2003 - Croazia di Igor "Aigor" Ferri e Silvia Bigi

...Finalmente dopo un anno sono arrivate le tanto sognate vacanze estive, anche se purtroppo abbiamo solamente una settimana di tempo si è deciso ugualmente di andare alla scoperta della Croazia.
A dire la verita' è stata la sorte che ci ha indirizzato dalla parte giusta, infatti il gioco della "monetina" ha deciso di scartare una vacanza "eno-gastronomica-piegaiola" sulle nostre alpi precisamente dalla Val d'Aosta a Trieste.
L'organizzazione del viaggio è iniziata due giorni prima della partenza dopo aver acquistato la ormai inseparabile guida Lonely Planet.
Visto che i giorni lontani da casa non saranno molti, per la precisione seisette, la moto deve essere caricata il meno possibile. Non vogliamo portare con noi cose inutili ,cose che a meta' del viaggio ci potranno essere d'impiccio.
Siamo partiti infatti con i 2 bauletti laterali riempiti per meta' e il centrale solo con le cose di primo utilizzo come tute ad acqua, macchina fotografica e cartine varie; si dimostrera' una scelta azzeccata poiché ad ogni sosta per visitare in pochi minuti eravamo pronti con caschi e giacche al sicuro dentro ai bauletti.

S.Valentino - Trieste Km 350
Ma torniamo a noi... La partenza è fissata per le ore 8.00 e naturalmente ci siamo svegliati alle 10, carica la moto, chiudi la casa, saluta tutti e sono gia' le 12, siccome la strada da fare è molta decidiamo di fare tutta una tirata fino a Trieste.
Dopo medie paurose in autostrada siamo finalmente arrivati alla frontiera dove ci aspetta un'amara sorpresa. Il poliziotto con voce imperiosa ci dice che i passaporti sono scaduti, guardiamo la data e ci accorgiamo che erano validi fino al giorno precedente (che culo!!!).
Su consiglio del poliziotto andiamo alla Questura di Trieste e cominciando a rompere le scatole a tutti riusciamo a metterci in contatto con quella di Reggio Emilia.
Dopo aver raccontato la storia ad almeno 15 persone differenti siamo riusciti a farci fare la delega per il rinnovo, ma ormai sono le 18.30 e la questura chiude, quindi tutto è rimandato a domani mattina.
Siamo così andati alla ricerca di un hotel per passare la notte, purtroppo ne abbiamo trovato uno carissimo, ma non potevamo fare altrimenti perchè il giorno seguente dovevamo essere operativi alle 7.00 per il rinnovo e quindi varcare la frontiera ad un orario decente.

Trieste - Plitvice Km 252
Anche se alle 8.00 tutto era stato sbrigato al meglio ci mancava solamente la convalida di Reggio, una cosa velocissima, una firma su di un pezzo di carta spedita per fax. Questa procedura ci ha fatto perdere 4 ore e tutta la mia pazienza, infatti dal nervoso avevo gia' deciso di cambiare meta e andare sulle alpi, ma quando sono andato per farmi ridare i passaporti come per magia tutto era pronto...mah???
Senza perdere altro prezioso tempo abbiamo indirizzato la prua vero la Croazia.
Siamo entrati in territorio Sloveno alle 13.00, non abbiamo fatto nessuna sosta in modo da arrivare il prima possibile la' dove l'autostrada ci avrebbe lasciato per dare spazio ad una ridente e "bastardissima" stradina che rimarra' nei nostri ricordi.
Intanto nei paraggi di Rijeka tanto per non perdere l'abitudine è cominciato a piovere insistentemente facendoci subito capire che dell'asfalto Croato non ci si può affatto fidare.

Usciti dall'autostrada ci siamo immessi su la strada provinciale che porta a Plitvice transitando per Ogulin; da non credere, i primi km li abbiamo fatti a 15 km/h a causa dei buchi e la larghezza della carreggiata che nei punti più stretti superava di poco i 2 mt!!... il bello che si trattava di strada a 2 sensi di marcia... di commenti sono superflui.
Mentre ci avvicinavamo alla nostra meta siamo passati per una zona veramente fantastica, la strada era immersa in una natura incontaminata che ha cominciato a farci apprezzare, finalmente questo viaggio.

