Itinerari

Questa sezione riporta gli itinerari consigliati dai soci del VFR Italia Club; tramite una cartina cliccabile potrete leggere la descrizione e qualche utile dettaglio sulle strade piu' belle al Nord, Centro e Sud.

Se poi volete contribuire segnalando qualte itinerario degno di essere pubblicato in queste pagine, cliccate sul link in basso "Proporre itinerari" e seguite le istruzioni, ogni contributo e' molto gradito.

Proporre itinerari


Il contributo del popolo motociclante e' fondamentale per la crescita di questa rubrica, per cui se vuoi far pubblicare un itinerario che ritieni degno di interesse, sei il benvenuto.

Segui le istruzioni riportate di seguito e mandaci il tuo itinerario, verra' pubblicato al piu' presto.



Istruzioni per la compilazione:

  • Prima di compilare la scheda, contatta il curatore della rubrica (Motobyte) comunicando l'itinerario che vuoi descrivere (per evitare che piu' persone compilino la stessa scheda)
  • Compila la scheda seguendo come guida lo schema specificato qui sotto, non e' necessario inserire tutte le informazioni, indica solo quelle di cui sei a conoscenza
  • Eventuali altre indicazioni non previste dallo schema sono gradite e vanno aggiunte in fondo al documento
  • Lo schema va poi inviato all'indirizzo (report@vfritaliaclub.it)
  • Non preoccuparti della cartina, verra' disegnata dal curatore
  • Una volta pubblicato, cerca di mantenere aggiornate nel tempo le info relative all'itinerario, comunicando al curatore eventuali variazioni delle caratteristiche del percorso

Schema:

Localita' di partenza : _______________ Prov.: __
Localita' di arrivo : _________________ Prov.: __
Difficolta' : Bassa/Media/Alta
Tipo percorso : Turistico/Piegaiolo

Breve introduzione (4-5 righe max, facoltativa) con indicazioni di carattere generale (storia motociclistica, caratteristiche, ecc.) sull'itinerario

Come arrivarci:

Come raggiungere le localita' di partenza ed arrivo dell'itinerario, facendo riferimento ai principali punti di riferimento stradali (Autostrade, Citta', strade di fondovalle, ecc.)

Le curve:

Descrizione il piu' possibile dettagliata dell'itinerario, indicando, se possibile, le caratteristiche principali del percorso, quali:
  • tipo di strada (superstrada, strada a corsie larghe o strette, ecc..)
  • condizioni generali del manto stradale (ottimo, dissestato, solitamente sporco, ecc..)
  • qualita' dell'asfalto (ruvido, scivoloso)
Nel caso di itinerari piegaioli, cercare di indicare che tipo di curve sono presenti (larghe, strette, ampie, a gomito, tornanti, ecc..), a tal scopo, se del caso, suddividere l'itinerario in 'zone' omogenee.
Nel caso di itinerari turistici, indicare le attrattive paesaggistiche.

Le soste:

Indicare le principali attrazioni turistico/gastronomiche presenti lungo l'itinerario, o nelle sue immediate vicinanze.
Nei limiti del possibile, evitare di riportare indicazioni di seconda mano, ma indicare solo le strutture sperimentate di persona.

Altri itinerari in zona:

Indicare eventuali altri moto-itinerari presenti nelle immediate vicinanze.

Autore:

Indicate il vostro nome o nickname o quant'altro volete cha appaia come autore della scheda

Italia - nord

Julierpass Fluelapass Passo di Aprica Passo del Mortirolo Passo del Tonale Passo della Mendola Passo di Valles Valle di Zoldo Colle del Lis da Cuorgnè a Germagnano da Ivrea a Cuorgne' da Ivrea a Biella da Biella a Borgosesia da Biella a Borgosesia (SP200) da Borgosesia a Omegna Piani del Tivano Ghisallo Valbrona da Lecco a Colico Colle del Gallo Passo della Presolana Passo del Vivione Le Valli del Pasubio Passo di Vezzena Passo del Penice Val Trebbia Passo del Mercatello Val di Nure da Bedonia al Passo del Tomarlo Passo della Cisa da Montezemolo ad Alba da Alba a Cortemilia da Cortemilia a Millesimo Passo del Turchino Monte Fasce Passo del Bracco da Maranello all'Abetone Passo della Raticosa dal Passo della Raticosa a Firenzuola

Emilia Romagna - da Bedonia al Passo del Tomarlo



  • Regione: Emilia Romagna
  • Lunghezza percorso: 23 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

Bedonia e' un punto nodale per un gran numero di itinerari motociclanti; la strada piu' veloce per raggiungerlo parte dall'uscita di Borgotaro dell'autostrada della Cisa e prosegue per la Val di Taro per una ventina di km.
Per quanto riguarda invece le strade piu' belle, dalla Liguria si puo' fare il Passo di Cento Croci (partendo da Sestri Levante), oppure il Passo del Bocco (da Chiavari).
Dalla Toscana (Pontremoli) si passa per il Passo del Brattello, ma la strada sicuramente piu' bella per raggiungere Bedonia parte da Salsomaggiore, passando da Pellegrino Parmense, Bore, Bardi ed il Passo di Montevaca'.

Le curve:


La prima parte dell'itinerario fino al Passo di Montevaca' non e' niente di speciale, qualche curva divertente su di un asfalto generalmente pulito.
Subito dopo il passo, una brusca deviazione a sinistra permette di imboccare la parte alta della Val di Taro, la strada si fa piu' stretta e ripida, costeggiando il fiume in mezzo ai boschi.
Fino ad Anzola nulla da segnalare, dopodiche' parte il vero e proprio toboga. Se siete fortunati a percorrerlo con l'asfalto in buone condizioni (evento abbastanza raro da queste parti), la quantita' e la qualita' delle curve vi lascera' senza fiato!
Fino al passo, 11 km di pura libidine.

Altri itinerari in zona:

Dal Passo del Tomarlo e' possibile proseguire per S.Stefano d'Aveto per una strada ricca di curve, e poi innestarsi in Val d'Aveto, oppure proseguire verso il Passo d. Zovallo e la Val di Nure.

By Motobyte

Proprieta' VFR ITALIA CLUB - riproduzione (anche parziale) vietata

Emilia Romagna - Passo del Mercatello



  • Regione: Emilia Romagna
  • Lunghezza percorso: 25 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico

Come Arrivarci:

Per raggiungere Marsaglia, bisogna fare la Val Trebbia.

Ferriere, invece, e' raggiungibile da Piacenza tramite la SS 654.

Le curve:

Raggiunta Marsaglia, piu' o meno in centro paese si incontra la deviazione per Ferriere (proveniendo da Bobbio a sinistra), da non confondere con quella per la Val d'Aveto.

La strada non si presenta molto bene: la sede e' stretta, sporca e dissestata, in alcuni tratti anche abbastanza ripida, da percorrere con molta attenzione.

Dopo qualche km la pendenza diminuisce e la strada prosegue quasi in falsopiano, la sede stradale diventa piu' larga e la guida si fa piu' rilassata.

In questo tratto le curve si susseguono con un buon ritmo, ma le condizioni dell'asfalto (sempre dissestato) non permettono di divertirsi piu' di tanto; ci si puo' consolare ammirando l'ampio panorama sulla Val Trebbia.

Fino al passo (a 15 km da Marsaglia) la musica non cambia, strada sempre dissestata, sufficentemente larga tranne che durante l'attraversamento dei paesi e nei tratti piu' ripidi

La discesa fino a Ferriere e' decisamente piu' divertente: strada piu' larga e molto meno dissestata (anche se in alcuni tratti leggermente sporca) ed in alcuni tratti qualche bella serie di curve.

Altri itinerari in zona :

Da Marsaglia la Val Trebbia e la Val D'Aveto.

Da Ferriere il Passo del Zovallo e la Val di Nure.

By Motobyte

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Emilia Romagna - Passo della Cisa

Il Passo della Cisa e' un tratto di paradiso, per i motociclisti, che dalla Pianura Padana sale fino agli Appennini Tosco-Emiliani.
Il Passo e' anche storia: in passato e' stato teatro di sfide all'ultima staccata quando si correva la Parma-Berceto, poi accorciata correndo da Fornovo a Cassio.
Tra le competizioni automobilistiche e motociclistiche e' sempre stata una delle gare piu' in voga.


  • Regione: Emilia Romagna
  • Lunghezza percorso: 34 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

Autostrada A15 - Uscita FORNOVO

Le curve:

La salita al Passo e' lunga 34 km e troveremo due tipologie condizioni del percorso: il primo tratto parte da Fornovo e arriva sino al baretto di Casola, il secondo va da Casola fino al Passo.

Partiamo!

A Fornovo si prendono le indicazioni per La Spezia, si percorre un tratto alberato alla fine del quale inizia il primo dei fantastici tornanti che caratterizzano la prima parte di questo tratto.
Vengono chiamate anche "Le Scale di Piantonia", proprio per il susseguirsi di questi tornanti, chiusi, stretti, da fare in 1° o in 2°, ma con un ottimo grip.
Durante tutto il primo tratto si gode infatti di un fondo piano e gripposo, con carreggiata abbastanza larga.

Finite le Scale di Piantonia, le curve diventano piu' aperte, la velocita' sale e le saponette iniziano a prendere confidenza con l'asfalto.
Occorre ovviamente fare attenzione a quando si attraversano i 2 paesini (Piantonia e Boschi di Bardone), riducendo la velocita': spesso si trovano gendarmi con la passione della "fotografia"!!!
Niente di male... il fatto e' che i loro servizi sono mooolto costosi!

Tra curve sempre sincere e saponettate garantite percorriamo con un piacere che rasenta l'orgasmo i 14 km che dividono Fornovo e il baretto di Casola; questo e' il classico punto di ritrovo per i motociclisti che intraprendono la salita verso il Passo.

Da qui inizia il 2° tratto: cambiano leggermente le condizioni dell'asfalto, che diventa un po' piu' sconnesso, e della carreggiata, che si stringe leggermente.
Rimane cmq un tratto molto divertente, 20 km di curve, controcurve, salite e discese.

Sempre piano nei paesini, mi raccomando, e attenzione a qualche curva sulla dx che tende a chiudere; attenzione anche ad alcune curve in discesa, verso Berceto, che sono in ombra e si possono trovare brecciolino e fondo bagnato.

Dopo Berceto (raggiunta anche dall'autostrada A15) ricomincia la salita, gli ultimi 8 km che ci portano al Passo, le condizioni rimango le stesse, ma, come nel tratto precedente, non si disdegnano pieghe e grattate; occorre solo stare piu' attenti e mantenere un buon limite di sicurezza.

Dopo l'ennesima curva a sinistra e un breve rettilineo, eccoci al Passo della Cisa: sulla dx un parcheggio praticamente riservato alle moto, sulla sx un baretto con squisite torte al mirtillo.

Poco piu' avanti, sulla dx, si puo' salire alla chiesetta tanto amata dagli sportivi, all'interno della quale si trovano i ricordi di epiche imprese sportive.

Ci troviamo a 1.100 mt. s.l.m., l'aria e' fresca, leggera, ottima per ossigenarsi e riprendere fiato dopo la tirata.
Una sigaretta, un controllino alle gomme, per vedere se le hai usate tutte e due chiacchiere con i compagni di viaggio, commentando lo stupendo tragitto.

Cosa c'e' di piu' bello?!

Le soste:

Durante la salita, la sosta classica e' al baretto di Casola, 14 km dopo Fornovo.

Al passo della Cisa poi , oltre al baretto, spostandoci di 1/2 km verso Aulla, si trovano 2 ottimi ristoranti: il primo, la Locanda degli Aceri, che ha ospitato 94 ViChinghi in occasione della CisAbbuffata '01 e il secondo, Tratt. Magnani, che ci ha rifocillato al Raduno della Cisa.

Altri itinerari in zona:

Da Berceto si puo' scendere seguendo le indicazioni per Borgo Val di Taro, da cui si raggiungono il Passo Cento Croci e il Passo del Bocco.

By Il Folle

Proprieta' VFR ITALIA CLUB - riproduzione (anche parziale) vietata

Emilia Romagna - Val di Nure



  • Regione: Emilia Romagna
  • Lunghezza percorso: 73 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Turistico

Come Arrivarci:

Dalla A1 Milano-Bologna o dalla A21 Torino-Brescia, uscire a Piacenza Sud ed imboccare la circonvallazione.
L'uscita per la Val di Nure e' la penultima, studiatevi bene la cartina perche' le indicazioni stradali sono incoerenti.

Le curve:

La prima parte dell'itinerario non offre nulla di interessante fino a Ponte D'Olio, dove la strada comincia a costeggiare il fiume Nure e si trasforma in un gradevole misto-veloce in mezzo ai boschi.
Dopo Bettola la strada si fa piu' ripida e curvaiola, senza pero' mai diventare impegnativa; solo dopo Ferriere le curve diventano veramente interessanti, purtroppo pero' le condizioni dell'asfalto si fanno sempre piu' degradate man mano che si sale, togliendo la maggior parte del gusto alla guida.
Arrivati al Passo Zovallo, la strada si distende in un semi-falsopiano e le condizioni dell'asfalto migliorano nettamente, le belle curve ed il buon grip assicurano il giusto godimento.
Che pero' dura ben poco, infatti dopo soli 6 km si raggiunge il Passo del Tomarlo, punto di arrivo di questo itinerario.

Altri itinerari in zona:

Dal Passo del Tomarlo e' possibile proseguire per S.Stefano d'Aveto per una strada ricca di curve, e poi innestarsi in Val d'Aveto.

By Motobyte

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Emilia Romagna/Liguria - Val Trebbia

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Val Trebbia, per tutti i motociclisti del nord-ovest : un'istituzione.
Teatro di epiche sfide fra incalliti smanettoni o sfondo di cavalcate di appassionati smaliziati, la Val Trebbia è una vera e propria palestra di guida incorniciata in uno splendido paesaggio.
Con l'arrivo della bella stagione la valle diventa meta di numerosi centauri, non è raro incontrarvi anche motard stranieri, soprattutto tedeschi.

  • Regione: Emilia Romagna/Liguria
  • Lunghezza percorso: 57 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

Dalla A1 Milano-Bologna o dalla A21 Torino-Brescia, uscire a Piacenza Sud ed imboccare la circonvallazione.
A Verza, la circonvallazione termina in corrispondenza della SS45 della Val Trebbia, seguendo le indicazioni per Bobbio percorrerete la parte bassa della Val Trebbia, bei panorami ma strada un po' noiosetta.
Attenzione a Perino: appena entrati in paese, poco prima di un distributore sulla sinistra, dovrete prendere la deviazione sulla destra.

Se invece volete arrivare a Bobbio con le gomme gia' calde, vi consigliamo l'itinerario del Passo del Penice.

Le curve:

La statale della Val Trebbia (S.S.45) unisce Piacenza a Genova, ma il tratto che la rende così particolarmente appetibile ai gusti dei motociclisti, è la tratta che và da Bobbio a Torriglia.

Da Bobbio prendendo in direzione per Genova, e costeggiando il sinuoso andamento del Trebbia, si procece verso Marsaglia in una sequenza di curve ora più lente ora più veloci.

Dopo Marsaglia, arriva il tratto più impegnativo, quello fino a Ottone. Da qui la strada si fa più stretta e il paesaggio più brullo, si è proiettati in un fantastico carosello di curve più strette, prima in salita e poi in discesa, costeggiando dall'alto il lato destro della gola dove sotto scorre il fiume Trebbia.

Dopo Ottone il percorso alterna tratti lenti e stretti a tratti più veloci ma meno interesanti, fino ad arrivare a Torriglia.

Mantenendosi sulla S.S.45 si prosegue sino a Genova in una continua discesa con curve ampie.

Qualora si voglia terminare il percorso a Torriglia, seguendo le indicazioni per Busalla, si raggiunge l'ingresso per l'autostrada MI-GE , se invece si preferisce terminare il giro in qualche località della riviera ligure, da Torriglia proseguire sempre sulla S.S.45, ma a Gattorna, seguire le indicazioni per Chiavari.

E' un itinerario dalle due anime, da fare in scioltezza, magari in coppia ammirando la natura circostante ma senza disdegnare qualche piega , oppure in maniera decisa con andatura spedita e di buon passo prendendosi qualche soddisfazione.

Questa strada sarà capace di regalarvi sempre emozioni e piacere di guida.

Attenzione a inizio stagione a residui di brecciolino (testimone delle ghiacciate invernali) e nella stagione più calda, all'attraversamento dei centri abitati e ai numerosi gitanti domenicali in auto, inoltre è doveroso segnalare la più severa sorveglianza del tratto da parte della Polizia Stradale.

Le soste:

A Bobbio e lungo tutta la Val Trebbia, nei centri abitati sono numerosi i bar, le trattorie e i ristoranti per sostare a bere e mangiare qualcosa, in alternativa si possono seguire le indicazioni per raggiungere alcune aziende di agriturismo, abbandonando temporaneamente la strada pricipale.

Altri itinerari in zona:

Poco dopo Bobbio, a Marsaglia una deviazione sulla sinistra permette di imboccare la strada per il Passo del Mercatello; immediatamente dopo, un'altro bivio porta alla Val d'Aveto, un gran bel campionario di curve.

Se poi, da Torriglia, vorrete spingervi fino a Chiavari, avrete solo l'imbarazzo della scelta tra il Passo del Bocco, il Cento Croci ed il piu' che mitico Passo del Bracco.

By Max Cappato

Proprieta' VFR ITALIA CLUB - riproduzione (anche parziale) vietata

Emilia Romagna/Toscana - da Maranello all'Abetone



Il strada Maranello-Serramazzoni, la "giardini", è conosciuta da tutti i motociclisti delle province di MO-RE-BO come la patria delle 2 ruote, perchè fino da gli anni 70 ,quando fu riasfaltata, è sempre stata motivo di limate di pedane e strusciamento di cavalletti.
Le sue curve sono anche note a tutti i collaudatori Ferrari, che spesso le usano per testare le vetture più famose del mondo, infatti non è difficile trovarsi davanti al cupolino gli scarichi di un 355 o di un 360 Modena.
La sua caratteristica è che vi si possono trovare curve di tutti i tipi: dal tornante lento alla curva veloce. L'asfalto è molto buono per la prima parte, peggiora nel tratto centrale,per poi tornare perfetto nella parte finale.

  • Regione: Emilia Romagna/Toscana
  • Lunghezza percorso: 70 km
  • Difficolta': Media Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Autostrada A1 - Uscita Modena Nord, si prende per Sassuolo; poi, percorrendo tutta la tangenziale, si passa per Corlo e si arriva (dopo circa 18km) ad un grande incrocio dove sulla Dx c'è un Mc Donald's.
Tenendo la Sx dopo 5 km seguendo le indicazioni Maranello, si passa lo stabilimento della Ferrari, si gira a DX costeggiando la galleria del vento, poi Dx ancora e si arriva in centro.
All'incrocio per immettersi sulla Giardini bisogna girare a Sx.

Le curve:

La salita per Serramazzoni è lunga 18 Km ,per arrivare all'Abetone ci sono altri 52Km

Partiamo!

Si parte con una bella curva sulla Dx che già ti fa venire voglia di dare del gas, si sale per il primo pezzo abbastanza veloce dove si può ammirare il panorama delle colline.

Passato il primo paesino si comincia a spingere, perché la strada diventa più lenta con una serie di curve da urlo, bellissima è la staccata in salita di S.Venanzio, dove in uscita ci scappa la classica impennata.

Passato questo paesino occorre rallentare, in quanto dopo circa 3km 9 volte su 10 c'è "la legge" che non vede l'ora di ritirare patenti e libretti.
Se si è passati indenni si ricomincia ad accelerare percorrendo una serie di curve abbastanza veloci che ti fanno veramente andare l'adrenalina a mille; l'unico problema è che ogni tanto si passa per qualche gruppo di case e quindi bisogna stare attenti.

Oltrepassato il cartello di Stella si incontra il primo punto di incontro di motociclisti, un Bar sulla DX con un bel piazzale per il parcheggio, proseguendo per atri 7/8 Km si arriva alla "Fontanina" il ritrovo culto dei motociclisti locali.
Dopo un bel caffè e ascoltato i commenti dei "piloti" si riparte per completare il nostro itinerario.
Si passa per il centro di Serramazzoni e dopo una dozzina di Km si arriva a Pavullo.

Qui bisogna stare tranquilli per almeno 5 minuti per poter uscire dal centro e dalla serie di semafori che sono sempre rossi (troppo strano), arrivando cosi' in un punto dove la strada torna divertente con una serie di curve ben asfaltate e molto secche che mettono a dura prova i freni e le braccia.

Passato il paese di Lama Mocogno si prosegue per il tratto finale del nostro "giro" facendo una serie di curve abbastanza veloci e con un asfalto impeccabile arriviamo a Pievepelago dove è possibile collegarsi con un altro itinerario che si snoda per Passo delle Radici.

Continuando in direzione Abetone la strada diventa un po' sconnessa e con l'asfalto rattoppato, ma tutto torna normale dopo 4/5 km, facendo di nuovo assaporare la guida della moto.

Arrivati sulla vetta è possibile collegarsi ad un altro itinerario che passa da Porretta Terme e arriva fino a Bologna.

Le soste:

Durante la salita, le soste d'obbligo sono: il Bar di "Stella", la Fontanina (se si riesce a parcheggiare) e Lama Mocogno.

