta una serie continua di curve ampie, a vista, la strada è ampia e
l'asfalto molto buono.
Alcuni motociclisti locali sono soliti 'sfidarsi all'ultima pedana' su questo
percorso; per i più accaniti consigliamo di ripercorrere questo tratto anche in discesa per
poi risalire; ne vale veramente la pena!
Attenzione
alla località Fraccano; è un piccolo centro abitato spesso frequentato da
forze dell'ordine con l'hobby della fotografia.
Arrivati al passo il divertimento non è finito; nel tratto in discesa che porta ad
Apecchio, anche se la strada è lievemente più stretta non mancano le occasioni
per pieghe accentuate, anche se le curve diventano più ampie.
Raggiunta
Apecchio, si procede per Piobbico attraverso curve molto ampie e veloci; in
questo tratto, che corre in parte attraverso gole, attenzione al vento forte,
che spesso porta fuori traiettoria.
Le soste:
Il passo di Bocca Serriola non offre molto; vi si trova un solo bar,
evidentemente sufficiente per le necessità dei 'piloti' di passaggio.
Per chi desidera rifocillarsi adeguatamente è necessario proseguire per Apecchio e Piobbico
o, meglio ancora andare oltre fino ad Acqualagna, nota per il tartufo.
Altri itinerari in zona:
Da Apecchio e da Piobbico si può
raggiungere S. Angelo in Vado da cui si imbocca la strada per il passo di
Bocca Trabaria.
Proseguendo
da Piobbico per Acqualagna si può raggiungere la gola del Furlo, evitando di
imboccare la superstrada, e rimanendo sulla vecchia statale.
By Mendol
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