Ma la cosa che ricorderemo di più purtroppo è la desolazione e miseria che la guerra ha portato qualche anno prima; molte sono infatti le case senza tetto con una miriade di fori provocati dalle mitraglie, uno spettacolo che fa veramente pensare molto e ti fa guardare la popolazione Croata sotto un altro aspetto.

Senza altri intoppi siamo arrivati al parco nazionale, subito ci siamo preoccupati di trovare da dormire ,credendo fosse difficoltoso, ma abbiamo subito capito che sarebbe stato l'ultimo problema, la bassa stagione e la miriade di Sobe (appartamenti) ci avrebbero dato una mano per tutto il proseguire del viaggio.
Questi appartamenti se vogliamo chiamarli così non sono che stanze private date in affitto per dormire. Praticamente si dorme in casa con la gente del posto; una particolarita' è che molte di queste sistemazioni non hanno il lavandino e ci si deve arrangiare alla bene meglio.

La spesa media per il pernotto si aggira tra le 120180 kune (1422 Euro).

Parco Nazionale di Plitvice
Il giorno seguente lo abbiamo utilizzato per la visita del parco che anche se non era nella stagione migliore,(autunno) ci ha mostrato tutto il suo splendore. Plitvice in parole povere sono 16 laghetti che cascano uno dentro l'altro tramite cascate e rapide ed è una zona protetta dal passaggio dell'uomo. Il parco è stato dichiarato patrimonio dell'umanita' dall' UNESCO nel 1979.
E' inderscrivibile la bellezza di questi laghi, una meraviglia da vedere assolutamente, nessuna descrizione può fare capire veramente di che cosa si tratti.

Anche se era inizio Luglio i turisti erano tanti, non oso immaginare che ressa e che confusione ci sarebbe stata in Agosto.

Plitvice - Sibenic - Primosten km 225
Partenza al mattino presto per una bella tappa di trasferimento e per goderci quelle sante e apprezzate ore fresche del giorno. Lasciata la zona del parco nel giro di 30 km il paesaggio è cambiato radicalmente, se prima eravamo in mezzo al verde e all'acqua adesso viaggiamo con ai lati colline rocciose e aride che fanno tornare in mente l'entroterra della Sardegna; l'unica cosa che manca sono gli animali al pascolo ,una rarita' da queste parti.

Nel trasferimento ho notato che i Croati della parte più vicina alla Bosnia non amano tanto i turisti, infatti mi è sembrato che facessero di tutto per metterci in difficolta' ,non facendoci passare , accelerando mentre erano sorpassati, i poliziotti che ci richiamavano ad andare piano. Non è stato una gran trasferimento.
Arrivati a Primosten, un bellissimo paesino con la fortezza, abbiamo capito un'altra indispensabile cosa. Sulla costa ,dove il turismo di massa è il benvenuto ci sono 2 tipi di uffici del turismo. Quelli "ufficiali" che ti trovano una sistemazione decente e quelli che ti metterebbero a dormire anche dentro ad una galleria. Una cosa da fare assolutamente è andare a vedere la camera subito, se costa poco c'è un motivo. Comunque si parla sempre di spese che sono ben al di sotto di come siamo abituati in Italia.Una notte in un albergo a 4 stelle con tutti i confort (sauna, piscina, palestra, colazione ecc.) costa 60 Euro in 2!!!!
Hotel Tepli Bok www.auroraclub.hr

Se si vuole spendere ancora meno ci si può affidare alla “ndrangheta” :o) locale con prezzi ridicoli 10 / 13 Euro in 2.
La sera siamo andati visitare la fortezza e le sue mura e visto che eravamo sul mare abbiamo voluto concludere degnamente la serata mangiando una buona dose di pesce.

Sibenic - Dubrovnik - Korcula km 378
Dopo una dura nottata passata a digerire tutto il pesce che avevamo mangiato, si è deciso di fare un'altra tirata fino a Dubrovnik, per poi goderci le isole al ritorno verso casa. Prenotato il traghetto Spalato - Ancona per il ritorno in patria ,siamo partiti verso la citta' che da anni mi chiedevo come fosse.
Normalmente in Italia per fare 300 km ci si impiega circa 3 ore ,in Croazia no, al sud le autostrade non esistono, le strade passano per le citta' e la viabilita' non è studiata molto bene, basti pensare che siamo passati per almeno 7 mercati di frutta verdura ecc. per arrivare a destinazione.
Il panorama comunque ci ha aiutato a non farci innervosire troppo, laghi, coltivazioni e paesaggi stupendi sono riusciti a tenere il termostato dell'ira a livelli normali.