Chi volesse di fare un itinerario Eno Gastronomico ha trovato il posto giusto: durante la salita si snodano una ventina di ristoranti, tutti di buon livello e con dei primi da sballo (..siamo in Emilia o no?).

Quelli che vi posso consigliare sono a S.Venanzio "il Postiglione" e "La Terrazza", a Montagnana "Trattoria Muzzarelli" e la "Locanda Yolanda".

Invece se avete voglia di mangiare dei funghi da primato dopo 10km dall'Abetone si arriva a Cutignano, cercate il ristorante "Da fagiolino".. dove alcuni VIChinghi hanno già mangiato.

Da non perdere a Maranello sono la Galleria Ferrari, il circuito, i vari negozi di gadget, ma soprattutto il ristorante Cavallino, punto di ristoro dei Piloti Ferrari.

Altri itinerari in zona:

Da Pievepelago si prende per Passo delle Radici e si arriva fino a Lucca, passando per Castelnuovo Garfagnana.

Dall'Abetone proseguendo verso Lucca si può inforcare la "Porrettana" per arrivare fino a Bologna, passando per Rioveggio e Sassomarconi.

By Igor Ferri
Proprieta' VFR ITALIA CLUB - riproduzione (anche parziale) vietata

Emilia Romagna/Toscana - Passo della Raticosa



E' un percorso "classico" dei motard bolognesi, immerso nel verde e attorniato da splendidi paesaggi; a seconda del vostro stile e gusto di guida puo' essere nel contempo una gita turistica oppure un tragitto tutto curve & pieghe.
Il tragitto che vi propongo parte da S. Lazzaro e non da Bologna proprio per vostra comodita', infatti l'uscita autostradale e' a pochissimi chilometri dall'inizio del percorso.

  • Regione: Emilia Romagna/Toscana
  • Lunghezza percorso: 54 km
  • Difficolta': Medio/alta
  • Tipo percorso: Turistico/piegaiolo

Come Arrivarci:

San Lazzaro di Savena :
- Per chi proviene dalla A1 da Milano prenda poi la A14 ed esca al casello di Bologna-Borgo Panigale, prosegua lungo la tangenziale sino all'uscita di S.Lazzaro di Savena.
- Dal tratto autostradale proveniente da Imola oltrepassate l'uscita di Castel San Pietro, l'uscita ad essa successiva e' il casello di BO-S.Lazzaro.
- Per chi proviene dall'autostrada A1 da Firenze esca al casello di Casalecchio di Reno e prosegua lungo la tangenziale fino all'uscita di S. Lazzaro di Savena.

Passo della Raticosa :
Sicuramente la via piu' breve e comoda e' senz'altro l'autostrada A1 dove uscirete al casello di Roncobilaccio, dirigetevi verso il passo della Futa a 9 Km dall'uscita.
Una volta giunti al passo vi troverete sulla SS 65, proseguite verso il passo della Raticosa seguendo la segnaletica (direzione Bologna), dal passo Futa al passo Raticosa vi sono 13 Km, ma una frana di dimensioni colossali vi obblighera' a prendere una deviazione creata alla bisogna, peraltro ben segnalata, che vi fara' aggirare la frana in questione per portarvi al passo Raticosa in breve tempo.

Le curve:

Questo itinerario e' un misto stretto, talvolta strettissimo, con pendenze fino al 13%; la carreggiata varia da normale all'inizio del tragitto per ridursi in larghezza mano a mano che la percorrete.
Il fondo e' generalmente in buone condizioni, pulito e detentore di una buona aderenza lungo tutto il percorso, attenzione pero' durante la stagione autunnale ai frutti degli ippocastani (cadendo rendono viscido l'asfalto) e ovviamente durante la stagione fredda ai tratti in ombra che potrebbero riservarvi brutte sorprese.
In ogni caso usate sempre prudenza, ricordate... siete su una strada pubblica!

Bene... ci siete! Siete giunti all'uscita autostradale A14 Bologna-S.Lazzaro di Savena e vi trovate ora in via Caselle, dirigetevi verso la SS 9 via Emilia, dopo due Km. all'incrocio semaforico girate a sinistra direzione Forli', proseguite diritto per 1,4 Km. sino ad un successivo incrocio semaforico dove girerete a destra direzione Farneto-Futa-Firenze.

Proseguite, passerete una rotonda dove manterrete la vostra direzione senza deviare, arriverete alla localita' Pulce; passato il cartello del paese troverete un incrocio dove dovrete ignorare Futa-Firenze ma girare a sinistra direzione Farneto.
Passate Farneto e passate anche Botteghino di Zocca, dopo 800 metri da questa localita' troverete un incrocio con un piccolo market dove dovrete svoltare a destra per Pianoro.

Comincia cosi' la salita nel nostro parco regionale dei Gessi; mentre salite osservate il paesaggio ai vostri lati, siete su un crinale e godrete della vista delle nostre prime dolcissime colline, se aguzzate la vista vedrete fenomeni di natura carsica ed erosiva, i famosi calanchi.
Dopo 2,9 km. dall'incrocio precedente arriverete all'incrocio con indicazione Pianoro, girate a sinistra e siete cosi' in via della Collina.

Procedete con cautela, la strada e' stretta e sconnessa, qualche curva, due tornanti e siete gia' a Pianoro.
Giungerete ad un incrocio dove svolterete a sinistra per via L. Ariosto, seguite la strada e quando sulla vostra destra apparira' la chiesa di costruzione moderna a forma di torre girate a sinistra proseguendo fino all'incrocio successivo gia' a vista.

Questo percorso di allacciamento fino a Pianoro e' breve ma gustosissimo; anche se la strada e' quasi pianeggiante, rimarrete stupiti per l'asfalto dall'ottimo grip e dalle curve offerte.
Attenzione lungo il tragitto ai ciclisti, numerosi durante la bella stagione.

Da qui comincia la SS 65 e il vero divertimento: girate a sinistra e comincerete a salire verso il passo della Raticosa.
Da questo punto in poi e' un continuo susseguirsi di curve e tornanti, talvolta curve ingannatrici a raggio variabile e percio' da effettuarsi con il rispetto che gli e' dovuto, la pendenza e' in certi tratti superiore al 13%.
Il manto stradale e' in genere pulito con una buona aderenza, infatti e' stato riasfaltato completamente due anni or sono ma la corsia discendente e' stata oggetto di lavori quindi riaperta e richiusa piu' volte.

Fino alla localita' di Livergnano e' un vero spasso: le curve dx/sx si susseguono senza soluzione di continuita', qualcuna molto stretta a dispetto di una strada nel complesso abbastanza larga; non per niente in questo tratto all'inizio della primavera la strada viene allestita per gare di velocita' in salita della durata di due giorni, a buon intenditor...

A Livergnano passata l'unica pompa di benzina del paese dovrete affrontare una curva cieca sinistroide che vi chiede prudenza nel percorrerla seguita da una ripida discesa dove una rapidissima sx/dx/sx potrebbe prendervi di sorpresa.
Passato questo divertentissimo toboga, arriverete ad un breve tratto quasi rettilineo; il panorama che da qui si gode e' stupendo: state infatti attraversando un crinale.

Il monumento ai caduti del 361mo fanteria U.S.A. che vedrete alla vostra destra vi ricorda che qui nel corso dell'ultima guerra questi luoghi sono stati teatro di durissimi combattimenti.

Da qui la strada si restringe, una serie di curve dx/sx strette, tutte ravvicinate tra loro fanno di questo punto uno dei tratti piu' divertenti in assoluto di tutto il tragitto, ma occhio alla manetta e prudenza!
Proseguendo affronterete, dopo il bar "Il Mulino della Luna", due curve tornanti destroidi larghissime da "ginocchio a terra" frammezzate da altre gustosissime curve dx/sx ben raccordate tra loro e beneficiarie di un buon asfalto le quali vi condurranno all'abitato di Sabbioni.

Da Sabbioni il fondo stradale cambia e l'ottima aderenza lascia il posto ad un grip "medio"; il fondo inoltre presenta qualche rappezzatura e buca che inducono a non strafare.
All'uscita di una curva a destra piuttosto repentina, vi si presentera' una piazzola di sosta per il belvedere posta proprio a ridosso di una curva a sinistra: d'obbligo fermarsi per godere del paesaggio e dello spettacolo dei motociclisti in piega.

Pochi metri e siete gia' a Loiano accolti da un'opera d'arte grande quanto una facciata d'edificio dove vi e' riportato un omaggio a Goethe.
Loiano e' un piccolo paese molto ben attrezzato per il turismo, infatti qui troverete di tutto compresi (purtroppo) gli anziani in mezzo alla strada che qui vengono a godere dell'ottimo clima.

Si prosegue affrontando una serie di curve divertenti ma da affrontare con calma perche' invero assai strette e ravvicinate tra loro.
Si arriva cosi' a Monghidoro, piccolo centro turistico ben attrezzato, dopo il quale fate attenzione alla strada che si restringe ancora e si fa un poco piu' sporca, specialmente presso gli abitati di Ca' del Costa e di La Ca'ˆ.

Seguono poi una bella serie di curve a destra discendenti alla fine delle quali troverete una curva a sinistra da ginocchio a terra che vi condurra' a Filigare, dove un tempo vi era la dogana tra l'Emilia-Romagna e la Toscana.

Quando arrivate a Montalbano fate attenzione alla curva a dx completamente celata alla vista da una casa, estremamente secca e in ripida salita.

Dopo l'abitato di La Posta troverete due tornanti da effettuarsi con prudenza, attenzione inoltre alle raffiche di vento quasi sempre presenti in questo punto.

Pochi metri e siete arrivati al passo della Raticosa dove ogni fine settimana nella bella stagione sembra avere luogo un motoraduno per la notevolissima presenza di motociclisti, dove tra l'altro, se siete fortunati, potrete ammirare le moto Ducati con targa prova condotte dai tester, veri e propri "laboratori viaggianti", che qui arrivano dopo avere spremuto meccanica e gomme sulle curve che vi ho descritto.

Le soste:

Dopo Livergnano, passato il monumento ai caduti del 365mo fanteria U.S.A., troverete sulla vostra sinistra il bar "Il Mulino della Luna", sostare qui assaporando una piadina e una birra gelata nei mesi della bella stagione e' un vero spasso: seduti sulle sedie nel piccolo piazzale immerso nel verde vedrete sbucare dalla vostra sinistra i motociclisti in piega che si preparano ad affrontare la serie di curve successive.

A Sabbioni l'osteria "Il Telegrafo" vi aspetta per offrirvi crescente e cucina casalinga.

A Loiano e Monghidoro avrete solo l'imbarazzo della scelta tra ristoranti e osterie.

Dopo Loiano all'incrocio con l'indicazione Ca' di Romagnolo troverete l'osteria "Al bel Minghein" dove vi ristorerete a base di crescente con sottofondo musicale delle moto in staccata.

Al passo della Raticosa l'unico piccolo edificio e' lo "Chalet Raticosa" meta di continui pellegrinaggi di appassionati motard; offre praticamente di tutto, dalla ristorazione veloce al semplice caffe' corretto al banco.
Non perdetevi la torta ai pinoli se presente al banco dei dolci, e' un vero piacere!

Rilassarsi nel piazzale adiacente allo chalet, le moto, i motociclisti i curiosi ne fanno davvero un luogo carico di emotivita'.
E se siete fortunati potrete anche vedere il passaggio delle 1000 miglia che da qui transita durante la sua rievocazione.

Altri itinerari in zona:

Seguendo la SS 65 verso Firenze arriverete al passo della Futa, oppure potrete discendere verso Monterenzio sulla strada parallela a quella che avete appena fatto per arrivare al passo che vi portera' a S. Lazzaro di Savena tra curve piu' dolci e meno impegnative, ma con la strada piu' sporca a causa dei cantieri del T.A.V.

O ancora potrete proseguire verso la SS 65 sino alla localita' di La Casetta appena a 5,5 Km dal passo e da li' prendere la SS 503: un vero e proprio toboga divertentissimo per gusto di guida e spettacolarita' di vedute che vi portera' a Firenzuola.

Da Firenzuola potrete proseguire per il passo del Giogo oppure per la SS 610 il "canyon", dove attraverserete spettacolari paesaggi fino a Imola.

By Damiano Vandi "Sclero"
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Liguria - Monte Fasce



Questo e' un percorso alternativo per raggiungere la citta' di Genova.
Si sviluppa sulle colline della riviera di levante.
E' fattibile in entrambe le direzioni e dispone di vari punti per ammirare un ottimo panorama della citta'(molto romantico).
L'asfalto e' stato rifatto nell'aprile 2002, quindi adesso e' come un biliardo: ottimo grip.

Attenzione alle famigliole in gita domenicale.
Da fare solo con condizioni meteo buone/ottime: quando in citta' e' nuvolo qui c'e' nebbia.

  • Regione: Liguria
  • Lunghezza percorso: 21 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Apparizione:
Uscendo dal casello Di Genova-Nervi della A12 Genova-Livorno, scendere sino al cavalcavia, tenere la destra direzione Genova-Centro ed immettersi in Corso Europa.
Proseguire per 3 km circa, all'incrocio semaforico con Via Timavo girare a destra direzione Apparizione/san Desiderio, proseguire per 1 km circa, poi ancora a destra in via Tanini direzione Apparizione.
Dopo alcuni km di salita trafficata e sconnessa girare con una curva secca a sinistra in Piazza Pitto direzione monte Fasce.
Ancora 2 km e la strada si allarga: inizia il percorso.

Uscio:
Uscire al casello di Recco sulla A12 Genova-Livorno.
In fondo alla rampa superare il ponte e girare a sinistra direzione Uscio, proseguire per 11 km su strada bella ma trafficata, dopo il centro abitato svoltare a sinistra per Lumarzo e dopo 200 mt ancora a sinistra per Genova su SP67.

Le curve:

La strada e' tutta una curva, quasi tutte sono ben raccordate e con buona visibilita', ci sono 3 soli tornanti veri.

Il primo tratto e' in salita, la parte centrale e' in piano , l'ultimo tratto in discesa, ripida ma non troppo.

Molto bello il tratto in piano verso Uscio caratterizzato da 12 curve alternate destra/sinistra e di raggio quasi identico in tutte con buona visuale, sembra una grande slalom!

Non mancano rettilinei anche lunghi (300 mt) che consentono staccate con visuale sulle curve, attenzione pero' alle scuole guida ed alle famigliole in pic-nic.

Non si segnalano autovelox, ma e' anche vero che sino a Marzo 2002 era meglio andarci con una enduro...

Le soste:

Non ci sono benzinai.

Soste per panorama:

Sono molte, da non perdere quella in cima alla salita dove c'e' anche un largo spiazzo, ottima vista sulla citta'.
Per gli amanti del genere, prendere una stradina laterale a destra (meglio con l'enduro!), che porta sulla cima del Monte Fasce, dove ci sono le antenne televisive: impareggiabile la vista su gran parte del mar ligure: da La Spezia a Finale Ligure, dalla Corsica alla catena del Monte Bianco , logicamente la giornata deve essere perfetta, periodo migliore settembre-ottobre.

Soste enogastronomiche:

Si segnala il bar-trattoria "Cornua" nella medesima localita' nel tratto verso Uscio sul bivio per Sori.
La trattoria e' per chi non ha fretta: specialita' genovesi e (forse) alla domenica pomeriggio focaccette fritte al formaggio.
D'estate tavoli nel giardino.
Diffidate di altri locali soprattutto all'inizio del percorso.

Altri itinerari in zona:

Lato Uscio:
- proseguire a destra per Recco e la sua focaccia al formaggio
- svoltare a sinistra per Gattorna, val fontanabuona e val d'aveto.

By Riccardo Iency
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Liguria - Passo del Bracco



Questa tratto della SS1 Aurelia non ha bisogno di molti commenti, e' difficile trovare motociclisti del nord-centro che non sanno cosa sia il Bracco.
La direzione classica e' verso sud, come descritto di seguito.

  • Regione: Liguria
  • Lunghezza percorso: 26 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Percorrendo l'autostrada A12 si esce al casello di Sestri Levante, si seguono le frecce a sinistra della statale SS1 Aurelia direzione La Spezia, dopo 1 km circa di pianura comicia la salita, alla base della quale si nota il ceppo con scritto "Passo del Bracco".

Le curve:

L'alternanza di curve comincia alla base della salita dove c'e' il ceppo e finisce dopo 26 km, a Carrodano.

I primi km di salita sono un susseguirsi di rapide curve destra/sinistra, arrivarci con le gomme calde aumenta il piacere.

Proseguendo le curve aumentano il raggio e lunghezza e si comincia a grattare le pedane.

Alla fine della salita c'e' il bivio per la A12 e Deiva Marina: proseguire senza indugi.

La seconda meta' del percorso e' piu' pianeggiante ma non manca il susseguirsi serrato di destra/sinistra.

Da qui il panorama e' molto piacevole: monti scoscesi e brulli a destra e la vista sul mare a sinistra.

La strada e' stata riasfaltata di recente (2001), ma sono purtroppo presenti alcuni "solchi" di lieve entita' dovuti alla posa della fibra ottica nel 2000.

Le soste:

Il percorso non e' lunghissimo, non ci sono benzinai e c'e' un solo bar "La baracca" al bivio per Deiva Marina/Levanto (alcuni kilometri dopo quello dell'autostrada): punto fisso di ristoro e di ritrovo di tutti i motociclisti.

Per un bel pranzo o cena consiglio:
"L'abetaia" a Carrodano: specialita' liguri di ponente e totani alla piastra.
Per arrivarci, seguire le idicazioni per casello di Carrodano della A12, proseguire per qualche kilometro in direzione Levanto, il ristorante si trova sulla sinistra (chiuso il martedi', ferie in novembre/dicembre, prezzi accettabili).

Per chi proprio volesse fermarsi ad ammirare il panorama, ci sono vari punti di sosta.

Un gruppo di amici ha fatto un bel sito tutto dedicato a questa strada: www.pazzidelbracco.com.

Altri itinerari in zona:

Prima di arrivarci:
- tutta l'Aurelia da Genova con la Ruta e Zoagli (turistico)
- la val fontanabuona dalla Val Trebbia o dalla Val d'Aveto.
- passo di Centocroci

Dopo:
- Monterosso e le 5 terre (turistico)
- Passo della Cisa
- SS1 Aurelia sino a La Spezia

By Riccardo Iency
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Liguria - Passo del Turchino



Questo percorso si snoda nel ponente genovese lungo la statale SS456.
Teatro in passato di mitiche gare in salita e quindi percorso amato dai motociclisti genovesi.
E' anche una grande alternativa all'autostrada per la pianura padana.
Consigliata la direzione verso Nord.

  • Regione: Liguria
  • Lunghezza percorso: 14 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

Voltri (sud):
Si esce al casello di Genova-Voltri sulla A10 Genova-Ventimiglia.
Alla fine della rampa tenere la destra e proseguire per 500 mt, poi seguire le indicazioni a destra per Ovada/Masone/Rossiglione.

Masone (nord):
A26 Autostrada dei trafori - Voltri-Gravellona Toce, uscita Masone.

Le curve:

L'asfalto non e' perfetto, ma in buone condizioni, da segnalare che sino a 2 anni fa era il percorso fisso della Milano-Sanremo ciclistica.

La parte bassa in pianura e' un po' trafficata, ma dopo 2 bei tornanti uno a sinistra e uno a destra comincia l'alternanza di varie curve, sempre ben raccordate, e tornanti.

Sono solo 9 km, ma non lasciano tregua per il susseguirsi continuo di curve a vario raggio.

Le soste:

Nulla di particolare da segnalare, inoltre non ci sono benzinai.

Nel w.e. frotte di motociclisti si ritrovano prima della galleria del Turchino.

Altri itinerari in zona:

Da Nervi:
- riviera di ponente

Da Masone:
- passo del Faiallo
- SS456 sino verso Ovada , langhe e basso piemonte
- SS456 sino Rossiglione, poi SP1 Tiglieto, Sassello, acqui terme.

By Riccardo Iency
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Lombardia - Colle del Gallo



Itinerario di collegamento tra la valle Seriana e la Val Cavallina, poco piegosa ma con ottimi panorami.

  • Regione: Lombardia
  • Lunghezza percorso: 25 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Turistico

Come Arrivarci:

Villa di Serio :
Dall'uscita di Bergamo della Milano-Venezia, seguire le indicazioni per la Val Seriana, fino all'uscita di Alzano Lombardo/Villa di Serio.
Superata la rampa, seguire per Pradalunga/Villa di Serio, al semaforo successivo girare a sinistra.

Casazza :
Dall'autostrada Milano-Venezia, l'uscita e' Bergamo (Seriate se provenite da Venezia); infilatevi nella superstrada seguendo le indicazioni per Lovere e la Val Camonica.
Dopo pochi km la superstrada finisce con un brusco curvone a sinistra (okkio alla coda!) seguito da un'altro a destra, dopodiche' incontrate una rotatoria dove dovrete prendere la seconda a destra, sempre seguendo le indicazioni per Lovere-Val Camonica.
Incontrerete Casazza poco prima del Lago di Endine.

Le curve:

Lasciata Villa di Serio la strada costeggia il fiume, in mezzo al verde, fino ad un incrocio dove si prende per Cene/Gaverina Terme.

Seguire la strada verso Gaverina/Casazza, in mezzo ai paesi fino ai primi accenni di salita, caratterizzata da una breve serie di tornanti inframmezzati da lunghi tratti di curve poco impegnative. Asfalto scivoloso e dissestato, bellissimi panorami sui prati circostanti e sulla Valle Seriana

Poco prima di arrivare al passo, la strada si fa molto piu' divertente: un breve tratto (5-600 mt) di ampie curve ben raccordate.
Dopo il colle, la discesa inizia con una ventina di tornanti a raggi diversi, su asfalto dal buoon grip, nonostante sia sporco e leggermente rovinato.

Le soste:

Sul colle un piccolo chisco.


By Motobyte
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Lombardia - da Lecco a Colico

Questo e' un percorso molto vario, nel senso che si puo' trovare sia qualche bella piega, che dei paesaggi molto interessanti.


  • Regione: Lombardia
  • Lunghezza percorso: 41 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Da Milano si prende la SS36 in direzione Lecco, uscire all'uscita "Lecco lungolago" (senza prendere il sottopasso della citta' di Lecco).
Seguire le indicazioni per il lago e una volta passato il ponte, costeggiarlo, fino all'uscita da Lecco in direzione Colico.

Le curve:

Il percorso costeggia il Lago di Como lato "ramo di Lecco" (...su quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno...) partendo da Lecco-Abbadia : questo tratto di strada e' obbigatoriamente da fare in superstrada, dove la prima parte e' quasi sempre senza taffico.

Abbadia-Mandello: tratto molto trafficato con due o tre curve interessanti

Mandello-Lierna: La prima parte e' abbastanza diritta e la seconda un po' piu' piegaiola.

Lierna-Varenna: Interessanti circa 10 curve con media visibilita ed buon asfalto.

Varenna-Bellano: Due curvettine interessanti, le altre essendo in centri abitati sono abbastanza pericolose.

Bellano-Dervio-Colico: E' la parte piu' piegaiola del percorso, le curve non chiudono mai troppo e la visibilita' non e' male, per quanto riguarda l'asfalto e' consigliato procedere da Lecco verso Colico, a causa degli scavi per la fibra ottica che si trovano in direzione sud.

Paesaggisticamente parlando, il percorso e' molto interessante, le montagne che si trovano su questa sponda del lago sono a strapiombo rendendo molto affascinante il paesaggio.

Note: Quando passate dai centri abitati rispettate le velocita' da codice, durante i WE sono in agguato Vigili, Carabinieri e Polizia.
Qualche semaforo (Mandello centro) e' corredato di sistema per fotografare chi passa con il rosso, quindi quando vedete il giallo fermatevi.
In ultimo ci sono delle gallerie che hanno notevoli infiltrazioni di acqua con conseguente asfalto bagnato OKKIO!

Le soste:

Lecco, con il suo lungolago sempre gremito di moto nelle belle giornate.
Mandello, sede della famosa casa motociclistica MOTO GUZZI, con il suo museo visitabile tutti i mercoledi' pomeriggio, oppure ogni due anni a settembre durante il motoraduno.
Varenna, con la sua passeggiata a strapiombo sul lago.
Bellano, con il suo Orrido (una sorta di canion con un fiume ed una cascata molto suggestiva).

Altri itinerari in zona:

Da Colico si puo proseguire continuando il giro completo del Lago di Como, fino a Como.
Proseguire verso la Valtellina in direzione di Sondrio Tirano.
Proseguire verso la Val Chiavenna, in direzione del Passo Maloja.

By Enzo "StarMan"

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Lombardia - Ghisallo



Il Ghisallo e' un percorso classico per tutti i motociclisti lombardi.
Nella stagione invernale, ad inizio Novembre, è teatro di una famosa motoconcentrazione.

  • Regione: Lombardia
  • Lunghezza percorso: 28 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Dalla tangenziale di Milano l'uscita è Sesto San Giovanni, seguire per Monza-Como-Lecco, ci si immette sulla Strada Provinciale 5, meglio conosciuta come la Milano-Lecco; da questo punto la strada è dritta per 25 Km (du' palle!), seguire SEMPRE le indicazioni per COMO-ERBA.

Lungo la superstrada ci sono vari distributori, è bene approfittarne per fare benzina prima di arrivare a Giussano.

Poco prima di Giussano ATTENZIONE! La strada si divide in due, NON seguite la strada principale perché vi porterebbe a LECCO, state invece sulla destra e prendete lo svincolo in direzione ERBA.

Dopo circa 15 km di noiosa statale, appena entrati in ERBA passate una rotonda e poi trovate un semaforo; questo e' il punto di inizio dell'itinerario.

Le curve:

Al semaforo girate a destra e poi la seconda strada a sinistra, all'incrocio troverete le indicazioni per CANZO ed ASSO, seguite sempre le indicazioni per questi paesi.

Da qui iniziano le prime curvette sotto forma di due tornantoni che, se non trovate traffico, si possono fare in seconda piena grattando furiosamente le pedane, subito dopo rallentate perché attraverserete un centro abitato, consideratelo come il tratto di riscaldamento delle gomme.

La strada comincerà a salire e passerete prima di fianco al grazioso Lago di Segrino le cui sponde sono quasi tutti i weekend teatro di varie manifestazioni "culturali" all'insegna della buona cucina casereccia.

Poco dopo il paese di Canzo, appena usciti dal paese c'è un curvone chiamato anche "Curva The Stinger" per via di un criminale di Monza che, traffico o non traffico (importa sega), adora farla in 3° piena a gas spalancato ed emanando scintille da pedana e cavalletto centrale del suo VFR.

Gustatevela a gas spalancato, subito dopo iniziano una serie di pieghe, le prime abbastanza strette per poi allargarsi sempre di più e la strada comincia a salire.

Anche qui l'asfalto non è mai in cattive condizioni ed è più pulito.

Il paesaggio non è stupefacente fino a che non si arriva alla Madonna del Ghisallo, vi accorgerete di esserci arrivati perché troverete un posteggio alla vostra destra con un barettino ed una chiesetta piena di reliquie di ciclisti; la vista merita una foto pure da questa angolazione perché la abbraccia quasi tutto il lago da Lierna (versante di Lecco), alla punta Nord a Tramezzo (versante di Como).

Da questo punto inizia la discesa (in ombra quindi occhio al grip) in una stradina goduriosa, stretta e con rapidi cambi di traiettoria che vi porterà dritti dritti a Bellagio.

In questo tratto il traffico è il più rado in assoluto ed è facile trovare smanettoni vari con cui ingarellarsi (per quelli a cui piace la specialità).

Le soste:

Oltre al baretto in cima al passo, nei paesi toccati dal percorso non e' difficile trovare ristoranti e trattorie per tutti i gusti.

Bellagio, inoltre, offre varie opportunita', essendo meta di abbondante turismo Inglese e luogo scelto da Steven Spielberg per girare le scene della zona dei laghi di Naboo del film Star Wars Episode II - L'Attacco dei Cloni.

Da non perdere la passeggiata nel centro storico con sosta obbligata nella gelateria aritgianale.

Altri itinerari in zona:

Poco dopo Canzo, una deviazione sulla destra immette nella Valbrona.

Dopo Asso, una deviazione sulla sinistra ci porta verso i Piani di Tivano.


Da Bellagio si può prendere il traghetto per:
- MENAGGIO (Versante di Como) e da li' fare la strada per PORLEZZA ed arrivare, attraversando la Svizzera, fino al Lago Maggiore oppure ridiscendere verso COMO lungo il lago.
- VARENNA (Versante di Lecco) ed arrivare fino COLICO passando da MANDELLO DEL LARIO (dice niente?!) lungo il lago o ridiscendere a LECCO sempre lungo il lago.

By The Stinger
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Lombardia - Passo del Mortirolo


  • Regione: Lombardia
  • Lunghezza percorso: 23 km
  • Difficolta': Alta
  • Tipo percorso: Turistico

Come Arrivarci:

Monno :
Prendiamola da lontano : dall'autostrada Milano-Venezia, l'uscita e' Bergamo (Seriate se provenite da Venezia); infilatevi nella superstrada seguendo le indicazioni per Lovere e la Val Camonica.
Okkio che la superstrada e' perennemente interessata da lavori e molto trafficata! Comunque, dopo pochi km la superstrada finisce con un brusco curvone a sinistra (okkio alla coda!) seguito da un'altro a destra, dopodiche' incontrate una rotatoria dove dovrete prendere la seconda a destra, sempre seguendo le indicazioni per Lovere-Val Camonica.
Da qui rilassatevi, tranne alcuni rari tratti piegosi, la strada e' abbastanza noiosa, per cui godetevi il panorama (in alcuni tratti veramente grandioso), fino a Edolo non ci sono deviazioni, passate per il Lago d'Endine (se non andate di fretta, a Casazza prendete la deviazione per Monasterolo e passate sull'altra sponda DEL LAGO, il panorama ne vale la pena!), Lovere (dove comincia la veloce superstrada), Breno (fine superstrada), Capo di Ponte (okkio, ponte stretto e passaggio a livello), Malonno (okkissimo, ci sono tre invitanti rettilinei, spesso corredati di pattuglia dei Caramba...), Edolo.
A Edolo, entrate in paese, passate il ponte (coda) e, subito dopo il ponte, lasciate a sinistra il bivio per l'Aprica e puntate a destra, verso il Tonale.
Circa 5 km dopo Edolo, troverete sulla sx il bivio per Monno ed il Mortirolo
Chi invece proviene dal Tonale e Ponte di Legno, trovera' il bivio dopo il paese di Incudine, immediatamente dopo un ponte sul fiume Oglio (okkio, curve pericolose!).

Le curve:

Dopo il bivio, la strada si presenta in buone condizioni, un po' stretta ma con ampia visibilita' ed un gran bel panorama sulla Val Camonica.
Dopo una prima serie di divertenti curve, troverete i tornanti che conducono al paese di Monno.

Dopo Monno, la strada si infila nel bellissimo bosco di larici, purtroppo la sede si restringe e l'asfalto comincia a farsi piuttosto dissestato.
Attenzione ai tornanti, sono piuttosto stretti e non sono quasi mai segnalati (in realta', ad un certo puto della strada si incontra un cartello che segnala '3 tornanti', peccato che sia prima che dopo il cartello ce ne siano almeno una decina!).

Giunti al passo (12,5 km dal bivio di fondovalle), si incontra il bivio per Mazzo, la strada diventa ancora piu' stretta, ripida e dissestata (un vero Camel Trophy) fino a Grosio, a circa 13 km dal passo.

Se volete evitare questa vera e propria tortura, vi consiglio di imboccare il bivio per Grosio, in corrispondenza di un tornante a sx a circa 3 km dal passo (cartello in legno con l'indicazione "Biorca").
La strada e' molto piu' larga e pulita, meno ripida e dissestata; rispetto a quella per Monno, un biliardo (per di piu', con un grandioso panorama sulla Valtellina)!

Le soste:

A 10 km dal bivio, poco prima del passo, si incontra un gruppo di case con bar, ristorante ed albergo.

Gli amanti della natura troveranno, poco dopo il passo, un gran bel prato attrezzato con aree pic-nic.
Dopodiche', niente di niente fino a valle.

Altri itinerari in zona:

Vicino a Monno ci sono il Passo di Aprica (verso Edolo), il Passo Gavia ed il Tonale (verso Ponte di Legno).

Poco dopo il passo, una deviazione verso destra porta a Trivigno e l'Aprica, lungo una strada in falsopiano veramente spettacolare, molto panoramica ma stretta e sporca (okkio alle sardo in senso contrario).

Dopo Grosio, proseguendo verso Bormio, si puo' scegliere tra il Passo dello Stelvio ed il Gavia.

By Motobyte
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Lombardia - Passo del Vivione



Itinerario grandioso dal punto di vista dei paesaggi, richiede una guida sicura in quanto la salita da Schilpario al passo si svolge su strada strettissima e costellata di tornanti.

  • Regione: Lombardia
  • Lunghezza percorso: 40 km
  • Difficolta': Alta
  • Tipo percorso: Turistico

Come Arrivarci:

Dezzo :
E' raggiungibile sia dalla val Seriana, attraverso il Passo della Presolana, sia dalla Val Camonica, percorrendo la bassa Val di Scalve (belle curve e bei panorami) partendo da Boario Terme.
Sempre dalla Val Camonica, partendo da Cividate Camuno (nei pressi di Breno) si puo' raggiungere Dezzo passando da Borno e dalla croce di Salven.

Forno Allione :
La val camonica puo' essere raggiunta sia da Bergamo (indicazioni per Lovere/Val Camonica) sia dal Passo del Tonale.

Le curve:

Da Breno a Schilpario non ci si annoia, ma niente di piu': la strada costeggia sinuosa il fiume senza tratti 'libidinosi'; comunque il panorama e' notevole.

Passato Schilpario, dopo 4 km comincia il tratto impegnativo: la strada diventa strettissima ed i tornanti si susseguono uno all'altro in mezzo al bosco fitto, e' obbligatorio l'uso continuo del clacson, se non si vuole finire stampati sui paraurti di qualche pick-up.

Dopo 5 km da affrontare con la massima concentrazione, la strada esce dal bosco e si apre il panorama dominato da imponenti contrafforti calcarei; la strada si fa meno ripida ma sempre stretta, i dirupi che si aprono a bordo dell'asfalto aiutano a mantenere alta l'attenzione alla guida.

Giunti al bellissimo passo, inizia la discesa verso Forno Allione, anch'essa molto stretta e pericolosa, anche se mediamente meno ripida dell'altro versante.

Le soste:

Schilpario e' una localita' nota al turismo invernale, merito soprattutto della tecnica e bellissima pista di sci da fondo.

Sul passo c'e' un bel rifugio, con tanto di laghetto alpino corredato da tavoli, sedie e persino un pedalo'!

Altri itinerari in zona:

Oltre al gia' citato Passo della Presolana, a pochi km da Forno Allione, verso Nord, si trovano il Passo di Aprica ed il Passo del Mortirolo.

In fondo alla Val Camonica, a Ponte di Legno partono gli itinerari del Passo di Gavia e del Passo del Tonale.

By Motobyte
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Lombardia - Passo della Presolana



Anche se in questa scheda viene descritto il verso Ponte Selva-Dezzo, e' sicuramente piu' divertente effettuare l'itinerario dal versante opposto, piu' ripido per cui piu' "guidato" e divertente.

  • Regione: Lombardia
  • Lunghezza percorso: 30 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Turistico

Come Arrivarci:

Ponte Nossa :
Dall'uscita di Bergamo della Milano-Venezia, seguire le indicazioni per la Val Seriana.

Dezzo :
E' raggiungibile dalla val Camonica sia attraverso il Passo del Vivione, sia percorrendo la bassa Val di Scalve (belle curve e bei panorami) partendo da Boario Terme.
Sempre dalla Val Camonica, partendo da Cividate Camuno (nei pressi di Breno) si puo' raggiungere Dezzo passando da Borno e dalla croce di Salven.

Le curve:

Poco dopo Ponte Nossa, si trova Ponte Selva dove la strada devia a destra per il passo.

Subito si trova una manciata di tornanti da affrontare con prudenza, le gomme sono ancora fredde visto che fino a qui le curve sono state veramente poche!

Di seguito, la strada fino al passo si snoda lungo un fondovalle in dolce salita, per cui scarso di curve e decisamente veloce; ci si consola col bel panorama.

Da segnalare unicamente qualche bella curva nei pressi di Bratto, con una vista micidiale sulle pareti del Pizzo della Presolana.

Dopo il passo, la discesa si fa decisamente piu' ripida, inanellando una serie di tornanti all'interno del bosco dominato dalle imponenti falde calcaree(credo) della Presolana.

Attenzione che in questo tratto c'e' il rischio di trovare dei tratti di strada umida, con asfalto viscido.

Le soste:

Sul Passo potrete trovare di tutto: bar, ristoranti, alberghi, ecc.

Altri itinerari in zona:

Passo del Vivione.

By Motobyte
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Lombardia - Passo di Aprica



Questo e' un percorso piegaiolo, interessante anche perche' e' un passo quasi sempre aperto, si raggiunge l'altezza di max di 1200 s.l.m., quindi anche con temperature "fresche" e' assolutamente fattibile.

  • Regione: Lombardia
  • Lunghezza percorso: 29 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

Versante Valtellinese :
Si puo' raggiungere dalla Valtellina, esattamente SS della Valtellina in direzione Bormio, dopo 18Km da Sondrio svoltare a DX in direzione Passo Aprica.

Edolo :
Si puo raggiungere Edolo percorrendo la Val Camonica.

Le curve:

Il percorso e' a mio parere piu' piacevole percorrerlo dalla Valtellina verso Edolo, infatti sia l'asfalto che le curve fino al passo sono veloci ed a parte le primissime, con buona visibilita'.

La salita fino al passo e' di 13Km, che possono essere percorsi ad un ottimo ritmo.

Dal passo fino ad Edolo, la strada alterna tratti sconnessi con curve che chiudono senza visuale.

A differenza della salita, la strada dal passo fino ad Edolo e' piu' stretta.

Le soste:

In cima al passo non manca mai un rifornimento aperto, bar e negozi.

Altri itinerari in zona:

Da Edolo salendo verso il fondovalle si raggiunge prima la deviazione per il Passo del Mortirolo, poi Ponte di Legno, da dove partono gli itinerari per il Passo del Tonale ed il Gavia.

Dalla Valtellina, a Tirano si puo' deviare in direzione Svizzera e Livigno, oppure proseguire per Bormio e lo Stelvio.

By Enzo "StarMan"
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Lombardia - Piani del Tivano



  • Regione: Lombardia
  • Lunghezza percorso: 37 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Dalla tangenziale di Milano l'uscita è Sesto San Giovanni, seguire per Monza-Como-Lecco, ci si immette sulla Strada Provinciale 5, meglio conosciuta come la Milano-Lecco; da questo punto la strada è dritta per 25 Km (du' palle!), seguire SEMPRE le indicazioni per COMO-ERBA.

Lungo la superstrada ci sono vari distributori, è bene approfittarne per fare benzina prima di arrivare a Giussano.

Poco prima di Giussano ATTENZIONE! La strada si divide in due, NON seguite la strada principale perché vi porterebbe a LECCO, state invece sulla destra e prendete lo svincolo in direzione ERBA.

Dopo circa 15 km di noiosa statale, appena entrati in ERBA passate una rotonda e poi trovate un semaforo; questo e' il punto di inizio dell'itinerario.

Al semaforo girate a destra e poi la seconda strada a sinistra, all'incrocio troverete le indicazioni per ASSO, distante circa 9 km.

Le curve:

Poco dopo il paese di Asso, troverete un bivio sulla sinistra con le indicazioni SORMANO-ZELBIO, girate li' dentro, scordatevi il paesaggio e gustatevi 22,3 Km di curve, curve, curve, curve, lungo... curve, curve, curve, curve,pedana sx, curve, curve, curve, pedana dx, curve, curve...

Arrivati al livello del lago, fino a Bellagio ci sono ulteriori 14 chilometri di lungolago dello stesso tenore, con in più l'aggravante che, a volte, si rischia di incrociare un "cronometrista ufficiale" del comune (leggi Vigile Urbano) dotato di "strumento da fotofinish" (leggi Autovelox).

Le soste:

A circa metà strada c'è un ristorante-bar con vista panoramica su TUTTA la pianura padana, il pratone retrostante il bar è l'ideale per ore ed ore di ozio in compagnia della zavorra o di quattro amici ed una chitarra.

Bellagio, inoltre, offre varie opportunita', essendo meta di abbondante turismo Inglese e luogo scelto da Steven Spielberg per girare le scene della zona dei laghi di Naboo del film Star Wars Episode II - L'Attacco dei Cloni.

Da non perdere la passeggiata nel centro storico con sosta obbligata nella gelateria aritgianale.

Altri itinerari in zona :

Da Bellagio si puo' percorrere la strada per il Ghisallo, un itinerario obbligato per tutti i motociclisti lombardi.

Lungo la strada del Ghisallo, poco prima di Canzo (arrivando da Bellagio), una deviazione sulla sinistra ci porta verso la Valbrona.

Da Bellagio si può prendere il traghetto per:
- MENAGGIO (Versante di Como) e da li' fare la strada per PORLEZZA ed arrivare, attraversando la Svizzera, fino al Lago Maggiore oppure ridiscendere verso COMO lungo il lago.
- VARENNA (Versante di Lecco) ed arrivare fino COLICO passando da MANDELLO DEL LARIO (dice niente?!) lungo il lago o ridiscendere a LECCO sempre lungo il lago.

By The Stinger
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Lombardia - Valbrona



  • Regione: Lombardia
  • Lunghezza percorso: 20 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Dalla tangenziale di Milano l'uscita è Sesto San Giovanni, seguire per Monza-Como-Lecco, ci si immette sulla Strada Provinciale 5, meglio conosciuta come la Milano-Lecco; da questo punto la strada è dritta per 25 Km (du' palle!), seguire SEMPRE le indicazioni per COMO-ERBA.

Lungo la superstrada ci sono vari distributori, è bene approfittarne per fare benzina prima di arrivare a Giussano.

Poco prima di Giussano ATTENZIONE! La strada si divide in due, NON seguite la strada principale perché vi porterebbe a LECCO, state invece sulla destra e prendete lo svincolo in direzione ERBA.

Dopo circa 15 km di noiosa statale, appena entrati in ERBA passate una rotonda e poi trovate un semaforo; questo e' il punto di inizio dell'itinerario.

Al semaforo girate a destra e poi la seconda strada a sinistra, all'incrocio troverete le indicazioni per CANZO, distante circa 7 km.