Tirando le somme siamo arrivati a Dubrovnik dopo quasi 6 ore di viaggio, passando anche per un breve tratto di Bosnia, dove, ricordate, è obbligatorio avere il passaporto per passare.

Dubrovnik(detta anche Ragusa) è bellissima, le spesse mura di pietra a strapiombo sul mare, i lastricati in marmo bianco, le case ammassate e strette tra di loro ti fanno subito capire che stai camminando in un luogo dove la storia ha lasciato il suo indelebile segno.

Nata nel VII secolo Dubrovink grazie alla sua posizione geografica non ci ha messo molto a diventare una prosperosa citta' commerciale, purtroppo per questo motivo durante buona parte della sua storia ha dovuto combattere per mantenere al propria indipendenza non sempre riuscendoci.

Bisogna anche ricordare che nella guerra di indipendenza degli anni 90' ha subito dei terribili bombardamenti che distrussero la maggior parte dei propri monumenti e che a tempo di record sono stati restaurati.

La visita della citta' dall'alto percorrendo le mura è a pagamento(15k) ,ma solamente camminando in quel perimetro si riesce a scorgere le cose più belle e nascoste di questa opera d'arte.
Dopo una vista di circa 3 ore(di più non serve) siamo ripartiti per andare a riposarci su di un'isola ,abbiamo optato per Korcula, la più vicina, anche perché ormai avevamo sulle spalle il viaggio catastrofico del mattino e volevamo riposarci un po'.
Percorsa tutta la penisola di Peljesac , fatto un piccolo tratto in traghetto di 20 minuti siamo finalmente sbarcati a ed anche qui vale la solita storia degli uffici del turismo ,anzi qui i finti albergatori ti vengono incontro e non ti lasciano in pace per un minuto.
Con un colpo di fortuna abbiamo trovato sistemazione in una stanza in centro storico con veduta sulla via più in voga del paese. (170 k 23 Euro)
Una cosa che vi voglio consigliare è di interpellare ,appena sbarcati, l'ufficio del turismo " Marco Polo" lì vi prenoteranno la stanza e l'albergatore vi verra' ad indicare la strada.
La sera siamo usciti e seguendo le indicazioni della guida abbiamo cenato al ristorante nascosto tra le vie del centro "Adio Mare" veramente valido e molto caratteristico.(180Kune)
Il dopocena lo abbiamo trascorso passeggiando sul porto e per le piccole vie del paese.

Korcula - Hvar (traghetto)
Dopo una bella nottata e una colazione in centro abbiamo prenotato il traghetto per raggiungere l'isola di Hvar. Con 3 ore a nostra disposizione, prima dell'imbarco, si è deciso di godersi un po' la vita da spiaggia.
Arrivata l'ora dell'imbarco, ho indossato tutto il mio abbigliamento tecnico di ultima generazione :o) per fare i 2 km che ci separavano dal porto e ci siamo finalmente imbarcati.

Hvar
Appena sbarcati sull’isola ci siamo prodigati a cercare una sistemazione per la notte e dopo varie discussioni con i soliti personaggi, che volevano a tutti i costi affittarci una loro camera,abbiamo trovato asilo in casa di una signora che parlava quasi perfettamente italiano.
L’unico problema è sorto quando mi hanno comunicato che non c’era il garage e la moto avrei dovuto parcheggiarla sulla strada…potete immaginare come ne sono rimasto contento..
Dopo un‘opera di convincimento da parte di Silvia mi sono deciso a lasciare la moto sul marciapiede e di andare in centro. Il paese si è dimostrato subito molto accogliente,un po’ troppo pieno di turisti per i nostri gusti,ma carino con locali e ristoranti in riva al mare.
Per la serata posso consigliare i ristoranti più nascosti e lontano dalla confusione dove si ci si può anche azzardare a mangiare pasta.
Dopo aver mangiato ci siamo spostati in centro per cercare di noleggiare un gommone o barca per il giorno dopo. Infatti di fronte a Hvar ci sono una miriade di micro-isolette che non aspettavano altro di essere visitate.

Hvar – Spalato - Trogir 50 km
Tutta la mattinata l’abbiamo passata a girovagare, con una barchetta simile a quella di Popeie in mezzo alla barriera di isole in fronte alla cittadina e sguazzando nell’acqua limpidissima.Una bella frittura di pesce e poi ci siamo diretti verso la camera, perchè dovevamo assolutamente imbarcarci per Spalato per andare a visitare un paese nelle vicinanze dichiarato patrimonio dell’umanita': Trogir.

Trogir è bellissima ,una lingua di terra sul mare,belli i campanili e la roccaforte,ma la cosa che abbiamo apprezzato di più sono state le vie cittadine veramente folcloristiche.

Trogir- cascate Krka - Spalato – Ancona - casa 400 km
Appena svegliati al mattino, notando che prima della partenza avevamo 4 ore “libere”,senza pensarci 2 volte ci siamo diretti verso le cascate di Krka (a 80 km da Trogir)sicuri di vedere un’alta meraviglia.
Infatti appena arrivati e parcheggiato la moto abbiamo notato un radicale cambiamento della vegetazione e della temperatura.
La valle formata dal fiume si presentava come un oasi in mezzo al deserto;alberi verdissimi, acqua limpida e un clima fresco da come se fossimo in montagna.
Ci sono vari percorsi,in base al tempo disponibile,noi abbiamo optato per il tragitto da un’ora. Le cascate sono splendide ed è possibile anche fare il bagno,solo se si è veramente temprati,perché l’acqua che scorre è veramente fredda.

Dopo l’ennesima meraviglia e arrivati a Spalato ci siamo imbarcati quasi subito e nelle 4 ore di navigazione verso Ancona ci siamo guardati 2 film proiettati su schermo gigante.

Dopo tanti controlli da parte della polizia Italiana siamo finalmente sbarcati e dopo 40 km di autostrada ha iniziato a piovere.
Non avevo mai visto un temporale simile, per almeno 50km vento e secchiate d’acqua ci hanno fatto compagnia. Per dare l’idea dell’intensita' della pioggia,si può paragonare a viaggiare in moto con il getto di una pulivapor a 120 bar puntato sulla visiera :o)
Non volevo fermarmi,dovevo assolutamente passare questa tempesta e lasciarla alle spalle,in certi momenti abbiamo viaggiato a 50 kmh con la visiera aperta…. un macello anche le automobili avevano difficolta' a procedere.
Fortunatamente tutto è filato liscio dopo aver passato l’inferno siamo arrivati a casa dopo la mezzanotte.

Conclusioni
La Croazia ci ha veramente meravigliato, non immaginavamo di trovarci immersi in tanto splendore. La natura incontaminata(o quasi) dall’uomo è la cosa che abbiamo apprezzato di più, il mare delle regioni più meridionali e paragonabile a quello della nostra Sardegna.
Poi si vede chiaramente che è una nazione dove la storia ha lasciato il proprio segno, i monumenti, le mura, i campanili, le fortezze sono per lo più in buono stato oppure sono stati restaurati a regola d’arte.
I Croati,a parte quelli delle regioni più lontane dal turismo, sono abbastanza ospitali se chiedi indicazioni ti aiutano volentieri.
Le cose che non abbiamo gradito sono state poche ,ma una su tutte è stato l’asfalto, specialmente quando bagnato è una cosa incredibile sembra di guidare sul sapone. Un’altra cosa che non ci ha convinto del tutto è stata la viabilita': al Nord si riesce anche a viaggiare bene ,ma al Sud è una cosa incredibile. Strade di comunicazione strette e che passano inesorabilmente nel centro dei paesi creando code inverosimili.
Ci dispiace non aver visitato Zagabria e le isole Coronate, ma con così poco tempo a nostra disposizione non potevamo fare di più.
Il pernottamento non è mai un problema (in luglio) specialmente al Sud, si trova posto ovunque e se ci si accontenta di dormire a casa degli abitanti locali, si spende veramente poco.
Per chi come noi ha la passione della subacquea credo che la Croazia si presterebbe molto bene a questo sport, non fosse per i permessi ed i visti che si è obbligati ad “acquistare” per potersi immergere.