Le curve:

Poco dopo il paese di Canzo, appena usciti dal paese c'è un curvone chiamato anche "Curva The Stinger" per via di un criminale di Monza che, traffico o non traffico (importa sega), adora farla in 3° piena a gas spalancato ed emanando scintille da pedana e cavalletto centrale del suo VFR.

A metà della "Curva The Stinger" c'è un bivio, girate a destra seguendo le indicazioni per VALBRONA.

Il primissimo tratto è quasi rettilineo e si passa in mezzo a due piccoli monti di cui è bello gustare il paesaggio mentre si zigzaga per scaldare le gomme; subito dopo VALBRONA iniziano le prime curve ed arrivano i tornanti.

Normalmente questo tratto è sempre ben asfaltato ma in autunno è reso scivoloso dalle foglie che cadono in abbondanza sull'asfalto, la strada è comunque abbastanza larga.

Il paesaggio in compenso è fenomenale, si vede tutto il ramo di Lecco del lago dalla città di Lecco fino a Varenna quindi, per chi non c'è mai stato, vale la pena fermarsi a fare una foto.

Arrivati già caldi a livello del lago inizia il tratto piegaiolo ed allora giù la visiera, peso in avanti, giù cattivi e via per 10,5 Km di curve, controcurve, rapidi cambi di direzione, staccatone, uscite a gas spalancato e chi più ne ha più ne metta.

ATTENZIONE!
Questo tratto di strada, fino a Bellagio, è stretto e, soprattutto la Domenica, abbastanza trafficato.
Per cui bisogna adottare una guida pulita, tecnica, in scioltezza.
Gli errori qui si pagano subito ed è quasi impossibile arrivare a grattare le pedane (al massimo si riesce a mettere la 3° marcia, raramente la 4° ma solo per brevi tratti.
Inoltre, nelle stagioni fredde (inverno ed autunno), dato che la strada e' per la maggior parte in ombra ed alberata, l'asfalto si fa particolarmente insidioso (ghiaccio, foglie, ruscelli che attraversano la strada, ecc.).

Le soste:

Nei paesi toccati dal percorso non e' difficile trovare ristoranti e trattorie per tutti i gusti.

Bellagio, inoltre, offre varie opportunita', essendo meta di abbondante turismo Inglese e luogo scelto da Steven Spielberg per girare le scene della zona dei laghi di Naboo del film Star Wars Episode II - L'Attacco dei Cloni.

Da non perdere la passeggiata nel centro storico con sosta obbligata nella gelateria aritgianale.

Altri itinerari in zona:

Da Bellagio si puo' percorrere la strada per il Ghisallo, un itinerario obbligato per tutti i motociclisti lombardi.

Lungo la strada del Ghisallo, poco prima di Asso (arrivando da Bellagio), una deviazione sulla destra ci porta verso i Piani del Tivano.

Da Bellagio si può prendere il traghetto per:
- MENAGGIO (Versante di Como) e da li' fare la strada per PORLEZZA ed arrivare, attraversando la Svizzera, fino al Lago Maggiore oppure ridiscendere verso COMO lungo il lago.
- VARENNA (Versante di Lecco) ed arrivare fino COLICO passando da MANDELLO DEL LARIO (dice niente?!) lungo il lago o ridiscendere a LECCO sempre lungo il lago.

By The Stinger
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Lombardia/Emilia Romagna - Passo del Penice



  • Regione: Lombardia/Emilia Romagna
  • Lunghezza percorso: 62 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico

Come Arrivarci:

Da Milano: dalla tangenziale ovest, prendete l'uscita di Opera, immettendovi sulla SS.412 della ValTidone.
Percorrete questa statale seguendo sempre le indicazioni Passo del Penice.
Da Castel S.Giovanni (PC), inizia la Val Tidone, e la parte più interessante del nostro itinerario, quella che ci porterà al Passo del Penice.
Castel S.Giovanni é anche raggiungibile con l'autostrada TO-PC-BS.

Le curve:

A Castel S.Giovanni iniziano delle strade collinari. Si prosegue rapidamente in un bel susseguirsi di ampie esse nel su e giu di queste colline, verso Borgonovo, Pianello e Nibbiano.

Da Nibbiano, le curve si fanno ampie e veloci. Va prestata attenzione ai parecchi avvallamenti e, ad inizio stagione, al brecciolino, testimonianza delle ghiacciate invernali.

Si inizia a costeggiare il lato destro del tortuoso percorso del Tidone, in una rapida sequenza di stretti tornanti con poca visibilità, posti su un falso piano.

Giunti in prossimità del lago di Molato (bacino della diga sul Tidone) é possibile fare una sosta nello spiazzo ombreggiato accanto a un bar. Da qui la strada si fa più stretta, lo sporco del fondo e gli avvalamenti aumentano.

Proseguendo poi verso Romagnese inizia un bel tratto in salita, seguito da una serie di esse; successivamente continuando verso Casa Matti si presentano una serie di stretti tornanti.

L'ultimo tratto di questa strada verso il Penice é particolarmente delicato, dato che é in ombra, per cui bisogna stare attenti al fondo umido, e, dopo l'inverno, al brecciolino.

Al termine di questo tratto, ci si immette sulla strada che sale da Bobbio e prendendo a destra ci si dirige verso gli ultimi chilometri per il passo. Generalmente quest'ultimo tratto di strada é pulito e in buone condizioni, solo leggermente umido prima del passo.

Dal passo, si scende rapidi per una splendida discesa constellata di curve ampie con un buon fondo e con visibilità più che buona al termine della quale si raggiunge Bobbio.

Le soste:

Sul passo é possibile rifocillarsi nel bar e nel ristorante presenti sull'ampio piazzale, che con l'arrivo della bella stagione diventa ritrovo abituale di motociclisti lombardi e emiliani.

Lungo tutto il tratto della ValTidone, a partire da Pianello, é facile imbattersi in trattorie e agriturismo, generalmente a buoni prezzi che propongono piatti di cucina tipica.

Da segnalare, sul tratto Pianello-Nibbiano:
a Genepreto di Nibbiano, abbandonando la strada pricipale, e prendendo una rampetta a destra dopo circa 3 km tutti in salita verso loc. Casa Lanzoni (ripida, e parzialmente sterrata) troverete l'agriturismo "Il Mandorlo" (Tel.0523.990032) con piatti tipici piacentini (coppa, pisarei coi fasoi etc ect), a circa 40.000 L. nel 2001.

Mentre a Trevozzo, in loc. Pobiella, agriturismo "La Pobiella" (Tel.0523.997514), con piatti tipici locali e pasta fresca, a circa 50.000 L. nel 2000.

Per entrambi é gradita la prenotazione.

A Bobbio, antico borgo medievale, nella bella stagione si riempie di moto la tipica piazzetta su cui si affacciano numerosi bar.

Altri itinerari in zona:

Se decidete di fare sosta al Passo, non potete fare a meno di andare sul Monte Penice: partendo dal Passo e dirigendosi verso la Val Tidone, dopo pochi mt. dovrete prendere la deviazione sulla sinistra.
Dopo pochi km di una strada stretta e tortuosa (PRUDENZA!) arriverete al monte, dove potrete godere di uno splendido panorama su quasi tutto l'arco alpino.

Sempre partendo dal passo, potrete scendere verso Varzi in una bella discesa ricca di curve, raggiungendo poi in un tratto pianeggiante Salice Terme e Rivanazzano; o scendere sempre in direzione Varzi, ma prendere subito per il passo del Brallo che poi si ricongiunge con la strada della Val Trebbia, da dove poi si può ritornare verso Bobbio o proseguire verso Genova.

Da Bobbio, se avete ancora voglia di curve, potrete affrontare due itinerari leggendari, la Val Trebbia oppure la Val D'Aveto.

By Max Cappato
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Piemonte - Colle del Lis



  • Regione: Piemonte
  • Lunghezza percorso: 58 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Per arrivare a Germagnano:
Tangenziale Nord di Torino uscita per Venaria Reale poi lungo C.so Giuseppe Garibaldi in direzione Venaria a seguire SP1 in direzione Lanzo Torinese ed infine da Lanzo a Germagnano sempre sulla SP1.
Per arrivare a Sacra di San Michele:
Autostrada A32 Torino - Bardonecchia direzione Frejus; uscita Avigliana ovest; da li' seguire le indicazioni per La Sacra di San Michele e/o i Laghi di Avigliana.

Le curve:

A Germagnano si passa il ponte oltre il fiume Lanzo e si svolta a destra al primo incrocio in direzione Viù.

Il primo tratto di strada è fantastico: carreggiata larga, tratto abbastanza veloce ricco di curve non molto strette con condizioni ottime di asfalto.
Ci sono tutti gli ingredienti per poter "aprire" un po' e dare voce al motore, una decina di km ben spesi.

L'ultimo tratto in prossimità di Viù la strada diventa più stretta e le condizioni dell'asfalto peggiorano un po'.

Si continua seguendo le indicazioni per il colle del Lis, si svolta sulla SP197 che sale verso il colle.

La strada non è molto larga ed il manto stradale non è dei migliori, specialmente in prossimità della cima (1.311m).

Inizia la discesa verso la Val di Susa, la SP197 continua per Rubiana, Almese ed infine ad Avigliana.

Arrivando da via Almese, al secondo semaforo si svolta a sinistra su corso Europa e si prende la prima a destra che porta in corso Laghi.
Arrivati sul lungo lago si prende la SP190 sulla destra seguendo le indicazioni per la Sacra di San Michele.

Poco dopo si svolta ancora a destra sulla SP188 che sale verso la Sacra; pochi chilometri e si raggiunge il piazzale dove bisogna lasciare la moto, se si desidera effettuare la visita.

Le soste:

A Fubina, salendo verso Viù sul lato sinistro della strada all'omonimo Ristorante, è possibile impegnarsi in una prova eno-gastronomica, consumando un buon pranzo in rigoroso stile piemontese (quindi con diversi antipasti, primi e secondi nonché dolce caffè e grappa) ad una cifra più che onesta.
Unico avvertimento: prendetevela comoda, il pranzo completo dura più di due ore abbondanti.

In cima al colle del Lis la presenza di un bar (un po' di fortuna) consente di fare una sosta per bere qualcosa e far riposare il sedere.

Altri itinerari in zona:

Germagnano puo' essere raggiunto da Courgnè.

By Alessandro Fiorencis
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Piemonte - da Alba a Cortemilia



  • Regione: Piemonte
  • Lunghezza percorso: 30 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Alba:
- Autostrada A21 Torino-Piacenza, uscita Asti Est. Proseguire per la ss 231 direzione Alba, CUNEO
- Autostrada A6 Torino-Savona, uscita Marene. Proseguire direzione Bra, Alba, ASTI (ss 231)

Le curve:

Da Alba imboccare la ss 29 direzione Cortemilia, SAVONA (dalla piazza centrale con fontana seguire diritti Corso Europa).
Prima di arrivare alle agognate curve ci sono 6 km di rettilineo tra case e aziende: trattenetevi, zona Carabinieri!

Il tratto che segue ha carreggiata larga, buona visibilità e asfalto abbastanza buono, sufficiente per togliersi delle soddisfazioni.

Il misto è discretamente veloce, ci sono alcuni tornanti ben fatti e qualche curva a gomito un po' insidiosa.

Arrivati a Benevello... zona Carabinieri! Dopo Benevello l' asfalto è buono e abbastanza gripposo, il misto è divertente senza essere troppo impegnativo.

Dopo Borgomale ci sono circa 1,5 km di tornantini stretti stretti ma veramente spassosi (soprattutto in salita).

Passato il ponte sul torrente Belbo si entra in un tratto dal grip non rassicurante nonostante il buon asfalto, perchè la zona è sempre in ombra e molto umida.

Si arriva così a Cortemilia, paese delle nocciole, ritrovo di molti motard smanettoni.

Altri itinerari in zona:

Cortemilia - Millesimo.


By Andrea Tellini
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Piemonte - da Biella a Borgosesia




  • Regione: Piemonte
  • Lunghezza percorso: 58 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:



Per arrivare a Biella:
Autostrada A4 Mi-To uscita Carisio e poi statale n°230 fino a Biella

Per arrivare a Borgosesia:
Autostrada A26 Mi-Gravellona Toce-Ge uscita Romagnano Sesia e poi statale n° 299 fino a Borgosesia

Le curve:

Partendo da Biella seguire il greto del torrente Cervo in direzione Adorno e poi fino a Beccara; fin qui il percorso e' un misto veloce dalla carreggiata larga, si stringe solo nell'attraversamento delle frazioni e verso Beccara.

Da Beccara si gira a destra seguendo le indicazioni per Bielmonte; qui inizia la parte più divertente del percorso: la strada è larga e ben asfaltata, gli unici pericoli sono i sobbalzi in prossimit? dei ponticelli che passano i torrenti, veloce fin in cima dove prima del colmo si hanno anche curve con piena visibilit? .

Attenzione però ai turisti che si fermano nelle piazzole a fare pic-nic.

Dal passo si scende verso Trivero immersi prima nelle pinete poi nei rododendri ( il periodo della fioritura è fine maggio inizi di giugno).

A Triverio si svolta a sinistra direzione Coggiola e Pray, poi Crepacuore e infine Borgosesia.
La strada da Pray a Borgosesia scorre a fianco del torrente Ponzone ed è larga e veloce.

Le soste:

In cima a Bielmonte, vicino al piazzale da dove partono gli impianti sciistici, baretto con buona birra e panini, da dove si gode un ottimo panorama su tutta la pianura sottostante.

Altri itinerari in zona:

Da Borgosesia, dirigendosi verso Nord si attraversa tutta la val Sesia fino ad Alagna, ai piedi del maestoso versante sud del Monte Rosa.

Ad Est il percorso per Borgosesia-Omegna Omegna ed il Lago d'Orta attraverso il Passo della Colma.

By Mazzucchelli Fabio e Simona
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Piemonte - da Biella a Borgosesia (SP200)



Il Biellese offre strade che riescono a soddisfare anche il motociclista più esigente.
Tante curve, carreggiata larga, e asfalto onesto lo rendono meta preferita dei motociclisti canavesani (e non).
La SP200 Valli Mosso è certamente una delle più belle, un ottimo percorso alternativo alla Panoramica Zegna per raggiungere la valle del Sesia. Un percorso generoso di curve, affidabile nel manto stradale e poco trafficato ideale per sgranchire un po le forcelle.
  • Regione: Piemonte
  • Lunghezza percorso: 38 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:



Per arrivare a Biella:
Autostrada A4 Mi-To uscita Carisio e poi statale n°230 fino a Biella

Per arrivare a Borgosesia:
Autostrada A26 Mi-Gravellona Toce-Ge uscita Romagnano Sesia e poi statale n° 299 fino a Borgosesia

Le curve:

Partendo da Biella seguire il greto del torrente Cervo in direzione di Andorno (come per la Panoramica Zegna) fino a Pavignano.
Al semaforo svoltare a destra verso Zumaglia.

Fino al paese nulla di eccezionale ma passato il paese iniziano le curve. L'asfalto ottimo e la carreggiata larga consentono un ritmo sostenuto anche se non a velocità elevata.
Si continua sempre dritto lungo la SP200 fino a Veglio dove, passato il Paese, la strada si divide in due tronconi; entrambe le strade portano alla stessa meta, ma conviene svoltare sul ramo di sinistra (quello che sale) seguendo l’indicazione per Trivero che offre qualche buona curva in più ed evita di passare attraverso il paese Valle Mosso.

Seguendo questa via si passa per Mosso Santa Maria e si prosegue diritto fino al congiungimento con la SS232.

A questo punto svoltare a destra (seguire l indicazione per Cossato) e proseguire per fino al prossimo incrocio dove troviamo le indicazioni per Borgosesia, Pray.

Le soste:

La SP200 passa per pochi paesi e quindi non offre particolari punti di ristoro, inoltre essa si snoda parecchio in mezzo alla vegetazione quindi non ci sono neanche punti particolarmente attraenti per soste con panino.

Altri itinerari in zona:

Da Biella si può proseguire verso la Panoramica Zegna (Bielmonte), per Ivrea lungo la SS338 della Serra oppure lungo la SP500 sempre per Ivrea, Borgofranco e Valle d Aosta.

Da Pray si può risalire a Bielmonte lungo la Panoraminca Zegna.

Da Borgosesia, dirigendosi verso Nord si attraversa tutta la val Sesia fino ad Alagna, ai piedi del maestoso versante sud del Monte Rosa.

Ad Est il percorso per Omegna ed il Lago d Orta attraverso il Passo della Colma oppure per Gozzano (Lago d Orta) attraverso il valico della Cremosina.

By Ale Fiorencis
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Piemonte - da Borgosesia a Omegna



Itinerario che porta in breve tempo da Borgosesia , attraverso il passo della Colma (942m), al lago d'Orta.

  • Regione: Piemonte
  • Lunghezza percorso: 37 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Per arrivare a Borgosesia:
Autostrada A26 Mi-Gravellona Toce-Ge uscita Romagnano Sesia e poi statale n° 299 fino a Borgosesia

Per arrivare a Omegna:
Autostrada A26 Mi-Gravellona Toce-Ge uscita Gravellona Toce e poi strada provinciale del lago maggiore in direzione Omega per 8 Km.

Le curve:

Partendo da Borgosesia seguire il fiume Sesia in direzione Alagna, tenendo la strada che scorre sulla riva orientale del fiume.

Dopo i paesi di Quarona e Vico si trova una diramazione a destra per Roccapietra, fin qui la strada scorre con veloci e lunghi rettilinei.

Dopo il pese di Roccapietra ma prima di Giare svoltare a destra in direzione Civiasco, dalla svolta incominciano gli ampi tornanti che aiutano la strada ad arrampicarsi fino a Civiasco, e poi dal paese un misto molto divertente accompagna il motociclista fino al passo.

Arrivati in cima si rimane un po' delusi non trovandovi niente, anche lo spazio per fermarsi è modesto, ma sicuramente soddisfatti per le pieghe fatte.

Incomincia la discesa verso il lago immersi nel verde dei boschi, la strada è divertente e invoglia a correre, ma l'asfalto da questo lato del passo è pieno di rattoppi che consigliano velocità più turistiche.

Un paio di km dopo Arola si incontra un bivio, svoltando a sinistra si raggiunge velocemente Omegna facendo una bella strada panoramica a mezza costa sopra il lago d'Orta.

Le soste:

Per chi volesse aggiungere alla gita uno spunto culturale-religioso, al bivio per Roccapietra, invece di girare a destra, proseguire sulla strada principale fino al paese di Varallo, famoso per il suo sacro Monte.

Consigliata anche una visita ad una bella chiesa presso la svolta dopo Roccapietra, la si vede dalla strada.

Altri itinerari in zona:

Da Borgosesia, dirigendosi verso Nord si attraversa tutta la val Sesia fino ad Alagna, ai piedi del maestoso versante sud del Monte Rosa.
Sempre da Borgosesia, si puo' effettuare un altro bel percorso fino a Biella.

Da Omegna degni di nota sono il periplo del lago d'Orta e la Salita al Mottarone con discesa a Stresa.

By Mazzucchelli Fabio e Simona
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Piemonte - da Cuorgnè a Germagnano

  • Regione: Piemonte
  • Lunghezza percorso: 55 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Per arrivare a Cuorgnè:
Autostrada A5 TO-AO uscita S.Giorgio Canavese, poi SP53 in direzione Ozegna a seguire SP222 in direzione Castellamonte ed infine SP58 per Cuorgne'.

Per arrivare a Germagnano:
Tangenziale Nord di Torino uscita per Venaria Reale poi lungo C.so Giuseppe Garibaldi in direzione Venaria a seguire SP1 in direzione Lanzo Torinese ed infine da Lanzo a Germagnano sempre sulla SP1.

Le curve:

Da Cuorgnè, passato il ponte sul torrente Orco si attraversa la piazza Martiri della libertà tenendo la destra per poi prendere al bivio la via sulla destra (corso Roma), poi ancora sulla destra per via Alpette.
Da via Alpette sulla sinistra si imbocca la SP42 in direzione Prascorsano.

Si attraversa il paese e poco dopo si svolta a destra al bivio per Pratiglione e Forno Canavese.

Questo tratto di strada e' molto generoso e consente una guida un po' più piegaiola tutta da fare in seconda e terza grazie anche alle buone condizioni del manto stradale.
Il tratto di Pratiglione è noto ai motociclisti della zona tanto che è nota anche con il nome di "strada delle 100 curve" e viene usato anche per gare di Rally.
Sono 10 km scarsi ma di puro divertimento, tenendo sempre presente che si sta percorrendo un tratto di strada pubblica.

Arrivati a Rivara si entra in paese ed al primo incrocio con semaforo si svolta a destra sulla SP23 in direzione Levone.
Attenzione perché il cartello stradale con l'indicazione è situato un po' prima dell'incrocio stesso e può passare inosservato con il rischio di tirare dritti.

Si continua lungo la SP23 attraversando Levone, Rocca Canavese e Corio dove al semaforo vanno seguite le indicazioni per Coassolo.

Procedendo lungo la SP22 si passa l'abitato di Vietti ed il paese di Coassolo Torinese.

Proseguendo la SP22 continua lungo la strada a destra che va per Monastero di Lanzo e Chiaves, sono 10 km di fantastiche curve e tornanti che salgono lungo la montagna; unico neo, se così si può definire è che bisogna ritornare giù per la stessa strada, in quanto ad un certo punto la strada diventa sterrata.
Ad ogni modo, a mio parere la strada merita di essere percorsa anche nel senso contrario.

Nel caso si decidesse di non salire a Monastero di Lanzo, o di salire e riscendere per la stessa strada, dal bivio si continua a scendere lungo la SP29 fino all'incrocio con la SP30 e si svolta a destra seguendo le indicazioni per Sant'Ignazio.

Il primo tratto sale fino al paese e poi inizia a scendere verso la valle di Lanzo, a fine discesa si arriva a Pessinetto, dove all'incrocio con la SP1 si svolta a sinistra scendendo lungo la valle di Lanzo verso Traves e Germagnano.

Altri itinerari in zona:

Cuorgnè puo' essere raggiunto da Ivrea.

Da Germagnano, invece, parte l'itinerario per il Colle del Lis.

By Alessandro Fiorencis
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Piemonte - da Ivrea a Biella

  • Regione: Piemonte
  • Lunghezza percorso: 30 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Per arrivare a Ivrea:
Autostrada A5 Torino - Aosta; uscita Ivrea.

Per arrivare a Biella:
Autostrada A4 Mi-To uscita Carisio e poi statale n°230 fino a Biella

Le curve:

Partenza da Ivrea Corso Vercelli lungo la SS228 raggiungiamo Bollengo; all'incrocio di Bollengo (incrocio con semaforo per Albiano, Viverone, e Bollengo centro) svoltiamo sulla seconda strada a sinistra ed imbocchiamo la SS338 in direzione di Biella (seguire l'indicazione per Biella).

Il primo tratto è notoriamente piegaiolo con una serie di curve, rettilinei e tornanti che salgono lungo il dorso meridionale della Serra (morena del Neozoico).

Attenzione ai sosia di Valentino Rossi (che specialmente il sabato e la domenica scambiano questo tratto per una pista) ed alle forze dell'ordine munite di autovelox e blocchetto per le contravvenzioni.

Passata Broglina si raggiunge la cima della Serra, ed a questo punto la strada inizia a scendere e si snoda con serpeggiamento armonioso nelle vallate sottostanti.

Continuiamo sempre sulla stessa strada fino a Biella passando per Zubiena, Mongrando e Ochieppo inferiore.

Entriamo in Biella per via Ivrea e raggiungiamo il centro.

Altri itinerari in zona:

Da Biella parte il bel percorso per Borgosesia.

Da Ivrea, invece, parte l'itinerario per Cuorgne'.

By Alessandro Fiorencis
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Piemonte - da Ivrea a Cuorgne'

  • Regione: Piemonte
  • Lunghezza percorso: 37 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Per arrivare a Ivrea:
Autostrada A5 Torino - Aosta; uscita Ivrea.

Per arrivare a Cuorgnè:
Autostrada A5 TO-AO uscita S.Giorgio Canavese, poi SP53 in direzione Ozegna a seguire SP222 in direzione Castellamonte ed infine SP58 per Cuorgne'.

Le curve:

Da Ivrea si prende la SP68 in direzione Lessolo; arrivando dal casello dell'autostrada, passato il semaforo dell'incrocio di Pavone Canavese e la stazione dei Vigili del Fuoco, si arriva all'incrocio (con semaforo) di Banchette.
Svoltando a destra si va verso Ivrea centro, mentre proseguendo diritti si prende la SP68 per Lessolo.

Si continua sulla strada principale fino a Lessolo, dove si svolta a sinistra verso il centro.
Attraversato il paese si procede sempre lungo la SP68 e si inizia la salita verso Alice Superiore percorrendo una strada non molto larga ma ben asfaltata e poco trafficata.

Dopo circa 7 km si arriva in paese e lo si attraversa fino all'incrocio con la SP64, dove si svolta a sinistra seguendo l'indicazione Vistrorio; si scende lungo la valle passando il centro abitato di Gauna fino a Vistrorio.

Raggiunto il paese si svolta a destra e si imbocca la SP61 verso Issiglio e Castelnuovo Nigra.
Qui le condizioni del manto stradale diventano meno buone.

Superato Issiglio inizia la salita verso Castelnuovo Nigra e si passa dalla Val Chiusella alla Valle Sacra.

Continuando sulla SP61 da Castelnuovo Nigra si inizia la discesa verso valle.
Passato l'abitato di Cintano in prossimità di un tornante si incontra un bivio che verso sinistra prosegue per Castellamonte mentre a destra si svolta sulla SP45 in direzione di Cuorgnè.

Il primo paese che si incontra è Colleretto Castelnuovo, ed in seguito Borgiallo; qui, passato il paese si trova un bivio che offre due alternative: proseguire verso Priacco, oppure svoltare a destra ed andare verso Chiesanuova.
Nel secondo caso si fa qualche curva in più per poi ricongiungersi all'altro percorso in prossimità di Priacco.

A questo punto la SP45 termina a Cuorgnè.

Altri itinerari in zona:

Da Ivrea, si raggiunge la vicina Biella da dove parte il bel percorso per Borgosesia.

Da Cuorgnè, invece, parte l'itinerario per Germagnano.

By Alessandro Fiorencis
Proprieta' VFR ITALIA CLUB - riproduzione (anche parziale) vietata

Piemonte - da Montezemolo ad Alba



Il percorso è ad uso prevalentemente piegaiolo, ma la bellezza dei panorami delle Langhe giustifica anche un'andatura turistica.
Il giro è bello in entrambi i sensi... dipende dai gusti.
Queste strade sono frequentate da un grandissimo numero di smanettoni e molto spesso da Carabinieri, consiglio quindi prudenza, e occhio a chi non ha la moto in ordine (marmitta, etc...)!

  • Regione: Piemonte
  • Lunghezza percorso: 50 km
  • Difficolta': Medio/Alta
  • Tipo percorso: Turistico/piegaiolo

Le curve:

Da Montezemolo, seguire le indicazioni per Alba.

I primi 15 km offrono un buon asfalto e curve da affrontare pedane in terra.

Dopo il bivio per Murazzano, in alcuni tratti la qualità dell'asfalto incomincia a diventare poco rassicurante, ma nel complesso c'è da divertirsi.

L' asfalto realmente pericoloso (aderenza zero), è nel tratto Montelupo Albese-Diano d'Alba.

Questa cinquantina di km, non concedono un' attimo di tregua, e anche i posti per gli appostamenti dei Carabinieri sono scarsi.

In generale su questo tratto le condizioni del grip cambiano tantissimo e anche repentinamente, quindi prima di provare a sbiellare è meglio conoscere almeno un pò il percorso.

Altri itinerari in zona:

Alba e' il punto di partenza dell'itinerario per Cortemilia.

By Andrea Tellini
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Piemonte/Liguria - da Cortemilia a Millesimo



Il percorso è ad uso prevalentemente piegaiolo, ma la bellezza dei panorami delle Langhe giustifica anche un'andatura turistica.
Il giro è bello in entrambi i sensi... dipende dai gusti.
Queste strade sono frequentate da un grandissimo numero di smanettoni e molto spesso da Carabinieri, consiglio quindi prudenza, e occhio a chi non ha la moto in ordine (marmitta, etc...)!

  • Regione: Piemonte/Liguria
  • Lunghezza percorso: 39 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Turistico/piegaiolo

Le curve:

Da Cortemilia, prima del ponte sul Bormida girare a dx sulla ss 339, direzione Monesiglio, Cengio, Millesimo, SAVONA.

La strada è ampia (tranne due piccoli tratti), l' asfalto in buone condizioni, ma il misto è veramente veloce, sfruttando a pieno la meccanica si raggiungono velocità poco raccomandabili.

Questo tratto è godibile ad andatura sport-tourer, non essendo particolarmente tecnico (ma le pieghe ci sono!).

Altri itinerari in zona:

Da Millesimo, girare a dx direzione Ceva, Mondovì; dopo circa 9 km di misto stretto con asfalto nuovo, si arriva a Montezemolo, da dove parte un interessante itinerario per Alba.

By Andrea Tellini
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Svizzera - Fluelapass



Si tratta di un passo alpino Svizzero, il Flüelapass 2383mslm, molto interessante dal punto di vista piegaiolo, ma anche dal punto di vista paesaggistico non e' da meno.
  • Regione: Svizzera
  • Lunghezza percorso: 26 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

La cittadina Davos, in Svizzera si puo' raggiungere tramite l'autostrada Svizzera A13, che parte da Como, proseguendo per Coira, in direzione Austria oppure dalla parallela SS13.
E' invece particolarmente consigliato arrivare a Davos facendo la SS36 che da Milano porta verso Lecco fino a Chiavenna, da qui si prosegue o facendo il passo Maloja(1815mslm) e quindi lo Julierpass(2284mslm) oppure il passo Spluga(2113mslm).
Arrivati in fondo alla bellissima valle Svizzera, si prosegue verso EST in direzione Davos.

Le curve:

Il percorso puo essere suddiviso in 3:
  • Primo tratto, da Davos fino in cima al Flüelapass, dove c'e' anche un bellissimo laghetto, 13Km di curve, per la maggioranza veloci, con buona visibilita' ed ottimo "GRIP"
  • Secondo tratto, in discesa dal passo e per 7km, con dei panorami molto belli e con fondo stradale sconnesso e non molto indicato alle pieghe, anche se la visibilita' e' comunque buona
  • Terzo tratto gli ultimi 6Km che arrivano fino a Zernez, con asfalto nuovo, ma la visibilita' e' inferiore vista la presenza di vegetazione
Si riesce a percorrere tutto l'itinerario, con sosta foto in cima al passo, in circa 22-25min.

A parte alcuni tratti, le condizioni dell'asfalto, sono buone, ricordiamoci che siamo in Svizzera e di buche e' difficile trovarne.

Ho trovato questo itinerario/passo per caso, una domenica gironzolavo per l'Engadina quando ho visto svoltare una quantita' notevole di moto svizzere e tedesche verso il passo, cosi' ho deciso di seguirli e di gustarmi questo itinerario veramente molto bello.

E' consigliabile a mio parere, gustarsi l'itinerario da Davos verso Zernez e non al contrario... c'e' piu' visibilita' sulle curve e si riesce a tenere un ritmo un po' piu' allegro.

NB: Quando passate dai centri abitati rispettate le velocita' indicate dai cartelli stradali!! E' facile trovare Gendarmi, in moto, pronti a punire le infrazioni.
Dove possibile (e in tanti posti lo e'!), cercate di scorgere in lontanaza, possibili posti di blocco della "Polizei".

Altri itinerari in zona:

Da Zernez si puo' proseguire a sud verso St.Moriz ed il suo lago, invece verso nord si puo' procedere per il Passo Resia oppure verso il Pass.S.Maria e Livigno attraverso la galleria a pagamento.

By Enzo "Starman"

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Svizzera - Julierpass



  • Regione: Svizzera
  • Lunghezza percorso: 42 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Il paese di Tiefencastel, in Svizzera si puo' raggiungere tramite l'autostrada Svizzera A13, che parte da Como, proseguendo per Coira, in direzione Austria.
Giunti a Thusis, prendere verso destra fino a Tiefencastel, a 13 km.

Se non vi piacciono le autostrade, potete prendere la statale n.13, che percorre lo stesso itinerario dell'autostrada, con in piu' la possibilita' di affrontare il Passo di S. Bernardino.

Un'altra valida alternativa per raggiungere Thusis e' il percorso Milano-Lecco-Colico-Chiavenna-Passo Spluga-Splugen, dove si incrocia la A13.

Le curve:

Il percorso e' un susseguirsi di curve, per la maggioranza medio veloci, con buona visibilita' ed ottimo "GRIP".

A parte alcuni tratti in via di rifacimento, le condizioni dell'asfalto, sono quasi sempre buone. Se tutto il percorso venisse fatto a "tutta manetta", si riuscirebbero a tenere velocita' medie abbastanza alte.

Quando passate dai centri abitati rispettate le velocita' indicate dai cartelli stradali!!
E' facile trovare Gendarmi, in moto, pronti a punire le infrazioni.

Dove possibile (e in tanti posti e' possibile), cercate di scorgere in lontanaza, possibili posti di blocco della "Polizei".

Le soste:

Due le possibili soste, una su una diga in prossimita di Marmorera e l'altra in cima allo Julierpass.

Altri itinerari in zona:

Da Silvaplana si puo' proseguire verso sud, costeggiando il lago di St.Moriz e facendo il passo Maloja, invece verso nord facendo il passo Bernina, si raggiunge Tirano e la Valtellina.

By Enzo "StarMan"
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Toscana - dal Passo della Raticosa a Firenzuola



Quello che vi propongo e' un tratto di strada di appena 12 Km di cui 7,5 d'assoluto divertimento di guida, le curve si rincorrono l'un con l'altra senza soluzione di continuita', quasi tutte a vista tra loro e in pendenza.
Ne risulta una guida di corpo assolutamente appagante, vi sembrera' di essere sul famoso cavatappi di Laguna Seca; per me questa e' il "Toboga".

  • Regione: Toscana
  • Lunghezza percorso: 12 km
  • Difficolta': Medio/alta
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

Passo della Raticosa :
- se provenite dalla A14 Bologna-Taranto, uscite al casello di Bologna - S. Lazzaro e da li' percorrere la SS 65.
- se invece provenite dall'autostrada A1 Milano-Napoli uscite al casello di Roncobilaccio, proseguite poi verso il Passo della Futa; raggiuntolo dirigetevi verso il Passo della Raticosa posto a 13 Km dal passo della Futa sulla SS 65.

Firenzuola:
- da Imola prendere la SS 610 fino a Firenzuola sita a 47,5 Km.
- da Firenze prendere la SS 65 fino a S. Piero a Sieve (circa 24,4 Km), poi la SS 503 valicando il Passo del Giogo fino a Firenzuola (circa 27 Km).

Le curve:

Le strade di questo itinerario sono generalmente a corsie strette, l'asfalto e' di aderenza discreta, in alcuni tratti rattoppato, solitamente pulito.

Partendo dal Passo della Raticosa verso Firenze per la SS 65 a 1,2 km attraverserete il paesino di Pietramala, attenzione all'asfalto rattoppato e con qualche piccola buca; passato il distributore alla vostra SX fate attenzione alla curva secca a 90°, stretta e celata alla vista, che precede un piccolo rettilineo al centro del paese.

Dopo circa 500 mt. troverete la deviazione per la frana, poco piu' avanti, caduta all'inizio della primavera e che blocca la SS 65.

Abbiate pazienza e procedete con cautela lungo questa strada rimediata alla bell'e meglio al solo scopo di farvi aggirare la frana di proporzioni colossali che s'intravede dalla boscaglia.

La strada e' molto stretta, l'asfalto, anche se recentissimo, tradisce la furia dell'esecuzione d'emergenza; prestate attenzione ai veicoli che incrociate dalla corsia opposta, potreste trovarvi obbligati a fermarvi per fare passare i mezzi piu' ingombranti.
Il rovescio della medaglia e' dato dal fatto che state attraversando un bosco e osserverete panorami davvero inusuali.

Proseguite senza deviare dalla strada principale, dopo 4,9 Km arriverete ad un incrocio con l'indicazione Firenzuola, svoltate a SX e sarete sul "Toboga" ovvero la SS 503.

In condizioni di traffico normale si arriva a quest'incrocio semplicemente percorrendo la SS 65, ma la frana obbliga a questa deviazione e purtroppo i lavori per il ripristino della normale viabilita' si prevedono molto lunghi.

Bene, da qui cominciano curve e controcurve, ma ricordate che siete su una strada aperta al pubblico e quindi PRUDENZA!!

Il "Toboga" inizia con due curve, la prima a SX la seconda a DX a raggio stretto in pendenza, seguono poi un'intera serie di curve DX/SX/DX divertenti, tutte ben raccordate tra loro, da guida di corpo non forzata ma fluida.
Attenzione a qualche imperfezione del fondo peraltro beneficiario di una discreta aderenza in questo tratto.

Uscendo da questa serie di curve potrete ammirare lo splendido paesaggio che si apre ai vostri lati; percorrerete poi un brevissimo tratto quasi rettilineo dove piu' avanti una curva non impegnativa a DX precede un'altra dalle stesse caratteristiche ma in pendenza.

Segue poi una curva a DX ad ampio raggio, completamente a vista e da ginocchio a terra raccordata ad una curva a SX non cosi' ampia come la precedente.

All'uscita da questa vi troverete ad affrontarne una serie abbastanza impegnativa, quasi tutta a SX, raccordate tra loro che invitano alla guida di corpo e alla fluidita' dei movimenti.

E' la peculiarita' di questo tracciato, dove il breve tratto di strada vi ripaga con una serie di curve in pendenza che vi lasciano senza sosta; gran parte delle stesse gia' le vedrete mentre affrontate la prima della serie, il gusto della piega che state effettuando lascia il posto alla preparazione della degustazione della successiva... un vero divertimento!

Non e' un caso che questo tratto di strada sia per molti una sorta di "palestra"; non meravigliatevi se vi ritroverete a percorrerla su e giu' in continuazione, anche perche' il percorrerla salendo ha tutt'altro sapore.

All'uscita da questa serie avrete davanti un breve tratto rettilineo in discesa, dove al termine dello stesso vedrete un hangar verde di deposito dell'A.N.A.S., usate cautele nella guida poiche' vi troverete, nei pressi dell'hangar, in un tornante a DX a raggio cortissimo; segue una curva a SX, percorrerete pochi metri e arriverete ad un incrocio: ignoratelo e proseguite ancora fino all'incrocio successivo dove seguirete le indicazioni per Peglio.

In fondo la strada curva dolcemente a destra, seguitela a velocita' ridotta e volgendo lo sguardo alla vostra sinistra, gia' all'interno del paese, noterete la stupenda rocca difensiva, seguite ancora la strada e all'incrocio davanti a voi girate a SX.

Siete cosi' arrivati alla fine di questo tragitto, vi trovate in una piazzetta letteralmente a ridosso di un incrocio "strategico":
- se voltate a DX, infatti, valicherete il passo del Giogo attraverso la SS 503 che da qui prosegue
- desiderate viaggiare in mezzo ad un paesaggio insolito e molto pittoresco? Potete decidere di imboccare la strada di fronte a voi, e' la SS 610, che vi portera' ad Imola e al suo famosissimo circuito attraverso le gole e le curve di un vero e proprio canyon scavato dalla millenaria forza erosiva del fiume che in mezzo vi scorre
- volete sostare a Firenzuola e visitarla? Non dovete fare altro che attraversare la bella porta cittadina che si erge alla vostra sinistra e sarete catapultati nel medioevo.

Le soste:

A Firenzuola trattorie e ristoranti non mancano di certo, se vorrete ristorarvi in maniera disimpegnata gustando delle eccezionali piadine romagnole, divertendovi alla vista dei numerosissimi motociclisti che di qui transitano, il vostro posto e' il chiosco/piadinoteca posto esattamente alla fine del tragitto, in mezzo al piazzale di fronte all'incrocio "strategico".
Buon appetito!
By Damiano Vandi "Sclero"
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Trentino - Passo del Tonale



  • Regione: Trentino
  • Lunghezza percorso: 57 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Cles :
Dall'autostrada del Brennero, l'uscita e' S.Michele all'Adige - Mezzocorona; seguendo le indicazioni per Val di Non, Val di Sole, Madonna di Campiglio ecc. attraversate Mezzolombardo, laciate a sinistra il bivio per Fai d.Paganella ed entrate nella ricca Val di Non.
Arrivare a Cles e' facile, basta seguire la strada di fondovalle. L'unica difficolta' e' data da un breve tratto di superstrada a meta' valle, durante la progettazione dello svincolo di ingresso gli ingenieri dell'ANAS hanno dato libero sfogo alla fantasia!

Ponte di Legno :
Prendiamola da lontano : dall'autostrada Milano-Venezia, l'uscita e' Bergamo (Seriate se provenite da Venezia); infilatevi nella superstrada seguendo le indicazioni per Lovere e la Val Camonica.
Okkio che la superstrada e' perennemente interessata da lavori e molto trafficata! Comunque, dopo pochi km la superstrada finisce con un brusco curvone a sinistra (okkio alla coda!) seguito da un'altro a destra, dopodiche' incontrate una rotatoria dove dovrete prendere la seconda a destra, sempre seguendo le indicazioni per Lovere-Val Camonica.
Da qui rilassatevi, tranne alcuni rari tratti piegosi, la strada e' abbastanza noiosa, per cui godetevi il panorama (in alcuni tratti veramente grandioso), fino a Edolo non ci sono deviazioni, passate per il Lago d'Endine (se non andate di fretta, a Casazza prendete la deviazione per Monasterolo e passate sull'altra sponda DEL LAGO, il panorama ne vale la pena!), Lovere (dove comincia la veloce superstrada), Breno (fine superstrada), Capo di Ponte (okkio, ponte stretto e passaggio a livello), Malonno (okkissimo, ci sono tre invitanti rettilinei, spesso corredati di pattuglia dei Caramba...), Edolo.
A Edolo, entrate in paese, passate il ponte (coda) e, subito dopo il ponte, lasciate a sinistra il bivio per l'Aprica e puntate a destra, verso il Tonale.
Qui comincia la vera salita verso Ponte di Legno, con dei tratti veramente divertenti, anche se a volte un po' pericolosi.

Le curve:

Lasciata Cles e le sue piantagioni di mele, dopo un paio di km troverete le prime curve in mezzo al bosco, dopo le quali c'e' il bivio per imboccare la Val di Sole (a sinistra), ampiamente segnalato.

Pronti via, la valle si annuncia con un lungo tratto di micidiali curve a raffica, su strada ampia e ben asfaltata (qui il Giro d'Italia passa praticamente tutti gli anni), conviene arrivare con le gomme gia' calde!

Dopo questo tratto altamente adrenalinico, la strada si distende lungo il fondovalle (panorami spettacolari) piu' o meno fino a Pellizzano, qualche tratto guidato qua e la' aiuta a mantenere la concentrazione.

A Fucine, si comincia a rampare decisamente, qualche curva su strada stretta, un paio di brevi rettilinei, ed il paese di Vermiglio.

Ok, ci siamo: giu' la visiera, mani ben salde sul manubrio ma leggere, un'assestatina sulla sella e via!

Da Vermiglio fino al Passo del Tonale 10km di curve a volonta' e di tutti i tipi: a raffica, concatenate, curvoni, strette, chi piu' ne ha piu' ne metta, strada larga ed asfalto ottimo (gripposo e poco rovinato).

La discesa dal Passo a Ponte di Legno e' un po' meno divertente, la strada e' leggermente piu' stretta e rovinata (questo e' il versante in ombra) e le curve sono un po' meno libidinose, ma comunque e' sempre una discesa ricca di soddisfazioni.

Le soste:

C'e' solo l'imbarazzo della scelta, la valle e' una delle piu' famose mete di turismo invernale ed estivo, per cui le strutture ricettive non mancano.

Qualche segnalazione:

Se volete riempire il bauletto di prodotti tipici locali, non mancate di fare una visita al mini-market Matteotti a Cusiano, l'ingresso nella saletta dedicata ai salumi e formaggi e' un'esperienza inebriante!

Per gli amanti della buona tavola, d'obbligo una visita al bellissimo ristorante "Il Mulino", situato immediatamente dopo il bivio per Comasine, in Val di Pejo.

Una menzione particolare per il bellissimo campeggio di Ossana, una piccola gemma verde lambita dal torrente Vermigliana.

Altri itinerari in zona:

Da Cles:
Passo della Mendola
Passo Palade

Dalla Val di Sole :

Da Ponte di Legno :
Passo del Gavia fino a Bormio, poi Passo dello Stelvio
Passo del Mortirolo
Passo di Aprica

By Motobyte
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Trentino - Passo della Mendola



  • Regione: Trentino
  • Lunghezza percorso: 22 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Appiano :
Dall'autostrada del Brennero, uscire a Bolzano sud e prendere la superstrada per Merano.
Appiano e' la prima uscita.

Belvedere :
Puo' essere raggiunto sia proveniendo dal Passo del Tonale che dal Passo della Mendola, passando per Fondo.
Altrimenti, dall'autostrada del Brennero, l'uscita e' S.Michele all'Adige - Mezzocorona; seguendo le indicazioni per Val di Non, Val di Sole, Madonna di Campiglio ecc. attraversate Mezzolombardo, laciate a sinistra il bivio per Fai d.Paganella ed entrate nella ricca Val di Non.
Poco prima del ponte della diga di S. Giustina, a Dermulo prendete la deviazione sulla dx per Fondo, Passo Palade e Passo della Mendola.

Le curve:

Partiti da Appiano, dopo poche centinaia di metri troverete il bivio sulla destra per il Passo della Mendola, che subito si annuncia con una serie di tornanti ad ampio raggio (quasi infiniti!) da brividi.

Dopo aver scaldato per benino le gomme su questi velocissimi tornanti, vi aspetta una bellissima serie di curve a raffica di tutti i tipi (strette, larghe, tornanti), salendo in mezzo al bosco.

Terminato il bosco, inizia un breve (1 km) e sinuoso tratto di strada tagliato nella roccia a strapiombo, bisogna fare attenzione in quanto la strada e' molto stretta e le curve a destra sono quasi tutte cieche.

L'ultimo tratto di strada prima del passo prevede una raffica di 11 tornanti, su strada stretta ed asfalto un po' rovinato.

Superato il passo, la discesa verso Belvedere non e' da meno della salita: curve ampie su strada larga in mezzo al bosco, divertimento assicurato!

Le soste:

Durante la salita, vi consiglio di fermarvi in una delle piazzole panoramiche in corrispondenza del tratto di strada tagliato nella roccia: il panorama sottostante sulla valle dell'Adige e' veramente imnebriante!

Inoltre, sul passo potrete trovare Bar e Ristoranti a volonta'.

Altri itinerari in zona:

Da Appiano fino a Salorno si snoda la Strada del Vino, un bellissimo percorso tra vigne e paesi dall'aspetto medievale.

Una visita obbligata allo stupendo Lago di Caldaro (qualche km a Sud di Appiano), una perla in mezzo alle montagne.

Se invece cercate ancora strade piegaiole, basta raggiungere Bolzano ed uno dei tanti percorsi raggiungibili dalla citta' atesina.

Da Belvedere, seguendo le indicazioni, si possono imboccare le strade per il Passo Palade o per il Passo del Tonale, su una strada molto bella e divertente, sia dal punto di vista piegaiolo che turistico.
By Motobyte
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Trentino/Veneto - Le Valli del Pasubio



  • Regione: Trentino/Veneto
  • Lunghezza percorso: 47 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Rovereto:
Autostrada A22 uscita ROVERETO SUD seguire le indicazioni per Vallarsa, Schio e Vicenza.

Schio:
Autostrada A4 uscita VICENZA OVEST, seguire le indicazioni per Schio.

Le curve:

Partendo da Rovereto fin dalle prime curve la SS46 lascia intuire che quella che si sta per intraprendere sara' un'esperienza piegaiola che non si dimentica.

La strada, bella larga, inizia a salire leggermente con curve morbide e qualche tornate lungo una parete rocciosa sulla sinistra ed una folta vegetazione sulla destra.

L'asfalto e ottimo con una tenuta fantastica.

Poco piu' avanti il dislivello diminuisce ed aumenta il numero di curve mentre sulla destra si apre una splendida veduta sulla valle.

Si e' letteralmene in mezzo al verde; il traffico e' veramente poco ed assieme al manto stradale sempre in ottime condizioni consentono un viaggio abbastanza pulito e sicuro.

Nell'attraversare i pochi paesi che si incontrano bisogna moderare la velocita' perche' in alcuni punti la strada e' stretta.

La salita al Pian delle Fugazze e' graduale, con qualche lieve discesa ogni tanto.

Il tratto in prossimita' del piano e' immerso in un bosco ed al diradarsi della vegetazione sulla destra si apre il parcheggio del punto di sosta.

L'ultimo tratto che scende verso Valli del Pasubio e' meno bello; piu' tortuoso con tornanti a volte non molto larghi con poca visibilita'.

In un punto in particolare bisogna fare attenzione; dietro una curva abbastanza larga percorribile abbastanza velocemente si trova un tornate a destra molto stretto e si rischia di invadere la corsia opposta.

Di seguito, senza particolare entusiasmo, la SS46 arriva a Schio.

Le soste:

Al Pian delle Fugazze c'e' un punto di ristoro dove far raffreddare le saponette (per chi ha questo vizio) e riprendere fiato.
By Alessandro Fiorencis & Procione
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Veneto - Passo di Valles



  • Regione: Veneto
  • Lunghezza percorso: 18 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico

Come Arrivarci:

Per raggiugere Falcade non e' possibile usufruire di grandi arterie stradali, il paese e' un punto nodale di itinerari esclusivamente piegaioli, per cui raramente e' considerato un punto di partenza, mentre rappresenta un'ottima tappa intermedia dei giri dolomitici.

Comunque, chi proviene dalla Val d'Adige puo' raggiungere Moena percorrendo la Val di Fiemme (uscita Egna-Ora del'autostrada del Brennero) oppure il Passo di Costalunga (da Bolzano).
Da Moena si raggiunge Falcade tramite il Passo di S. Pellegrino.

Chi invece arriva dalla Valle del Piave, partendo da Belluno, puo' arrivare a Falcade tramite la SS 203, passando per Agordo.

Le curve:

Il breve percorso, sicuramente suggestivo in quanto a panorami e attraversamento di zone boscose, sarebbe allettante anche per delle buone pieghe se l'asfalto non fosse in così pessime condizioni.

Infatti, seppur valga la pena percorrerla, la strada che sale al Passo è molto sconnessa e piena di rattoppi che consigliano un'andatura guardinga.

Molto meglio è la strada che scende dalla parte opposta, bellissima soprattutto per un torrente di acqua verde-limpida che la costeggia, comparendo tra alberi e rocce rosse ed esponendo alla vista scorci di rara bellezza.

Le soste:

Sul Passo c'è il caratteristico Rifugio Capanna dove, con una ragionevole spesa, si può ottimamente pranzare.

Altri itinerari in zona:

Da Paneveggio si puo' affrontare il Passo Rolle fino a Fiera di Primiero, punto di partenza del Passo Cereda verso Nord-Est oppure del Passo di Brocon verso Sud-Ovest.

By Macho
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Veneto - Passo di Vezzena



  • Regione: Veneto
  • Lunghezza percorso: 50 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

All'altezza di Vicenza, dalla A4 MI-VE si dirama verso nord la A31 "Valdastico", della quale Piovene Rocchette e' l'ultima uscita.

Le curve:

Dall'uscita dell'autostrada imbocchiamo la SS 349, seguendo le indicazioni per Asiago; dopo due km circa raggiungeremo il ponte sul torrente Astico ed il paese di Chiuppano.

Dopo Chiuppano, i primi 12 km sono composti in prevalenza da tornanti raccordati fra loro da lunghi rettilinei, questi ci porteranno a raggiungere l'Altipiano dei Sette Comuni o Altipiano di Asiago.

Questo primo tratto è noto agli smanettoni locali come "il Còsto", è una strada a due corsie larga caratterizzata da un asfalto molto abrasivo dal grip pistaiolo e da un'alta sorveglianza da parte delle forze dell'ordine per le numerose sfide che vi si svolgono.

Percorsi altri 5 km si arriva a Treschè Conca, da qui in avanti seguiremo le indicazioni per Camporovere e Trento, la strada inizia a stringersi e ad attraversare alcuni centri urbani.

Da Camporovere si entra nella verdissima e poco trafficata Val d'Assa che risaliremo tutta sino a raggiungere Passo Vezzena.

La strada in questo tratto si snoda tra boschi e pascoli, mantenendosi divertente per la guida, anche se l'asfalto presenta alcune irregolarit? ; non ci sono tornanti ma un susseguirsi di curve e brevi rettilinei.

Le soste:

In localit? Canove, al bordo della strada, è presente il Museo della Guerra 1915-18 a testimonianza dei tragici eventi che sconvolsero questi paesi; il Museo è riconoscibile per i cannoni presenti all'esterno, è aperto tutti i giorni dal 1/07 alla seconda domenica di settembre.
Proprio di fronte c'è un'ottima pasticceria dove consigliamo di assaggiare le sfogliatine allo zabaione.

I più attenti tra Canove e Camporovere noteranno delle steli di pietra simili a quelle tombali infisse nel terreno, questo era l'antico metodo usato nell'Altipiano di Asiago per delimitare i confini delle propriet? agricole.

Per le insaziabili buone forchette del VIC suggeriamo di raggiungere l'Osteria dell'Antico Termine, così chiamata perchè lì c'era il posto di dogana sul confine Italia-Austria.
L'osteria si trova lungo la Val d'Assa, a circa 15 km dopo Camporovere, ci si strafoga a prezzi ragionevoli.

A Passo Vezzena chi volesse sgranchirsi le gambe, può imboccare la stradina asfaltata affianco dell'omonimo albergo e dopo un km di salita visitare i resti del Forte di Busa Verle.

Per chi volesse raggiungere a piedi il Forte di Cima Vezzena (Spitz Verle) posso fornire l'itinerario completo.
Andata e ritorno almeno 3 h di cammino per escursionisti allenati.

Altri itinerari in zona:

Da Passo Vezzena percorrendo altri 3,6 km arriviamo ad un bivio dove potremmo scegliere se restare sulla SS.349 in direzione Lavarone fino a raggiungere Trento, oppure seguire le indicazioni per Caldonazzo e l'omonimo lago.

In entrambi i casi la guida sar? godereccia.

By Alex67giallo e Marina
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Veneto - Valle di Zoldo



  • Regione: Veneto
  • Lunghezza percorso: 42 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

A LONGARONE ci si può arrivare con l' autostrada A27 dalla quale, però, consiglio di uscire a VITTORIO VENETO, in modo da poter percorrere la ..."pista" ;-) del Fadalto (molto frequentata dai motociclisti piegaioli della zona, ma ultimamente anche dalle pattuglie della Stradale, quindi "occhio"!) e poi costeggiare il Lago di S. Croce, meta di molti appassionati di Windsurf.
Da Vittorio Veneto a Longarone km. 40 ca.

Fare attenzione ai seguenti punti critici.
Da Ponte nelle Alpi, dopo il bivio per Belluno, procedere ad andatura ridotta (limite 50 Km/h, velocità max 70 Km/h) dal primo cavalcavia per almeno 1 Km: spesso in questo tratto è piazzata una pattuglia di Polizia o Carabinieri.
In località Fortogna: la strada è rettilinea e veloce, ma c'è una piazzola semi nascosta sulla destra che può riservare spiacevolissime "sosprese". Si consiglia di non sorpassare gli 80 Km/h.
Poco prima del bivio per la Val Zoldana, sorpassato il primo ingresso alla zona industriale di Longarone e un distributore Api (sulla sx): dopo due curve sulla sx c'è un sottopassaggio poco frequentato dove spesso si piazzano le Forze dell'Ordine.

Altre alternative di percorso, che allungano i tempi di circa 1,15 ore minimo, sono:
  1. Da Ponte nelle Alpi a Belluno; prendere la strada che conduce ad Agordo. 300 m prima dell'ingresso nell'abitato, svoltare a sinistra in direzione "La Valle Agordina - Val Zoldana". Si percorrerà quindi la strada che porta al Passo Duran (teatro di epiche sfide ciclistiche) caratterizzata da un primio tratto ampio e dotato di buon asfalto e di un successivo tortuoso e stretto, con asfalto spesso rovinato dagli effetti del gelo invernale.
    In prossimità del Passo il panorama si apre sui pascoli e la strada s'insinua tra la montagna della Moiazza - spesso confusa con la Civetta - e le Cime di San Sebastiano.
    Poi si scende fino a Chiesa e Gravaz, suggestivi paesini in cui si raccomanda andature ridottissime causa strettoie e curve cieche, fino ad arrivare a Dont (in Val Zoldana).
    A Dont gli amanti dei gelati non possono prescindere da una sosta presso la locale gelateria, una delle più buone della provincia (provincia, tra l'altro, da sempre conosciuta come una delle patrie dei gelatai).
  2. Da Longarone proseguire fino a Pieve di Cadore e prendere la Statale per Cortina D'ampezzo. Poi girare a sx al bivio per la Forcella Cibiana-Val Zoldana. Fare attenzione: il bivio è posto su un tratto di strada con traffico veloce (anche pesante).
    La strada della Forcella è stretta e tortuosa; s'inoltra tra i boschi fino a Cibiana. Si consiglia una sosta in questa località per ammirare le caratteristiche facciate delle case dipinte a murales, conosciute in tutto il mondo e protette come patrimonio artistico mondiale.
    Da Cibiana si scende fino a Forno di Zoldo.

I due itinerari descritti fanno saltare la parte forse meno affascianante della Val di Zoldo, quella che si sviluppa seguendo un orrido e che risulta quindi quasi soffocata. Da Forno (e da Dont, poco distante) la Valle assume un'altra fisionomia aprendosi a ventaglio.

Le curve:

Da Longarone: carreggiata a normale a volte stretta con qualche curva cieca.
Asfalto molto chiaro con grip sufficiente, non sempre eccezzionale, ma comunque godibile ad andatura allegra.

A Forno di Zoldo si segnala la presenza di una piccola ed efficente officina per moto gestita dal Sign. Leonida De Marco (0437 787133). Leonida, i cui zii erano valenti fabbri (secondo la tradizione delle fucine che ha dato nome al paese) e il padre inventore, ha ereditato le attrezzature di famiglia ed è in grado di intervenire praticamente su ogni mezzo: costruisce spalaneve in inverno, ripara biciclette (gareggia con buoni risultati nel campionato Mountain Bike) e motocarri, vende moto (su richiesta) e ne cura l'assistenza, ma soprattutto ripara qualsiasi moto con predilezione per le Honda (possiede una perfetta CB 550).
Conosce bene un VFR veneziano.... :-)
Per chi volesse intraprendere una bella passeggiata di circa 45 minuti, segnalo che da Forno si può prendere la strada per Pralongo. Da qui, abbandonate le moto, parte una stradina sterrata che conduce al bellissimo e suggestivo paesino di Colcervér (da tener presente anche per gli amanti del fuoristrada: la strada è infatti aperta al rarissimo traffico dei pochi abitanti del paese). Colcervér è composto da una decina di case, tutte in pietra, e dagli immancabili e caratteristici fienili.
Il panorama è notevole e il paese s'affaccia sulle Cime di San Sebastiano (versante opposto rispetto al Passo Duran). Non esistono bar o locali pubblici in loco.
Proseguendo da Forno la strada statale zoldana, da non perdere è anche il piccolo paese di Iral: situato in costa a poca distanza da Fusine (bivio a dx), è composto da 4 case e da una "piazzetta" formata da 4/5 vecchi fienili in parte diroccati. Si raggiunge agevolmente in moto, con una deviazione di pochi minuti dalla strada principale.
Dallo stesso bivio è possibile percorrere un itinerario alternativo per giungere a Mareson di Zoldo Alto. Si prende la strada per Brusadaz.
Il primo tratto è di costruzione recente, ma poco indovinata: la strada sale per un paio di Km con una pendenza assurda; non sono presenti alcun guard rail o paletti di delimitazione, ma l'asfalto è fenomenale. Successivamente, inserendosi nel tracciato originario del percorso, l'asfalto diventa segnato e la strada si restringe.
Da Brusadaz si può svoltare sulla sx e raggiungere il grazioso paese di Costa (al massimo 1,5 km) che si visita velocemente a piedi poiché lì termina la strada.
Oppure si può svoltare a destra per risalire a fianco del Col Palua fino a giungere a Coi.
E' veramente un peccato giungere in Zoldo Alto senza vedere Coi: il paese conserva una grande quantità di caratteristici fienili, spesso ristrutturati ad abitazione. Da Coi si abbraccia con la vista l'intera montagna del Civetta (3220 m) e le sottostanti località di Pianaz, Fusine e Mareson. Inoltre è uno dei paesi più alti della valle (1500 m) ed è molto soleggiato. Da Coi partono le escursioni per il Rifugio Venezia, situato ai piedi del Monte Pelmo (3168 m).
Da qui si può scendere nuovamente a valle continuando la strada, che conduce poi a Mareson di Zoldo Alto. Si consiglia una visita alla locale chiesa, che contiene pregiate sculture lignee del noto Brustolon (che lavorò anche a Venezia sotto la Serenissima).
500 m dopo Mareson (al termine di un rettilineo in salita - che si conclude con un curvone a dx - spesso presidiato dai Carabinieri) si trova Pecol. Il paese, che dal 1800 fungeva da base per gli alpinisti che volessero tentare il Pelmo o il Civetta, fu distrutto quasi completamente da un incendio all'inizio del 1900. Rimane una piazzetta antica con qualche bella casa (tra cui una risalente al 1750 circa) . Alla fine del paese, salendo verso la strada che porta a Palafavera, si trova la Gelateria Al Soler, specializzata in torte e dolci preparati dalla proprietaria (magari da accompagnare con una viziosa cioccolata calda).
Da Pecol si sale verso Palafavera e successivamente giunge alla Forcella Staulanza, che introduce nella Val Fiorentina. La strada è decisamente appettibile, anche se bisogna far attenzione al tratto successivo a Palafavera (in corrispondenza di alcune malghe) caratterizzato da un rettilineo con asfalto profondamente segnato e spaccato in senso longitudinale.

Si passa per accoglienti località di villeggiatura come Forno di Zoldo per poi salire a Forcella Staulanza in un susseguirsi di curve e controcurve miste (a volte molto chiuse a volte più ampie) il tutto costeggiato da una bella vallata da una parte e da pareti di roccia dall'altra.

Salendo a Forcella Staulanza (mt. 1.770) si ha una fantastica vista dei Monti Civetta e Pelmo (veramente da cartolina!).

Con un'escursione a piedi di circa 30 minuti, da Forcella Staulanza in direzione Monte Pelmo si giunge ad un piccolo sito archeologico a cielo aperto dove si trovano, su alcune rocce, impronte di dinosauri.

Passato il culmine della Staulanza si scende verso Selva di Cadore in un'altro piacevole susseguirsi di curve e tornanti godibili sia per chi li vuole impostare qualche buona "piega" (da questo lato della montagna l'asfalto è senz'altro migliore) sia per chi vuole godersi il panorama e attraversare delle belle zone boscose in tutto relax.

A Selva di Cadore i "goderecci" potranno fermarsi anche nella locale gelateria, altro fondamentale pilastro della tradizione gelataia della zona; si consiglia in particolar modo una fantastica cassata semifredda prodotta - ovviamente - artigianalmente.

Le soste:

Per quelli per cui "la moto è instabile se la panza non è stracolma", l'alternativa migliore è il Ristorante L'Insonnia presso il Camping Le Bocole, vicino a Forno di Zoldo. Si raggiunge deviando dalla strada principale al bivio posto (sulla sinistra) subito prima della lunga galleria che conduce al Paese. Con circa 20 euro si mangia un menu fisso, composto principalmente da piatti locali, che sfida la capienza degli stomaci più allenati e che comprende pure vino, caffè e grappa. ;-)
Essendo il posto frequentato da tutto il Veneto, nonostante la grande capienza è consigliabile però contattare preventivamente i gestori (0437 787243).
Per chi vuol spendere di più (minimo 30 euro) e accapparrarsi un filetto al pepe verde eccezionale e una cucina casalinga in un locale tradizionale, si può far sosta presso il Ristorante La Ninetta situato tra Longarone e Forno di Zoldo.

Sulla Staulanza ci sono due buoni posti (tappe abituali per molti motociclisti ed escursionisti) dove pranzare.
Poco prima della Forcella Staulanza, in un grande piazzale, vicino ad un Camping, c'è un ristorante (di cui purtroppo non ricordo il nome) rinomato per il suo Stinco di maiale che viene servito "attrezzato" solamente di un affilato coltello.

Altri itinerari in zona:

Selva di Cadore e' nel cuore delle dolomiti, per cui da qui c'e' una scelta quasi infinita di itinerari:
tramite il Passo di Giau si raggiunge Cortina, punto di partenza per i passi Falzarego e Tre Croci;
Percorrendo invece il Passo di Fedaia si arriva a Canazei da dove si puo' scegliere tra Pordoi, Campolongo, Sella, Gardena...

By Macho
By Rahab
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Italia - centro

Valico Croce A Mori Passo La Calla Valico dello Spino Passo di Viamaggio Bocca Trabaria Bocca Serriola da Firenze a Siena da Poggibonsi a Castellina in Chianti da Suvereto a Monteverdi Marittimo da Volterra a Massa Marittima da Siena a Massa Marittima da Spoleto a Muccia

Emilia Romagna/Marche/Toscana - Passo di Viamaggio



Il percorso parte da Rimini ed arriva a Sansepolcro (AR); questo è il senso di marcia più divertente, almeno fino al passo, ma il tratto dal passo a Sansepolcro vale la pena di essere percorso anche a ritroso.

  • Regione: Emilia Romagna/Marche/Toscana
  • Lunghezza percorso: 89 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

Rimini si raggiunge facilmente dalla A14 Bologna-Taranto; per questo itinerario, l'uscita e' quella di Rimini Sud

Sansepolcro si trova sulla superstrada che collega Terni a Bagno di Romagna (ss 3bis) e poi raggiunge Ravenna (ss 71).
Proveniendo dal Nord, e per cui dalla A14, l'uscita per imboccare la superstrada e' Cesena Nord.

Le curve:

Da Rimini si seguono le indicazioni per Sansepolcro e Arezzo (SS 258); un'alternativa è seguire le indicazioni per San Marino e da lì seguire sempre le indicazioni per le stesse località.
Una volta raggiunta la SS258 Marecchiese siete sulla strada giusta.

La SS 258 porta a Novafeltria in un susseguirsi di centri abitati; attenzione agli incroci e ai limiti di velocità.
Solo dopo Novafeltria il tracciato inizia a movimentarsi, ma sempre attraversando piccoli centri abitati fino a Ponte Molino Baffoni.

Da qui inizia una serie di curve relativamente ampie e piuttosto veloci; unica controindicazione è l'asfalto, in alcuni punti in non buone condizioni.

Si prosegue molto allegri fino a Ponte Messa, che è preceduta da un rettilineo spesso luogo di sosta di pattuglie della stradale; alla destra di questo rettilineo il borgo medievale di Petrella Guidi, molto suggestivo.

Da Ponte Messa inizia una serie di curve mozzafiato, alcune delle quali molto tecniche con vista cieca e traiettoria a chiudere; attenzione anche ai piccoli centri abitati.

Arrivati a Ponte Presale e attraversato un viadotto, la strada prosegue con un'altra breve serie di curve veloci fino a Badia Tedalda, da dove inizia un tratto molto tortuoso e con asfalto in buone condizioni e con ottimo grip.

La serie termina a Svolta del Podere, per riprendere dopo un breve rettilineo con una sequenza rapida di curve che portano direttamente al passo.

Dal passo verso Sansepolcro la strada è una serie di curve e tornanti molto divertenti, particolarmente fino ad Aboca, ma purtroppo molto danneggiata (situazione ad Aprile 2002); con la dovuta attenzione, regala in ogni caso notevoli soddisfazioni.

Le soste:

Per chi desidera rifocillarsi, prima del passo, in località Svolta del Podere è piuttosto noto il ristorante 'il Sottobosco'.

Al passo, luogo di sosta di una moltitudine di moto nei weekend, il ristorante 'Imperatore' è costantemente frequentato da motociclisti (si serve Chianina DOC).

Proseguendo verso Sansepolcro, poco prima di Aboca, è nota la 'Locanda di Aboca'.

Altri itinerari in zona:

Le possibilita' sono quasi infinite, qui siamo in uno dei 'regni' delle pieghe :

Da 'Svolta del Podere' una deviazione per Balze vi regala chilometri di pieghe con pochissimo traffico.
Da Balze si raggiunge il Monte Fumaiolo e le sorgenti del Tevere.

Da Sansepolcro, imboccando la E45 verso Sud, uscendo a S.Giustino si raggiunge la Statale di Bocca Trabaria.

Sempre nella stessa direzione, ma uscendo a Città di Castello, si può percorrere la strada che porta alla Bocca Serriola.

Dal passo di Viamaggio, anziché verso Sansepolcro si può dirigersi a Nord verso Pieve Santo Stefano e da qui, attraverso il Valico dello Spino arrivare a La Verna e quindi a Bibbiena.

Da Bibbiena, proseguendo verso Nord, troviamo il Passo di Consuma, il Valico Croce a Mori, il Passo la Calla.....

Devo continuare?

By Mendol
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Marche/Umbria - Bocca Trabaria



  • Regione: Marche/Umbria
  • Lunghezza percorso: 64 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Turistico/piegaiolo

Come Arrivarci:

Urbino :
Dall'autostrada A14 Bologna-Taranto uscire a Fano ed imboccare la superstrda per Fossombrone.
A Fossombrone uscire dalla supestrada ed imboccare al SS 73bis verso Urbino. Dopo circa 10 km incontrerete il bivio per Urbino.
Attenzione a non sbagliare strada e prendere per Urbania: arrivereste lo stesso sul percorso, ma vi perdereste il tratto Urbino-Urbania, ricco di gustose curve.

S.Giustino :
S. Giustino si trova sulla superstrada che collega Terni a Bagno di Romagna (ss 3bis) e poi raggiunge Ravenna (ss 71).
Proveniendo dal Nord, e per cui dalla A14, l'uscita per imboccare la superstrada e' Cesena Nord.

Le curve:

Ad Urbino non entrate in paese, piuttosto imboccate la 'circonvallazione' di Urbino (troverete le indicazioni per Urbania), costeggiando le mura della citta' alla vostra destra.

Subito incontrerete una decina di km di belle curve, su strada abbastanza ampia e buon asfalto, anche se un po' sporco.
Attenti, pero', perche' la strada e' un po' insidiosa: questa e' una zona prettamente agricola e non mancherete di trovare del brecciolino, in corrispondenza degli incroci con le strade sterrate, oltre a qualche gallina dispersa.
PRUDENZA!

Una ripida discesa con qualche tornante precede il paese di Urbania.

Dopo Urbania, si prosegue, sempre lungo la ss73bis, verso Bocca Trabaria, senza problemi di percorso.
Attenzione a quando arriverete a Mercatello sul Metauro, dopo un breve rettilineo, a meta' di una curva a destra c'e' un semaforo: attenzione a non arrivare troppo veloci, altrimenti qualcuno sara' costretto a grattarvi via da qualche paraurti....PRUDENZA!

Dopo Mercatello, libero sfogo alla manetta lungo la salita verso Bocca Trabaria, curve a volonta' su strada larga.
Attenzione ad inizio stagione: la zona e' piuttosto franosa, per cui c'e il rischio di trovare qualche buca o avvallamento dell'asfalto.

Non conviene fermarsi a Bocca Trabaria, e' un semplice scollinamento senza costruzioni e con un paio di piccoli spiazzi adibiti a parcheggio; piuttosto, conviene sfruttare le gomme calde per affrontare al meglio le curve della discesa verso S.Giustino.

Le soste:

Per chi è affamato di cultura Urbino è notoriamente una città ideale per soddisfare l'appetito.

Per chi, più prosaicamente, è affamato di cibi, la zona è abbastanza nota per il tartufo, e si trovano ristoranti lungo tutto il percorso, soprattutto a Sant'Angelo in Vado.

Altri itinerari in zona:

Da San Giustino in pochi km (verso nord) si raggiungono Sansepolcro e quindi il Passo di Viamaggio o, proseguendo ancora oltre, Pieve Santo Stefano, quindi il Valico dello Spino.

Sempre da San Giustino, ma verso sud, si raggiunge in breve Città di Castello per salire al passo di Bocca Serriola.

By Mendol
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Toscana - da Firenze a Siena



Il Chianti, la Mille Miglia, e tante altre storie, tanti altri profumi e colori, in 80 kilometri di una della storiche "consolari": La Cassia.

  • Regione: Toscana
  • Lunghezza percorso: 80 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Turistico

Come Arrivarci:

La Via Cassia (SS2) parte da Roma e arriva a Firenze, dove, ovviamente, prende il nome di Via Senese e termina proprio in p.zza di Porta Romana. La partenza vera e propria dell'itinerario è appena fuori città, esattamente dinanzi all'uscita della sardostrada A1 "Firenze Certosa", dove la Cassia si chiama finalmente Cassia.

Le curve:

La Cassia è una strada con buon grip generale, di media larghezza, che non regala brutte sorprese anche ai più smanettoni; a volte sbarazzina per il tracciato molto tortuoso (il colle di S. Casciano), a volte rilassante con panorami mozzafiato in mezzo a campagne che regalano colori ed odori da riscoprire.

Il tratto più tecnico è in zona S. Casciano, dieci chilomentri da Firenze, dove la strada sale dolcemente con curve omogenee, mai a doppio raggio, ottimo grip e discreta larghezza.

Anche la discesa dopo il paese di S. Casciano e' degna, tanto che non e' raro vedere che la gente si ferma e torna indietro per farsi il tratto in su e giù....

Le soste:

Che dire delle soste .... si parte da Firenze e se si vuole visitarla non c'è che da passeggiare per il centro, senza meta, a naso all'insu' per godersi l'architettura e le mille sorprese dei vicoli e delle chiese, dei musei e delle trattorie.

A proposito di trattorie, in centro a Firenze troverete una cosa che non esiste da altre parti: i "tripppai", che con le loro bancarelle motorizzate nutrono con vecchia arte i fiorentini a base di trippa e lampredotto imbevuti in salse e brodi dal sapore rinascimentale nelle classiche roselline di pane.
Da abbinare, per i più perversi, con un buon bicchiere di vino dei vinaini, che immancabilmente si trovano solo a girare lo sguardo....

A S. Casciano c'è anche una buona gelateria nella piazza principale (non si può mancare...).

Si arriva a Siena, e qui il discorso è più o meno lo stesso: terra per palati fini quella del chianti, semmai procurate di avere sempre con voi del diger selz!

Altri itinerari in zona:

Firenze-Volterra, Poggibonsi-Volterra, Poggibonsi Castellina in Chianti, Siena-Firenze (Via SS222 "Chiantigiana").

By Avv...oltoio Bobo
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Toscana - da Poggibonsi a Castellina in Chianti



Pieghe, pieghe, pieghe, colori, odori; il tutto nel cuore del Chianti.

  • Regione: Toscana
  • Lunghezza percorso: 22 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

Poggibonsi è il primo grosso centro che si incontra prendendo da Siena la 4 corsie "Autopalio", oppure la SS2 Cassia, in direzione Firenze.

La strada per Castellina in Chianti parte proprio dalla Via Cassia, nella periferia nord di Poggibonsi, dove bisogna stare attenti alla segnaletica per girare a destra (per chi viene dal centro di Poggibonsi) per Castellina.

Le curve:

Un toboga veloce; tracciato quasi da slalom: ricorda la mitica "millecurve" tra Orvieto e Todi; il senso proposto - verso Castellina - è il migliore perchè in dolce salita.

Buon grip generale, non larga, molto tecnica con diverse curve a doppio raggio che una volta conosciute non sorprendono più, nessun rettilineo più lungo di 100 metri.

Che dire di più? Solo una cosa: sono due strade diverse, a seconda che si corra o no.

Le soste:

Niente soste.

Il tracciato è breve e lungo la strada non si attraversa nessun centro abitato, solo alcune fattorie vi si affacciano.

Semmai, un consiglio, arrivati a Castellina la strada finisce immettendosi in un altra università della moto, la via Chiantigiana SS222.

Proprio all'incrocio, sulla sinistra, c'è una gelateria che è la fine del mondo!

Altri itinerari in zona:

Poggibonsi-Volterra, Siena-Firenze (Via SS222 "Chiantigiana"), Castellina in Chianti-Montevarchi.

By Avv...oltoio Bobo
Proprieta' VFR ITALIA CLUB - riproduzione (anche parziale) vietata

Toscana - da Siena a Massa Marittima

Il modo di intraprendere questo bel percorso varia decisamente a seconda dei gusti e del modo di intendere una gita in moto: se si è interessati alla guida pura, alla gastronomia, alla storia, a fare fotografie i tempi di percorrenza variano da un paio d'ore a una intera giornata.


  • Regione: Toscana
  • Lunghezza percorso: 104 km
  • Difficolta': Bassa
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Arrivare a Siena non è certo un problema anche se la città non è vicinissima alle principali vie di comunicazione della Toscana.
Chi arriva da Nord può scegliere di percorrere l'autosrada A1, uscire a Firenze Certosa e proseguire sul raccordo Firenze-Siena, oppure prendere sempre da Firenze la SS2 Cassia secondo un'altro itinerario già descritto con una immancabile sosta per gli appassionati di fotografie al centro medioevale di Monteriggioni.

Chi arriva da Sud può percorrere l'A1 e uscire a Monte S.Savino o Bettolle oppure può raggiungere Siena direttamente dalla SS2 Cassia.
In alternativa può percorrere la SS1 Aurelia, uscire a Grosseto andare sulla SS223 in direzione Siena.

Se si vuole percorrere l'itinerario al contrario di come descritto, la via di grande comunicazione più vicina è la SS1 Aurelia. All'uscita Follonica-Sud si prende la SS439 in direzione Massa Marittima.

Le curve:

Da Siena imboccare la SS2 Cassia in direzione Sud per circa 42Km fino a Buonconvento; la strada non è male anche se piuttosto trafficata, larga, molte curve e visibilità totale.
Rettilinei non troppo lunghi si alternano a tratti curvosi e decisamente piacevoli da percorrere.

Giunti a Buonconvento si prosegue verso destra per Bibbiano-Vescovado e da qui per Casciano.
Questo tratto di strada è una piccola sorpresa; benchè non molto larga l'asfalto ha un ottimo grip, la guida veramente divertente e tecnica, traffico quasi inesistente e paesaggio collinare a fare da sfondo.

Giunti a Casciano si prosegue verso la statale SS223 e da li a sinistra (direzione Sud) per qualche Km e poi a destra verso S.Lorenzo a Merse.
In prossimità di questo incrocio c'è un utilissimo distributore di benzina.

Da S.Lorenzo a Merse la strada prosegue per 14 Km verso la SS73, l'asfalto è buono, la strada abbastanza larga, le curve ci sono e anche se spesso si passa per tratti alberati la visibilità complessiva è buona.
Attenzione a percorrerla durante la stagione autunnale perchè ho l'impressione che si possano trovare dei mucchi di foglie lungo la strada, altrimenti è veramente ok.

Giunti sulla SS73 si va a destra in direzione Siena per poche curve, poi si trova sulla sinistra l'incrocio con la SS441 e le indicazioni per l'Eremo di S.Galgano.
Anche qui è presente un distributore di benzina qualora non se ne avesse fatto uso prima.

Imboccata la SS441 in direzione Massa Marittima, la strada procede larga e veloce con poco traffico per circa 20Km pur se con qualche incrocio in prossimità delle zone abitate.

Dopo la località Prata inizia il tratto più divertente, quello che nel giro di circa 6 Km discende verso Massa Marittima con una serie ininterrotta di curve e controcurve con asfalto in buone condizioni e nonostante si percorra un tratto alberato la visibilità è molto buona.

Le soste:

Siena, città ricca di storia e arte che merita ben più di un giorno di sosta per una degna visita.
Brevemente posso suggerire una passeggiata senza meta precisa per il centro storico con fermata obbligatoria in Piazza del campo dove si corre il famoso Palio e una visita alla Torre del Mangia dalla cui cima si gode del panorama di tutta la città e dintorni.

Percorrendo la SS441 la sosta a San Galgano è praticamente d'obbligo, si tratta dei resti di un'Abbazia in stile Gotico (raro esempio per queste parti) della quale rimane gran parte della struttura perimetrale ma non il tetto.
L'effetto scenico è comunque notevole.
Sulla collinetta adiacente si trova la chiesa con la famosa spada nella roccia di S.Galgano e altre reliquie.

Giunti a Massa Marittima non rimane che fare un giro del centro storico e visitare il duomo, le mura antiche, la piazza medioevale e i vicoli con le botteghe artigianali che ancora lavorano stoffe e legno come da tradizione.
Quantomeno curiosa poi e' la visita alla Fonte dell'abbondanza, un antico palazzo su cui è stato scoperto un affresco del 1265 raffigurante un albero con dei frutti diciamo parecchio proibiti...andateli a vedere!
Vi dico solo che appena scoperti a seguito di un restauro il Vescovo del luogo li voleva cancellare!

Altri itinerari in zona:

E' possibile da Siena andare direttamente verso Massa Marittima senza passare per Buonconvento, in questo modo si risparmiano circa 50 Km ed è comunque il percorso più logico:
si percorre il raccordo stradale che unisce la Superstrada Firenze-Siena alla SS2 Cassia in direzione Sud (Siena rimane alla nostra sinistra), si esce quando a una rotonda si trova, verso destra, l'indicazione per la SS73 e per qualcuna di queste località: Rosia-Sovicille-Chiusdino-Roccastrada.

Si percorre la SS73 per circa 33Km in direzione Roccastrada fino a che si incontra l'incrocio con la SS441 per l'Abbazia di S.Galgano.
Si gira a destra sulla SS441 e via verso Massa Marittima.

By Nicola Galli "NIK" - Pisa

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Toscana - da Suvereto a Monteverdi Marittimo



Questo percorso, benchè paesaggisticamente molto bello, lo presento come piegaiolo perchè è impossibile, in qualsiasi periodo dell'anno lo si percorra, sfuggire ai numerosi 'postini' che si aggirano in quelle zone.
La sua tortuosità è una vera e propria palestra per motociclisti.

Attenzione: per chi viene da lontano sconsiglio questo itinerario durante i periodi primaverili (insomma quando c'è pieno di ducati in giro) perchè, giustamente, la gente del luogo si spaventa e quindi le strade sono presidiate da vigili e polizia, si rischia di fare tanta strada per niente.
Meglio quindi in Estate, Autunno o nei giorni lavorativi.

  • Regione: Toscana
  • Lunghezza percorso: 24 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

La via di grande comunicazione più vicina è la SS1 Aurelia.
Si esce in zona Piombino-Venturina e si prende la SS398 per Suvereto, si prende la deviazione per Sassetta e si seguono le indicazioni per Sassetta - Monteverdi Marittimo.
Attenzione a non fare confusione con Monterotondo Marittimo!

Le curve:

Appena lasciato l'abitato di Suvereto ci si trova sulla strada che porta verso Sassetta.
La strada è piuttosto stretta anche se due auto si incrociano senza problemi, l'asfalto e' buonissimo e sostanzialmente privo degli avvallamenti o crepe tipiche delle zone di campagna.
La visibilità è limitata solo dal fatto che sono quasi tutte curve cieche, in pratica non c'è un tratto rettilineo degno di nota.

Grosso modo a metà strada per Sassetta c'è un bosco di castagni e quindi ci si trova un poco all'ombra ma non è un problema, semmai bisogna fare attenzione in autunno perchè su non più di 6 o 7 curve si trovano le castagne sull'asfalto!!
Fortunatamente, per quello che ho visto io, mai dopo una curva cieca.

Appena giunti nel paese di Sassetta si deve seguire l'indicazione per Monteverdi Marittino (non Monterotondo, mi raccomando... MONTEVERDI).
Il tratto di strada per Monteverdi è un nastro di asfalto in buonissime condizioni con curve diciamo normali e qualcuna più stretta alternate da brevi rettilinei.
Visibilità ottima.
Praticamente nessuna casa e nessun incrocio se non quando si entra in paese.

Per gli smanettoni, questo di Sassetta-Monteverdi è il tratto da fare più volte avanti e indietro.

Appena entrati in Monteverdi, dopo poche decine di metri c'è un bar che risulta sempre utile per riposarsi e mangiare qualcosa.
Ovviamente è sempre affollato di motociclisti.

Personalmente credo che per goderlo a pieno ogni itinerario si deve percorrere in un verso e nell'altro e quindi consiglio di tornare indietro per la stessa strada.

Altri itinerari in zona:

In alternativa è possibile scendere verso Monterotondo (stavolta si'...) da una strada che parte in basso a destra del bar sopracitato e andare verso la SS398.
Questo tratto di strada è buono e facile, visibilità totale e curve più ampie, ma il meglio ormai ce lo siamo lasciati alle spalle.

Giunti sulla SS398 si può tornare a destra verso Suvereto oppure andare verso il paese di Monterotondo Marittimo per raggiungere la SS439 e raccordarsi ad un altro percorso.
In questo tratto la strada è piuttosto veloce, ci sono curve e rettilinei, si sale e si scende per un paio di colli, un paio di tornanti e nulla di più, molto bello e divertente (attenzione però a seguire sempre le indicazioni per Monterotondo e/o la statale SS439).

Non fatevi ingannare da cartelli che vi indicano direttamente i nomi di Larderello o Pomarance perchè c'è il rischio di passare per strade veramente dissestate.

By Nicola Galli "NIK" - Pisa
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Toscana - da Volterra a Massa Marittima



  • Regione: Toscana
  • Lunghezza percorso: 63 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo/Turistico

Come Arrivarci:

Dalla A12 Genova-Rosignano, uscire a Rosignano ed imboccare la superstrada per Roma; al secondo svincolo (S.Pietro in Palazzi) seguire le indicazioni per Volterra, distante circa 40 km.

Le curve:

Da Volterra fino alle Saline di Volterra per la SS 68, tutta in discesa con qualche tornante, ma con un ottima visibilita'; dicono che su tutta la SS68 e' molto facile trovare Autovelox, anche se noi non ne abbiamo visti (speriamo che loro non abbiano visto noi).

Da Saline di Volterra, bisogna imboccare la SS439 verso Laderello: una strada e' molto bella, 50Km di curve con asfalto molto buono e pochissimo traffico.

La strada e' quasi tutta in ottime condizioni, senza cedimenti del terreno, purtoppo quasi sempre presenti nelle strade toscane.

La carreggiata e' di medie dimensioni, le curve sono con buona visibilita' e non ci sono evidenti sali/scendi.

Le soste:

Volterra è un caratteristico centro medievale; Larderello resta impresso non tanto per il paese, quanto per le tubazioni che scendono dalle colline e che raccolgono i vapori che fuoriescono dal sottosuolo.

Altri itinerari in zona:

Dalle Saline di Volterra invece di prendere la SS439 si puo proseguire fino a Cecina.

By Enzo "StarMan" socio "VIC N.447"
Proprieta' VFR ITALIA CLUB - riproduzione (anche parziale) vietata

Toscana - Valico Croce A Mori



Il percorso ottimale parte da Londa ed arriva a Stia; si considera questo senso di marcia anche perché da Stia parte un'altro bell'itinerario che porta al passo della Calla e quindi a Santa Sofia (FC).

  • Regione: Toscana
  • Lunghezza percorso: 30 km
  • Difficolta': Medio/Alta
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

Da Firenze seguire le indicazioni per Forlì ed una volta arrivati a Pontassieve proseguire in direzione Dicomano (stesso percorso di avvicinamento al Passo del Muraglione).
A metà strada circa fra Pontassieve e Dicomano, in località Contea seguire le indicazioni per Londa e da lì proseguire per Stia e Pratovecchio.

Le curve:

Il percorso è breve e normalmente lo si inserisce in una serie di passi concentrati in questa zona.

Nonostante la sua brevità, vale la pena di percorrerlo, magari provandolo nei due sensi, anche considerando che normalmente è una strada abbastanza libera dal traffico.

Inoltre, almeno fino alla primavera 2001, l'asfalto era in buone condizioni proprio perché rifatto di recente.

Si esce da Londa trovandosi subito in una serie di tornanti seguiti da brevi rettilinei, per poi trovare un tratto più stretto e curvilineo.

La discesa dal valico è molto piegaiola, con alcuni punti che faranno la felicità degli amanti della piega estrema, soprattutto nell'ultima parte, in avvicinamento a Stia.

Le soste:

Sia Londa, sia Stia, offrono possibilità di rifornimento e ristoro, anche se la vicinanza con altri e più famosi itinerari appenninici difficilmente farà scelgliere queste località come punto di sosta.

Altri itinerari in zona:

Stia è punto di partenza per arrivare al Passo la Calla.
Sempre da Stia, ma dirigendosi verso Pratovecchio e Bibbiena ci si collega ai passi della Consuma, dei Mandrioli ed al Valico dello Spino.

Da Londa il collegamento è rapido con il passo della Consuma (direzione Pontassieve) e del Muraglione e Tre Faggi (direzione Dicomano).

By Mendol
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Toscana - Valico dello Spino



  • Regione: Toscana
  • Lunghezza percorso: 37 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

A Pieve Santo Stefano si arriva facilmente sia da nord sia da sud tramite la E45 (SS3 bis).

Le curve:

Da Pieve Santo Stefano seguite le indicazioni per La Verna e Bibbiena.

Innanzi tutto è bene precisare che su tutto il percorso l'asfalto è solitamente in ottime condizioni.
Attenzione, però, a non eccedere con la confidenza e soprattutto ad essere prudenti; infatti il santuario della Verna è meta di continui pellegrinaggi e quindi frequentata da pullman provenienti da ogni dove.

La prima parte del percorso fino al passo richiede una guida veloce e sportiva per essere apprezzato; si esce da Pieve Santo Stefano in un tratto in forte salita piuttosto tortuoso, ma ben visibile.

Da Montalone la strada si fa più ampia e veloce fino ad arrivare al valico vero e proprio; al passo non ci sono ne punti di ristoro ne piazzole di sosta, ma solamente un cartello stradale per gli amanti della foto ricordo.

Passato il valico si arriva a Chiusi della Verna attraverso un breve tratto molto scorrevole.

A poca strada dal passo, consigliamo anche i meno "devoti" di fare una deviazione a destra verso il santuario della Verna.
L'interesse è, in questa sede, puramente motociclistico: infatti, i tre km che portano in salita al passo sono una vera "pista", in cui troviamo alcuni tornanti da urlo su asfalto praticamente perfetto.

Nella direzione descritta dall'itinerario la svolta è fra il passo stesso e Chiusi della Verna, a destra.

Arrivati al santuario si scende dalla stessa strada per cui si è saliti fino a ritornare sull'itinerario principale.

Da Chiusi della Verna la strada scende verso valle piuttosto velocemente fino a Dama, poi diventa più stretta e tortuosa con alcuni tornanti notevoli, fino a Bibbiena.

Le soste:

Oltre a Pieve Santo Stefano e Bibbiena che offrono numerose possibilità di ristoro e rifornimento, dal tratto iniziale una piccola deviazione porta a Caprese Michelangelo dove il ristorante "La Buca di Michelangelo" offre un menù domenicale molto vario e abbondante (maggio 2001 Lit. 45.000 e tre ore a tavola).

Il Santuario della Verna è meta di visite di migliaia di pellegrini e quindi anche Chiusi della Verna offre buone possibilità di sosta e ristoro.

Altri itinerari in zona:

Da Bibbiena, in pochi km, si raggiungono alcuni dei passi più noti e frequentati dell'appennino tosco-romagnolo.

Tramite la SS.71 si arriva a Soci e da qui si sale al Passo dei Mandrioli.

Imboccando la SS.70 si raggiunge Poppi; da lì proseguendo verso Stia si può salire al Passo la Calla e al Valico Croce A Mori, poi proseguire per Dicomano e il passo del Muraglione.

Da Poppi verso Firenze si sale invece al Passo della Consuma.

By Mendol
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Toscana/Emilia Romagna - Passo La Calla



Il percorso collega Stia a Santa Sofia (FC) attraverso la SS310.
Questa strada porterebbe fino alla via Emilia in prossimità di Forlì che dista da Santa Sofia altri 37 km, ma questa seconda parte del percorso non presenta particolari interessi "motociclistici" per cui consigliamo di deviare a Santa Sofia per altri percorsi più interessanti.
Il senso di marcia indicato è quello, a nostro parere, più godibile.

  • Regione: Toscana/Emilia Romagna
  • Lunghezza percorso: 36 km
  • Difficolta': Medio/Alta
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

La partenza è in pieno Casentino; per arrivarci è preferibile collegarsi da altri passi appenninici per approfittare della concentrazione in zona di alcuni dei più frequentati percorsi dai motociclisti delle regioni limitrofe.

Da Firenze, ad esempio, si può andare in direzione di Pontassieve e, attraverso il passo della Consuma arrivare a Stia o, dirigendosi a Dicomano, percorrere poi il Valico Croce A Mori.

Dalla E45 Orte Ravenna, uscendo a Pieve Santo stefano, si può arrivare a Stia attraverso il Valico dello Spino fino a Bibbiena, per poi proseguire verso Pratovecchio e Stia.

Da Forlì, invece, seguire le indicazioni per Meldola, Galeata e Santa Sofia.

Le curve:

Usciti da Stia la strada, anche se non molto ampia, permette subito di esercitarsi nell'arte della piega, anche se non estrema.

Dopo pochi km si entra nel parco delle foreste Casentinesi, quindi la strada prosegue all'interno del bosco; ciò nonostante il percorso è molto bello e la strada ampia; alcune curve e tornanti con buona visibilità permettono ai più scatenati la piacevole pratica "della limatura delle pedane".

Attenzione, però, gli alberi in alcuni periodi lasciano cadere aghi sull'asfalto e, oltre a questo, in primavera la strada è spesso sporca per i residui della stagione invernale, soprattutto dopo il passo in direzione di Santa Sofia.

Quindi, prudenza!

Attraverso una serie continua di curve "adrenaliniche" si arriva velocemente al passo e consigliamo di rifare il percorso anche in discesa, ne vale la pena.

Arrivati al passo inizia la discesa verso la valle del Bidente attraverso le foreste di Campigna; le serie di curve vengono spesso interrotte da brevi tratti rettilinei che, se percorsi allegramente, costringono a staccate decise; più avanti, qualche bel tornante non mancherà poi di soddisfare i piloti più "tecnici".

A Corniolo la strada segue la valle del Bidente e quindi diventa più rettilinea, ma non mancano alcune belle curve al termine di alcuni tratti semi-rettilinei.

Si prosegue abbastanza dolcemente fino a Santa Sofia passando vicini alla diga di Ridracoli, raggiungibile attraverso una strada di collegamento per chi volesse fermarsi per una visita.

Le soste:

Al passo della Calla, dove si trova un parcheggio piuttosto ampio, con una piccolissima deviazione, si trova il rifugio della Burraia, dove si trova un bar e ristorante.

A Campigna esistono sia chioschi che servono piadina sia un paio di ristoranti.

A Corniolo, Santa Sofia e, proseguendo, a Galeata alcuni ristoranti propongono cucina locale a base di funghi.

Altri itinerari in zona:

A Santa Sofia si imbocca la strada per il passo del Carnaio fino a Bagno di Romagna da dove si può proseguire per il passo dei Mandrioli fino a Soci e Bibbiena o il valico di Montecoronaro fino a Pieve Santo Stefano.

Proseguendo da Santa Sofia fino a Galeata, attraverso il passo Forche ci si collega alla strada che porta ai Tre Faggi e da li' al Muraglione.

A Stia, invece, si sale per il Valico Croce A Mori e, proseguendo fino a Bibbiena, ai passi della Consuma, dei Mandrioli e della Verna ed al Valico dello Spino.

By Mendol
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Umbria - da Spoleto a Muccia



  • Regione: Umbria
  • Lunghezza percorso: 72 km
  • Difficolta': Medio/Alta
  • Tipo percorso: Turistico/Piegaiolo

Come Arrivarci:

Spoleto:
Da Roma/Orte (A1) si prende la S.S. 3 Flaminia fino a Spoleto. Da Val di Chiana (A1)/Perugia la S.S. 75 fino a Foligno, poi la S.S. 3 Flaminia fino a Spoleto.

Muccia:
Da Foligno la S.P. 77 Val di Chienti direzione Macerata.

Le curve:

Partendo da Spoleto si prende la S.S. 395 per Forca di Cerro - Piedipaterno (18 km di curve) poi ci si immette nella famosa S.S. 209 Valnerina che alterna brevi rettilinei a curve e tornanti.

Si supera Borgo Cerreto e si prosegue in direzione MACERATA fino a VISSO e si gira a sinistra direzione Pieve Torina - Muccia - Macerata.
Sicuramente divertente per gli amanti delle curve ma anche affascinante per i paesaggi che si incontrano.
Nel periodo estivo è facile imbattersi in sagre e feste nei paesini lungo il percorso.
Nei giorni festivi il traffico aumenta sensibilmente per la presenza dei pellegrini diretti a Cascia.

Le curve: Da Spoleto a Piedipaterno solo curve e tornanti, da Piedipaterno a Visso un misto più veloce, da Visso a Muccia più facile e scorrevole a parte a cavallo del Passo d. Fornaci.

Tipo di strada : Strade Provinciali e Statali ma a 2 corsie e a tratti strette.

Condizioni generali del manto stradale: in molti tratti appena rifatto e ottimo, anche quello vecchio è niente male. Dopo abbondanti piovute si può trovare un po' di ghiaia su qualche curva in pendenza.

Qualita' dell'asfalto: ruvido.

Le soste:

Le attrattive sono soprattutto naturalistiche legate alla valle del fiume Nera; lungo il percorso ci sono paesini molto piccoli e belli da visitare.

Ovviamente chi è amante dell'arte, dell'architettura e del Medioevo trova in Spoleto un'attrattiva ricchissima, Vallo di Nera, Scheggino, Cerreto di Spoleto, Triponzo, Preci, Visso meritano tutte una piccola visita.

Per quanto riguarda la gastronomia i ristoranti della zona sono buoni, l'Umbria è famosa per la buona cucina.
I prezzi sono buonissimi (naturalmente secondo il Ristorante e di quanto tartufo si vuole mangiare).

Altri itinerari in zona:

A Borgo Cerreto si può optare per Sellano - Casenove - Foligno o per Serravalle - Norcia - Castelluccio o per Serravalle - Cascia.

A circa 6 km da Visso, all'altezza del Passo d. Fornaci si può deviare per Cupi, Lago di Fiastra, un lago appenninico tra i più belli del centro Italia e che vale sicuramente una giornata, la strada è assolutamente da affrontare ad andatura turistica.

Più o meno tutti i percorsi presentano le stesse caratteristiche del principale.

By Fabio Mister X
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Umbria/Marche - Bocca Serriola



  • Regione: Umbria/Marche
  • Lunghezza percorso: 37 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

A Città di Castello si arriva facilmente sia da nord sia da sud tramite la E45 (SS3 bis).

Le curve:

Da Città di Castello bisogna seguire le indicazioni per Fano, uscendo dalla città lungo una strada completamente rettilinea di un paio di km a vista, che al termine inizia a salire in collina.

Il primo tratto in salita vede un paio di curve e di seguito due tornanti il cui asfalto non è ottimale (è 'grattato' per evitare le formazioni di ghiaccio).

Dopo questa fase iniziale la situazione diventa ideale: infatti fino al passo si affronta una serie continua di curve ampie, a vista, la strada è ampia e l'asfalto molto buono.

Alcuni motociclisti locali sono soliti 'sfidarsi all'ultima pedana' su questo percorso; per i più accaniti consigliamo di ripercorrere questo tratto anche in discesa per poi risalire; ne vale veramente la pena!

Attenzione alla località Fraccano; è un piccolo centro abitato spesso frequentato da forze dell'ordine con l'hobby della fotografia.

Arrivati al passo il divertimento non è finito; nel tratto in discesa che porta ad Apecchio, anche se la strada è lievemente più stretta non mancano le occasioni per pieghe accentuate, anche se le curve diventano più ampie.

Raggiunta Apecchio, si procede per Piobbico attraverso curve molto ampie e veloci; in questo tratto, che corre in parte attraverso gole, attenzione al vento forte, che spesso porta fuori traiettoria.

Le soste:

Il passo di Bocca Serriola non offre molto; vi si trova un solo bar, evidentemente sufficiente per le necessità dei 'piloti' di passaggio.

Per chi desidera rifocillarsi adeguatamente è necessario proseguire per Apecchio e Piobbico o, meglio ancora andare oltre fino ad Acqualagna, nota per il tartufo.

Altri itinerari in zona:

Da Apecchio e da Piobbico si può raggiungere S. Angelo in Vado da cui si imbocca la strada per il passo di Bocca Trabaria.

Proseguendo da Piobbico per Acqualagna si può raggiungere la gola del Furlo, evitando di imboccare la superstrada, e rimanendo sulla vecchia statale.

By Mendol
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Italia - sud

Italia - isole

da Cagliari a Villasimius da Linguaglossa a Milo

Sardegna - Da Cagliari a Villasimius



  • Regione: Sardegna
  • Lunghezza percorso: 50 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Le curve:

Da Cagliari via Roma si prosegue per il Poetto, bellissimo litorale cagliaritano e quartese.

Al bivio del Margine Rosso si prosegue per Villasimius; dal Margine Rosso a Terra Mala proseguiamo sull'orientale percorrendo dei bei rettilinei.

Da Cala Regina a Villasimius lungo il percorso si alternano curve veloci, tornanti e piccoli rettilinei, su di un manto stradale ottimo e curato ad una corsia per senso di marcia, con asfalto ruvido.

Superiamo quindi Geremeas,Torre delle Stelle, Solanas, Campus fino ad arrivare a Villasimius.

Le soste:

Io consiglio sicuramente il Ristorante Sa Cardiga e Su Pisci a Costa Rey, si mangia dell'ottimo pesce ed ha un ampio parcheggio.

In alternativa sia Costa Rey che Villasimius hanno un bellissimo lungo mare con dei bei chioschi.

Ultima sosta potrebbe essere a Marina Piccola a Cagliari per godere della bellissima vista del Golfo di Cagliari.

Altri itinerari in zona:

Arrivati al distributore di Villasimius, possiamo decidere se continuare sul litorale per percorrere dei bei tratti misti, molto simili a quelli già percorsi ma con una vista mare mozza fiato.

In alternativa si può procedere per Castiadas percorrendo una decina di chilometri di entro terra fino ad arrivare a Costa Rey, proseguendo poi per Capo Ferrato.

Da San Priamo, piccola frazione di Castiadas, percorrendo la SS 125 ci si inoltra nella gola di Campu Omu, dove si correva una gara di auto in salita.
Dalla SS 125 si può proseguire per Cagliari o per Arbatax.

By Cristian Atzori (Chicchino)
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Sicilia - da Linguaglossa a Milo



Eccoci qui a descrivere uno dei piu’ bei percorsi piegaioli che si possano desiderare, meta di una moltitudine di motociclisti, che, durante i week-end, accorrono a frotte da tutta la Sicilia orientale per “aggredire” le curve di questa mitica strada, teatro, fino a qualche anno fa, di una prova del Campionato italiano della montagna.

  • Regione: Sicilia
  • Lunghezza percorso: 32 km
  • Difficolta': Media
  • Tipo percorso: Piegaiolo

Come Arrivarci:

Partiamo da Catania e imbocchiamo la A18 CT-ME fino all’ uscita Fiumefreddo, volendo potremmo fare lo stesso percorso dalla SS 114 Orientale Sicula, ma non e’ consigliabile visto il traffico intensissimo di questa importante e pericolosissima arteria.

Una volta usciti a Fiumefreddo proseguiamo per Piedimonte Etneo, fin qui ancora prudenza a causa di traffico abbastanza intenso, fondo stradale spesso sporco e, di conseguenza, scivoloso.

Da Piedimonte raggiungiamo Linguaglossa, grosso centro alle pendici del Vulcano.

Le curve:

Da Linguaglossa, dopo aver percorso la strada principale per un chilometro circa, giriamo a sinistra osservando i cartelli che indicano: “Piano Provenzana – Pineta Ragabo”.

Da qui percorriamo circa duecento metri di fondo in basolato lavico e, dopo il passaggio a livello, entriamo in... azione...

Descrivere le sensazioni che si provano percorrendo questa “pista” e’ davvero difficile: asfalto dal grip che definire fantascientifico sarebbe riduttivo e traffico pressoche’ nullo, ma la cosa che ci esaltera’ di piu’ sono le curve: ce ne sono di tutti i tipi, dal tornante “secco” che chiude all’ improvviso, al curvone veloce che sembra non finire mai, facendoci venire il mal di mare da quanto saremo piegati, passando per quello dalla visuale “aperta” che permette l’ ingresso “tagliando” la traiettoria, tipo pista, se non viene giu’ nessuno.

Toccare con ginocchio e pedane vi verra’ facilissimo; la “goduria” durera’ circa 12 km, fino al primo “traguardo” al rifugio Brunek.

Dal rifugio proseguiamo seguendo le indicazioni per Milo, dove arriveremo percorrendo un altro incantevole tratto di circa 30 km immerso nella lava fuoriuscita durante l’ eruzione del ’71.

Anche qui curve spettacolari, quasi tutte “aperte” asfalto degno del Mugello e, se incontreremo una macchina potremo definirci davvero “sfortunati”, specialmente durante i giorni feriali.

Le soste:

Arrivati al primo “traguardo” e’ d’ obbligo una sosta al rifugio Brunek dove ci rifocilleremo con una bibita o un caffe’.

A Milo per concludere in bellezza la giornata, bastera’ cercare uno dei tanti ristoranti della zona, per gustare un ottimo pasto pasto a base di prodotti tipici locali.

By SERGIO CATALANO “Scatolino”
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